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Le schede per paese sulla mediazione — aggiornate al 2026

Legislazione vigente (in versione specialistica), novità 2024–2026 e riforme in discussione per tutti i 195 ordinamenti, con fonti. 50 paesi con modifiche recenti.

Afghanistan agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Secondo le fonti disponibili, l'ordinamento afghano non dispone di una legge organica sulla mediazione: la composizione amichevole delle liti è ancorata da un lato alle disposizioni del codice di procedura civile in materia di conciliazione, dall'altro alla Commercial Mediation Law del 2007, pubblicata nella Official Gazette n. 913 del 30 gennaio 2007, che disciplina la mediazione commerciale e affianca la Commercial Arbitration Law del 2007. In questo quadro opera l'Afghanistan Center for Dispute Resolution (ACDR), istituzione dedicata alla gestione dei procedimenti conciliativi e arbitrali in materia economica. Sul piano applicativo, la mediazione ha carattere volontario e trova impiego prevalentemente nelle controversie commerciali, mentre le liti civili e familiari restano largamente affidate alla conciliazione giudiziale e a forme di composizione consuetudinaria e comunitaria. Il regime dei mediatori, i requisiti di formazione, la riservatezza del procedimento e l'esecutività degli accordi non risultano compiutamente codificati in una disciplina unitaria; l'efficacia esecutiva dell'intesa si consegue tipicamente attraverso l'omologazione giudiziale o la trasfusione in lodo. L'evoluzione istituzionale successiva al 2021 rende incerta l'effettiva vigenza e attuazione di parte di tale quadro, che va pertanto letto con cautela.

Fonte: www.acerislaw.com

Albania agg. 2026

Extra-UE

📜 In discussione: Progetto di legge di riforma della l. 10385/2011 che distingue mediazione volontaria e obbligatoria (in itinere, non ancora approvato). (2024-2025 (progetto))fonte

Legislazione vigente. La materia è retta dalla Legge n. 10385 del 24 febbraio 2011 sulla mediazione nella risoluzione delle controversie, più volte modificata (segnatamente dalla l. 81/2013 e dalla riforma del 2018). Si tratta di una disciplina organica che regola la mediazione a carattere volontario e la estende a un ampio ventaglio di materie: controversie civili, commerciali, familiari, di lavoro e taluni profili penali suscettibili di composizione. Il procedimento è improntato ai principi di volontarietà, imparzialità e riservatezza; il mediatore non decide la lite ma assiste le parti nel raggiungimento di un accordo, e le informazioni acquisite non possono di regola essere utilizzate nel successivo giudizio. La legge prevede requisiti soggettivi e obblighi di formazione per l'accesso alla professione, con iscrizione in apposito registro e vigilanza istituzionale; la riforma del 2018 ha inciso sull'assetto organizzativo e sugli standard di qualità. L'accordo di mediazione, una volta perfezionato, acquista efficacia vincolante tra le parti e può conseguire forza esecutiva secondo le procedure di riconoscimento previste dall'ordinamento. Pur non configurandosi come condizione generale di procedibilità, la mediazione è promossa quale strumento privilegiato di deflazione del contenzioso, in coerenza con l'orientamento europeo di allineamento cui l'Albania tende nel percorso di adesione.

Evoluzione storica. Legge sulla mediazione n. 9090 del 2003; conciliazione tradizionale (pleqësi/besa).

Fonte: imimediation.org

Algeria agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La mediazione algerina è disciplinata all'interno del Code de procédure civile et administrative, adottato con legge 08-09 del 2008 (artt. 994 e seguenti) e oggetto di modifiche fino al 2022. Il modello è quello della médiation judiciaire: nel corso del processo il giudice può, con l'accordo delle parti, designare un mediatore incaricato di favorire la composizione della lite, entro termini fissati dall'autorità giudiziaria e sotto il suo controllo. Il codice contempla altresì forme di conciliazione preliminare obbligatoria in specifiche materie, in particolare nel contenzioso familiare e in quello del lavoro. L'ambito elettivo è dunque quello delle controversie civili e commerciali disponibili, con esclusione delle materie sottratte alla disponibilità delle parti. Il procedimento è connotato dalla riservatezza e dalla neutralità del mediatore, i cui esiti non pregiudicano il giudizio in caso di mancato accordo. L'intesa raggiunta viene sottoposta al giudice per l'omologazione, che le conferisce efficacia esecutiva. Non esiste un registro professionale unitario dei mediatori paragonabile ai modelli europei, e la mediazione conserva natura essenzialmente volontaria e giudiziale, priva di una condizione generale di procedibilità; le riforme processuali del 2022 hanno ritoccato l'impianto senza mutarne la fisionomia di fondo.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di matrice francese; conciliazione (sulh).

Fonte: www.wipo.int · testo

Andorra agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il quadro vigente è dato dalla Llei 3/2018, del 22 de març, de mediació, pubblicata nel Butlletí Oficial del Principat d'Andorra, che costituisce la disciplina organica della mediazione nel Principato. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale e familiare, configurandola come procedura volontaria fondata sui principi di volontarietà, imparzialità, neutralità e riservatezza. Il procedimento si articola in una sessione iniziale informativa e in successivi incontri gestiti dal mediatore, il quale non impone soluzioni ma agevola l'accordo tra le parti; la partecipazione non pregiudica l'accesso alla tutela giurisdizionale e sospende, ove previsto, i termini di prescrizione e decadenza. La normativa istituisce un registro dei mediatori e ne definisce i requisiti di qualificazione e formazione, subordinando l'esercizio dell'attività all'iscrizione e a standard professionali verificati, con la relativa vigilanza amministrativa. Sul piano probatorio vige un regime rafforzato di riservatezza, che sottrae al giudizio le dichiarazioni rese e i documenti formati nel corso della mediazione. L'accordo, una volta sottoscritto, vincola le parti e può acquisire efficacia esecutiva mediante formalizzazione notarile o omologazione giudiziale, secondo le forme previste dall'ordinamento andorrano.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziaria tradizionale.

Fonte: www.bopa.ad · testo

Angola agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Novo Código do Processo do Trabalho (Lei n.º 2/24 del 19 marzo 2024): mediazione e conciliazione nei conflitti di lavoro non più obbligatorie ma facoltative (salvo infortuni/malattie professionali). (in vigore 19 aprile 2024)fonte (portoghese)

Legislazione vigente. L'ordinamento angolano, di tradizione giuridica portoghese, dispone della Lei n.º 12/16 del 12 agosto 2016 sulla Mediação de Conflitos e Conciliação, che affianca la più risalente Lei n.º 16/03 sull'arbitrato volontario. La legge del 2016 fornisce la cornice organica della mediazione e della conciliazione, promuovendone l'impiego nelle controversie civili e commerciali disponibili, nonché nei conflitti di lavoro e, sul piano della giustizia di prossimità, presso i tribunali comunitari. Il procedimento ha carattere volontario e si fonda sull'autonomia delle parti, sull'imparzialità del mediatore e sulla riservatezza degli scambi, che non possono essere fatti valere nel successivo giudizio in caso di esito negativo. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, i profili di formazione e i meccanismi istituzionali di gestione dei procedimenti, in coerenza con lo sviluppo dei centri di risoluzione alternativa. L'accordo raggiunto vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva secondo le forme di omologazione previste dall'ordinamento. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma quale strumento promosso di deflazione e pacificazione, complementare al sistema arbitrale disegnato dalla legge del 2003.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e tribunali comunitari.

Fonte: www.cmc.ao

Antigua e Barbuda agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Antigua e Barbuda si colloca nel sistema giudiziario della Eastern Caribbean Supreme Court (ECSC): la mediazione è regolata dalle Civil Procedure Rules 2023 e dalla relativa Mediation Practice Direction, che disciplinano il rinvio delle cause civili alla mediazione annessa al tribunale (court-connected mediation). L'assetto si innesta sulla tradizione di common law e sul precedente impianto processuale, integrato da interventi settoriali. La mediazione ha in questo quadro carattere settoriale e, in determinate categorie di controversie civili e commerciali, può essere disposta o incentivata dal giudice quale passaggio del case management, con effetti sui costi in caso di rifiuto ingiustificato di parteciparvi. Il procedimento è gestito da mediatori accreditati secondo gli standard fissati in ambito ECSC ed è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in sede di mediazione. L'accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento del giudice e acquisire così efficacia esecutiva. Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione, la cui base normativa resta prevalentemente processuale e regolamentare; le regole del 2023 rappresentano l'aggiornamento più recente dell'impianto.

Fonte: www.wipo.int · testo

Arabia Saudita agg. 2026

Extra-UE

📜 In discussione: Progetto di Legge sulla Mediazione (مشروع نظام الوساطة) in fase avanzata verso l'emanazione (mediazione civile/commerciale, riservatezza, tendenza al tentativo obbligatorio pre-contenzioso). (2024-2026 (progetto))fonte

Legislazione vigente. Nel diritto saudita la composizione amichevole delle liti si fonda anzitutto sull'istituto della sulh di matrice sharaitica e, sul versante commerciale, sulle regole di mediazione del Saudi Center for Commercial Arbitration (SCCA). Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione; il quadro di riferimento è dato dalla Legge sui tribunali commerciali (Regio Decreto M/93 del 1441H, 2020) e dalle riforme processuali che, insieme alla Legge sull'esecuzione del 2012, favoriscono la conciliazione e l'esecutività degli accordi. La mediazione ha carattere settoriale: in specifiche controversie commerciali il tentativo conciliativo può costituire fase preliminare o incentivata del procedimento, mentre in via generale conserva natura volontaria. Il procedimento gestito dall'SCCA si svolge secondo regole che assicurano riservatezza e neutralità del mediatore, con inutilizzabilità nel giudizio degli elementi emersi in mediazione. Gli accordi conciliativi possono conseguire efficacia esecutiva attraverso i tribunali dell'esecuzione, in coerenza con l'impianto della legge del 2012. I requisiti e l'accreditamento dei mediatori sono definiti dai regolamenti dei centri istituzionali; il complesso delle riforme del Vision 2030 ha rafforzato gli strumenti di ADR quale leva di attrattività del contenzioso commerciale.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e comitati di riconciliazione.

Fonte: ezine.eversheds-sutherland.com · testo

Argentina agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Nuova regolamentazione della Ley 26.589: Decreto 379/2025 (mediación prejudicial en salud, PROMESA) e Decreto 696/2025 (digitalizzazione, udienze in videoconferenza, firma/notifiche elettroniche; sistema SIGIM in sostituzione di MEPRE). (Decreto 379/2025 (4.6.2025) e 696/2025 (30.9.2025); SIGIM dal 29.6.2025)fonte (spagnolo)

Legislazione vigente. La disciplina è retta dalla Ley 26.589 de Mediación y Conciliación del 15 aprile 2010, in vigore dal 6 maggio 2010, coordinata con il decreto attuativo (originariamente 467/11) e aggiornata dalla regolamentazione recente contenuta nei Decreti 379/2025 e 696/2025. Il tratto qualificante del modello argentino è l'obbligatorietà: la mediazione previa è configurata come condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria nella maggior parte delle controversie civili e commerciali, con talune esclusioni tipizzate (tra cui materie penali, alcune azioni familiari indisponibili e i procedimenti urgenti). Il procedimento si apre con la designazione del mediatore e la convocazione delle parti a un primo incontro, si svolge entro termini definiti e sospende la prescrizione; il rifiuto o la mancata partecipazione produce effetti sul processo. La legge disciplina i requisiti, la formazione e la matricola dei mediatori, tenuta dall'autorità competente in seno al Ministero della Giustizia, e prevede la riservatezza del procedimento con inutilizzabilità delle dichiarazioni. L'accordo omologato acquista efficacia esecutiva. Gli interventi regolamentari del 2025 hanno aggiornato onorari, procedure e profili organizzativi, senza intaccare l'impianto dell'obbligatorietà.

Fonte: www.argentina.gob.ar

Commenti (lingua orig.): Noetinger & Armando Abogados

Armenia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Secondo le fonti disponibili, la mediazione armena si fonda su un quadro introdotto nel 2015 e sviluppato attraverso il Codice di procedura civile del 2018 e la legge dedicata alla mediazione, con emendamenti del 2022 concernenti in particolare la mediazione familiare. La disciplina regola la mediazione in materia civile e commerciale e conosce applicazioni settoriali di carattere obbligatorio o incentivato, segnatamente nel contenzioso familiare, dove il legislatore ha rafforzato il ricorso allo strumento conciliativo. Il procedimento ha natura volontaria e riservata, è affidato a mediatori qualificati e non pregiudica l'accesso al giudice; le informazioni scambiate godono di protezione sul piano probatorio. La normativa definisce i requisiti soggettivi, gli obblighi di formazione e l'iscrizione dei mediatori in apposito registro, con vigilanza istituzionale sulla qualità del servizio. L'accordo raggiunto vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva mediante omologazione secondo le forme processuali vigenti. Gli estremi esatti dei singoli atti normativi non risultano compiutamente disponibili nelle fonti consultate e vanno pertanto assunti con cautela; è comunque accertata l'estensione operata nel 2022 in materia familiare.

Fonte: weinsteininternational.org

Australia agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Sostituzione del NMAS con l'AMDRAS (Australian Mediator and Dispute Resolution Accreditation Standards): accreditamento a tre livelli, formazione da 38 a 45 ore, prova scritta. (transizione dal 1.7.2024; AMDRAS in vigore dal 1.7.2025)fonte (inglese)

Legislazione vigente. Il quadro australiano è a più livelli: sul piano federale opera il Civil Dispute Resolution Act 2011 (Commonwealth), che impone alle parti di intraprendere passi ragionevoli (genuine steps) per risolvere la controversia prima di adire i tribunali federali, mentre singoli Stati e Territori dispongono di proprie discipline sulla mediazione e sul rinvio giudiziale. L'accreditamento professionale è governato dal National Mediator Accreditation System (NMAS), in fase di evoluzione verso l'Australian Mediation and Dispute Resolution Accreditation Standards (AMDRAS), che fissa gli standard di competenza, formazione, condotta e aggiornamento dei mediatori. La mediazione ha carattere settorialmente obbligatorio: emblematica è la Family Dispute Resolution, di regola condizione necessaria prima di adire il giudice nelle controversie sui figli, salvo eccezioni per violenza domestica e urgenza. Il procedimento è riservato e i relativi scambi godono di protezione probatoria secondo la legislazione applicabile. Gli accordi possono essere resi esecutivi, anche mediante recepimento in consent orders del tribunale. L'impianto valorizza la deflazione del contenzioso e la qualità professionale dei mediatori, con una disciplina che combina fonte federale, statale e sistema di accreditamento non statale.

Evoluzione storica. Community Justice Centres dagli anni '80; NADRAC (1995-2013).

Fonte: msb.org.au · testo

Austria agg. 2026

UE

Legislazione vigente. La disciplina cardine è lo Zivilrechts-Mediations-Gesetz (ZivMediatG), BGBl. I Nr. 29/2003, tuttora vigente nella versione consolidata e modificata da ultimo con BGBl. I 246/2021. La legge regola la mediazione in materia civile a carattere volontario, definendo la figura del mediatore iscritto (eingetragener Mediator) e istituendo un registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, con requisiti stringenti di formazione, qualificazione e aggiornamento professionale. Un profilo qualificante è la sospensione della prescrizione e dei termini di decadenza per la durata della mediazione condotta da mediatore registrato, che incentiva il ricorso allo strumento senza pregiudizio per le posizioni sostanziali. Il procedimento è improntato a volontarietà, imparzialità e riservatezza: il mediatore è tenuto al segreto e gode di un privilegio testimoniale, con conseguente inutilizzabilità nel giudizio di quanto emerso in mediazione. La mediazione non costituisce condizione di procedibilità, restando facoltativa anche quando promossa dal giudice. L'accordo vincola le parti sul piano contrattuale e può acquisire efficacia esecutiva mediante atto notarile o omologazione. La modifica del 2021 ha aggiornato l'impianto, anche in coerenza con l'evoluzione del diritto europeo della mediazione.

Evoluzione storica. Legge del 2003, anteriore alla direttiva.

Recepimento dir. 2008/52/CE. ZivMediatG 2003 integrato per le controversie transfrontaliere (EU-Vermittlungs-Richtlinie-Umsetzungsgesetz).

Fonte: www.ris.bka.gv.at

Azerbaigian agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge di modifica della Legge «Sulla mediazione» n. 1555-VQ/2019: validità quinquennale del certificato, requisiti per mediazione familiare e del lavoro, ruolo del Consiglio di Mediazione. (firmata 22.4.2025, pubbl. 22.5.2025)fonte (azero)

Legislazione vigente. Il riferimento è la Legge «Sulla mediazione» n. 1555-VQ del 29 marzo 2019, che introduce nell'ordinamento azero una disciplina organica dello strumento conciliativo. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale, familiare e del lavoro e prevede applicazioni a carattere settorialmente obbligatorio: per talune categorie di controversie il ricorso preliminare alla mediazione, o quantomeno a una sessione informativa, è configurato come passaggio necessario prima dell'accesso al giudice, secondo un'attuazione progressiva scandita da termini di entrata a regime. Il procedimento si fonda su volontarietà, imparzialità e riservatezza; il mediatore agevola l'accordo senza imporre soluzioni, e le dichiarazioni rese non sono utilizzabili nel successivo giudizio. La normativa disciplina i requisiti dei mediatori, la formazione e l'iscrizione in registro, affidando a un organismo di autogoverno (Mediation Council) le funzioni di accreditamento, vigilanza e deontologia. L'accordo di mediazione vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva mediante omologazione secondo le forme processuali interne. L'impianto riflette l'intento del legislatore di promuovere la cultura della mediazione e la deflazione del contenzioso, con un'implementazione avviata dopo l'adozione della legge del 2019.

Fonte: mediationblog.kluwerarbitration.com · testo

Bahamas agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Alle Bahamas la mediazione è essenzialmente annessa al tribunale (court-connected mediation) e trova la sua base nelle Supreme Court (Civil Procedure) Rules 2022, in vigore dal 1° marzo 2023, che hanno rinnovato l'impianto processuale civile. Non esiste una legge organica unitaria sulla mediazione: la disciplina è di fonte processuale e affida alla Supreme Court la gestione di programmi di mediazione per le cause civili, con possibilità di rinvio delle liti nell'ambito del case management. In questo quadro la mediazione ha carattere settoriale: in determinate categorie di controversie il giudice può disporne o incentivarne l'esperimento, con riflessi sui costi in caso di condotta non collaborativa delle parti. Il procedimento è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, ed è condotto da mediatori qualificati secondo gli standard adottati dalla Corte. L'accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento giudiziale e acquisire efficacia esecutiva. Le regole del 2022 rappresentano l'aggiornamento più recente e collocano la mediazione entro la logica della gestione efficiente del contenzioso civile, in continuità con la tradizione di common law dell'arcipelago.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di common law.

Fonte: courts.bs · testo

Bahrain agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Bahrain dispone del Legislative Decree No. 22 of 2019 sulla mediazione (Mediation), integrato dai regolamenti attuativi n. 126/2019 e n. 32/2020, che costituiscono la cornice organica dello strumento e si affiancano al risalente Legislative Decree No. 30 of 2009 istitutivo della Bahrain Chamber for Economic, Financial and Investment Dispute Resolution (BCDR). La disciplina regola la mediazione in materia civile e commerciale a carattere volontario: le parti vi ricorrono su base consensuale, senza che essa sia configurata come condizione generale di procedibilità. Il procedimento si fonda su imparzialità e riservatezza del mediatore, con protezione delle informazioni scambiate e loro inutilizzabilità nel successivo giudizio. I regolamenti del 2019 e del 2020 definiscono i requisiti dei mediatori, l'accreditamento, la formazione e le regole procedurali applicabili, in coerenza con la vocazione del Regno quale hub regionale per la risoluzione delle controversie economiche e finanziarie. L'accordo di mediazione vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva secondo le forme di omologazione previste dall'ordinamento. L'impianto si inserisce in un più ampio disegno di rafforzamento degli strumenti di ADR, funzionale ad accrescere l'attrattività del foro bahreinita per gli operatori economici internazionali.

Fonte: www.loc.gov

Bangladesh agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Legal Aid (Amendment) Ordinance 2025 (mediazione pre-processuale obbligatoria per mantenimento, dote, affitto, famiglia) e Commercial Court Ordinance 2026 con percorsi ADR/mediazione obbligatori. (2025-2026)fonte (inglese)

Legislazione vigente. In Bangladesh la mediazione endoprocessuale è disciplinata dalle Sections 89A, 89B e 89C del Code of Civil Procedure del 1908, introdotte nel 2003 ed estese nel 2012, che prevedono forme di mediazione obbligatoria nelle cause civili: il giudice è tenuto a rinviare le parti alla mediazione prima di procedere, salvo le eccezioni di legge, sicché lo strumento assume in questi ambiti carattere di condizione settorialmente obbligatoria. Discipline speciali operano nel recupero crediti, in particolare ai sensi dell'Artha Rin Adalat Act 2003 per il contenzioso bancario, mentre l'arbitrato è retto dall'Arbitration Act 2001. L'ambito applicativo comprende le controversie civili e commerciali disponibili; il procedimento è affidato al giudice o a mediatori designati, si svolge entro termini definiti e, in caso di esito negativo, il processo riprende senza pregiudizio derivante da quanto emerso in mediazione, in ossequio alla riservatezza. La normativa non delinea un registro professionale unitario dei mediatori paragonabile ai modelli europei, restando la mediazione ancorata al modello court-connected. L'accordo raggiunto viene recepito dal giudice e acquista così efficacia esecutiva, integrandosi nel provvedimento che definisce la causa.

Evoluzione storica. Conciliazione (shalish) comunitaria di antica tradizione.

Fonte: judiciary.gov.bd

Barbados agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il riferimento organico è il Mediation Act, 2015, che dota Barbados di una disciplina legislativa dello strumento conciliativo, affiancata dalle Supreme Court (Civil Procedure) Rules e da programmi di mediazione annessa al tribunale, tra cui il Court-Annexed Mediation Pilot Project. La legge del 2015 regola la mediazione in materia civile e commerciale e ne consente applicazioni a carattere settoriale, in particolare nell'ambito del rinvio giudiziale delle cause, dove il giudice può disporne o incentivarne l'esperimento nell'ottica del case management. Il procedimento è improntato a volontarietà, imparzialità e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione e protezione degli scambi tra le parti. La normativa disciplina i requisiti e l'accreditamento dei mediatori, gli standard di formazione e le regole procedurali. Sul piano regionale, Barbados si inserisce nel quadro del Trattato riveduto di Chaguaramas istitutivo della CARICOM, i cui articoli promuovono meccanismi di risoluzione delle controversie nell'area caraibica. L'accordo raggiunto vincola le parti e, ove recepito nel procedimento pendente o omologato, acquisisce efficacia esecutiva, consolidando l'orientamento deflativo dell'ordinamento barbadiano.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di common law.

Fonte: www.barbadoslawcourts.gov.bb

Belgio agg. 2026

UE

⚠ Novità 2024–2026: Loi du 15 mai 2024 che modifica il Code judiciaire su médiation e modes amiables: il giudice può proporre/ordinare d'ufficio la mediazione, obbligo per avvocati e ufficiali giudiziari di informare, sospensione dei termini. (in vigore 7 giugno 2024)fonte (francese/olandese)

Legislazione vigente. La mediazione belga è disciplinata nella Parte VII del Codice giudiziario (artt. 1723/1-1737), introdotta dalla loi del 21 febbraio 2005 e profondamente riformata dalla loi del 18 giugno 2018. Il codice distingue la mediazione volontaria da quella giudiziale disposta o suggerita dal giudice, coprendo le materie civili e commerciali disponibili, nonché ambiti familiari e sociali. La riforma del 2018 ha rafforzato la Commission fédérale de médiation, unico organo competente ad accreditare i mediatori, a fissarne gli standard di formazione e deontologia e a tenere la lista dei mediatori agréés; solo la mediazione condotta da mediatore accreditato consente l'omologazione dell'accordo. Il procedimento è connotato da volontarietà, imparzialità e riservatezza: le comunicazioni e i documenti formati in mediazione sono coperti da un rigoroso regime di confidenzialità e sono inutilizzabili nel giudizio, con corrispondente obbligo di segreto del mediatore. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, pur essendo fortemente promossa dal legislatore quale strumento deflativo, anche in attuazione della direttiva europea. L'accordo sottoscritto da mediatore accreditato può essere omologato dal giudice e acquisire efficacia esecutiva pari a quella di una sentenza.

