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Deontologia del mediatore

Imparzialità, riservatezza, competenza: i doveri che reggono la credibilità della mediazione.

In sintesi. La credibilità della mediazione si regge sui doveri del mediatore: imparzialità e indipendenza, obbligo di dichiarare ogni circostanza che possa incidervi, riservatezza assoluta e inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni (artt. 9-10 d.lgs. 28/2010), oltre a requisiti di competenza e formazione rafforzati dal d.m. 150/2023.

La forza della mediazione sta nella fiducia, e la fiducia si regge sulla deontologia. Il d.lgs. 28/2010 e il d.m. 150/2023 fissano i cardini: imparzialità e neutralità del mediatore, obbligo di dichiarare ogni circostanza che possa incidere sull’indipendenza, riservatezza assoluta su dichiarazioni e informazioni acquisite (artt. 9-10), inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese.

Competenza e formazione

Il d.m. 150/2023 ha innalzato i requisiti: formazione iniziale rafforzata, aggiornamento continuo, tirocinio assistito, requisiti di onorabilità. La competenza è essa stessa un dovere deontologico: accettare una mediazione per cui non si è attrezzati tradisce le parti.

Il rapporto con gli avvocati

Anche l’avvocato che assiste in mediazione ha una deontologia dedicata: dovere di informare il cliente sulla possibilità della mediazione (art. 4, c. 3 d.lgs. 28/2010), lealtà nel procedimento, riservatezza sugli atti. La storia dei rapporti tra avvocatura e composizione bonaria — a lungo diffidenti — si sta riscrivendo: nel 2025 il 91% dei proponenti volontari era assistito da un legale.

Le sanzioni

La violazione dei doveri espone il mediatore alla sospensione o cancellazione dagli elenchi e l’organismo alle sanzioni ministeriali; sul piano civile, alla responsabilità verso le parti. Ma la sanzione più severa resta la perdita di credibilità: senza fiducia non c’è mediazione.

Domande frequenti

Il mediatore può decidere la controversia?

No: è un terzo imparziale privo del potere di rendere decisioni vincolanti; assiste le parti verso l’accordo.

Che cosa copre la riservatezza?

Le dichiarazioni rese e le informazioni acquisite nel procedimento sono riservate e processualmente inutilizzabili (artt. 9-10 d.lgs. 28/2010).

Quali requisiti di formazione servono?

Il d.m. 150/2023 richiede formazione iniziale qualificata, aggiornamento continuo e tirocinio assistito, oltre a requisiti di onorabilità.

Che cosa accade in caso di violazione?

Sono previste conseguenze disciplinari a carico del mediatore e profili di responsabilità dell’organismo.

Fonti

Per approfondire

Avvertenza. Dossier redazionale di consultazione, aggiornato a luglio 2026: verificare sempre le fonti indicate. Non costituisce né sostituisce un parere legale, psicologico, medico o terapeutico, né alcuna forma di consulenza professionale personalizzata; per ogni decisione rivolgersi a un professionista qualificato.