Evoluzione storica. Prima del 2005 conciliazione giudiziaria tradizionale.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Loi del 21 febbraio 2005 (già conforme alla direttiva).

Fonte: e-justice.europa.eu · testo

Belize agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Senior Courts (Civil Procedure) Rules 2025 (sostituiscono le Rules 2005): Pre-Action Protocols obbligatori, mediazione ordinabile in ogni fase, judicial settlement conferences; creazione del National ADR Committee (2024). (2024-2025)fonte (inglese)

Legislazione vigente. In Belize la mediazione è annessa al tribunale (court-connected mediation) ed è disciplinata dalla Parte 73 delle Supreme Court (Civil Procedure) Rules 2005, integrate dalle Mediation Rules, che consentono il rinvio delle cause civili alla mediazione e prevedono la figura di un mediation coordinator presso la Corte Suprema. Non esiste una legge organica unitaria sulla mediazione: la base è di fonte processuale, in coerenza con la tradizione di common law. La mediazione ha carattere volontario e si inserisce nella gestione del contenzioso civile e commerciale, potendo essere promossa dal giudice nell'ambito del case management senza costituire condizione generale di procedibilità. Il procedimento è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni rese, ed è condotto da mediatori qualificati secondo gli standard adottati dalla Corte. L'accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento giudiziale e acquisire efficacia esecutiva. L'impianto valorizza la deflazione del contenzioso e la definizione consensuale delle liti, mantenendo la mediazione entro una cornice essenzialmente regolamentare e giudiziale.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale; arbitrato del lavoro obbligatorio.

Fonte: www.belizejudiciary.org

Benin agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Benin, Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore il 15 marzo 2018. Si tratta di un testo sovranazionale immediatamente applicabile nel diritto interno, che disciplina la mediazione in materia civile e commerciale in modo uniforme negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale scelto dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda sui principi di autonomia, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. L'ordinamento beninese conosce inoltre la conciliazione giudiziaria e la presenza di centri di arbitrato e mediazione. Un profilo qualificante dell'Atto uniforme è il regime dell'esecutività: l'accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell'autorità competente, con efficacia riconosciuta nell'intero spazio OHADA. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento deflativo e di sviluppo del clima degli affari; l'uniformazione sovranazionale ne rafforza la certezza e la circolazione degli accordi.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Bhutan agg. 2026

Extra-UE

📜 In discussione: Alternative Dispute Resolution (Amendment) Bill 2024 in deliberazione (modifiche a 159 disposizioni dell'ADR Act 2013; allineamento alla UNCITRAL Model Law). (2024 (iter in corso))fonte

Legislazione vigente. Il Bhutan dispone dell'Alternative Dispute Resolution Act of Bhutan 2013, che costituisce la disciplina organica della mediazione e dell'arbitrato nel Regno, inserendosi in un ordinamento fondato sul Thrimzhung Chhenmo del 1959 e sul Civil and Criminal Procedure Code del 2001. La legge regola la mediazione in materia civile e commerciale a carattere volontario, promuovendone l'impiego quale strumento di composizione delle liti in armonia con la tradizione locale di conciliazione comunitaria (nangkha nangdrig). Il procedimento si fonda su volontarietà, imparzialità e riservatezza; il mediatore agevola l'accordo senza imporre soluzioni, e le informazioni scambiate godono di protezione sul piano probatorio, non essendo utilizzabili nel successivo giudizio. La normativa definisce i requisiti dei mediatori, i profili di formazione e accreditamento e le regole procedurali, prevedendo un quadro istituzionale per la gestione dei procedimenti di ADR. L'accordo raggiunto vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva mediante le forme di riconoscimento previste dalla legge. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma valorizzata quale via preferenziale di soluzione consensuale delle controversie, coerente con la filosofia bhutanese della felicità nazionale lorda.

Fonte: www.nationalcouncil.bt · testo

Bielorussia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Bielorussia è retta dalla Legge «Sulla mediazione» n. 58-Z del 12 luglio 2013, che introduce una disciplina organica dello strumento conciliativo, coordinata con il Codice di procedura economica per i profili di raccordo con il processo. La legge regola la mediazione in materia civile ed economica a carattere volontario: le parti vi ricorrono su base consensuale, prima o durante il giudizio, senza che essa costituisca condizione generale di procedibilità. Il procedimento si fonda su volontarietà, cooperazione, imparzialità e riservatezza; il mediatore agevola l'accordo senza potere decisorio, e le informazioni acquisite sono coperte da confidenzialità e inutilizzabili nel successivo giudizio, salvo consenso delle parti. La normativa disciplina i requisiti soggettivi dei mediatori, gli obblighi di formazione e l'iscrizione in un registro tenuto dall'autorità competente, con vigilanza istituzionale sulla qualità del servizio e regole deontologiche. L'accordo di mediazione vincola le parti e, ove raggiunto nel corso del processo o omologato, può acquisire efficacia esecutiva secondo le forme previste dai codici processuali. L'impianto riflette l'intento di promuovere strumenti alternativi di deflazione del contenzioso civile ed economico.

Fonte: www.wipo.int · testo

Bolivia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Bolivia è retta dalla Ley N° 708 de Conciliación y Arbitraje del 2015, modificata dalla Ley 936/2017, che disciplina in modo organico la conciliazione e l'arbitrato attraverso centri autorizzati. La legge regola gli strumenti conciliativi in materia civile e commerciale disponibile e prevede la conciliazione previa in numerose materie, quale passaggio promosso o richiesto prima dell'accesso al giudice, pur senza configurarsi in via generale come rigida condizione di procedibilità estesa a ogni controversia. Il procedimento si fonda su volontarietà, imparzialità e riservatezza; il conciliatore agevola l'accordo tra le parti, e le informazioni scambiate godono di protezione sul piano probatorio. La normativa definisce i requisiti dei conciliatori e degli arbitri, gli standard di formazione e l'autorizzazione dei centri, affidando a questi ultimi la gestione dei procedimenti e la relativa vigilanza. L'accordo conciliativo raggiunto vincola le parti e acquista efficacia esecutiva, assimilato nei suoi effetti a un titolo idoneo all'esecuzione forzata. La riforma del 2017 ha aggiornato l'impianto, rafforzando il ruolo degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie quale leva di deflazione del contenzioso e di accesso alla giustizia nel sistema plurinazionale boliviano.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giustizia comunitaria indigena originaria campesina (riconosciuta dalla Costituzione del 2009).

Fonte: www.lexivox.org

Bosnia ed Erzegovina agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La disciplina è data dallo Zakon o postupku medijacije (Legge sul procedimento di mediazione), pubblicato nel Službeni glasnik BiH n. 37/2004, che costituisce la cornice organica dello strumento a livello statale. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale, familiare e del lavoro a carattere volontario: le parti vi ricorrono su base consensuale, prima o nel corso del giudizio, senza che essa sia configurata come condizione generale di procedibilità. Il procedimento si fonda su volontarietà, imparzialità, neutralità e riservatezza; il mediatore agevola l'accordo senza potere decisorio, e le comunicazioni e i documenti formati in mediazione sono coperti da confidenzialità e inutilizzabili nel successivo giudizio. La normativa disciplina i requisiti dei mediatori, la formazione e l'iscrizione in registro, affidando ad un'associazione di mediatori le funzioni di accreditamento, vigilanza e deontologia in coordinamento con le istituzioni giudiziarie. L'accordo di mediazione vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva secondo le forme previste dall'ordinamento, anche mediante recepimento nel procedimento pendente. L'impianto, ispirato agli standard europei, promuove la deflazione del contenzioso in un assetto istituzionale complesso, articolato tra i diversi livelli di governo del Paese.

Fonte: www.balkanmediation.org

Botswana agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Botswana la mediazione è annessa al tribunale ed è disciplinata dalle High Court Rules, in particolare dall'Order 42A dedicato al case management e alla mediazione, che ne prevedono l'esperimento nell'ambito della gestione delle cause civili. Un tratto qualificante è il carattere obbligatorio: nel quadro del case management la mediazione è configurata come passaggio necessario del procedimento, sicché le parti sono tenute a esperirla prima della prosecuzione del giudizio. Discipline speciali operano presso l'Industrial Court per i conflitti di lavoro, mentre permane la conciliazione tradizionale nei kgotla, istituzione comunitaria di composizione delle liti. Il procedimento è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, ed è condotto da mediatori qualificati secondo gli standard adottati dalla Corte. Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione, la cui base normativa resta prevalentemente processuale e regolamentare, in coerenza con la tradizione di common law. L'accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento giudiziale e acquisire efficacia esecutiva, integrandosi nella definizione consensuale della lite promossa dall'ordinamento botswano.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria (kgotla) e giudiziaria.

Fonte: botswanalaws.com · testo

Brasile agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Brasile dispone della Lei n° 13.140 del 26 giugno 2015 (Lei de Mediação), che disciplina la mediazione tra privati e l'autocomposizione dei conflitti nell'ambito della pubblica amministrazione, in raccordo con il Codice di procedura civile del 2015 (art. 334), a sua volta ritoccato nel 2016. La disciplina copre le controversie civili e commerciali su diritti disponibili e, entro certi limiti, indisponibili transigibili. Il tratto qualificante è dato dall'art. 334 CPC: nel procedimento comune, salvo che entrambe le parti manifestino disinteresse o la lite non ammetta autocomposizione, è prevista un'udienza iniziale di conciliazione o mediazione, la cui ingiustificata mancata comparizione è sanzionata; ne deriva un'obbligatorietà settoriale di questa fase preliminare. Il procedimento è retto da imparzialità, autonomia della volontà e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio di quanto emerso in mediazione. La legge distingue mediatori giudiziali ed extragiudiziali, ne definisce requisiti, formazione e registrazione presso i tribunali, e valorizza i centri giudiziari di soluzione consensuale delle liti (CEJUSC). L'accordo raggiunto costituisce titolo esecutivo extragiudiziale e, se omologato dal giudice, titolo esecutivo giudiziale; il Brasile ha inoltre sottoscritto la Convenzione di Singapore sulla mediazione.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziale tradizionale; Lei dos Juizados Especiais 9.099/1995.

Fonte: www.lexml.gov.br

Brunei agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Secondo le fonti disponibili, il Brunei non dispone di una legge organica sulla mediazione: lo strumento opera in forma annessa al tribunale presso la Supreme Court, sulla base di Practice Directions, e attraverso la mediazione (majlis) nei tribunali della Syariah, in materia prevalentemente familiare, ai sensi della legislazione sui Syariah Courts. Il quadro si completa con l'Arbitration Act (Cap. 184, 2001) per l'arbitrato, in un ordinamento di tradizione di common law innestata sul diritto islamico. La mediazione ha carattere volontario e si inserisce nella gestione del contenzioso civile e commerciale, potendo essere promossa dal giudice nell'ambito del case management senza costituire condizione generale di procedibilità. Il procedimento è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni rese, ed è condotto secondo gli standard adottati dalle corti. Non risulta un registro professionale unitario dei mediatori paragonabile ai modelli europei, restando l'accreditamento affidato alle istituzioni giudiziarie. L'accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento giudiziale e acquisire efficacia esecutiva. L'assenza di una disciplina codificata unitaria colloca la mediazione bruneiana in un quadro essenzialmente giurisprudenziale e regolamentare.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria e islamica tradizionale.

Fonte: cacj-ajp.org

Bulgaria agg. 2026

UE

⚠ Novità 2024–2026: Riforma del Codice di procedura civile e della Legge sulla mediazione: riunione informativa obbligatoria (una per causa) per 11 categorie di controversie, costi a carico del tribunale fino a 3 ore, rimborso dell'85% della tassa in caso di accordo (dopo la sentenza costituzionale del 1.7.2024). (in vigore 12 luglio 2025)fonte (bulgaro)

Legislazione vigente. La Bulgaria è retta dallo Zakon za mediatsiyata (Legge sulla mediazione), SG 110/2004, più volte modificato, e dal Regolamento n. 2/2007 sulla formazione. Il quadro è stato profondamente innovato dalla legge di modifica del 2023 e, soprattutto, dalla riforma del Codice di procedura civile entrata in vigore il 12 luglio 2025, che ha introdotto all'art. 140a una sessione informativa obbligatoria sulla mediazione: in determinate categorie di controversie civili e commerciali il giudice può disporre che le parti partecipino a un primo incontro informativo, configurando così un'obbligatorietà settoriale del passaggio preliminare. La precedente riforma del 2023 che introduceva la mediazione obbligatoria era stata dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale il 1° luglio 2024. Il procedimento conserva natura volontaria quanto all'esito, ed è retto da imparzialità, neutralità e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione e obbligo di segreto del mediatore. La normativa disciplina i requisiti, la formazione e l'iscrizione dei mediatori in un registro unificato tenuto dal Ministero della Giustizia. L'accordo di mediazione vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva mediante omologazione. La riforma del 2025 segna un rafforzamento marcato dello strumento in chiave deflativa, in linea con gli orientamenti europei.

Evoluzione storica. Prima del 2004 non esisteva una disciplina organica.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Modifica della legge 2004 con la legge SG 27/2011.

Fonte: mediate.bg

Commenti (lingua orig.): Penkov, Markov & Partners

Burkina Faso agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge sui meccanismi tradizionali «Faso Bu Kãooré»: istituzionalizza le istanze consuetudinarie privilegiando mediazione e riparazione, con forza esecutiva delle decisioni; decreto attuativo 7.5.2026. (legge 14.1.2026; decreto 7.5.2026)fonte (francese)

Legislazione vigente. Il Burkina Faso, Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, testo sovranazionale immediatamente applicabile nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale designato dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. Un profilo qualificante dell'Atto uniforme è il regime dell'esecutività: l'accordo di mediazione è dotato di forza esecutiva mediante omologazione dell'autorità competente, con efficacia riconosciuta nell'intero spazio OHADA e conseguente certezza nella circolazione degli accordi. La normativa uniforme definisce inoltre i principi procedurali e il ruolo dei centri di mediazione, mentre l'ordinamento burkinabé conosce forme di conciliazione giudiziaria. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di miglioramento del clima degli affari nell'area integrata.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Burundi agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Burundi, che non fa parte dell'OHADA, non dispone di una legge organica sulla mediazione: il quadro di riferimento è dato dal Code de procédure civile (legge 1/10 del 2004), che regola la conciliazione giudiziale, e dal Code du travail, che prevede una conciliazione preliminare obbligatoria in materia di lavoro quale passaggio necessario prima del contenzioso. Accanto alle forme statali opera la composizione comunitaria affidata ai consigli dei Bashingantahe, istituzione tradizionale riconosciuta e radicata nella cultura giuridica locale, cui è demandata la conciliazione delle liti a livello di prossimità. In assenza di una disciplina codificata unitaria, la mediazione civile e commerciale resta priva di un impianto normativo dedicato paragonabile ai modelli europei o all'Atto uniforme OHADA, e la sua obbligatorietà generale non risulta stabilita. Il procedimento conciliativo, ove esperito in sede giudiziale o comunitaria, è improntato alla ricerca dell'accordo tra le parti; l'intesa raggiunta, se recepita dal giudice, può acquisire efficacia esecutiva secondo le forme processuali interne. Il carattere obbligatorio o volontario dei singoli strumenti va assunto con cautela per le materie diverse dal lavoro, non risultando compiutamente definito nelle fonti disponibili.

Evoluzione storica. Istituzione tradizionale degli Bashingantahe di antica origine.

Fonte: www.droit-afrique.com · testo

Cambogia agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: National Authority for Alternative Dispute Resolution (NADR) operativa: apertura al pubblico per le istanze di mediazione dal 1.3.2024, con 90 mediatori formati. (operativa dal 1 marzo 2024)fonte (inglese)

Legislazione vigente. In Cambogia la mediazione e la conciliazione sono previste dal Codice di procedura civile del 2006 (art. 97), che disciplina la conciliazione giudiziale, e trovano ulteriore base nella Law on Commercial Arbitration del 2006 per il versante commerciale. Operano inoltre la mediazione a livello di comune/sangkat per le liti di prossimità e la mediazione commerciale presso il National Commercial Arbitration Centre (NCAC). Un elemento di novità è l'istituzione, a partire dal 2024, di una National Authority for Alternative Dispute Resolution (NADR), destinata a coordinare e sviluppare gli strumenti di ADR nel Paese. La mediazione ha carattere volontario e copre le controversie civili e commerciali disponibili, senza configurarsi come condizione generale di procedibilità. Il procedimento è improntato a imparzialità e riservatezza, con inutilizzabilità nel successivo giudizio di quanto emerso in mediazione. I requisiti e l'accreditamento dei mediatori sono definiti nell'ambito dei centri istituzionali e, prospetticamente, dalla nuova autorità. L'accordo raggiunto vincola le parti e, ove recepito nel procedimento o omologato, acquisisce efficacia esecutiva. L'assetto è in evoluzione: la creazione della NADR segnala l'intento di razionalizzare e potenziare la mediazione, in un quadro finora frammentato tra fonti processuali e regole dei centri.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria e buddhista tradizionale.

Fonte: arbitrationasia.rajahtannasia.com · testo

Camerun agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Camerun, Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato nel 2017 ed entrato in vigore nel 2018, testo sovranazionale immediatamente efficace nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale scelto dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. Nel Paese operano centri di arbitrato e mediazione, tra cui quello del Groupement Inter-patronal du Cameroun (GICAM), e permane la conciliazione giudiziale prevista dall'ordinamento interno. Un profilo qualificante dell'Atto uniforme è il regime dell'esecutività: l'accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell'autorità competente, con efficacia riconosciuta nell'intero spazio OHADA. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di sostegno all'attività economica. La coesistenza di sistema di civil law bilingue e uniformazione OHADA conferisce all'assetto camerunese peculiare complessità applicativa.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e consuetudinaria; conciliazione giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Canada agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Ontario: HRTO introduce la mediazione obbligatoria (Rule 15) dal 1.6.2025 e il Civil Rules Review (dic. 2025) propone di estenderla a tutta la provincia; Québec: mediazione/arbitrato obbligatori per le piccole cause fino a 5.000$. (2023-2025)fonte (inglese/francese)

Legislazione vigente. In Canada la mediazione è materia provinciale, priva di una disciplina federale unitaria, e presenta modelli differenziati. In Ontario opera la mandatory mediation prevista dalla Rule 24.1 delle Rules of Civil Procedure (Regulation 194, adottato ai sensi del Courts of Justice Act), che impone la mediazione obbligatoria annessa al tribunale per le cause civili nelle sedi di Toronto, Ottawa e Windsor (con estensioni successive), quale fase da esperire in una fase iniziale del procedimento: la partecipazione è obbligatoria, ferma la libertà quanto all'esito, e la mediazione è affidata a mediatori iscritti nelle apposite liste, con termini e oneri di spesa disciplinati dalla regola. In Québec il Code de procédure civile (RLRQ c. C-25.01), in vigore dal 2016, colloca i modi privati di prevenzione e risoluzione delle controversie tra i principi direttivi del processo, imponendo alle parti di considerare il ricorso a mediazione e conciliazione prima di adire il giudice, senza però configurarli come condizione generale di procedibilità, e prevede la conciliazione giudiziale gestita dal giudice. Entrambi i regimi presidiano la riservatezza e l'inutilizzabilità nel processo di quanto emerso in mediazione; l'accordo raggiunto è di regola omologabile e reso esecutivo secondo le forme provinciali. Gli sviluppi 2023-2026 e le differenze tra le altre province restano da verificare.

Evoluzione storica. Tradizione di ADR e community mediation dagli anni '70.

Fonte: www.ontario.ca

Capo Verde agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Regime giuridico dei centri di mediazione e arbitrato (Boletim Oficial 4.5.2026): registro e autorizzazione obbligatori, Registo Nacional, Lista Nacional de Mediadores, Comissão Nacional de Ética; attua il DL 37/2025. (2026)fonte (portoghese)

Legislazione vigente. Capo Verde ha rinnovato il proprio quadro con il Regime jurídico dos centros de mediação e arbitragem, entrato in vigore il 4 maggio 2026, e con il Decreto-Lei n.º 37/2025 istitutivo del Conselho Nacional de Mediação e Arbitragem (CNMA-CV): la riforma introduce il registro obbligatorio e la vigilanza (fiscalização) sui centri di mediazione e arbitrato, rafforzando gli standard di qualità e il controllo istituzionale. Tale assetto si innesta sulla Lei n.º 88/VI/2006, che ha istituito i Julgados de Paz, cui è annesso un servizio di mediazione per le controversie civili, e sullo sviluppo della mediazione familiare e del lavoro, in coerenza con la tradizione giuridica portoghese dell'arcipelago. La mediazione ha carattere volontario e copre le materie civili, commerciali e familiari disponibili; il procedimento è retto da imparzialità e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese. La nuova disciplina definisce i requisiti dei centri e dei mediatori, l'iscrizione obbligatoria in registro e i meccanismi di vigilanza affidati al CNMA-CV. L'accordo raggiunto vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva secondo le forme di omologazione previste. La riforma 2025-2026 segna un salto istituzionale verso un sistema di ADR più strutturato e presidiato.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria.

Fonte: expressodasilhas.cv · testo

Ciad agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Ciad, Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, testo sovranazionale immediatamente applicabile nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale designato dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio di quanto emerso in mediazione. L'ordinamento ciadiano conosce inoltre la conciliazione giudiziaria e forme di giustizia di prossimità radicate nel contesto locale. Un profilo qualificante dell'Atto uniforme è il regime dell'esecutività: l'accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell'autorità competente, con efficacia riconosciuta nell'intero spazio OHADA e conseguente certezza nella circolazione delle intese. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di miglioramento del clima degli affari, in un Paese in cui l'infrastruttura giudiziaria e i centri dedicati sono ancora in fase di consolidamento.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Cile agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'ordinamento cileno non conosce una legge organica sulla mediazione civile e commerciale, ma un impianto settoriale imperniato sulla Ley 19.968 del 2004, che istituisce i Tribunales de Familia e configura la mediación familiar quale requisito di procedibilità: nelle controversie su alimenti, cura personal e relación directa y regular le parti devono previamente esperire la mediazione, salvo materie escluse o indisponibili, prima di adire il giudice. La sessione è condotta da mediatori iscritti nel Registro de Mediadores del Ministerio de Justicia, con requisiti di titolo e formazione, e improntata ai principi di volontarietà, riservatezza, imparzialità e interesse superiore del minore. L'accordo raggiunto è sottoposto ad approvazione giudiziale, che gli conferisce efficacia esecutiva assimilabile a quella della sentenza. Distinto è il canale sanitario ex Ley 19.966, che impone la mediación previa obbligatoria nelle azioni risarcitorie per danni derivanti da prestazioni assistenziali, dinanzi al Consejo de Defensa del Estado per la sanità pubblica e presso mediatori accreditati per quella privata. In ambito civile e commerciale generale prevale invece la conciliazione endoprocessuale e il ricorso volontario a centri privati, senza obbligo generalizzato di previo esperimento.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziale tradizionale nel Código de Procedimiento Civil.

Fonte: www.bcn.cl · testo

Cina agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Regolamento sulla mediazione commerciale promulgato con Ordinanza del Consiglio di Stato n. 827; in vigore dal 1° maggio 2026 (organismi, requisiti dei mediatori, mediazione con elementi di estraneità). (in vigore 1.5.2026)fonte (cinese)

Legislazione vigente. La disciplina della mediazione nella RPC resta pluristratificata. La People's Mediation Law del 2010 (in vigore dal 1° gennaio 2011) regola la tiaojie popolare, gratuita e volontaria, gestita dai comitati di mediazione popolare a base territoriale e di impresa; l'accordo, di norma vincolante tra le parti, può essere sottoposto a conferma giudiziale che ne consente l'esecuzione forzata. Accanto opera la conciliazione giudiziale disciplinata dalla legge di procedura civile, in cui il giudice promuove la composizione e redige un verbale dotato di efficacia esecutiva. La principale novità è il Regolamento sulla mediazione commerciale adottato dal Consiglio di Stato il 19 dicembre 2025, in vigore dal 1° maggio 2026, che colma la frammentazione della mediazione commerciale professionale sinora affidata a interpretazioni e prassi delle camere e dei centri specializzati, definendone organismi, requisiti dei mediatori, procedura e riservatezza. La mediazione mantiene carattere volontario e non è configurata quale condizione di procedibilità. Sul piano internazionale la Cina figura tra i primi firmatari della Convenzione di Singapore del 2019, la cui ratifica interna non risulta ancora perfezionata, cosicché l'esecutività transfrontaliera degli accordi resta subordinata al completamento dell'iter.

Evoluzione storica. Mediazione popolare (renmin tiaojie) di tradizione millenaria, formalizzata dopo il 1949 con i comitati di mediazione popolare.

Fonte: english.www.gov.cn

Commenti (lingua orig.): JAMS ADR Insights · 法治应生

Cipro agg. 2026

UE

Legislazione vigente. Il quadro cipriota è retto dalla Legge 159(I)/2012 sulla mediazione in materia civile, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE e disciplina la mediazione volontaria nelle controversie civili e commerciali, incluse quelle transfrontaliere, integrata da regolamenti attuativi aggiornati nel 2024 in tema di registro dei mediatori, formazione e standard professionali. In materia familiare vige la specifica Legge 62(I)/2019, entrata in vigore il 30 dicembre 2019, che struttura un percorso dedicato alle liti familiari. La mediazione ha natura riservata, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese, e si conclude con un accordo che le parti possono rendere esecutivo mediante omologazione o deposito secondo le forme previste. I mediatori sono iscritti in appositi registri tenuti presso il Ministero della Giustizia, con requisiti di qualificazione e formazione continua. È in discussione un disegno di legge del 2025 volto a introdurre l'obbligatorietà della mediazione per le controversie di valore inferiore a 10.000 euro, dato tuttavia da verificare quanto a contenuti e decorrenza; allo stato attuale l'esperimento resta volontario e non costituisce condizione di procedibilità. Cipro, quale Stato membro UE, opera nel quadro delle iniziative eurounitarie di promozione degli ADR.

Evoluzione storica. Prima del 2012 nessuna disciplina organica.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Legge 159(I)/2012.

Fonte: www.gov.cy

Colombia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La materia conciliativa colombiana è oggi governata dalla Ley 2220 de 2022 (Estatuto de Conciliación), in vigore dal 30 dicembre 2022, che ha abrogato e sostituito la previgente Ley 640 de 2001, riordinando in modo organico la conciliazione giudiziale ed extragiudiziale. Confermando la tradizione colombiana, l'Estatuto mantiene la conciliación extrajudicial en derecho quale requisito di procedibilità per numerose controversie civili, commerciali, di famiglia e contenzioso amministrativo, da esperire dinanzi a conciliatori dei centros de conciliación autorizzati dal Ministerio de Justicia, notai o funzionari abilitati, prima dell'accesso al giudice. Il procedimento è riservato e si conclude, in caso di intesa, con un'acta de conciliación che presta mérito ejecutivo e produce effetti di cosa giudicata, consentendo l'esecuzione diretta senza omologazione. La legge disciplina requisiti, formazione e abilitazione dei conciliatori, il funzionamento dei centri, i termini per la fissazione dell'audiencia e le conseguenze della mancata comparizione. L'impianto rafforza inoltre la conciliazione in equità e i meccanismi comunitari, in coerenza con l'accesso alla giustizia sancito dalla Costituzione del 1991.

Evoluzione storica. Conciliazione in equità dai centros de conciliación; Ley 23 de 1991 e Ley 446 de 1998.

Fonte: www.funcionpublica.gov.co · testo

Comore agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Le Comore applicano l'Atto uniforme OHADA relativo alla mediazione, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, direttamente applicabile in materia civile e commerciale in virtù del diritto uniforme dell'Organisation pour l'harmonisation en Afrique du droit des affaires, che prevale sulle disposizioni interne contrastanti. L'Atto adotta una definizione ampia e volontaria della mediazione, comprensiva di ogni procedimento in cui le parti chiedono a un terzo di assisterle nella composizione amichevole, indipendentemente dalla denominazione. Ne disciplina l'avvio, la nomina, la condotta e la conclusione, sancendo la riservatezza del procedimento e l'inutilizzabilità delle informazioni ivi acquisite, salvo consenso o obbligo di legge. Elemento qualificante è il regime dell'accordo di mediazione: le parti possono chiederne il riconoscimento e l'esecuzione, e ottenere l'apposizione della formula esecutiva da parte della giurisdizione competente o del notaio, così da conferire titolo esecutivo all'intesa. La mediazione resta volontaria e non è configurata quale condizione di procedibilità. Il quadro convenzionale coesiste con la conciliazione giudiziaria e con le forme di composizione tradizionale e comunitaria radicate nel contesto isolano.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e consuetudinaria.

Fonte: justice.gouv.km · testo

Congo agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Congo, in quanto Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Atto uniforme relativo alla mediazione adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, che costituisce la disciplina di riferimento in materia civile e commerciale e prevale sul diritto interno incompatibile. Il testo, ispirato alla legge modello UNCITRAL, definisce la mediazione in senso ampio come procedimento consensuale in cui un terzo neutrale assiste le parti nella ricerca di una soluzione amichevole, senza potere decisorio, e ne regola avvio, nomina del mediatore, svolgimento, riservatezza e cessazione. La riservatezza copre le dichiarazioni e i documenti prodotti, che non possono essere utilizzati nei successivi giudizi salvo eccezioni tassative. L'accordo di mediazione, una volta sottoscritto, vincola le parti e può essere reso esecutivo mediante riconoscimento e apposizione della formula esecutiva ad opera della giurisdizione competente o dell'autorità abilitata, acquisendo così valore di titolo esecutivo. Il procedimento è volontario e non integra condizione di procedibilità. Tale quadro uniforme si affianca alla conciliazione giudiziale prevista dal diritto processuale nazionale e alle prassi di composizione tradizionale.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Corea del Nord agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Repubblica Popolare Democratica di Corea non dispone di una disciplina organica e accessibile della mediazione civile e commerciale interna. La composizione delle controversie tra cittadini avviene in via prevalente attraverso comitati di conciliazione di quartiere e attraverso la conciliazione condotta all'interno del processo civile, secondo logiche di componimento amministrato e informale coerenti con l'assetto istituzionale del Paese. Il principale riferimento normativo accessibile riguarda invece il contenzioso economico con l'estero: la Law on External Economic Arbitration, adottata con Decreto n. 875 del 1999, istituisce un regime per la risoluzione delle controversie economiche internazionali che contempla, accanto all'arbitrato, meccanismi conciliativi amministrati dagli organismi competenti in materia di commercio estero. Mancano un registro pubblico dei mediatori, requisiti formativi conoscibili e un regime chiaro di esecutività degli accordi conciliativi in ambito civile interno. La RPDC non risulta parte della Convenzione di Singapore. Ogni ricostruzione va assunta con cautela, stante la limitata reperibilità e traducibilità delle fonti normative ufficiali e l'assenza di prassi documentata sull'applicazione degli strumenti conciliativi.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria di tradizione confuciana e socialista.

Fonte: www.wipo.int · testo

Corea del Sud agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il perno del sistema sudcoreano è il Judicial Conciliation of Civil Disputes Act, in vigore dal 1990 e più volte modificato, che disciplina la conciliazione civile giudiziale: essa può essere avviata su domanda della parte o per rinvio del giudice della causa pendente ed è condotta da giudici conciliatori o da commissioni di conciliazione operanti presso i tribunali, composte da un giudice e da conciliatori laici. Il procedimento è improntato a informalità, celerità e riservatezza; in mancanza di accordo il giudice può emettere una decisione sostitutiva in luogo della conciliazione, che diviene definitiva se non opposta nel termine di legge. L'accordo conciliativo verbalizzato ha la stessa efficacia di una transazione giudiziale e, quindi, valore di titolo esecutivo, evitando un separato giudizio di omologazione. La conciliazione resta di regola volontaria e non condizione generale di procedibilità, benché il rinvio giudiziale sia prassi diffusa e in alcune materie sia incentivato. Coesistono meccanismi settoriali di mediazione amministrata presso commissioni specializzate. La Corea partecipa al dibattito sugli ADR transfrontalieri connesso alla Convenzione di Singapore.

Evoluzione storica. Tradizione confuciana di conciliazione comunitaria; disposizioni di conciliazione giudiziale anteriori alla legge organica del 1990.

Fonte: elaw.klri.re.kr · testo

Costa Rica agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Ley N° 10535: deroga il regime di arbitrato domestico della Ley 7727 (sistema monista UNCITRAL); le norme su mediazione e conciliazione della Ley 7727 restano vigenti. (pubbl. 1.10.2024, in vigore da aprile 2025)fonte (spagnolo)

Legislazione vigente. La materia è regolata dalla Ley sobre Resolución Alterna de Conflictos y Promoción de la Paz Social n. 7727 del 1997 (Ley RAC), tuttora in vigore, che disciplina in modo unitario conciliazione, mediazione e arbitrato quali mezzi di composizione delle controversie su diritti disponibili. La legge, in attuazione del diritto costituzionale di accesso a strumenti alternativi, prevede l'operatività di centri autorizzati e supervisionati dal Ministerio de Justicia y Paz, presso i quali operano mediatori e conciliatori in possesso dei requisiti di formazione e iscrizione richiesti. Il procedimento è volontario, riservato e informato ai principi di neutralità e imparzialità, con inutilizzabilità nei successivi giudizi di quanto emerso in mediazione. Tratto qualificante della Ley RAC è l'efficacia riconosciuta all'accordo: l'acuerdo di conciliazione o mediazione debitamente omologato o formalizzato secondo la legge produce effetti di cosa giudicata e presta mérito ejecutivo, consentendo l'esecuzione diretta senza necessità di un separato accertamento. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, restando affidata all'iniziativa delle parti, pur essendo promossa anche mediante le Casas de Justicia comunitarie diffuse sul territorio.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziale tradizionale anteriore al 1997.

Fonte: pgrweb.go.cr · testo

Costa d'Avorio agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Costa d'Avorio combina la disciplina uniforme sovranazionale con una legge interna dedicata. Quale Stato OHADA, applica direttamente l'Atto uniforme sulla mediazione del 23 novembre 2017 (in vigore dal febbraio 2018), riferimento generale in materia civile e commerciale che consente il riconoscimento e l'apposizione della formula esecutiva agli accordi di mediazione. A livello nazionale, la Loi n° 2014-389 disciplina la médiation judiciaire et conventionnelle, articolando la mediazione disposta dal giudice nell'ambito di un procedimento pendente e quella convenzionale attivata autonomamente dalle parti, definendo la nomina e il ruolo del mediatore, la durata del mandato e i rapporti con il processo, che resta sospeso o coordinato durante la mediazione. Il procedimento è riservato e volontario, non costituendo di regola condizione di procedibilità. L'accordo raggiunto può essere omologato dal giudice competente, acquisendo forza esecutiva, o reso esecutivo secondo il regime OHADA. Il concorso tra fonte interna e diritto uniforme è risolto in favore della prevalenza dell'Atto uniforme sulle disposizioni nazionali contrastanti, ferma la funzione integrativa e specificativa della legge del 2014, coerentemente con la politica di sviluppo della mediazione commerciale del Paese.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di matrice francese.

Fonte: www.intracen.org · testo

Croazia agg. 2026

UE

Legislazione vigente. La Croazia ha riformato la materia con lo Zakon o mirnom rješavanju sporova (NN 67/23), entrato in vigore nel 2023, che ha abrogato e sostituito il previgente Zakon o mirenju del 2011, ampliando e modernizzando la disciplina della mediazione nelle controversie civili, commerciali, di lavoro e di altra natura su diritti disponibili, in coerenza con la direttiva 2008/52/CE. La nuova legge conferma la natura volontaria della mediazione, regolandone l'avvio, la nomina del mediatore, lo svolgimento e la conclusione, e ne rafforza la riservatezza con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni. Sono disciplinati i requisiti, la formazione e il registro dei mediatori tenuto dal Ministero competente, nonché gli organismi e istituzioni di mediazione. L'accordo transattivo raggiunto in mediazione può assumere efficacia di titolo esecutivo se redatto nelle forme previste, mediante clausola di esecutività o atto notarile equivalente. Distinto resta il regime della mediazione familiare (obiteljsko mirenje), disciplinato dall'Obiteljski zakon, che prevede la consulenza obbligatoria prima dei procedimenti relativi ai figli. La mediazione civile non integra condizione generale di procedibilità. La Croazia opera nel quadro degli ADR eurounitari.

Evoluzione storica. Prima legge sulla conciliazione del 2003, sostituita nel 2011.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Mediation Act 2011.

Fonte: narodne-novine.nn.hr

Commenti (lingua orig.): Springer · Law Office Luka Mrkić

Cuba agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Decreto-Ley No. 87 «sobre Arbitraje y Mediación Comercial Internacional» (prima legge generale in ~60 anni): aggiorna la mediazione commerciale internazionale presso la CCACI, rafforza riconoscimento ed esecuzione degli accordi (allineamento UNCITRAL). (in vigore 28.10.2024)fonte (spagnolo)

Legislazione vigente. Cuba non dispone di una legge organica sulla mediazione civile e commerciale. La composizione delle controversie in sede giudiziale è oggi retta dalla Ley n. 141/2021, Código de Procesos (Proceso Civil, Administrativo, Laboral y Económico), che prevede l'udienza di conciliazione all'interno del giudizio, in cui il tribunale sollecita le parti a una definizione amichevole e verbalizza l'eventuale accordo, dotato di efficacia esecutiva quale atto processuale. Il codice del 2021 valorizza inoltre le soluzioni concordate lungo l'iter processuale. In ambito commerciale, e segnatamente per le controversie internazionali, opera la Corte Cubana de Arbitraje Comercial Internacional presso la Camera di Commercio, il cui Reglamento de Mediación del 2018 disciplina un procedimento di mediazione amministrata, volontario e riservato, con mediatori designati secondo le regole istituzionali. Non risulta un registro pubblico generale dei mediatori né un obbligo generalizzato di previo esperimento: la mediazione ha carattere volontario e non costituisce condizione di procedibilità. Data la limitata reperibilità di fonti aggiornate, la ricostruzione dell'efficacia esecutiva degli accordi extragiudiziali va assunta con cautela, coordinandola con le previsioni processuali della Ley 141/2021.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziaria e comunitaria.

Fonte: www.tsp.gob.cu · testo

Danimarca agg. 2026

UE

⚠ Novità 2024–2026: Modifica della Retsplejeloven (nuovo § 355a): il giudice può convocare le parti a un'udienza preparatoria per valutare il rinvio alla retsmægling (mediazione giudiziale). (in vigore 15 giugno 2024)fonte (danese)

Legislazione vigente. In Danimarca la mediazione è disciplinata quale istituto giudiziale (retsmægling) dal Capitolo 27 della Retsplejeloven, la legge sull'amministrazione della giustizia, nell'assetto introdotto nel 2008. Il giudice, nell'ambito di una causa civile pendente, può proporre alle parti il ricorso alla mediazione, che presuppone il consenso di entrambe: il mediatore, che può essere un giudice o un avvocato designato dal tribunale, assiste le parti nella ricerca di una soluzione senza imporre alcuna decisione, con procedimento riservato e informale, sospeso rispetto al processo. Le dichiarazioni rese in mediazione sono coperte da riservatezza e non utilizzabili nel prosieguo del giudizio. In caso di intesa, l'accordo può essere trasfuso in una transazione (forlig) verbalizzata dinanzi al giudice, così da acquisire efficacia esecutiva; in mancanza, la causa prosegue nelle forme ordinarie. La mediazione danese ha natura volontaria e non costituisce condizione di procedibilità. Accanto al modello giudiziale opera la mediazione privata su base contrattuale. In quanto Stato membro UE, la Danimarca beneficia parzialmente del quadro eurounitario sugli ADR, pur con le peculiarità derivanti dalla sua posizione riguardo alla cooperazione giudiziaria civile.

Evoluzione storica. Sperimentazione di retsmægling dal 2003; conciliazione storica (forligsmægling).

Recepimento dir. 2008/52/CE. Recepimento tramite modifiche alla Retsplejeloven.

Fonte: e-justice.europa.eu · testo

Dominica agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Dominica, quale Stato dell'Organizzazione degli Stati dei Caraibi Orientali, non dispone di una legge autonoma sulla mediazione, ma la applica nell'ambito della court-connected mediation disciplinata dalle Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules, oggi nella Revised Edition 2023. Le Rules, applicabili agli Stati OECS serviti dalla Eastern Caribbean Supreme Court, prevedono nelle parti dedicate alla mediazione annessa al tribunale il rinvio delle cause civili al mediatore nell'ambito della gestione del caso (case management), con il giudice che può indirizzare le parti verso la composizione amichevole. Il procedimento è riservato, condotto da mediatori accreditati secondo gli standard giudiziari regionali, e coordinato con il processo che può essere sospeso per il suo svolgimento. L'accordo raggiunto è formalizzato e, ove recepito in un provvedimento o transazione giudiziale, acquisisce efficacia esecutiva. Sul piano sovranazionale il Trattato riveduto di Chaguaramas, istitutivo della Comunità caraibica, promuove i meccanismi di risoluzione delle controversie nell'area CARICOM. La mediazione ha carattere prevalentemente volontario o incentivato dal giudice, non risultando, allo stato, configurata quale generale condizione di procedibilità; la ricostruzione di eventuali profili obbligatori va assunta con cautela.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di common law.

Fonte: cms.eccourts.org · testo

Ecuador agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Sentenza 74-21-IN/25 della Corte Constitucional: incostituzionalità parziale del Reglamento a la Ley de Arbitraje y Mediación (art. 16 n. 5) per violazione della riserva di legge in materia sanzionatoria. (2 aprile 2025)fonte (spagnolo)

Legislazione vigente. L'Ecuador è retto dalla Ley de Arbitraje y Mediación, adottata nel 1997 e vigente nel testo della codificazione del 2006, che disciplina la mediazione quale metodo alternativo di risoluzione delle controversie su materie transigibili. La legge prevede l'operatività di centri di mediazione autorizzati e registrati, presso i quali agiscono mediatori qualificati secondo i requisiti di formazione richiesti, e struttura un procedimento volontario, riservato e imparziale, attivabile per accordo delle parti o su invito del giudice. Tratto distintivo dell'ordinamento ecuadoriano è l'efficacia dell'accordo: l'acta de mediación che contiene l'intesa ha valore di sentenza definitiva ed effetti di cosa giudicata, prestando mérito ejecutivo, sicché è direttamente eseguibile senza necessità di omologazione; l'acta che attesta il mancato accordo consente invece l'accesso alla via giudiziale o arbitrale. La Costituzione del 2008 riconosce espressamente i mezzi alternativi di soluzione dei conflitti quali strumenti di accesso alla giustizia, rafforzandone la legittimazione. La mediazione mantiene carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, salvi eventuali regimi settoriali; è promossa anche presso centri pubblici e comunitari.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale anteriore alla legge del 1997.

Fonte: www.gob.ec · testo

Egitto agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'Egitto non ha una legge organica unitaria sulla mediazione civile e commerciale, bensì un mosaico di fonti. La composizione stragiudiziale è affidata anzitutto ai comitati di conciliazione istituiti dalla Legge n. 7 del 2000, che impongono in numerose controversie tra cittadini e amministrazioni, e in talune liti civili, il previo tentativo di conciliazione presso appositi comitati quale passaggio precontenzioso. In ambito economico, la Legge n. 120 del 2008 sulle corti economiche prevede meccanismi di conciliazione e mediazione preventiva dinanzi a tali giurisdizioni specializzate, con esperimento anteriore alla trattazione di determinate cause. Il Codice di procedura civile (art. 64 e disposizioni connesse) consente inoltre la conciliazione endoprocessuale, il cui verbale, una volta depositato, acquista efficacia esecutiva. La mediazione commerciale amministrata trova sede presso il Cairo Regional Centre for International Commercial Arbitration (CRCICA), le cui regole disciplinano un procedimento volontario e riservato. Il quadro presenta quindi profili di obbligatorietà settoriale, coesistenti con l'esperimento volontario. Gli estremi normativi e le soglie applicative vanno verificati caso per caso, data la stratificazione delle fonti; la posizione dell'Egitto rispetto alla Convenzione di Singapore è da riscontrare.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e comitati amministrativi.

Fonte: adsero.me · testo

El Salvador agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. El Salvador è disciplinato dalla Ley de Mediación, Conciliación y Arbitraje, approvata con Decreto Legislativo n. 914 del 2002 e successivamente modificata (in particolare nel 2009), che regola in modo unitario mediazione, conciliazione e arbitrato quali mezzi alternativi di risoluzione delle controversie su diritti disponibili. La legge prevede l'operatività di centri di mediazione e conciliazione autorizzati, tra cui rilevano quelli della Procuraduría General de la República, che offrono il servizio anche gratuitamente, con mediatori in possesso dei requisiti di formazione e imparzialità richiesti. Il procedimento è volontario, riservato e informale, informato ai principi di neutralità e autodeterminazione delle parti. L'accordo raggiunto, formalizzato nell'acta corrispondente, produce effetti vincolanti e, nelle forme previste dalla legge, presta mérito ejecutivo, consentendo l'esecuzione diretta dell'intesa. La mediazione conserva carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, restando promossa quale strumento di accesso alla giustizia e di deflazione del contenzioso. Il quadro salvadoregno si inserisce nella tradizione latinoamericana di valorizzazione degli ADR, con centri pubblici e privati abilitati dall'autorità competente e sottoposti a vigilanza.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziale tradizionale.

Fonte: www.jurisprudencia.gob.sv · testo

Emirati Arabi Uniti agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Quadro attuativo integrato del Decreto-Legge federale 40/2023 tramite otto decisioni del Consiglio Giudiziario Federale del 2025 (procedure di mediazione giudiziale e consensuale, piattaforma online, comitato ammissione mediatori, codice di condotta, nuovi centri). (decisioni 2025; annuncio ufficiale 23.1.2026)fonte (arabo/inglese)

Legislazione vigente. Gli Emirati Arabi Uniti si sono dotati di una disciplina organica con il Federal Decree-Law No. 40 of 2023 on Mediation and Conciliation, in vigore dal 29 dicembre 2023, che regola la mediazione e la conciliazione nelle controversie civili e commerciali, sostituendo il precedente regime della legge sulla conciliazione. Il testo distingue la mediazione giudiziale, disposta o supervisionata dal tribunale competente, dalla mediazione privata affidata a centri e mediatori accreditati, prevedendo l'istituzione di registri dei mediatori e requisiti di qualificazione, indipendenza e riservatezza. Elemento qualificante è il possibile carattere obbligatorio o incentivato del rinvio giudiziale in determinate materie e soglie, con funzione deflativa, sicché la mediazione assume profili di obbligatorietà settoriale nell'ambito del percorso processuale. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità delle dichiarazioni nei successivi giudizi, e coordinato con la sospensione dei termini. L'accordo di composizione, una volta ratificato o omologato dal giudice competente, acquisisce forza esecutiva quale titolo. La riforma si inserisce nella strategia emiratina di sviluppo degli ADR e di attrattività per il contenzioso commerciale; la posizione rispetto alla Convenzione di Singapore, di cui gli EAU sono tra i firmatari, va coordinata con l'attuazione interna.

Evoluzione storica. Federal Law No. 6 of 2021 sulla mediazione per la composizione delle controversie civili e commerciali (primo intervento organico, ora abrogato e sostituito); in precedenza conciliazione (sulh) di tradizione islamica e comitati di conciliazione presso i tribunali.

Fonte: uaelegislation.gov.ae · testo

Commenti (lingua orig.): Afridi & Angell

Eritrea agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'Eritrea non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie civili è affidata anzitutto alla conciliazione prevista dal Codice di procedura civile dello Stato di Eritrea del 2015, che consente e promuove il componimento amichevole nell'ambito e in funzione del processo, secondo forme di conciliazione giudiziale. Un ruolo centrale mantengono i tribunali comunitari e la giustizia tradizionale, presso i quali la mediazione e la conciliazione operano su base consuetudinaria per la risoluzione delle liti locali e familiari, con radicamento sociale significativo. Non risultano un registro pubblico dei mediatori professionali, requisiti formativi codificati né una disciplina generale dell'esecutività degli accordi di mediazione extragiudiziale distinta da quella dei provvedimenti giudiziari e degli atti conciliativi verbalizzati. Il carattere obbligatorio o volontario del previo esperimento non è chiaramente determinabile in via generale e va assunto con cautela, in ragione della limitata reperibilità e traducibilità delle fonti normative aggiornate e dell'assenza di prassi documentata. L'Eritrea non risulta parte della Convenzione di Singapore. Il sistema si caratterizza dunque per la prevalenza di meccanismi comunitari e per l'assenza di un impianto specialistico moderno di mediazione civile e commerciale.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e comunitaria.

Fonte: natlex.ilo.org · testo

Estonia agg. 2026

UE

Legislazione vigente. L'Estonia è retta dal Lepitusseadus (Conciliation Act) del 2009, entrato in vigore il 1° gennaio 2010, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE e disciplina la mediazione nelle controversie civili in modo generale. La legge definisce la figura del conciliatore-mediatore, i principi di volontarietà, indipendenza, imparzialità e riservatezza, e ammette sia mediatori privati sia soggetti qualificati quali avvocati e notai; il procedimento è flessibile e non impone requisiti formali rigidi di accreditamento generalizzato. Le informazioni acquisite in mediazione sono coperte da riservatezza e sottratte all'utilizzo processuale, salvo consenso o eccezioni di legge. L'accordo raggiunto può essere reso esecutivo mediante dichiarazione di esecutività resa dal tribunale o mediante autenticazione notarile, acquisendo così valore di titolo esecutivo. Profilo qualificante dell'ordinamento estone è la mediazione familiare (perelepitus), obbligatoria prima dell'avvio del procedimento giudiziario nelle controversie relative all'affidamento e al diritto di visita del minore, con servizio pubblico dedicato e finanziato dallo Stato, così configurando un'obbligatorietà settoriale nell'interesse del minore. La mediazione civile generale resta invece volontaria e non costituisce condizione di procedibilità. L'Estonia opera nel quadro degli ADR eurounitari.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale; mediazione penale precedente.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Conciliation Act 2009.

Fonte: ilo.org · testo

Eswatini agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'Eswatini non ha una legge organica sulla mediazione civile e commerciale, ma un impianto settoriale forte in materia di lavoro. La conciliazione, mediazione e arbitrato delle controversie di lavoro sono affidate alla Conciliation, Mediation and Arbitration Commission (CMAC), istituita dall'Industrial Relations Act No. 1 of 2000 e successive modifiche: la CMAC svolge un ruolo centrale nella composizione dei conflitti individuali e collettivi, con la conciliazione che costituisce, in numerose ipotesi, passaggio obbligatorio prima della definizione contenziosa dinanzi all'Industrial Court, così integrando un'obbligatorietà settoriale. In ambito civile generale operano forme di mediazione annessa al tribunale, promosse nell'ambito della gestione del caso, e la composizione tradizionale radicata nell'organizzazione sociale e nelle autorità consuetudinarie del Regno. Non risultano un registro pubblico generale dei mediatori civili né una disciplina unitaria dell'esecutività degli accordi extragiudiziali, mentre gli accordi conciliativi in materia di lavoro raggiunti presso la CMAC possono acquisire efficacia vincolante ed esecutiva secondo le regole della Commissione. La ricostruzione dei profili civili va assunta con cautela, data la limitata reperibilità di fonti; l'Eswatini si caratterizza per la centralità del modello lavoristico e comunitario.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria (tinkhundla) e giudiziaria.

Fonte: eswatinilii.org · testo

Etiopia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'Etiopia ha modernizzato la materia con l'Arbitration and Conciliation Working Procedure Proclamation No. 1237/2021, che ha aggiornato la disciplina dell'arbitrato e della conciliazione, ispirandosi agli standard internazionali e superando in parte il regime risalente al Codice civile del 1960, il quale già contemplava la conciliazione tra gli istituti di composizione delle controversie. La Proclamation definisce la conciliazione quale procedimento volontario e riservato in cui un terzo neutrale assiste le parti nella ricerca di un accordo, disciplinandone avvio, nomina del conciliatore, svolgimento, riservatezza e cessazione, e regola i rapporti tra conciliazione, arbitrato e giudizio. Le comunicazioni rese in conciliazione sono protette e non utilizzabili nei successivi procedimenti, salvo eccezioni. L'accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste, può acquisire efficacia esecutiva, avvicinandosi al regime degli accordi transattivi. La conciliazione conserva carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Il testo del 2021 mira a rafforzare l'attrattività dell'Etiopia per il contenzioso commerciale e a coordinarsi con gli sviluppi internazionali in tema di ADR; la posizione rispetto alla Convenzione di Singapore va verificata, non risultando perfezionata la vincolatività interna.

Evoluzione storica. Riconciliazione tradizionale comunitaria (es. shimglina) di antica tradizione.

Fonte: justice.gov.et · testo

Figi agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Le Figi non hanno una legge organica sulla mediazione civile e commerciale, ma un sistema articolato per settori. La mediazione annessa al tribunale e la conciliazione sono promosse nell'ambito delle High Court Rules e del case management, con il giudice che può indirizzare le parti alla composizione amichevole, e trovano supporto operativo nel Fiji Mediation Centre. In materia familiare, il Family Law Act 2003 valorizza la mediazione e la consulenza familiare quali strumenti privilegiati per le controversie relative ai figli e alle relazioni familiari, con profili di previo esperimento incentivato. Il Criminal Procedure Act 2009 contempla forme di composizione e riconciliazione per determinati reati minori procedibili a querela, secondo logiche di giustizia riparativa. La mediazione del lavoro è affidata all'Employment Relations Tribunal nel quadro della disciplina delle relazioni industriali, con conciliazione preliminare. Persiste inoltre la conciliazione comunitaria tradizionale (bulubulu), radicata nella cultura fijiana. Ne risulta un quadro di obbligatorietà settoriale, differenziato per materia, in assenza di un registro unitario dei mediatori civili e di una disciplina generale dell'esecutività degli accordi extragiudiziali; la ricostruzione dei singoli regimi va assunta con cautela, coordinando fonti processuali e settoriali.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria tradizionale (bulubulu) e giudiziaria.

Fonte: laws.gov.fj · testo

Filippine agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: IPOPHL Memorandum Circular 2024-007: mediazione obbligatoria per i procedimenti amministrativi su violazioni IP e concorrenza sleale, online presso il BLA-ADRS, termine 60 giorni. (in vigore 29.3.2024)fonte (inglese/filippino)

Legislazione vigente. Le Filippine sono rette dall'Alternative Dispute Resolution Act of 2004 (Republic Act No. 9285), che istituzionalizza mediazione, arbitrato e conciliazione quali politiche statali di promozione degli ADR e istituisce l'Office for Alternative Dispute Resolution incaricato della promozione e del coordinamento. Accanto a tale legge quadro opera un articolato sistema giudiziale: la court-annexed mediation (CAM) e la judicial dispute resolution (JDR), disciplinate dalle regole e circolari della Corte Suprema, prevedono in numerose controversie civili il rinvio obbligatorio delle parti alla mediazione quale passaggio del percorso processuale, con conseguente profilo di obbligatorietà settoriale a fini deflativi. A livello comunitario resta centrale il sistema del Katarungang Pambarangay (Barangay Justice System), che impone la previa conciliazione presenziata dal lupon prima dell'accesso al giudice per numerose liti locali. Il procedimento di mediazione è riservato, con inutilizzabilità delle dichiarazioni, e i mediatori sono accreditati secondo gli standard giudiziari. L'accordo raggiunto, una volta approvato dal giudice, acquisisce efficacia esecutiva quale compromesso giudiziale. Le Filippine figurano tra i firmatari della Convenzione di Singapore, la cui attuazione interna va coordinata con la RA 9285 e le regole processuali.

Evoluzione storica. Katarungang Pambarangay dal 1978; conciliazione tradizionale.

Fonte: elibrary.judiciary.gov.ph · testo

Finlandia agg. 2026

UE

Legislazione vigente. La Finlandia è disciplinata dall'Act on Mediation in Civil Matters and Confirmation of Settlements in General Courts n. 394/2011, che regola sia la mediazione giudiziale presso i tribunali ordinari (tuomioistuinsovittelu) sia la conferma degli accordi. La mediazione giudiziale, condotta da un giudice del tribunale competente eventualmente coadiuvato da un esperto, ha carattere volontario e presuppone il consenso delle parti; il procedimento è riservato, informale e distinto dal giudizio ordinario. Le informazioni emerse in mediazione sono protette da riservatezza e sottratte all'uso processuale. L'accordo raggiunto può essere confermato dal tribunale, acquisendo così efficacia di titolo esecutivo direttamente azionabile; la legge disciplina inoltre la conferma di accordi conclusi in mediazioni stragiudiziali, in attuazione della direttiva 2008/52/CE. La mediazione civile finlandese non costituisce condizione di procedibilità, restando affidata all'iniziativa delle parti. Un distinto regime governa la mediazione penale reo-vittima, disciplinata da apposita legge e gestita dai servizi sociali secondo logiche di giustizia riparativa. La Finlandia, quale Stato membro UE, opera nel quadro eurounitario di promozione degli ADR e degli sviluppi connessi alla Convenzione di Singapore.

Evoluzione storica. Legge del 2005 sulla mediazione giudiziale, sostituita nel 2011.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Laki riita-asioiden sovittelusta 394/2011.

Fonte: finlex.fi

Francia agg. 2026

UE

⚠ Novità 2024–2026: Décret n° 2025-660 del 18 luglio 2025 (riforma dell'instruction conventionnelle e ricodificazione dei MARD): l'amiable diventa principio direttore del processo civile; il juge de la mise en état può ingiungere l'incontro con un mediatore e omologare gli accordi. (in vigore 1° settembre 2025)fonte (francese)

Legislazione vigente. La Francia presenta un impianto stratificato e di recente riformato. La cornice risale alla Loi n. 95-125 del 1995 e alle disposizioni del Code de procédure civile, integrate dal Décret n. 2012-66 di attuazione della direttiva 2008/52/CE e dal Décret n. 2023-686, che ha introdotto l'audience de règlement amiable (ARA) e la césure du procès civil, in vigore dal 1° novembre 2023, rafforzando i modi amichevoli di risoluzione delle controversie. Un ulteriore intervento di riforma dei modi amichevoli (MARD) è intervenuto nel 2025. L'ordinamento francese conosce profili di obbligatorietà settoriale: per numerose controversie di modesto valore o di vicinato è imposto, a pena di irricevibilità, il previo tentativo di conciliazione, mediazione o procedura partecipativa. La mediazione può essere giudiziale, disposta dal giudice, o convenzionale; è riservata e coordinata con la sospensione della prescrizione. L'accordo può essere omologato dal giudice, acquisendo forza esecutiva, ovvero reso esecutivo mediante contreseing d'avocat e apposizione della formula. La Francia partecipa attivamente al quadro eurounitario e agli sviluppi della Convenzione di Singapore.

Evoluzione storica. Conciliazione preventiva davanti al juge de paix dalla legge rivoluzionaria del 1790; médiation judiciaire introdotta dalla loi n. 95-125 dell'8 febbraio 1995 e dal décret 1996. Il tentativo preventivo obbligatorio era stato introdotto dal décret n. 2019-1333, poi annullato in parte dal Conseil d'État e ripristinato dal décret n. 2023-357. Il décret n. 2023-686 del 29 luglio 2023 aveva introdotto l'audience de règlement amiable (ARA) e la césure du procès civil (dal 1° novembre 2023); la loi n. 2023-1059 del 20 novembre 2023 di orientamento e programmazione della giustizia 2023-2027 ha rafforzato la «cultura dell'amichevole», poi consolidata dalla ricodificazione del 2025.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Ordonnance n. 2011-1540 del 16 novembre 2011.

Fonte: www.legifrance.gouv.fr

Commenti (lingua orig.): Actu-Juridique · Actu-Juridique (F. Vert)

Gabon agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Gabon è vincolato dall'Atto uniforme OHADA relativo alla mediazione, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, direttamente applicabile negli Stati membri dell'Organizzazione per l'armonizzazione del diritto degli affari in Africa. L'Atto istituisce un quadro uniforme per la mediazione convenzionale e giudiziale in materia civile e commerciale, ispirato alla Legge modello UNCITRAL, e configura la procedura come volontaria: non è prevista alcuna condizione di procedibilità, ma le parti possono avviare la mediazione per accordo, per invito del giudice o dell'arbitro, ovvero in forza di un obbligo derivante dalla legge. La disciplina sancisce i principi di riservatezza e di autodeterminazione delle parti, regola la nomina e i doveri del mediatore e prevede l'inutilizzabilità nel successivo processo delle dichiarazioni rese in sede di mediazione. Profilo qualificante è l'esecutività dell'accordo di transazione: le parti possono chiedere l'omologazione o il deposito presso l'autorità competente, ottenendo un titolo suscettibile di esecuzione forzata negli Stati OHADA. La combinazione tra applicabilità diretta dell'Atto uniforme e regime di riconoscimento transfrontaliero rende la mediazione uno strumento particolarmente adatto al contenzioso commerciale regionale; l'articolazione dei centri e delle tariffe resta rimessa alla prassi nazionale, da verificare quanto ai dettagli attuativi.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Gambia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Gambia la materia è retta dall'Alternative Dispute Resolution Act del 2005, legge organica che disciplina in modo unitario mediazione, conciliazione e arbitrato e istituisce l'ADR Secretariat quale organo di gestione e promozione dei metodi alternativi. Il modello è quello della court-connected mediation: le controversie civili possono essere avviate alla mediazione su base essenzialmente volontaria o su rinvio del giudice, senza che sia configurata in via generale una condizione di procedibilità. La legge definisce ruolo e doveri del mediatore, i canoni di imparzialità e riservatezza e il regime di inutilizzabilità delle informazioni acquisite durante la procedura, che non possono essere prodotte nel successivo giudizio. L'accordo raggiunto ha natura negoziale e può essere reso esecutivo secondo le forme previste dall'ordinamento processuale, tipicamente attraverso la sua trasfusione in un provvedimento del giudice o in un lodo su accordo. L'ADR Secretariat cura l'accreditamento e la formazione dei mediatori nonché la tenuta delle liste, sebbene i requisiti di dettaglio e gli standard formativi restino affidati alla prassi e alla regolamentazione secondaria, da verificare. Non risultano riforme organiche recenti né adesione con effetti operativi alla Convenzione di Singapore, elemento da verificare rispetto agli sviluppi 2023-2026.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: adrs.gm · testo

Georgia agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge del 9 dicembre 2025 di modifica della Legge sulla mediazione 4954-Iს/2019: Commissione etica dei mediatori con procedura disciplinare e ricorso alla Corte Suprema; ritocchi su esecuzione delle transazioni di mediazione e conciliazioni internazionali. (9 dicembre 2025)fonte (georgiano)

Legislazione vigente. La Georgia dispone di una legge organica di recente generazione: la Law of Georgia on Mediation n. 4954-Iს, adottata il 18 settembre 2019 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2020. Il testo disciplina congiuntamente la mediazione privata (convenzionale) e quella giudiziale disposta dal giudice, secondo un modello ispirato agli standard europei e alla Legge modello UNCITRAL. La procedura resta di regola volontaria, ma il giudice può rinviare le parti in mediazione; la mediazione giudiziale è connotata da gratuità per le parti e affidata a mediatori iscritti nell'apposito registro tenuto dall'Association of Mediators of Georgia, cui competono l'accreditamento, la formazione e la vigilanza deontologica. La legge sancisce i principi di riservatezza, imparzialità e autodeterminazione, prevede la sospensione dei termini di prescrizione durante la procedura e stabilisce l'inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni e proposte formulate in mediazione. Quanto agli effetti, l'accordo di mediazione può acquisire efficacia esecutiva mediante omologazione o riconoscimento giudiziale secondo le forme di legge. L'impianto riflette la scelta di integrare la mediazione nel sistema giudiziario come strumento strutturale di deflazione; gli eventuali aggiornamenti regolamentari 2023-2026 sulle categorie di controversie soggette a rinvio obbligatorio restano da verificare.

Evoluzione storica. Mediazione giudiziale pilota introdotta nel codice di procedura civile dal 2011-2012.

Fonte: matsne.gov.ge · testo

Germania agg. 2026

UE

Legislazione vigente. La Germania è disciplinata dal Mediationsgesetz del 26 luglio 2012, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE e regola la mediazione stragiudiziale, quella giudiziale e la figura del Güterichter, il giudice conciliatore cui la causa può essere assegnata per un tentativo di composizione amichevole distinto dal giudice della decisione. La legge definisce la mediazione come procedimento riservato e volontario condotto da un mediatore indipendente e imparziale, privo di potere decisorio, e sancisce obblighi di informazione e trasparenza. Non è prevista, in via generale, l'obbligatorietà del previo esperimento, restando la mediazione affidata all'iniziativa delle parti, benché in materie di modesto valore i Länder possano richiedere un previo tentativo di conciliazione (obligatorische Streitschlichtung). Elemento centrale è la disciplina del Mediator certificato (zertifizierter Mediator): la novella del regolamento sulla formazione (ZMediatAusbV), aggiornata con effetto dal 1° marzo 2024, ha rafforzato i requisiti formativi e di aggiornamento continuo. La riservatezza è tutelata da un diritto di rifiutare la testimonianza. L'accordo può essere reso esecutivo mediante atto notarile, transazione forense o omologazione, acquisendo titolo esecutivo. La Germania opera nel quadro eurounitario degli ADR.

Evoluzione storica. Prima del 2012 la mediazione era prevista in modo frammentario nel processo civile (§ 278 ZPO, tentativo obbligatorio di conciliazione) e in leggi regionali (Gütestellen).

Recepimento dir. 2008/52/CE. Mediationsgesetz 2012.

Fonte: www.gesetze-im-internet.de

Commenti (lingua orig.): CONSENSUS Campus Blog

Ghana agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Ghana la disciplina è contenuta nell'Alternative Dispute Resolution Act, 2010 (Act 798), legge organica che regola in modo unitario arbitrato, mediazione e conciliazione e integra i metodi alternativi nel sistema giudiziario attraverso il modello della court-connected ADR. La mediazione ha carattere tendenzialmente volontario: le parti possono ricorrervi per accordo o su rinvio del giudice, senza che l'Act configuri in via generale una condizione di procedibilità, pur incentivandone fortemente l'impiego nella prassi delle corti. La legge definisce la figura del mediatore, i doveri di neutralità e riservatezza e il regime di inutilizzabilità nel successivo processo delle informazioni raccolte durante la procedura. Quanto agli esiti, l'accordo di mediazione ha efficacia contrattuale e può essere reso esecutivo secondo le forme di legge, in particolare mediante recepimento in un provvedimento del giudice. L'Act disciplina inoltre gli aspetti relativi alla nomina, all'accreditamento e alla condotta dei mediatori, mentre gli standard formativi di dettaglio e la tenuta delle liste sono rimessi alla regolamentazione attuativa e alla prassi delle istituzioni ADR. Non risultano, allo stato, riforme organiche successive di rilievo, e l'eventuale rilevanza operativa della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali resta da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e tribunali tradizionali.

Fonte: ghalii.org · testo

Giamaica agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Giamaica la mediazione annessa al tribunale è disciplinata dalle Civil Procedure Rules 2002, e in particolare dalla Part 74 dedicata alla court-annexed mediation, integrata dalle Mediation Rules. Il sistema prevede il rinvio delle cause civili alla mediazione come fase strutturata del procedimento, con connotati di obbligatorietà quanto alla partecipazione, ferma la libertà delle parti circa l'esito: si tratta dunque di un obbligo di attivazione e non di conciliazione. La gestione operativa è affidata alla Dispute Resolution Foundation, che cura l'organizzazione delle mediazioni, l'accreditamento e la formazione dei mediatori nonché la tenuta delle liste. Le regole processuali disciplinano i tempi del rinvio, gli oneri di partecipazione delle parti e le conseguenze processuali in caso di mancata comparizione, oltre ai principi di riservatezza e all'inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione. L'accordo raggiunto viene trasfuso, ove le parti lo richiedano, in un provvedimento del giudice acquistando così efficacia esecutiva. L'assenza di una legge organica sulla mediazione è compensata dalla completezza del quadro processuale; i requisiti di accreditamento di dettaglio e gli sviluppi 2023-2026 delle regole restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria; giustizia di prossimità.

Fonte: supremecourt.gov.jm · testo

Giappone agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Giappone combina la conciliazione giudiziale tradizionale con una legge quadro sugli ADR di recente riformata. La conciliazione civile (chōtei) è disciplinata dal Civil Conciliation Act del 1951, che prevede la composizione condotta da commissioni di conciliazione presso i tribunali; l'accordo verbalizzato ha efficacia equiparata a quella di una transazione giudiziale, e dunque valore di titolo esecutivo. La cornice generale è data dall'Act on Promotion of Use of Alternative Dispute Resolution (Act No. 151 of 2004, in vigore dal 2007), che istituisce un sistema di certificazione degli organismi privati di ADR da parte del Ministro della Giustizia, con requisiti di qualificazione e garanzie procedurali; la mediazione presso enti certificati beneficia di effetti favorevoli, tra cui l'interruzione della prescrizione. Tale legge è stata modificata dall'Act No. 17 of 2023, che ha ampliato l'esecutività degli accordi di mediazione, consentendone l'esecuzione forzata a determinate condizioni. Con l'Act No. 16 of 2023 il Giappone ha inoltre dato attuazione alla Convenzione di Singapore sugli accordi di mediazione commerciale internazionale, di cui è parte, rafforzando l'esecutività transfrontaliera. La mediazione conserva natura volontaria e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità.

Evoluzione storica. Tradizione di conciliazione (wakai e chōtei) di lunga data; Civil Conciliation Act 1951.

Fonte: www.moj.go.jp

Commenti (lingua orig.): Chambers and Partners

Gibuti agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'ordinamento gibutino non dispone di una legge organica sulla mediazione: la composizione consensuale delle controversie civili e commerciali resta affidata alle norme sulla conciliazione contenute nel Code de procédure civile, adottato con la Loi n° 004/AN/18 del 2018, che si inserisce nella tradizione giuridica di matrice francese propria del Paese. In tale cornice la conciliazione opera come fase eventuale o preliminare del procedimento, condotta dal giudice o su impulso delle parti, senza costituire in via generale condizione di procedibilità; permane un ruolo significativo della composizione tradizionale di ispirazione islamica (sulh), diffusa soprattutto nelle controversie familiari e comunitarie e recepita nella prassi giudiziaria. Non esiste un registro nazionale dei mediatori né un regime legale tipizzato di formazione, accreditamento e organismi, con la conseguenza che riservatezza, regime probatorio ed esecutività dell'accordo si desumono dalle regole processuali generali e dal valore transattivo del verbale di conciliazione omologato dal giudice. Gibuti non risulta parte della Convenzione di Singapore sulla mediazione, e alla data del 2026 non consta l'introduzione di una disciplina speciale della mediazione commerciale né di riforme organiche in itinere in questa materia.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e consuetudinaria.

Fonte: natlex.ilo.org · testo

Giordania agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La materia è retta dalla Law No. 12 of 2006 on Mediation for the Settlement of Civil Disputes, che ha sostituito la precedente legge n. 37 del 2003 ed è stata successivamente modificata (in particolare con gli interventi del 2017), configurando un modello duale di mediazione giudiziale e privata. La mediazione giudiziale (court-referred) consente al giudice di rinviare le parti dinanzi a un mediatore in una fase iniziale del processo, con sospensione dei termini processuali; quella privata è affidata a mediatori accreditati iscritti presso l'autorità giudiziaria competente. L'istituto ha carattere volontario, non integrando in via generale condizione di procedibilità, benché il rinvio giudiziale possa assumere connotati di forte sollecitazione. La legge disciplina i requisiti dei mediatori e le condizioni di accreditamento, presidia la riservatezza del procedimento e sottrae al regime probatorio del successivo giudizio le dichiarazioni rese in sede di mediazione. L'accordo raggiunto, una volta ratificato dal giudice, acquista efficacia esecutiva assimilata a quella di un titolo giudiziale. La Giordania ha mostrato attenzione al quadro internazionale della mediazione commerciale, ma alla data del 2026 la sua adesione alla Convenzione di Singapore va verificata caso per caso, restando il fondamento normativo interno quello della legge del 2006 come modificata.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e comitati di riconciliazione; Legge n. 37 del 2003.

Fonte: www.wipo.int · testo

Grecia agg. 2026

UE

⚠ Novità 2024–2026: Nomos 5197/2025 di modifica del n. 4640/2019 (art. 55 sull'ente di riscossione del deposito per l'accreditamento; art. 59 sulla mediazione catastale con enti pubblici). (ΦΕΚ Α' 76 del 16.5.2025)fonte (greco)

Legislazione vigente. Il quadro è definito dalla Legge 4640/2019 sulla mediazione nelle controversie civili e commerciali, che ha dato attuazione evoluta alla direttiva 2008/52/CE introducendo la sessione informativa iniziale obbligatoria per una serie di materie, tra cui numerose controversie familiari e determinate liti civili e commerciali di valore rilevante. La partecipazione all'incontro iniziale, assistita da avvocato, costituisce condizione di procedibilità per le materie individuate, mentre la prosecuzione della mediazione resta volontaria; il mancato esperimento è sanzionabile sul piano processuale. La legge disciplina l'accreditamento dei mediatori presso il Ministero della Giustizia, la formazione e gli organismi, presidia rigorosamente la riservatezza e l'inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni rese, e attribuisce all'accordo, previo deposito presso la cancelleria del tribunale competente, efficacia di titolo esecutivo. Il sistema è stato oggetto di aggiornamento: la riforma del codice di procedura civile intervenuta con legge del 2025 (l. 5221/2025, con disposizioni connesse) incide sulla collocazione processuale dell'istituto, con decorrenza delle nuove regole dal 1° gennaio 2026. La Grecia, quale Stato membro UE, si colloca inoltre nel solco degli strumenti internazionali sulla mediazione commerciale.

Evoluzione storica. Legge 3898/2010 (primo recepimento della direttiva), sostituita dalla Legge 4512/2018 (poi rivista).

Recepimento dir. 2008/52/CE. Legge 3898/2010.

Fonte: legalblogs.wolterskluwer.com

Commenti (lingua orig.): Kluwer Mediation Blog

Grenada agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Grenada non dispone di una legge organica autonoma sulla mediazione, ma partecipa al sistema giurisdizionale comune della Eastern Caribbean Supreme Court (ECSC), condivisa dagli Stati membri dell'OECS. La mediazione annessa al tribunale (court-connected mediation) trova fondamento nelle Civil Procedure Rules e, nella versione aggiornata rilevante al 2026, nelle disposizioni della Part 38A introdotte con la riforma delle CPR (ed. 2023), che disciplinano il rinvio delle cause civili alla mediazione da parte della corte. In tale cornice il giudice può disporre il tentativo di mediazione, che assume dunque carattere settoriale e in parte obbligatorio quando ordinato, restando per il resto strumento consensuale. La disciplina prevede la designazione di mediatori accreditati secondo gli standard dell'ECSC, la riservatezza del procedimento e l'inutilizzabilità nel processo delle informazioni ivi acquisite, nonché la formalizzazione dell'accordo, suscettibile di essere recepito in un provvedimento della corte con conseguente efficacia esecutiva. Il quadro si inserisce nel più ampio contesto regionale caraibico e del Trattato riveduto di Chaguaramas; l'eventuale applicabilità della Convenzione di Singapore agli accordi commerciali internazionali va verificata alla luce delle adesioni statali.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di common law.

Fonte: www.eccourts.org · testo

Guatemala agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Guatemala la composizione consensuale delle controversie si articola tra la conciliazione promossa dai Centros de Mediación dell'Organismo Judicial, operativi dal 1998 e radicati nella Ley del Organismo Judicial, e la disciplina della conciliazione e dell'arbitrato contenuta nella Ley de Arbitraje, Decreto 67-95, che regola anche i meccanismi conciliativi connessi al procedimento arbitrale. Non esiste una legge organica unitaria dedicata esclusivamente alla mediazione: l'istituto ha carattere prevalentemente volontario e promozionale, non configurandosi in via generale come condizione di procedibilità del giudizio, pur essendo incentivato dall'apparato giudiziario e dalla rete dei centri RAC (resolución alternativa de conflictos) diffusi sul territorio. La riservatezza del procedimento e la tutela delle dichiarazioni rese si fondano sui regolamenti dei centri e sui principi generali; l'accordo raggiunto ha natura transattiva e, ove omologato o recepito in sede giudiziale, acquista efficacia esecutiva. La componente conciliativa assume rilievo anche in ambito civile e del lavoro. Alla data del 2026 non consta l'adozione di una legge quadro sulla mediazione né l'adesione alla Convenzione di Singapore, restando il Decreto 67-95 il principale riferimento normativo in materia di conciliazione e arbitrato.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giustizia maya comunitaria.

Fonte: www.sice.oas.org

Guinea agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Guinea, quale Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, che costituisce il diritto vigente in materia di mediazione civile e commerciale con efficacia immediata nell'ordinamento interno. L'Atto uniforme accoglie una nozione ampia e flessibile di mediazione, comprensiva della conciliazione, di natura volontaria, senza imporla come condizione generale di procedibilità, salvo diverso accordo delle parti o rinvio giudiziale. Esso disciplina l'avvio e la conclusione del procedimento, l'indipendenza e l'imparzialità del mediatore, la riservatezza del processo e l'inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni e proposte formulate. Particolarmente rilevante è il regime dell'esecutività: l'accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante deposito e omologazione dinanzi al giudice competente dello Stato membro, acquisendo forza esecutiva assimilabile a quella di un titolo giudiziale. L'Atto uniforme si affianca alle norme processuali interne sulla conciliazione. L'impianto OHADA è coerente con gli standard internazionali, sebbene l'adesione della Guinea alla Convenzione di Singapore vada autonomamente verificata; alla data del 2026 non risultano riforme interne che sostituiscano il regime uniforme.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.invest.gov.gn · testo

Guinea Equatoriale agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Guinea Equatoriale, unico Stato OHADA di lingua spagnola, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation del 23 novembre 2017, in vigore dal febbraio 2018, che rappresenta il diritto vigente in materia di mediazione civile e commerciale con efficacia immediata e prevalente nell'ordinamento interno. La mediazione, intesa in senso ampio quale procedimento consensuale comprensivo della conciliazione, ha carattere volontario e non integra condizione generale di procedibilità, restando salva la possibilità di clausole di mediazione o di rinvio da parte del giudice. L'Atto uniforme detta le regole su avvio e chiusura del procedimento, imparzialità e indipendenza del mediatore, riservatezza e inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni rese, e prevede che l'accordo possa essere reso esecutivo tramite omologazione o deposito presso l'autorità competente, con efficacia di titolo. A tale disciplina sovranazionale si affiancano le norme interne sulla conciliazione giudiziaria, radicate nella tradizione giuridica di matrice iberica. Non consta, alla data del 2026, l'adozione di una legge nazionale organica ulteriore né una specifica ratifica autonoma della Convenzione di Singapore, restando il regime OHADA il fondamento primario della materia.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Guinea-Bissau agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'ordinamento della Guinea-Bissau, di tradizione giuridica portoghese, presenta una duplice base normativa: sul piano interno la Lei n.º 11/99 disciplina in modo unitario arbitragem, conciliação e mediação, prevedendo strumenti consensuali di composizione delle controversie civili e commerciali; sul piano sovranazionale, in quanto Stato membro dell'OHADA, si applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation del 23 novembre 2017, in vigore dal febbraio 2018, che integra e prevale sulla normativa interna nelle materie coperte. La mediazione ha natura volontaria e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, affiancandosi alla conciliazione giudiziaria disciplinata dalle norme processuali. L'Atto uniforme presidia l'imparzialità e l'indipendenza del mediatore, la riservatezza del procedimento e l'inutilizzabilità probatoria di dichiarazioni e proposte, e consente di conferire efficacia esecutiva all'accordo mediante omologazione o deposito presso l'autorità competente. La coesistenza tra la legge del 1999 e il regime OHADA richiede un coordinamento interpretativo a favore della disciplina uniforme più recente. L'adesione della Guinea-Bissau alla Convenzione di Singapore va verificata autonomamente; alla data del 2026 non risultano riforme organiche interne sostitutive.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Guyana agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Arbitration Act 2024 (Act No. 6 of 2024): abroga l'Arbitration Act 1916 e disciplina espressamente anche la mediazione, oltre all'arbitrato commerciale e internazionale. (pubbl. 24.5.2024)fonte (inglese)

Legislazione vigente. La Guyana, unico Stato CARICOM anglofono del continente sudamericano, non dispone di una legge organica unitaria sulla mediazione, ma di un sistema di mediazione annessa al tribunale (court-connected mediation) presso la High Court, fondato sulle Civil Procedure Rules 2016, che consentono al giudice di rinviare le cause civili alla mediazione in una fase preliminare del procedimento. A questo si affianca la mediazione familiare, radicata nel Family Court Act 2007, che valorizza la composizione consensuale nelle controversie di famiglia, e il rinnovato quadro dell'ADR commerciale definito dall'Arbitration Act 2024, che modernizza il regime dell'arbitrato e degli strumenti connessi. L'istituto ha carattere settoriale e in parte obbligatorio quando disposto dal giudice, restando per il resto volontario. La disciplina processuale presidia la riservatezza del procedimento e l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese, mentre l'accordo raggiunto, ove recepito in un provvedimento della corte, acquista efficacia esecutiva. Il ricorso a mediatori designati dal tribunale e la formazione dei medesimi seguono gli standard fissati in sede giudiziaria. L'eventuale rilevanza della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali va verificata alla luce dello stato delle adesioni della Guyana.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di common law.

Fonte: supremecourt.gy · testo

Haiti agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Haiti non dispone di una legge organica sulla mediazione: la composizione consensuale delle controversie resta ancorata alla conciliazione preliminare obbligatoria dinanzi al juge de paix prevista dal Code de procédure civile, di tradizione francese, che impone in numerose materie civili un tentativo conciliativo quale passaggio anteriore all'instaurazione del giudizio. In ambito lavoristico opera la conciliazione disciplinata dal Code du travail, mentre in materia di divorzio permane un tentativo di conciliazione preliminare. La mediazione in senso proprio ha sviluppo istituzionale limitato, sostenuto da centri specializzati, e non risulta compiutamente tipizzata sul piano legislativo quanto a requisiti dei mediatori, registro e organismi. La riservatezza e il regime probatorio si desumono dai principi generali e dalla natura del verbale di conciliazione, che, ove raggiunto e omologato, assume valore transattivo ed efficacia esecutiva secondo le regole processuali. L'arbitrato trova riferimento nel Code de procédure civile, oggetto di interventi di riforma nel 2005. Alla data del 2026 lo stato di vigenza di una disciplina specifica della mediazione risulta incerto e non consta l'adesione alla Convenzione di Singapore, sicché le indicazioni vanno assunte in termini cauti.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di matrice francese.

Fonte: ccah.ht · testo

Honduras agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Honduras la materia è retta dalla Ley de Conciliación y Arbitraje, Decreto n. 161-2000, che disciplina in modo unitario la conciliazione e la mediazione, oltre all'arbitrato, prevedendo l'operatività di centri autorizzati dalla Corte Suprema di Giustizia. L'istituto ha carattere prevalentemente volontario e promozionale, non configurandosi in via generale come condizione di procedibilità, benché in specifiche materie, in particolare civili e del lavoro, sia previsto un tentativo conciliativo previo. La legge definisce i requisiti dei conciliatori e mediatori, le condizioni di autorizzazione e funzionamento dei centri, i principi di imparzialità e riservatezza del procedimento e l'inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni e proposte formulate in sede conciliativa. L'accordo raggiunto ha natura transattiva e, una volta formalizzato secondo le previsioni di legge, acquista efficacia esecutiva assimilabile a quella di una sentenza. Il sistema si inserisce nella tradizione latinoamericana di promozione dei metodi alternativi, con radicamento della conciliazione nella prassi giudiziaria. Alla data del 2026 non consta una riforma organica sostitutiva del Decreto 161-2000 né una specifica adesione alla Convenzione di Singapore da assumere come acquisita, sicché tali profili vanno verificati.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziale tradizionale.

Fonte: www.oas.org · testo

Hong Kong agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La materia è disciplinata dalla Mediation Ordinance (Cap. 620), in vigore dal 1° gennaio 2013, che fornisce il quadro legale della mediazione volontaria e ne presidia in modo puntuale la riservatezza, regolando la comunicazione delle informazioni di mediazione e la loro inutilizzabilità nei procedimenti giudiziari e arbitrali. La mediazione non costituisce condizione di procedibilità in senso stretto, ma la Practice Direction 31 impone alle parti dei procedimenti civili di considerare seriamente il ricorso alla mediazione, con possibili conseguenze sulle spese in caso di rifiuto ingiustificato, configurando un forte incentivo processuale. Si affianca l'Apology Ordinance (Cap. 631) del 2017, che tutela le dichiarazioni di scusa rese nel contesto della composizione delle controversie evitando che assumano rilievo probatorio a fini di responsabilità. La disciplina valorizza l'autonomia delle parti nella scelta del mediatore e degli organismi accreditati, con standard formativi elevati promossi dalle istituzioni locali. Hong Kong, hub internazionale dell'ADR, si colloca nel solco della Convenzione di Singapore quanto all'esecutività transnazionale degli accordi commerciali di mediazione, la cui operatività dipende dall'estensione applicativa da parte della Cina. Alla data del 2026 l'impianto della Cap. 620, come integrato nel 2017, resta il fondamento vigente.

Evoluzione storica. Sviluppo della mediazione commerciale e familiare dagli anni '90 (Hong Kong International Arbitration Centre).

Fonte: www.mediation.gov.hk · testo

India agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il diritto vigente è costituito dal Mediation Act, 2023 (Act No. 32 of 2023), promulgato il 15 settembre 2023 ed entrato in vigore, per le disposizioni notificate, dal 9 ottobre 2023: si tratta della prima legge organica indiana in materia, che consolida e sistematizza una disciplina in precedenza frammentata tra il Code of Civil Procedure e leggi settoriali. La legge introduce la mediazione pre-contenzioso (pre-litigation mediation) e, in origine concepita come tentativo obbligatorio, l'ha in via generale configurata come istituto volontario, pur incentivando fortemente il ricorso preliminare in determinate controversie, in particolare commerciali. Essa istituisce il Mediation Council of India quale autorità di regolazione, disciplina la registrazione e la formazione dei mediatori e il riconoscimento degli organismi (mediation service providers), presidia la riservatezza e l'inutilizzabilità probatoria delle comunicazioni di mediazione, e attribuisce al mediated settlement agreement efficacia vincolante ed esecutiva assimilata a quella di un lodo o di un decreto giudiziale, con limitati motivi di impugnazione. L'India ha sottoscritto la Convenzione di Singapore, coerentemente con l'impianto della legge; alla data del 2026 il Mediation Act 2023 rappresenta il quadro di riferimento pienamente operativo.

Evoluzione storica. Section 89 del Code of Civil Procedure (1908, emendato 2002); Lok Adalat; Legal Services Authorities Act 1987.

Fonte: legalaffairs.gov.in

Commenti (lingua orig.): Kluwer Mediation Blog

Indonesia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Indonesia il quadro poggia su una duplice fonte: la Law No. 30/1999 su arbitrato e risoluzione alternativa delle controversie, che riconosce e disciplina in via generale gli strumenti consensuali, e il Regolamento della Corte Suprema (PERMA) n. 1 del 2016 sulla mediazione giudiziale (mediasi), che impone il tentativo di mediazione nelle cause civili prima della trattazione nel merito. In forza del PERMA 1/2016 la mediazione endoprocessuale ha carattere obbligatorio e settoriale: il mancato esperimento del tentativo determina la nullità della sentenza, con conseguente rinvio, mentre la prosecuzione oltre la fase iniziale resta rimessa alla volontà delle parti. La disciplina prevede il ricorso a mediatori certificati, interni od esterni all'organico giudiziario, con requisiti di formazione e accreditamento, presidia la riservatezza del procedimento e l'inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni rese, e attribuisce all'accordo, recepito in un atto della corte (akta perdamaian), efficacia esecutiva assimilata a quella di una decisione giudiziale. Il sistema valorizza altresì la tradizione conciliativa (musyawarah). L'adesione dell'Indonesia alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 il PERMA 1/2016 resta il cardine della mediazione giudiziale obbligatoria.

Evoluzione storica. Musyawarah/mufakat (deliberazione consensuale) di tradizione adat; PERMA n. 2 del 2003 e n. 1 del 2008 sulla mediazione giudiziale.

Fonte: bphn.go.id · testo

Iran agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Nuova Legge sui Consigli di risoluzione delle controversie (2023): i consigli divengono organi di sola conciliazione/mediazione; istituito il Tribunale di pace; regolamenti attuativi 2024, mediazione con termine max 3 mesi rinnovabile. (regolamenti attuativi 2024)fonte (persiano)

Legislazione vigente. L'ordinamento iraniano non dispone di una legge organica unitaria sulla mediazione di stampo occidentale, ma articola la composizione consensuale su più fonti. I Consigli di risoluzione delle controversie (Shoraye Hal-e Ekhtelaf), disciplinati dalla legge del 2015, esercitano una funzione conciliativa e di composizione per un ampio ventaglio di controversie civili e penali minori, operando come sede istituzionale di mediazione comunitaria a rilievo settoriale e, per le materie devolute, con connotati di passaggio obbligato. A ciò si affianca la conciliazione (sazesh) prevista dal Codice di procedura civile e la composizione amichevole di ispirazione islamica (solh), radicata nel diritto sostanziale e nella prassi giudiziaria. La disciplina dei requisiti dei componenti dei consigli e delle procedure è dettata dalla legge del 2015 e dai regolamenti attuativi; la riservatezza e il regime probatorio si desumono dai principi generali del processo, mentre l'accordo conciliativo, una volta formalizzato dinanzi all'organo competente, assume valore vincolante ed efficacia esecutiva. La mediazione commerciale in senso moderno è in fase di sviluppo. L'adesione dell'Iran alla Convenzione di Singapore non risulta acquisita e va verificata, sicché le indicazioni ulteriori vanno assunte in termini cauti.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh/sazesh) di tradizione islamica.

Fonte: lutran-avocats-mediation.com

Iraq agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'Iraq non dispone di una legge organica sulla mediazione: la composizione consensuale delle controversie civili si fonda sulla conciliazione prevista dal Codice di procedura civile n. 83 del 1969 (con specifico riferimento agli articoli 251-276) e sulle disposizioni del Codice civile n. 40 del 1951, integrate dall'operatività di comitati di riconciliazione. In tale cornice la conciliazione opera quale fase eventuale o strumento endoprocessuale, senza che risulti compiutamente definito, sul piano legislativo generale, un regime di obbligatorietà uniforme, sicché lo stato e il carattere del tentativo vanno valutati caso per caso. Assume rilievo significativo la composizione tribale di matrice consuetudinaria (sulha), largamente diffusa nella prassi sociale e talora recepita dagli organi giudiziari, soprattutto nelle controversie a forte impatto comunitario. Non esiste un registro nazionale dei mediatori né una tipizzazione legale della formazione e degli organismi, mentre riservatezza, regime probatorio ed esecutività dell'accordo si desumono dalle regole processuali generali e dal valore transattivo del verbale omologato. La mediazione commerciale è in fase di sviluppo. Alla data del 2026 lo stato di vigenza di una disciplina speciale della mediazione risulta indeterminato e l'adesione alla Convenzione di Singapore non consta acquisita.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh/sulha) di tradizione islamica e tribale.

Fonte: etihad-law.com · testo

Irlanda agg. 2026

UE

Legislazione vigente. Il diritto vigente è il Mediation Act 2017 (No. 27 of 2017), entrato in vigore il 1° gennaio 2018, che detta un quadro organico applicabile in via generale a tutte le controversie civili, con talune esclusioni espresse (tra cui determinate materie di diritto di famiglia, lavoro e taluni procedimenti specifici). La legge impone ai solicitor un obbligo di informazione preventiva al cliente circa l'opzione della mediazione, con dichiarazione statutaria da allegare agli atti introduttivi, e attribuisce al giudice il potere di invitare le parti a valutare il ricorso alla mediazione, potendo il rifiuto ingiustificato riflettersi sul regime delle spese. L'istituto conserva natura volontaria, non configurandosi come condizione di procedibilità in senso proprio. Il Mediation Act presidia i principi di autodeterminazione delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore, codici di condotta e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle comunicazioni di mediazione, e disciplina l'effetto sospensivo sui termini di prescrizione durante il procedimento. L'accordo raggiunto ha natura contrattuale e vincola le parti secondo la loro volontà, potendo assumere efficacia esecutiva ove recepito in un provvedimento giudiziale. L'Irlanda, quale Stato membro UE, si colloca nel contesto degli strumenti europei e internazionali sulla mediazione.

Evoluzione storica. Prima del 2017 la mediazione era prevista in modo settoriale (es. controversie di lavoro, famiglia).

Recepimento dir. 2008/52/CE. European Communities (Mediation) Regulations 2011 (transfrontaliere); Mediation Act 2017.

Fonte: www.irishstatutebook.ie

Islanda agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'Islanda non dispone di una legge organica generale sulla mediazione, ma di una disciplina a rilievo settoriale, particolarmente sviluppata in ambito familiare. La mediazione familiare (sáttameðferð) è obbligatoria prima di introdurre controversie relative all'affidamento, alla residenza abituale e al diritto di visita nei confronti dei figli, in forza del Children's Act (Legge sui minori) n. 76 del 2003, come modificato dagli interventi entrati in vigore dal 2012, che ne fanno una condizione di accesso al giudizio in tali materie. Per le controversie civili in genere operano la conciliazione e la mediazione giudiziale previste dal Code of Civil Procedure n. 91 del 1991, che consente al giudice di promuovere la composizione consensuale nel corso del processo. La disciplina familiare prevede il rilascio di un certificato attestante l'esperimento della mediazione quale presupposto processuale, con mediatori qualificati operanti presso i servizi competenti; la riservatezza e il regime probatorio si desumono dalle norme di settore e dai principi processuali generali, mentre gli accordi assumono efficacia secondo le regole in materia di famiglia e, ove omologati, valore esecutivo. L'Islanda, pur non membro UE, aderisce allo Spazio economico europeo; l'adesione alla Convenzione di Singapore va verificata.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziaria tradizionale di matrice nordica.

Fonte: www.government.is

Isole Marshall agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Nuove Rules of Civil Procedure (MIRCP 2024) in sostituzione di quelle del 2005: la Rule 72 disciplina mediazione e altri ADR nel processo civile. (in vigore 1 novembre 2024)fonte (inglese)

Legislazione vigente. Le Isole Marshall non dispongono di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si fonda sulla conciliazione giudiziale prevista dalle Rules of Civil Procedure del 2005, che consentono al giudice di favorire la definizione bonaria delle liti civili nell'ambito del procedimento, e sulla composizione consuetudinaria affidata ai Community Courts, competenti per le controversie locali secondo le tradizioni comunitarie dell'arcipelago. L'istituto ha carattere volontario e non integra, in via generale, condizione di procedibilità. Non risulta tipizzato un regime legale di requisiti, formazione e registro dei mediatori né una rete di organismi accreditati, sicché riservatezza, regime probatorio ed esecutività dell'accordo si desumono dalle regole processuali generali e dal valore degli atti conciliativi recepiti dal giudice o dagli organi comunitari. Il quadro riflette la coesistenza tra istituti processuali di matrice statunitense, cui l'ordinamento è storicamente collegato, e diritto consuetudinario. Alla data del 2026 non consta l'adozione di una disciplina speciale della mediazione né l'adesione alla Convenzione di Singapore, restando le Rules of Civil Procedure 2005 e l'ordinamento dei Community Courts i riferimenti operativi in materia.

Evoluzione storica. Giustizia comunitaria di tradizione micronesiana.

Fonte: paclii.org · testo

Isole Salomone agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Le Isole Salomone non dispongono di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si articola tra la conciliazione giudiziale, prevista dalle Courts (Civil Procedure) Rules del 2007, che consentono al giudice di promuovere la definizione consensuale delle liti civili, e la composizione consuetudinaria affidata ai tribunali locali. Il Local Courts Act (Cap. 19) devolve infatti a questi ultimi la trattazione delle controversie di diritto consuetudinario (kastom), particolarmente rilevanti in materia fondiaria e comunitaria, secondo procedure che valorizzano la mediazione tra le parti e i capi tradizionali. L'istituto ha natura volontaria e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, salvo i meccanismi conciliativi propri delle controversie consuetudinarie. Non risulta tipizzato un regime legale di requisiti, formazione e registro dei mediatori, sicché riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi si desumono dalle regole processuali e dal valore riconosciuto agli atti dei tribunali locali. Il quadro riflette la matrice giuridica di common law combinata con il diritto consuetudinario melanesiano. Alla data del 2026 non consta l'adozione di una disciplina organica della mediazione né l'adesione alla Convenzione di Singapore, restando le Rules del 2007 e il Local Courts Act i riferimenti principali.

Evoluzione storica. Giustizia consuetudinaria (kastom) di tradizione melanesiana.

Fonte: www.paclii.org · testo

Israele agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Attuazione della Convenzione di Singapore: ratifica (decisione governativa 2388 del 12.11.2024), modifica alla Legge sui tribunali e regolamento 2025; Convenzione in vigore per Israele dall'8 luglio 2025. (ratifica 2024; in vigore 8.7.2025)fonte (ebraico)

Legislazione vigente. In Israele la mediazione annessa al tribunale è ampiamente diffusa e trova fondamento nella sezione 79C del Courts Law del 1984 e nelle Courts (Mediation) Regulations del 1993, che disciplinano il rinvio delle cause alla mediazione da parte del giudice e le modalità del procedimento. La disciplina consente al tribunale di indirizzare le parti verso la mediazione con il loro consenso; il progetto MAHUT ha introdotto un incontro informativo preliminare (MEHUT) volto a orientare i litiganti verso la composizione consensuale in determinate categorie di cause civili, configurando un passaggio a forte incentivazione, senza tuttavia sostanziarsi, in via generale, in una rigida condizione di procedibilità. Le regole del 1993 dettano i requisiti dei mediatori, la loro iscrizione negli elenchi tenuti presso l'amministrazione giudiziaria e i principi di imparzialità e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione. L'accordo raggiunto, ove recepito in un provvedimento del giudice, acquista efficacia esecutiva assimilata a quella di una sentenza. Israele figura tra i firmatari della Convenzione di Singapore, in coerenza con la vocazione internazionale della sua prassi di ADR; l'effettiva ratifica e la sua operatività interna vanno verificate. Alla data del 2026 il quadro descritto resta il riferimento vigente.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale (pesharah) di matrice ebraica e comunitaria.

Fonte: www.singaporeconvention.org

Italia agg. 2026

UE

Legislazione vigente. Il diritto vigente è il D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, profondamente rimodellato dalla riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022, con disposizioni sulla mediazione in vigore dal 30 giugno 2023), dai decreti ministeriali n. 150/2023 (regolamento su organismi, registro e formatori) e n. 151/2023, e dal correttivo D.Lgs. 216/2024. La mediazione è condizione di procedibilità in un ampio catalogo di materie (tra cui condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari, oltre a consorzi, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone e subfornitura). L'obbligo si assolve con la partecipazione, assistiti da avvocato, al primo incontro; la riforma ha introdotto la mediazione demandata dal giudice (art. 5-quater), rafforzato incentivi fiscali e patrocinio, e disciplinato la partecipazione personale delle parti e la mediazione telematica. La procedura ha durata contenuta (di norma tre mesi, prorogabili). Vige un rigoroso regime di riservatezza e inutilizzabilità probatoria; l'accordo sottoscritto dagli avvocati costituisce titolo esecutivo, altrimenti previa omologazione. L'Italia si colloca nel quadro della direttiva 2008/52/CE; l'operatività della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali segue le determinazioni dell'Unione.

Evoluzione storica. Conciliazione nel Codice di procedura civile del 1865 (giudice conciliatore); conciliazione societaria d.lgs. 5/2003; primo impianto della mediazione d.lgs. 28/2010 e d.m. 180/2010 (con la nota sentenza Corte cost. 272/2012 che dichiarò illegittima l'obbligatorietà originaria per eccesso di delega).

Recepimento dir. 2008/52/CE. Recepimento diretto con il d.lgs. 28/2010.

Fonte: www.normattiva.it

Commenti (lingua orig.): Mondo ADR

Kazakistan agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il quadro è definito dalla Law No. 401-IV del 28 gennaio 2011 'On Mediation', più volte modificata, che disciplina la mediazione in materia civile, del lavoro e familiare, nonché, entro limiti definiti, in alcune controversie penali di minore gravità. La legge distingue tra mediatori professionali, tenuti a requisiti di formazione e iscrizione presso le organizzazioni di mediatori, e mediatori non professionali, ammessi in particolare per la composizione di controversie comunitarie e locali. L'istituto ha carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità del giudizio, potendo essere avviato prima o durante il processo, con sospensione dei relativi termini. La disciplina presidia i principi di volontarietà, parità delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore, riservatezza del procedimento e inutilizzabilità nel giudizio delle informazioni acquisite. L'accordo di mediazione ha efficacia vincolante tra le parti e, secondo le previsioni della legge e delle norme processuali, può acquisire forza esecutiva, in particolare quando concluso nel corso del procedimento e recepito dal giudice. Il sistema si inserisce nella diffusione dei metodi ADR nell'area centroasiatica. L'adesione del Kazakistan alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 la legge del 2011, come modificata, resta il fondamento vigente.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale (biy/aksakal) e conciliazione giudiziaria sovietica.

Fonte: adilet.zan.kz · testo

Kenya agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Kenya il fondamento costituzionale è dato dall'articolo 159 della Costituzione del 2010, che impone agli organi giudiziari di promuovere i meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie, inclusa la mediazione. Sul piano attuativo, la mediazione annessa al tribunale (court-annexed mediation) è disciplinata dagli articoli 59B e 59C del Civil Procedure Act e, nella versione vigente al 2026, dalle Court-Annexed Mediation Rules del 2022, che regolano il rinvio delle cause alla mediazione da parte del giudice, la gestione del procedimento e i tempi. Il giudice può disporre il rinvio delle liti civili idonee, sicché il ricorso assume connotati settoriali e, quando ordinato, di passaggio necessario nell'ambito del processo, restando per il resto volontario. La disciplina prevede l'accreditamento dei mediatori presso il Mediation Accreditation Committee, con requisiti di formazione, presidia la riservatezza e l'inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni rese, e attribuisce all'accordo, recepito e registrato come provvedimento della corte, efficacia esecutiva assimilata a quella di una sentenza. Il Kenya figura tra i firmatari della Convenzione di Singapore, coerentemente con la promozione dell'ADR; l'effettiva ratifica e operatività interna vanno verificate. Alla data del 2026 il quadro descritto costituisce il riferimento vigente.

Evoluzione storica. Mediazione tradizionale comunitaria; conciliazione giudiziaria.

Fonte: new.kenyalaw.org · testo

Kirghizistan agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Nuova Legge n. 256 del 14.11.2025 «Sulla mediazione» che abroga e sostituisce la legge del 2017; legge collegata n. 257 introduce la mediazione pre-giudiziale obbligatoria per le controversie di lavoro (dal 1.1.2027). (14 novembre 2025)fonte (russo)

Legislazione vigente. Il diritto vigente è la Legge 'Sulla mediazione', adottata il 28 luglio 2017 ed entrata in vigore l'11 febbraio 2018, che disciplina la mediazione in materia civile, familiare e del lavoro, nonché, entro i limiti stabiliti, in alcune controversie amministrative e penali di minore gravità. La legge istituisce e regola le organizzazioni di mediatori, dettando i requisiti di formazione, l'iscrizione e i codici di condotta, e fonda l'istituto sui principi di volontarietà, parità delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore. Il ricorso alla mediazione ha carattere prevalentemente volontario, potendo assumere rilievo settoriale ove previsto per determinate categorie di controversie, senza configurarsi in via generale come rigida condizione di procedibilità; l'avvio del procedimento incide sui termini del giudizio. La disciplina presidia la riservatezza e l'inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni e informazioni emerse in sede di mediazione. L'accordo di mediazione vincola le parti e, secondo le previsioni di legge e delle norme processuali, può acquisire efficacia esecutiva, in particolare se concluso in pendenza di giudizio e recepito dal giudice. Il sistema si inserisce nel processo di diffusione dell'ADR nell'Asia centrale. L'adesione del Kirghizistan alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la legge del 2017 resta il fondamento vigente.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale (aksakal courts) e conciliazione giudiziaria.

Fonte: danaker.org

Kiribati agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Kiribati non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sul diritto consuetudinario e sull'attività degli Island Courts, che, unitamente alla Magistrates' Courts Ordinance, affidano agli organi locali la trattazione delle liti comunitarie e consuetudinarie, tradizionalmente discusse e composte nel contesto della maneaba, la casa comunitaria che costituisce sede di deliberazione e conciliazione sociale. A ciò si affianca la conciliazione giudiziale promossa nell'ambito dei procedimenti civili. L'istituto ha natura essenzialmente volontaria e comunitaria e non integra condizione di procedibilità in senso tecnico. Non risulta tipizzato un regime legale di requisiti, formazione e registro dei mediatori né una rete di organismi accreditati, sicché riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi si desumono dalle regole processuali generali e dal valore riconosciuto agli atti degli organi locali e comunitari. Il quadro riflette la coesistenza tra common law, di matrice britannica, e diritto consuetudinario dell'arcipelago. Alla data del 2026 lo stato di una disciplina specifica della mediazione risulta indeterminato e non consta l'adesione alla Convenzione di Singapore, sicché le indicazioni ulteriori vanno assunte in termini cauti.

Evoluzione storica. Giustizia comunitaria (maneaba) di tradizione micronesiana.

Fonte: www.paclii.org

Kosovo agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Kosovo la materia è oggi disciplinata dalla Legge n. 06/L-009 sulla mediazione del 2018, che ha sostituito la previgente Legge n. 03/L-057 del 2008, aggiornando il quadro in linea con gli standard europei. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale, familiare, del lavoro e in taluni ambiti penali e amministrativi, secondo i principi di volontarietà, imparzialità e riservatezza. L'obbligatorietà ha carattere settoriale: in relazione a determinate categorie di controversie il giudice o il pubblico ministero possono rinviare le parti alla mediazione quale passaggio del procedimento, mentre negli altri casi l'accesso resta volontario e rimesso all'accordo delle parti. La disciplina istituisce la Commissione di mediazione quale organo di regolazione, accreditamento e vigilanza, disciplina i requisiti e la formazione dei mediatori con tenuta del registro, e presidia la riservatezza mediante l'obbligo di segretezza e l'inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione. Profilo qualificante è l'esecutività: l'accordo di mediazione, ove rivesta la forma prescritta, ha efficacia di titolo esecutivo secondo le forme di legge. La legge del 2018 rafforza l'istituzionalizzazione della mediazione nel sistema di giustizia kosovaro; gli sviluppi attuativi 2023-2026 restano da verificare quanto ai dettagli.

Evoluzione storica. Considerato culla della mediazione moderna dei villaggi (besa).

Fonte: www.gjyqesori-rks.org

Kuwait agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Kuwait non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si fonda sulla conciliazione giudiziale prevista dal Codice di procedura civile e commerciale, con particolare riferimento alle disposizioni del capo 12 (articoli 173-188), e sull'attività dei comitati di conciliazione, cui si affianca il regime dell'arbitrato giudiziario disciplinato dalla Legge n. 11 del 1995. In tale cornice la conciliazione opera come strumento endoprocessuale o preliminare, senza che risulti compiutamente definito, sul piano legislativo generale, un regime uniforme di obbligatorietà, sicché lo stato e il carattere del tentativo vanno valutati con cautela a seconda della materia. Non è tipizzato un registro dei mediatori né una disciplina organica della formazione e degli organismi, e riservatezza, regime probatorio ed esecutività dell'accordo si desumono dalle regole processuali generali e dal valore transattivo del verbale omologato dal giudice. È in atto uno sviluppo della mediazione commerciale, sospinto dalla vocazione del Paese quale piazza economica regionale. L'adesione del Kuwait alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 il Codice di procedura civile e la Legge n. 11/1995 restano i riferimenti principali in materia.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e comitati di riconciliazione.

Fonte: practiceguides.chambers.com · testo

Laos agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il quadro laotiano combina una diffusa rete di composizione comunitaria con una disciplina economica moderna. Le Village Mediation Units, presenti su tutto il territorio, compongono in via consensuale le controversie civili minori e le liti locali, radicando la mediazione nella prassi sociale di base. Sul piano della risoluzione delle controversie economiche il diritto vigente è la Law on the Resolution of Economic Disputes n. 51/NA del 2018, che ha abrogato la precedente legge n. 06/NA del 2010, riordinando gli strumenti di conciliazione, mediazione e arbitrato in materia commerciale ed economica. In tale ambito la mediazione assume rilievo di passaggio necessario nel percorso di composizione delle controversie economiche, con carattere obbligatorio quale fase preliminare secondo il modello scalare previsto dalla legge, restando salva l'autonomia delle parti quanto all'esito. La disciplina definisce le procedure, gli organi competenti e i principi di riservatezza, e prevede che l'accordo raggiunto, ove formalizzato secondo le previsioni di legge, acquisti efficacia vincolante ed esecutiva. Il sistema riflette l'integrazione tra tradizione conciliativa e apertura economica del Paese nel quadro regionale ASEAN. L'adesione del Laos alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la legge n. 51/NA del 2018 resta il fondamento vigente in materia economica.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria tradizionale.

Fonte: www.dfdl.com · testo

Lesotho agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: High Court Civil Litigation Rules 2024: integrano la Court-Annexed Mediation, sostituendo il regime delle High Court (Mediation) Rules 2011; le parti devono dichiarare negli atti se acconsentono al rinvio in mediazione. (in vigore 21.6.2024)fonte (inglese)

Legislazione vigente. In Lesotho la mediazione annessa al tribunale trova fondamento nelle High Court (Mediation) Rules del 2011, che disciplinano il rinvio delle cause civili alla mediazione nell'ambito del procedimento dinanzi alla High Court, configurando un modello in cui l'esperimento del tentativo assume carattere obbligatorio quale fase del processo, secondo l'impostazione del case management. A questo si affianca il consolidato sistema di conciliazione e arbitrato in materia di lavoro presso il Directorate of Dispute Prevention and Resolution (DDPR), istituito in forza del Labour Code (Amendment) Act 2000, che prevede la composizione obbligatoria delle controversie di lavoro prima del ricorso agli organi giudiziari specializzati, nonché la conciliazione tradizionale operante nei tribunali di matrice consuetudinaria. La disciplina prevede la designazione di mediatori qualificati, presidia la riservatezza del procedimento e l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese, e attribuisce all'accordo, recepito in un provvedimento della corte o dell'organo competente, efficacia esecutiva. Il quadro riflette la matrice di common law combinata con il diritto consuetudinario e con un settore lavoristico fortemente istituzionalizzato. L'adesione del Lesotho alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 le High Court (Mediation) Rules 2011 restano il riferimento della mediazione giudiziale.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: lesotholii.org · testo

Lettonia agg. 2026

UE

Legislazione vigente. Il diritto vigente è la Mediation Law (Mediācijas likums), adottata nel 2014 ed entrata in vigore il 18 giugno 2014, che detta la disciplina organica della mediazione in materia civile in attuazione degli standard europei derivanti dalla direttiva 2008/52/CE. La legge fonda l'istituto sui principi di volontarietà, parità e autodeterminazione delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore, non configurando in via generale la mediazione come condizione di procedibilità, pur consentendo al giudice di invitare le parti a valutarne il ricorso. Essa disciplina i requisiti dei mediatori, in particolare dei mediatori certificati iscritti negli appositi elenchi, la loro formazione e la certificazione, e presidia la riservatezza del procedimento con inutilizzabilità nel giudizio delle informazioni acquisite; l'avvio della mediazione incide sui termini di prescrizione. Dal 1° gennaio 2017 opera il programma statale di mediazione familiare gratuita, che finanzia un numero definito di sessioni per favorire la composizione delle controversie di famiglia. L'accordo raggiunto ha efficacia vincolante e, ove recepito in sede giudiziale, valore esecutivo. La Lettonia, quale Stato membro UE, si colloca nel quadro degli strumenti europei e internazionali sulla mediazione, la cui applicazione segue le determinazioni dell'Unione.

Evoluzione storica. Progetti di mediazione familiare e giudiziaria dal 2009.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Mediation Law 2014.

Fonte: e-justice.europa.eu · testo

Libano agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il quadro libanese si articola su due fonti recenti: la Legge n. 82 del 10 ottobre 2018 sulla mediazione giudiziaria, che disciplina il rinvio delle controversie alla mediazione nell'ambito del procedimento e ne definisce le modalità sotto il controllo dell'autorità giudiziaria, e la Legge n. 286 del 2022 sulla mediazione convenzionale (stragiudiziale), che regola la mediazione avviata su base contrattuale dalle parti al di fuori del processo. L'istituto ha natura prevalentemente volontaria: la mediazione giudiziaria presuppone il consenso delle parti al rinvio disposto dal giudice, mentre quella convenzionale poggia sull'autonomia negoziale, sicché non si configura in via generale una rigida condizione di procedibilità. La disciplina prevede requisiti e accreditamento dei mediatori, con formazione presso i centri competenti, presidia la riservatezza del procedimento e l'inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese, e attribuisce all'accordo, previa omologazione o recepimento in sede giudiziale, efficacia esecutiva. Il duplice intervento del 2018 e del 2022 ha completato l'architettura normativa distinguendo il canale giudiziario da quello convenzionale. L'adesione del Libano alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 le due leggi restano il fondamento vigente della mediazione.

Fonte: tohmelaw.com

Liberia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Liberia non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si fonda sulla mediazione annessa al tribunale promossa dal potere giudiziario, in particolare presso il Commercial Court, che incoraggia il ricorso agli strumenti alternativi nelle liti commerciali, e sulla composizione consuetudinaria operante nei tribunali tribali, radicata nella tradizione locale. L'arbitrato è riconosciuto nell'ordinamento e sostenuto dalla prassi giudiziaria. L'istituto ha natura essenzialmente volontaria e non integra, in via generale, condizione di procedibilità del giudizio. Non risulta tipizzato un regime legale unitario di requisiti, formazione e registro dei mediatori né una rete di organismi accreditati, sicché riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi si desumono dalle regole processuali generali, dai regolamenti giudiziari e dal valore riconosciuto agli atti conciliativi recepiti dal giudice o dagli organi tribali. Il quadro riflette la matrice giuridica di common law, storicamente collegata all'esperienza statunitense, combinata con il diritto consuetudinario. Alla data del 2026 lo stato di vigenza di una disciplina specifica della mediazione risulta indeterminato e non consta l'adesione alla Convenzione di Singapore, sicché le indicazioni ulteriori vanno assunte in termini cauti.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.addleshawgoddard.com

Liechtenstein agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il diritto vigente è la Zivilrechts-Mediations-Gesetz (ZMG), pubblicata in LGBl. 2005 Nr. 31, che disciplina in modo organico la mediazione in materia civile e recepisce gli standard dello spazio giuridico europeo, cui il Principato è collegato quale membro dello Spazio economico europeo. La legge fonda l'istituto sui principi di volontarietà, autodeterminazione delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore, senza configurare in via generale la mediazione come condizione di procedibilità del giudizio. Essa disciplina i requisiti dei mediatori e la loro iscrizione nell'apposito elenco tenuto presso l'autorità competente, con obblighi di formazione e aggiornamento, e presidia la riservatezza del procedimento nonché l'inutilizzabilità nel giudizio delle informazioni e delle dichiarazioni emerse in sede di mediazione; l'avvio del procedimento incide sui termini di prescrizione. Particolare rilievo assume la mediazione familiare, ambito di elezione dell'istituto. L'accordo raggiunto ha efficacia vincolante tra le parti secondo la loro volontà e, ove recepito in sede giudiziale, valore esecutivo. La legge è stata oggetto di aggiornamento, con modifiche intervenute nel 2022. L'operatività della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali va verificata quanto allo stato di adesione del Principato.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziaria tradizionale (Vermittleramt).

Fonte: www.gesetze.li · testo

Lituania agg. 2026

UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge di modifica della Legge sulla mediazione X-1702: autogoverno affidato alla Camera dei mediatori con iscrizione obbligatoria, formazione base da 40 a 48 ore, mediazione familiare finanziata dallo Stato dal 1.9.2024. (in vigore 1.1.2025)fonte (lituano)

Legislazione vigente. La Lituania è retta dalla Legge sulla mediazione conciliativa nelle controversie civili n. X-1702 del 2008, profondamente riformata nel 2017 con effetto dal 2019, in attuazione della direttiva 2008/52/CE. Tratto qualificante è l'obbligatorietà settoriale: dal 1° gennaio 2020 la mediazione è obbligatoria nelle controversie familiari, sicché la parte deve esperirla prima di adire il giudice, con conseguenze processuali in caso di rifiuto ingiustificato. Per le restanti materie civili e commerciali la mediazione resta volontaria e può essere giudiziale o stragiudiziale. La riforma ha istituito e rafforzato il registro dei mediatori tenuto presso il Ministero della Giustizia, con requisiti di qualificazione, esame e formazione continua, e ha strutturato la mediazione giudiziale gratuita presso i tribunali. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese, e incide sulla sospensione dei termini di prescrizione. L'accordo raggiunto vincola le parti e, previa approvazione giudiziale nelle forme di procedimento semplificato previste dalla legge, acquista efficacia esecutiva. La Lituania, quale Stato membro UE, opera nel quadro eurounitario di promozione degli ADR e degli sviluppi connessi alla Convenzione di Singapore, la cui applicazione segue le determinazioni dell'Unione.

Evoluzione storica. Prima del 2008 nessuna disciplina organica.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Legge 2008 (recepimento).

Fonte: e-seimas.lrs.lt · testo

Lussemburgo agg. 2026

UE

Legislazione vigente. Il Lussemburgo è disciplinato dalla Loi du 24 février 2012 portant introduction de la médiation en matière civile et commerciale, che ha inserito nel Nouveau Code de procédure civile gli articoli 1251-1 e seguenti, recependo la direttiva 2008/52/CE. La legge distingue la mediazione convenzionale, avviata dalle parti, la mediazione giudiziale, disposta dal giudice con il loro accordo, e la mediazione familiare, quest'ultima integrata da un regolamento granducale dedicato. La materia coperta comprende le controversie civili e commerciali su diritti disponibili. Il procedimento è volontario, riservato e imparziale, e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. La normativa disciplina l'agrément (accreditamento) dei mediatori giudiziali e familiari da parte del Ministro della Giustizia, con requisiti di onorabilità, qualificazione e formazione specifica, e presidia la riservatezza con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese in mediazione. L'accordo raggiunto può essere omologato dal giudice competente, che gli conferisce forza esecutiva, ovvero, per le mediazioni transfrontaliere, secondo il regime di riconoscimento previsto. Il Lussemburgo, quale Stato membro UE, opera nel quadro eurounitario degli ADR e degli sviluppi internazionali connessi alla Convenzione di Singapore, la cui applicazione segue le determinazioni dell'Unione.

Evoluzione storica. Prima del 2012 conciliazione tradizionale davanti al juge de paix.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Loi du 24 février 2012 (recepimento della direttiva 2008/52/CE).

Fonte: mj.gouvernement.lu · testo

Macedonia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Macedonia del Nord è retta dalla Legge sulla mediazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Macedonia del Nord n. 294/2021, che ha sostituito le precedenti leggi del 2006 e del 2013, riordinando e modernizzando la disciplina in coerenza con la direttiva 2008/52/CE e con il percorso di avvicinamento all'Unione europea. La legge regola la mediazione nelle controversie civili, commerciali, di lavoro, familiari, di consumo e in altre materie disponibili, e conosce profili di obbligatorietà settoriale: per determinate categorie di controversie è previsto un tentativo o una sessione informativa di mediazione quale passaggio incentivato o richiesto prima o nell'ambito del giudizio, con funzione deflativa. Il procedimento è volontario quanto all'esito, riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, la formazione, l'esame di licenza e l'iscrizione in registro, affidando le funzioni di accreditamento e vigilanza agli organi competenti. L'accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste dalla legge, può acquisire efficacia esecutiva mediante clausola di esecutività o omologazione. Il quadro riflette l'orientamento del Paese verso gli standard europei di promozione degli ADR.

Fonte: epi.org.mk

Madagascar agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Madagascar, che non fa parte dell'OHADA quanto all'applicazione degli Atti uniformi, non dispone di una legge organica dedicata alla mediazione: il riferimento principale è la Loi n° 98-019 del 1998, contenente il Libro IV del Codice di procedura civile sull'arbitrato, che disciplina anche profili di conciliazione, unitamente alle norme sulla conciliazione giudiziale previste dal codice di rito. La composizione amichevole delle controversie civili e commerciali si avvale inoltre della mediazione volontaria offerta dal Centre d'Arbitrage et de Médiation de Madagascar (CAMM), operativo dal 2001, che gestisce procedimenti su base consensuale e riservata secondo le proprie regole istituzionali. La mediazione ha carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Non risulta un registro statale unitario dei mediatori né una tipizzazione legale della formazione e degli organismi, essendo l'accreditamento affidato ai centri. Riservatezza e regime probatorio si desumono dalle regole dei centri e dai principi processuali generali; l'accordo conciliativo, ove omologato dal giudice, acquista efficacia esecutiva. Alla data del 2026 non consta l'adozione di una disciplina organica autonoma della mediazione né una specifica adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché tali profili vanno assunti con cautela.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale (fokonolona) e giudiziaria di matrice francese.

Fonte: www.camm.mg

Malawi agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Malawi la mediazione è essenzialmente annessa al tribunale e trova fondamento nelle Courts (High Court) (Mandatory Mediation) Rules del 2017, in particolare nell'Order dedicato alla mediazione obbligatoria, che impongono il rinvio delle cause civili alla mediazione quale passaggio necessario prima della prosecuzione del giudizio: ne deriva un carattere obbligatorio dell'esperimento, con funzione deflativa e di gestione del contenzioso. La disciplina si inserisce nella tradizione di common law e nel quadro delle riforme processuali volte a ridurre l'arretrato. Discipline settoriali operano in materia di lavoro, con conciliazione presso gli organi competenti, e persiste la composizione tradizionale a livello comunitario. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, ed è condotto da mediatori designati secondo gli standard giudiziari. L'accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento della corte e acquisire così efficacia esecutiva. Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione, la cui base resta prevalentemente processuale e regolamentare, né un registro professionale nazionale strutturato. L'adesione del Malawi alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 le Rules del 2017 restano il riferimento della mediazione giudiziale obbligatoria.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.globallegalinsights.com · testo

Maldive agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Le Maldive non dispongono di una legge organica generale sulla mediazione civile e commerciale, ma di un quadro in via di sviluppo, imperniato sull'Arbitration Act (Law No. 10/2013) per l'arbitrato e su iniziative giudiziarie e regolamentari per la mediazione annessa ai tribunali. La composizione amichevole delle controversie civili è promossa nell'ambito del procedimento, mentre in materia familiare operano meccanismi di conciliazione connessi al Family Court e alla legislazione sulla famiglia, in un ordinamento che coniuga common law e diritto islamico. Il ricorso alla mediazione ha carattere prevalentemente volontario, senza configurarsi, in via generale, come condizione di procedibilità. Non risulta compiutamente tipizzato un registro nazionale dei mediatori né una disciplina unitaria della formazione, degli organismi e dell'esecutività degli accordi extragiudiziali, la quale si desume dalle regole processuali e dal valore transattivo del verbale recepito dal giudice. Sono in atto sviluppi istituzionali volti a rafforzare gli ADR, anche in funzione dell'economia turistica e degli investimenti. L'adesione delle Maldive alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 il quadro della mediazione resta prevalentemente giudiziale e settoriale, sicché la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e comunitaria.

Fonte: www.nyulawglobal.org · testo

Malesia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il diritto vigente è il Mediation Act 2012 (Act 749), che disciplina la mediazione civile e commerciale quale metodo volontario di risoluzione delle controversie, esperibile prima o parallelamente al giudizio o all'arbitrato. La legge non impone la mediazione come condizione di procedibilità e ne salvaguarda la natura consensuale, regolando l'avvio del procedimento, il ruolo del mediatore, la riservatezza e la conclusione con l'accordo di transazione (settlement agreement). Sono espressamente escluse dal suo ambito talune materie elencate nella Schedule, nonché le mediazioni condotte dai giudici nell'ambito dei procedimenti e quelle gestite dal Legal Aid Department, che restano assoggettate ai rispettivi regimi. La riservatezza copre le comunicazioni di mediazione, sottratte all'uso probatorio nei successivi giudizi salvo eccezioni. L'accordo raggiunto ha natura contrattuale e vincola le parti; ove la mediazione sia connessa a un procedimento, l'intesa può essere recepita in un provvedimento del giudice e acquisire efficacia esecutiva. Accanto al Mediation Act operano organismi istituzionali quali l'Asian International Arbitration Centre (AIAC) e il sistema di mediazione promosso dal potere giudiziario. L'adesione della Malesia alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 l'Act 749 resta il fondamento vigente.

Fonte: mdcpublishers.com

Mali agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Mali, Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, testo sovranazionale immediatamente efficace nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale designato dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. Un profilo qualificante dell'Atto uniforme è il regime dell'esecutività: l'accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell'autorità competente, con efficacia riconosciuta nell'intero spazio OHADA e conseguente certezza nella circolazione delle intese. L'ordinamento maliano conosce inoltre la conciliazione giudiziaria e forme di composizione tradizionale radicate nel tessuto sociale. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di miglioramento del clima degli affari. L'adesione del Mali alla Convenzione di Singapore va verificata autonomamente; alla data del 2026 il regime OHADA resta il fondamento vigente della materia.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria; cadì e capi tradizionali.

Fonte: www.ohada.org · testo

Malta agg. 2026

UE

Legislazione vigente. Malta è disciplinata dal Mediation Act, Chapter 474 delle Laws of Malta (Act XVI of 2004), in vigore dal 21 dicembre 2004, che ha istituito il Malta Mediation Centre, operativo dal 2005 quale organismo pubblico incaricato di promuovere e amministrare la mediazione. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale, familiare e industriale quale procedimento volontario: le parti possono ricorrervi spontaneamente o essere invitate dal giudice o da altra autorità, senza che essa costituisca, in via generale, condizione di procedibilità, fermi restando specifici percorsi in ambito familiare. Il procedimento è riservato: la legge garantisce la confidenzialità delle comunicazioni svolte in mediazione, che non possono essere fatte valere nei successivi giudizi salvo eccezioni. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, l'iscrizione negli elenchi tenuti presso il Centre e i principi deontologici, in coerenza con la direttiva 2008/52/CE, recepita nell'ordinamento maltese. L'accordo raggiunto vincola le parti e può acquisire efficacia esecutiva mediante le forme previste dall'ordinamento, anche in caso di recepimento giudiziale. Malta, quale Stato membro UE, opera nel quadro eurounitario degli ADR; l'applicazione della Convenzione di Singapore segue le determinazioni dell'Unione.

Evoluzione storica. Prima del 2004 conciliazione settoriale.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Mediation Act 2004 (Chapter 474), adeguato alla direttiva 2008/52/CE.

Fonte: legislation.mt

Marocco agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Marocco ha riformato organicamente la materia con la Loi n° 95-17 relative à l'arbitrage et à la médiation conventionnelle, promulgata con Dahir n° 1-22-34 del 24 maggio 2022, che ha estratto la disciplina dell'arbitrato e della mediazione dal Codice di procedura civile dotandola di un testo autonomo. In tema di mediazione, la legge regola in particolare la médiation conventionnelle, fondata sull'accordo delle parti mediante clausola o compromesso di mediazione, e ne disciplina l'avvio, la nomina e il ruolo del mediatore, lo svolgimento e la conclusione. Il procedimento è volontario, riservato e imparziale, con inutilizzabilità nei successivi giudizi delle dichiarazioni rese, e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. La normativa definisce i requisiti dei mediatori e i profili di responsabilità, e valorizza i centri di mediazione e arbitrato attivi nel Paese. Tratto qualificante è l'esecutività dell'accordo: la transazione derivante dalla mediazione può essere dotata di forza esecutiva mediante apposizione della formula da parte dell'autorità competente, acquisendo valore di titolo. La riforma del 2022 mira a rafforzare l'attrattività del Marocco per il contenzioso commerciale e a promuovere la cultura della mediazione. L'adesione del Marocco alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica.

Evoluzione storica. Loi 08-05 del 2007 (mediazione inserita nel Codice di procedura civile); conciliazione tradizionale (sulh).

Fonte: www.lexisma.info · testo

Commenti (lingua orig.): Village de la Justice

Mauritania agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Mauritania, che non applica gli Atti uniformi OHADA, non dispone di una legge organica autonoma dedicata alla mediazione: il quadro di riferimento è costituito dalle norme sulla conciliazione contenute nel Codice di procedura civile, commerciale e amministrativa e dalle disposizioni in materia di arbitrato, in un ordinamento di tradizione francese innestata sul diritto islamico. La conciliazione opera come fase eventuale o preliminare del procedimento, promossa dal giudice o dalle parti, e assume rilievo anche in materie familiari e di lavoro secondo i rispettivi regimi. La mediazione in senso moderno ha sviluppo istituzionale limitato ed è sostenuta da iniziative dei centri e delle camere competenti. Non risulta tipizzato un registro nazionale dei mediatori né una disciplina unitaria della formazione, degli organismi e dell'esecutività degli accordi extragiudiziali, che si desume dalle regole processuali e dal valore del verbale di conciliazione omologato dal giudice. La composizione tradizionale e comunitaria mantiene un ruolo significativo nella prassi sociale. Alla data del 2026 non consta l'adozione di una disciplina organica della mediazione né l'adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela, in ragione della limitata reperibilità di fonti aggiornate.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e giudiziaria.

Fonte: www.cairn.info · testo

Mauritius agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Mauritius, ordinamento misto di common law e diritto civile di matrice francese, non dispone di una legge organica unitaria sulla mediazione, ma di un articolato sistema di mediazione annessa al tribunale e settoriale. La mediazione giudiziale è disciplinata dalle regole processuali e dai programmi della Supreme Court e delle corti inferiori, con rinvio delle cause civili e commerciali alla composizione amichevole nell'ambito del case management. In materia di lavoro operano la conciliazione e la mediazione presso la Commission for Conciliation and Mediation, quale passaggio settorialmente obbligatorio prima del contenzioso. La mediazione commerciale amministrata trova sede presso il MARC (Mauritius International Arbitration Centre) e altri organismi, secondo regole istituzionali. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese, e i mediatori sono qualificati secondo gli standard dei rispettivi organismi. L'accordo raggiunto, ove recepito nel procedimento o omologato, acquisisce efficacia esecutiva. Non risulta un registro nazionale unitario dei mediatori civili. Mauritius, che ambisce a porsi quale hub regionale per la risoluzione delle controversie, presta attenzione agli strumenti internazionali; l'adesione alla Convenzione di Singapore va verificata. La ricostruzione dei singoli regimi settoriali va coordinata caso per caso.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziaria di tradizione mista (civil law/common law).

Fonte: faolex.fao.org · testo

Messico agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Regolamento federale attuativo della Ley General MASC 2024: Reglamento del Centro Público de MASC en Materia Administrativa del TFJA (la legge organica non è stata riformata). (DOF 12.5.2025)fonte (spagnolo)

Legislazione vigente. Il Messico ha compiuto una svolta con la Ley General de Mecanismos Alternativos de Solución de Controversias (LGMASC), pubblicata nel Diario Oficial de la Federación il 26 gennaio 2024, che, in attuazione della riforma costituzionale dell'articolo 17, detta per la prima volta una cornice nazionale uniforme in materia di mediazione, conciliazione e altri MASC, superando la previgente frammentazione tra le leggi dei singoli Stati. La legge distingue i meccanismi pubblici e privati, disciplina i centri e i facilitatori (mediatori) con requisiti di certificazione, formazione e iscrizione in registro, e presidia i principi di volontarietà, riservatezza, imparzialità e flessibilità. Il procedimento è coperto da confidenzialità, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. Tratto qualificante è l'efficacia dell'accordo: il convenio raggiunto e formalizzato secondo la legge produce effetti vincolanti e presta mérito ejecutivo, consentendo l'esecuzione diretta. La mediazione conserva, in via generale, carattere volontario, ferma la promozione istituzionale in numerose materie. La LGMASC coesiste con la Ley Nacional de Mecanismos Alternativos in materia penale del 2014. Il nuovo assetto uniforma standard e circolazione degli accordi sul territorio federale; l'attuazione operativa da parte di Federazione e Stati è in corso di sviluppo.

Evoluzione storica. Prima del 2024 disciplina frammentata a livello statale (leggi di MASC dei singoli Stati, a partire da Quintana Roo 1997); in materia penale la Ley Nacional de Mecanismos Alternativos de Solución de Controversias en Materia Penal del 2014.

Fonte: dof.gob.mx · testo

Commenti (lingua orig.): VTZ Abogados · Foro Jurídico

Moldova agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Nuova Legge sulla mediazione e sullo statuto del mediatore (recepimento direttiva UE): prima seduta di mediazione obbligatoria in determinate liti civili/famiglia/lavoro; istituita l'Unione dei Mediatori; sostituisce la l. 137/2015. (adottata in seconda lettura 29.12.2025)fonte (rumeno)

Legislazione vigente. La Moldova è retta dalla Legge sulla mediazione n. 137 del 3 luglio 2015, che ha sostituito la precedente legge n. 134-XVI del 2007, riordinando organicamente la disciplina in coerenza con gli standard europei cui il Paese tende nel percorso di avvicinamento all'Unione. La legge regola la mediazione nelle controversie civili, commerciali, di famiglia, di lavoro, di consumo e in determinate materie penali e contravvenzionali, e conosce profili di obbligatorietà settoriale, con sessioni informative o tentativi previsti per specifiche categorie di liti. Il procedimento è volontario quanto all'esito, riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. La disciplina istituisce il Consiglio di mediazione quale organo di regolazione e vigilanza, definisce i requisiti, la formazione, l'esame e l'iscrizione dei mediatori nel registro tenuto dall'autorità competente, e prevede la mediazione garantita dallo Stato in alcune materie. L'accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste, può acquisire efficacia esecutiva mediante omologazione o le procedure semplificate contemplate dalla legge. Il quadro riflette l'orientamento riformatore della Moldova verso la promozione degli ADR e l'allineamento europeo. L'adesione alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica.

Evoluzione storica. Legge sulla mediazione n. 134 del 2007 (prima disciplina organica).

Fonte: justice.gov.md · testo

Monaco agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Principato di Monaco disciplina la mediazione nell'ambito del Code de procédure civile, oggetto di aggiornamento con la Loi n° 1.511 del 2021, che ha inciso sulla procedura civile e sui meccanismi di composizione amichevole, in un ordinamento di tradizione francese. La mediazione, giudiziale o convenzionale, ha carattere volontario e copre le controversie civili e commerciali su diritti disponibili; non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Il giudice può, con l'accordo delle parti, designare un mediatore incaricato di favorire la composizione della lite, con procedimento riservato e coordinato con il processo, che resta sospeso o modulato durante la mediazione. Le dichiarazioni rese sono coperte da riservatezza e non utilizzabili nel successivo giudizio. La disciplina definisce le condizioni per l'esercizio dell'attività di mediatore e i requisiti di indipendenza e imparzialità, mentre l'accreditamento e la formazione seguono le previsioni regolamentari e la prassi giudiziaria, non risultando un registro professionale unitario paragonabile ai modelli di più ampia scala. L'accordo raggiunto può essere omologato dal giudice, acquisendo forza esecutiva. Data la dimensione dell'ordinamento monegasco, la ricostruzione di taluni profili operativi va coordinata con l'aggiornamento del 2021 e con le norme del codice di rito.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziaria tradizionale di matrice francese.

Fonte: legimonaco.mc · testo

Mongolia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Mongolia è retta dalla Law of Mongolia on Mediation, adottata nel 2012 ed entrata in vigore nel 2013, che disciplina in modo organico la mediazione quale strumento di risoluzione alternativa delle controversie. La legge regola sia la mediazione annessa al tribunale (court-connected), integrata nel procedimento civile, sia quella privata, coprendo le materie civili, commerciali, di lavoro e familiari. Un profilo qualificante è la presenza di elementi di obbligatorietà settoriale nell'ambito giudiziale: per determinate categorie di controversie civili è previsto un tentativo di mediazione connesso al processo quale passaggio incentivato o richiesto, con funzione deflativa, mentre la prosecuzione resta volontaria. Il procedimento è riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, la formazione, la certificazione e l'iscrizione in registro, e struttura gli organismi competenti, tra cui i centri di mediazione presso i tribunali. L'accordo raggiunto vincola le parti e, ove recepito o approvato dal giudice, acquisisce efficacia esecutiva. Il quadro riflette l'impegno del Paese nella diffusione degli ADR quale leva di accesso alla giustizia e di deflazione del contenzioso. L'adesione della Mongolia alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale nomade e conciliazione giudiziaria.

Fonte: judiciariesworldwide.fjc.gov · testo

Montenegro agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge di modifica della Legge sull'ADR (Sl. list CG 53/2025): estende le competenze del Centro, esenta dai costi le liti di divorzio/famiglia e con lo Stato/enti locali, introduce la valutazione neutrale preliminare. (in vigore 6.6.2025)fonte (montenegrino)

Legislazione vigente. Il Montenegro è retto dallo Zakon o alternativnom rješavanju sporova (Legge sulla risoluzione alternativa delle controversie), pubblicato nel Službeni list CG n. 77/2020, con successive modifiche fino al 2025, che disciplina in modo unitario la mediazione e altri meccanismi di ADR, affidandone la gestione a un Centro dedicato. La legge regola la mediazione nelle controversie civili, commerciali, di lavoro, familiari, di consumo e assicurative e conosce marcati profili di obbligatorietà settoriale: per determinate categorie di liti — tra cui quelle di modico valore, in materia assicurativa, commerciale, con lo Stato o gli enti locali, di lavoro e di famiglia — è previsto un primo incontro obbligatorio di mediazione quale passaggio necessario, con funzione fortemente deflativa. Il procedimento resta volontario quanto all'esito, riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni. La disciplina definisce requisiti, formazione, licenza e registro dei mediatori, e attribuisce all'accordo, nelle forme previste, efficacia esecutiva. Il quadro riflette l'allineamento del Montenegro agli standard europei nel percorso di adesione all'Unione. L'adesione alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; le modifiche del 2025 hanno aggiornato l'impianto rafforzandone i profili applicativi.

Evoluzione storica. Legge sulla mediazione (Zakon o posredovanju) del 2005.

Fonte: www.sluzbenilist.me · testo

Commenti (lingua orig.): Udruženje pravnika Crne Gore

Mozambico agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Mozambico è retto dalla Lei n.º 11/99, che disciplina in modo unitario Arbitragem, Conciliação e Mediação, quali mezzi extragiudiziali di composizione delle controversie su diritti disponibili, in un ordinamento di tradizione giuridica portoghese. La legge promuove la mediazione e la conciliazione quali strumenti volontari, riservati e imparziali, applicabili alle materie civili e commerciali, e ne disciplina l'avvio, lo svolgimento e la conclusione, riconoscendo l'autonomia delle parti nella scelta del mediatore e delle regole procedurali. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, pur essendo incentivata quale via di deflazione del contenzioso; operano inoltre meccanismi settoriali, in particolare in materia di lavoro, e forme di composizione comunitaria radicate nel tessuto sociale. Non risulta un registro statale unitario dei mediatori paragonabile ai modelli europei, essendo l'organizzazione affidata ai centri e agli organismi competenti. Riservatezza e regime probatorio si desumono dalla legge e dai principi generali; l'accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste, può acquisire efficacia esecutiva, anche mediante omologazione. Alla data del 2026 non consta una riforma organica sostitutiva della Lei 11/99 né una specifica adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché tali profili vanno verificati.

Evoluzione storica. Tribunali comunitari e conciliazione tradizionale.

Fonte: www.acerislaw.com · testo

Myanmar agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Myanmar non dispone di una legge organica generale sulla mediazione civile e commerciale, ma di un quadro composito. La composizione delle controversie civili è promossa nell'ambito del procedimento dinanzi alle corti secondo il Code of Civil Procedure, mentre in ambito commerciale e degli investimenti operano meccanismi conciliativi connessi all'Arbitration Law del 2016, che ha modernizzato l'arbitrato ispirandosi alla legge modello UNCITRAL. Un ruolo rilevante mantengono le forme di composizione comunitaria e la conciliazione a livello locale, radicate nella tradizione sociale. Il ricorso alla mediazione ha carattere prevalentemente volontario, senza configurarsi, in via generale, come condizione di procedibilità. Non risulta compiutamente tipizzato un registro nazionale dei mediatori né una disciplina unitaria della formazione, degli organismi e dell'esecutività degli accordi extragiudiziali, la quale si desume dalle regole processuali e dal valore del verbale recepito dal giudice. Il contesto istituzionale, segnato da instabilità politica dopo il 2021, rende incerta l'evoluzione e l'effettiva attuazione delle iniziative di riforma degli ADR. L'adesione del Myanmar alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela, data la limitata reperibilità di fonti aggiornate.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria e buddhista tradizionale.

Fonte: www.globallegalinsights.com · testo

Namibia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Namibia la mediazione è essenzialmente annessa al tribunale e trova fondamento nelle Rules of the High Court, che, nell'ambito del case management giudiziale, prevedono la court-connected mediation quale fase del procedimento civile: il rinvio alla mediazione può assumere carattere obbligatorio come passaggio della gestione della causa, con funzione deflativa, restando volontaria la conclusione dell'accordo. Discipline settoriali operano in materia di lavoro, con conciliazione e arbitrato presso gli organi competenti secondo il Labour Act, e persiste la composizione tradizionale a livello comunitario secondo il diritto consuetudinario riconosciuto. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, ed è condotto da mediatori accreditati secondo gli standard giudiziari. L'accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento della corte e acquisire efficacia esecutiva. Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione, la cui base resta prevalentemente processuale e regolamentare, in coerenza con la tradizione di common law romano-olandese. L'adesione della Namibia alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 le Rules of the High Court restano il riferimento della mediazione giudiziale, in un sistema che valorizza la definizione consensuale delle liti.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e consuetudinaria.

Fonte: ejustice.jud.na · testo

Nauru agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Nauru non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sulla conciliazione giudiziale promossa nell'ambito dei procedimenti civili e sulla composizione consuetudinaria radicata nella piccola comunità insulare, secondo tradizioni di componimento amichevole delle liti locali e familiari. L'ordinamento, di matrice di common law, prevede meccanismi giudiziari per la definizione delle controversie, mentre la mediazione in senso moderno non risulta tipizzata da una disciplina dedicata quanto a requisiti dei mediatori, registro, organismi ed esecutività degli accordi. Il ricorso alla composizione amichevole ha carattere essenzialmente volontario e comunitario e non integra, in via generale, condizione di procedibilità. Riservatezza e regime probatorio si desumono dai principi processuali generali e dalla natura degli atti conciliativi recepiti dal giudice o dagli organi comunitari; l'accordo raggiunto acquisisce efficacia secondo le regole processuali applicabili. Alla data del 2026 non consta l'adozione di una disciplina specifica della mediazione né l'adesione alla Convenzione di Singapore. Data la dimensione dell'ordinamento e la limitata reperibilità di fonti, la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela, restando il sistema imperniato sulla giustizia giudiziale e sulla composizione comunitaria.

Evoluzione storica. Giustizia comunitaria tradizionale.

Fonte: www.paclii.org

Nepal agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Nepal è retto dal Mediation Act, 2068 (2011), che disciplina in modo organico la mediazione sia annessa al tribunale sia comunitaria, in coerenza con una tradizione radicata di composizione locale delle controversie. La legge regola la mediazione nelle controversie civili e in determinate materie, prevedendo il rinvio delle cause da parte del tribunale e la mediazione a livello comunitario e distrettuale. Sono presenti profili di obbligatorietà settoriale nell'ambito del rinvio giudiziale, quale passaggio incentivato o richiesto con funzione deflativa, mentre la conclusione dell'accordo resta volontaria. Il procedimento è riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, la formazione, l'accreditamento e l'iscrizione in registro presso il Mediation Council, e struttura gli organismi competenti. L'accordo raggiunto vincola le parti e, ove recepito dal tribunale, acquisisce efficacia esecutiva assimilata a quella di una decisione giudiziale. Il quadro riflette l'impegno del Paese nel promuovere l'accesso alla giustizia e la deflazione del contenzioso, con ampia diffusione della mediazione comunitaria. L'adesione del Nepal alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 il Mediation Act 2011 resta il fondamento vigente della materia.

Evoluzione storica. Mediazione comunitaria tradizionale; programmi di community mediation dai primi anni 2000.

Fonte: faolex.fao.org · testo

Nicaragua agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Ley No. 1202/2024: trasferisce la DIRAC (organo che amministra la mediazione ex Ley 540) dalla Corte Suprema alla Procuraduría General de la República. (pubbl. La Gaceta 29.4.2024)fonte (spagnolo)

Legislazione vigente. Il Nicaragua è retto dalla Ley No. 540, Ley de Mediación y Arbitraje, approvata il 25 maggio 2005 e pubblicata nella Gaceta n. 122 del 24 giugno 2005, ispirata alla legge modello UNCITRAL, che disciplina in modo unitario la mediazione e l'arbitrato per le controversie nazionali e internazionali su materie transigibili. La mediazione ha carattere volontario e si fonda sull'autonomia delle parti, sull'imparzialità del mediatore e sulla riservatezza del procedimento, con inutilizzabilità nei successivi giudizi delle dichiarazioni rese; non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Le istituzioni che amministrano la mediazione devono essere accreditate presso la Dirección de Resolución Alterna de Conflictos (DIRAC) della Corte Suprema di Giustizia, che vigila sui centri e sui requisiti dei mediatori, definendone la formazione e l'iscrizione. L'accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste dalla legge, produce effetti esecutivi, potendo essere fatto valere quale titolo. Il quadro si inserisce nella tradizione centroamericana di promozione dei metodi alternativi quali strumenti di accesso alla giustizia e di pacificazione sociale. Alla data del 2026 non consta una riforma organica sostitutiva della Ley 540 né una specifica adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché tali profili vanno verificati.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziale tradizionale.

Fonte: dpej.rae.es

Niger agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Niger, Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, testo sovranazionale immediatamente efficace nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale designato dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. Un profilo qualificante dell'Atto uniforme è il regime dell'esecutività: l'accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell'autorità competente, con efficacia riconosciuta nell'intero spazio OHADA. L'ordinamento nigerino conosce inoltre la conciliazione giudiziaria e forme di composizione tradizionale radicate nel contesto locale. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di sostegno all'attività economica nell'area integrata. L'adesione del Niger alla Convenzione di Singapore va verificata autonomamente; alla data del 2026 il regime OHADA resta il fondamento vigente della materia, in un contesto istituzionale in evoluzione.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Nigeria agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Nigeria si è dotata a livello federale dell'Arbitration and Mediation Act 2023, assentito il 26 maggio 2023, che ha abrogato l'Arbitration and Conciliation Act del 1988 e ha introdotto una disciplina moderna e unitaria dell'arbitrato e della mediazione commerciale. La Parte dedicata alla mediazione regola il procedimento volontario di composizione delle controversie commerciali, definendone avvio, nomina del mediatore, svolgimento, riservatezza e conclusione, e recepisce nell'ordinamento il quadro della Convenzione di Singapore, di cui la Nigeria è parte, disciplinando il riconoscimento e l'esecuzione degli accordi di mediazione commerciale internazionale. L'accordo raggiunto è vincolante ed esecutivo secondo le previsioni della legge, potendo essere fatto valere quale titolo. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, pur essendo promossa quale strumento deflativo, anche mediante i Multi-Door Courthouse operanti presso vari Stati della Federazione. La normativa presidia i principi di neutralità e riservatezza, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. Il quadro federale coesiste con le discipline dei singoli Stati in materia di ADR. La riforma del 2023 rafforza l'attrattività della Nigeria per il contenzioso commerciale internazionale e ne allinea l'ordinamento agli standard globali sull'esecutività degli accordi di mediazione.

Evoluzione storica. Arbitration and Conciliation Act 1988; conciliazione tradizionale e consuetudinaria.

Fonte: www.ibanet.org · testo

Commenti (lingua orig.): M.J. Numa & Partners LLP · Afronomicslaw

Norvegia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Norvegia disciplina la mediazione principalmente nell'ambito della Tvisteloven (Dispute Act) del 2005, in vigore dal 2008, che regola sia la mediazione giudiziale (rettsmekling) sia il ricorso agli strumenti di composizione amichevole nel processo civile, e attribuisce un ruolo centrale ai Forliksråd (consigli di conciliazione), organi di prima istanza per numerose controversie civili di modesto valore, il cui passaggio costituisce, in molte materie, presupposto obbligatorio prima dell'accesso al tribunale. La mediazione giudiziale è disposta dal giudice con il consenso delle parti ed è condotta in forma riservata; le dichiarazioni rese non sono utilizzabili nel prosieguo del giudizio. La disciplina prevede altresì la mediazione extragiudiziale (utenrettslig mekling) e, in ambito penale e comunitario, i servizi di mediazione (Konfliktrådene) secondo apposita legislazione. L'accordo raggiunto in sede giudiziale può essere trasfuso in una transazione dotata di efficacia esecutiva. La Norvegia, pur non membro UE ma aderente allo Spazio economico europeo, si colloca nel solco degli standard europei di promozione degli ADR. L'adesione alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la Tvisteloven e il sistema dei Forliksråd restano i riferimenti centrali della composizione consensuale.

Evoluzione storica. Antica tradizione di conciliazione dei forliksråd (consigli di conciliazione), risalente al 1795.

Fonte: www.wipo.int · testo

Nuova Zelanda agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Family Dispute Resolution gratuita per tutti gli aventi diritto, erogata a livello nazionale da Fair Way Resolution su contratto del Ministry of Justice (fino a 12 ore). (in vigore 1.7.2025)fonte (inglese)

Legislazione vigente. La Nuova Zelanda non dispone di una legge organica unitaria sulla mediazione civile e commerciale, ma di un sistema articolato per settori, coerente con la tradizione di common law. In materia di lavoro la mediazione è centrale e settorialmente obbligatoria: l'Employment Relations Act 2000 impone il ricorso ai servizi di mediazione forniti dal Ministero competente quale passaggio ordinario prima dell'accesso all'Employment Relations Authority. In materia familiare, il Family Dispute Resolution Act 2013 prevede la Family Dispute Resolution quale passaggio di regola necessario prima di adire il giudice nelle controversie relative ai figli, salvo eccezioni per violenza domestica e urgenza. La mediazione commerciale e civile generale ha carattere volontario ed è promossa dalle corti nell'ambito del case management e da organismi privati. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese, e i mediatori sono qualificati secondo gli standard degli organismi di riferimento, tra cui l'associazione professionale di categoria. Gli accordi raggiunti sono vincolanti e possono acquisire efficacia esecutiva, anche mediante recepimento in provvedimenti giudiziali o secondo la disciplina di settore. L'adesione della Nuova Zelanda alla Convenzione di Singapore va verificata; il quadro resta improntato a un forte pragmatismo e alla valorizzazione degli ADR.

Evoluzione storica. Radici nella giustizia riparativa maori e nel Treaty of Waitangi.

Fonte: www.justice.govt.nz

Oman agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'Oman non dispone di una legge organica generale sulla mediazione civile e commerciale, ma di un quadro imperniato sulla conciliazione. La composizione amichevole delle controversie è promossa dai Comitati di conciliazione e composizione (reconciliation committees) operanti in ambito civile e da meccanismi conciliativi connessi al procedimento giudiziario, in un ordinamento che coniuga tradizione islamica e diritto codificato. In ambito commerciale e degli investimenti operano centri e camere che offrono servizi di mediazione e arbitrato su base volontaria. Il ricorso alla mediazione ha carattere prevalentemente volontario, con profili di conciliazione preliminare in determinate materie, senza configurarsi, in via generale, come rigida condizione di procedibilità estesa a ogni controversia. Non risulta compiutamente tipizzato un registro nazionale dei mediatori né una disciplina unitaria della formazione, degli organismi e dell'esecutività degli accordi extragiudiziali, che si desume dalle regole processuali e dal valore del verbale conciliativo recepito dal giudice. Sono in atto sviluppi volti a rafforzare gli ADR nel quadro della diversificazione economica del Sultanato. L'adesione dell'Oman alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela, data la limitata reperibilità di fonti aggiornate e la natura composita del sistema.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica.

Fonte: www.saslo.com · testo

Paesi Bassi agg. 2026

UE

⚠ Novità 2024–2026: Il 'Wet bevordering mediation' resta non approvato; nuova Subsidieregeling startbijdrage mediation (contributo introduttivo di 168€, max 336€) per la mediazione dopo rinvio giudiziale. (in vigore 1.1.2025)fonte (olandese)

Legislazione vigente. I Paesi Bassi non dispongono, allo stato, di una legge organica sulla mediazione: l'istituto opera quale procedimento volontario e non codificato, radicato nella prassi e sostenuto da organismi privati di autoregolamentazione, in particolare dal registro dei mediatori tenuto dalla Mediatorsfederatie Nederland (MfN), che fissa standard di qualità, formazione e deontologia su base non statale. La mediazione, giudiziale o stragiudiziale, è promossa dalle corti nell'ambito del rinvio delle cause civili e familiari, senza costituire, in via generale, condizione di procedibilità. Il procedimento è riservato per accordo delle parti e i relativi scambi sono di regola sottratti all'uso processuale. È in avanzato iter parlamentare un pacchetto normativo (Wet bevordering mediation), destinato a introdurre un registro pubblico dei mediatori, un titolo protetto e una vigilanza disciplinare: nel febbraio 2025 è stato pubblicato in Gazzetta un provvedimento connesso relativo al comitato consultivo del registro centrale, ma lo stato di adozione della disciplina organica va verificato quanto a contenuti e decorrenza. L'accordo raggiunto ha natura contrattuale e può acquisire efficacia esecutiva mediante atto notarile od omologazione. I Paesi Bassi, quale Stato membro UE, operano nel quadro eurounitario degli ADR.

Evoluzione storica. Sviluppo dagli anni '90 su base volontaria e di mercato.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Implementatiewet richtlijn 2008/52/EG (2012).

Fonte: wetgevingskalender.overheid.nl

Pakistan agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Pakistan ha introdotto una disciplina organica con l'Alternative Dispute Resolution Act, 2017, applicabile in ambito federale (territorio della capitale Islamabad), che regola la mediazione, la conciliazione e altri meccanismi di ADR e ne consente il rinvio da parte del giudice nelle controversie civili e commerciali. La legge prevede profili di obbligatorietà settoriale: il tribunale può rinviare le cause al meccanismo di ADR, tra cui la mediazione, quale passaggio del percorso processuale con funzione deflativa. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese, ed è condotto da neutrali qualificati iscritti in appositi panel. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, la formazione e l'accreditamento, e struttura gli organismi competenti. L'accordo raggiunto, recepito dal giudice, acquisisce efficacia esecutiva assimilata a quella di un provvedimento giudiziale. Accanto all'ADR Act operano meccanismi di composizione tradizionale, la cui compatibilità con i diritti fondamentali è stata oggetto di scrutinio, e discipline provinciali analoghe. L'adesione del Pakistan alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 l'ADR Act 2017 rappresenta il principale riferimento in ambito federale, con estensioni e discipline parallele a livello provinciale.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale (panchayat/jirga) e comitati di riconciliazione.

Fonte: pakistancode.gov.pk · testo

Palau agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Palau non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie è affidata, sul piano statale, alle regole processuali della Trial Division dei tribunali, che incoraggiano il ricorso ai metodi alternativi (ADR) senza tuttavia strutturarli in un procedimento tipizzato né configurare una condizione di procedibilità: la mediazione resta pertanto uno strumento volontario, rimesso all'iniziativa delle parti e all'impulso del giudice. Accanto alla dimensione giudiziale conserva rilievo centrale la composizione comunitaria tradizionale, radicata nelle strutture claniche e nelle autorità consuetudinarie locali, che assolve nella prassi una funzione conciliativa diffusa nelle liti familiari, fondiarie e di vicinato. In difetto di una disciplina legislativa dedicata, mancano un registro pubblico dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione espressa della riservatezza e del regime probatorio, i cui contenuti vanno desunti dalle regole processuali generali e dalla prassi delle corti. Analogamente, l'efficacia esecutiva di eventuali accordi dipende dalla loro trasfusione in un provvedimento giudiziale o in un contratto azionabile secondo le regole ordinarie. Non risultano riforme organiche in itinere con effetti attuali; l'evoluzione istituzionale della mediazione a Palau resta da verificare.

Evoluzione storica. Giustizia comunitaria di tradizione micronesiana.

Fonte: law-hawaii.libguides.com

Palestina agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Nei Territori palestinesi non è in vigore una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si articola su tre piani. Anzitutto la giustizia tradizionale, con i comitati di riconciliazione (islah) e la conciliazione consuetudinaria (sulha), strumenti profondamente radicati e diffusissimi nella prassi sociale, specie nelle liti familiari, tribali e penali, dove svolgono una funzione di pacificazione riconosciuta di fatto anche dalle autorità. In secondo luogo la conciliazione giudiziale, esercitata all'interno del processo civile e in particolare presso il Court of Conciliation quale sede di composizione delle liti minori. In terzo luogo, sul versante dell'arbitrato commerciale, opera la Legge sull'arbitrato n. 3 del 2000, che offre una cornice per la definizione arbitrale delle controversie e talora per procedure conciliative connesse. In assenza di disciplina dedicata, mancano un registro dei mediatori, standard formativi uniformi e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dall'omologazione giudiziale o dal recepimento negoziale. Il carattere frammentario delle fonti e l'assenza di una riforma organica rendono opportune formule caute; gli sviluppi normativi restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione tribale (sulha) e islamica di antica tradizione.

Fonte: www.eajtn.com

Panama agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Panama disciplina la mediazione e la conciliazione con il Decreto Ley n. 5 dell'8 luglio 1999, che ha istituito il regime generale dell'arbitrato, della conciliazione e della mediazione, promuovendo i metodi alternativi quali strumenti di risoluzione delle controversie su materie disponibili. La legge prevede l'operatività di centri autorizzati, tra cui quelli promossi dalle camere di commercio e dagli organismi competenti, e struttura un procedimento volontario, riservato e imparziale, attivabile per accordo delle parti o su rinvio del giudice. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, pur essendo incentivata; operano inoltre le Casas de Justicia comunitarie per la composizione delle liti di prossimità. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori e conciliatori, la formazione e l'accreditamento presso l'autorità competente. L'accordo raggiunto, formalizzato nell'acta corrispondente, produce effetti vincolanti e presta mérito ejecutivo secondo le previsioni di legge, consentendo l'esecuzione diretta. Il quadro si inserisce nella tradizione latinoamericana di valorizzazione degli ADR e beneficia della posizione di Panama quale hub commerciale e logistico. L'adesione alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 il Decreto Ley 5/1999 resta il riferimento della materia.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale anteriore al 1999.

Fonte: panama.justia.com · testo

Papua Nuova Guinea agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Papua Nuova Guinea la mediazione annessa al tribunale è disciplinata dalle ADR Rules 2010, adottate nell'ambito del National Court Act e successivamente riviste con le ADR Rules 2022. Il modello è quello del rinvio obbligatorio delle cause civili alla mediazione: il giudice può disporre la mediazione come fase strutturata del procedimento, con partecipazione delle parti configurata in termini di obbligo processuale, ferma restando la libertà quanto all'esito conciliativo. Le regole disciplinano l'ordine di rinvio, la nomina e i doveri del mediatore, i tempi della procedura, i principi di riservatezza e l'inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione, oltre alle conseguenze in caso di mancata comparizione. Accanto al sistema statale conserva rilievo centrale la mediazione dei villaggi presso i Village Courts, che compongono su base consuetudinaria un'ampia gamma di liti locali secondo il kastom. L'accordo raggiunto in mediazione può essere trasfuso in un provvedimento del giudice, acquistando efficacia esecutiva. La revisione del 2022 aggiorna il quadro procedurale del 2010; gli standard di accreditamento e formazione dei mediatori e gli ulteriori dettagli attuativi restano affidati alla regolamentazione della National Court e alla prassi, da verificare quanto agli sviluppi più recenti.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria (Village Courts, dal 1974) di tradizione melanesiana.

Fonte: www.pngjudiciary.gov.pg · testo

Paraguay agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Paraguay è retto dalla Ley N° 1879 del 2002 de Arbitraje y Mediación, che disciplina in modo unitario l'arbitrato e la mediazione quali metodi alternativi di risoluzione delle controversie su materie transigibili, ispirandosi agli standard internazionali. La mediazione ha carattere volontario e si fonda sull'autonomia delle parti, sull'imparzialità del mediatore e sulla riservatezza del procedimento, con inutilizzabilità nei successivi giudizi delle dichiarazioni rese; non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. La legge prevede l'operatività di centri di mediazione autorizzati e registrati, con mediatori in possesso dei requisiti di formazione richiesti, e affida alla Corte Suprema di Giustizia, attraverso la Dirección de Mediación, funzioni di promozione, registrazione e vigilanza, anche mediante la mediazione giudiziale connessa ai tribunali. L'accordo raggiunto, formalizzato nell'acta corrispondente, vincola le parti e presta mérito ejecutivo, potendo essere fatto valere quale titolo esecutivo. Il quadro si inserisce nella tradizione latinoamericana di promozione degli ADR quali strumenti di accesso alla giustizia e di deflazione del contenzioso. Alla data del 2026 non consta una riforma organica sostitutiva della Ley 1879 né una specifica adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché tali profili vanno verificati.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziale tradizionale.

Fonte: www.bacn.gov.py · testo

Perù agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Perù la composizione consensuale è imperniata sulla conciliazione extragiudiziale disciplinata dalla Ley N.º 26872 de Conciliación del 1997, successivamente modificata dal Decreto Legislativo 1070, che configura la conciliazione come requisito di procedibilità obbligatorio per l'accesso al giudizio in materia civile e commerciale disponibile. La parte deve esperire il tentativo di conciliazione presso un centro autorizzato prima di proporre la domanda: la relativa omissione determina l'improcedibilità dell'azione, con eccezioni tassative previste dalla legge. La procedura si svolge davanti a conciliatori accreditati presso centri di conciliazione autorizzati e vigilati dal Ministero della Giustizia, cui competono la formazione, l'abilitazione e la tenuta dei registri. La disciplina presidia i canoni di imparzialità e riservatezza e regola l'inutilizzabilità nel processo di quanto emerso in sede conciliativa. Profilo qualificante è l'efficacia dell'atto conciliativo: l'accordo raggiunto e formalizzato nell'acta de conciliación costituisce titolo esecutivo, azionabile secondo le regole del processo di esecuzione, con effetti equiparabili a quelli di una sentenza. Il modello peruviano rappresenta uno dei più risalenti sistemi latinoamericani di conciliazione previa obbligatoria; le modifiche successive e gli sviluppi 2023-2026 in punto di ambito e organizzazione dei centri restano da verificare quanto ai dettagli.

Evoluzione storica. Tradizione di conciliazione andina e coloniale.

Fonte: lpderecho.pe

Polonia agg. 2026

UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge del 5 agosto 2025 di modifica del kpc: consenso tacito alla mediazione (opposizione entro 7 giorni), sanzione sulle spese per il rifiuto ingiustificato (art. 103), mediazione obbligatoria nelle controversie da contratti di opere edili, firma elettronica su verbale e accordo. (pubbl. 26.8.2025; in vigore per fasi dal 10.9.2025 e 1.3.2026)fonte (polacco)

Legislazione vigente. La mediazione civile e commerciale è disciplinata organicamente dagli artt. 183(1)-183(15) del Codice di procedura civile (kpc), introdotti nel 2005 e potenziati dalla legge di promozione dell'ADR del 2015. Il quadro attuale recepisce le modifiche della legge del 9 marzo 2023, in vigore dal 1° luglio 2023, che ha inciso sulla disciplina procedurale e sul raccordo tra mediazione e processo. La mediazione resta di regola volontaria e può essere avviata su base contrattuale, su iniziativa delle parti o per rinvio del giudice, il quale può indirizzare le parti in ogni stato e grado, senza imporre l'obbligo di raggiungere l'accordo. Il mediatore può essere scelto liberamente o tratto dagli elenchi tenuti presso le corti d'appello e dalle organizzazioni professionali abilitate. L'accordo raggiunto, una volta approvato od omologato dal giudice, acquista efficacia esecutiva assimilabile a quella della transazione giudiziale. Vige un regime di riservatezza che preclude l'uso processuale delle dichiarazioni rese in mediazione. È in discussione, secondo i lavori di novella del kpc, un'ulteriore espansione degli ambiti a mediazione obbligatoria, la cui effettiva decorrenza resta da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale nel processo civile pre-2005.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Modifica del Kpc del 2005; ulteriore adeguamento 2011.

Fonte: www.wipo.int

Commenti (lingua orig.): Prawo.pl / Wolters Kluwer

Portogallo agg. 2026

UE

Legislazione vigente. L'ordinamento portoghese dispone di una legge organica, la Lei n.º 29/2013 del 19 aprile (Lei da Mediação), tuttora vigente, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE estendendone i principi anche alla mediazione interna. Il testo fissa i principi generali della procedura (volontarietà, riservatezza, imparzialità, indipendenza, competenza ed esecutorietà), disciplina la mediazione civile e commerciale e definisce lo statuto giuridico del mediatore. La mediazione è di regola volontaria: le parti vi accedono per accordo o su suggerimento del giudice, senza che ne derivi una condizione di procedibilità generale. Accanto alla mediazione privata operano i sistemi pubblici di mediazione (familiare, penale, del lavoro e presso i julgados de paz), organizzati dal Ministério da Justiça. La legge riconosce all'accordo di mediazione condotto secondo i requisiti previsti forza esecutiva diretta, senza necessità di omologazione quando ricorrano le condizioni di legge, tra cui la conduzione da parte di mediatore iscritto nelle liste ministeriali. È previsto un regime di formazione e iscrizione dei mediatori in appositi elenchi. Quale Stato membro UE, il Portogallo è vincolato all'evoluzione degli strumenti europei sull'ADR.

Evoluzione storica. Julgados de paz istituiti con la Lei 78/2001; mediazione familiare e penale in leggi settoriali precedenti.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Lei 29/2013.

Fonte: e-justice.europa.eu

Qatar agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Qatar si è dotato di una disciplina organica con la Legge n. 20 del 2021 sulla mediazione per la composizione delle controversie civili e commerciali, tuttora vigente, che ha regolato in modo unitario tanto la mediazione giudiziale quanto quella privata. La legge configura la mediazione come procedura di regola volontaria, attivabile su accordo delle parti, in forza di clausola contrattuale o su impulso del giudice, che può indirizzare le parti alla procedura nel corso del giudizio. È previsto l'accreditamento di centri e mediatori, con requisiti di formazione e iscrizione in appositi registri, e un regime di riservatezza che tutela dichiarazioni e documenti prodotti nel corso della mediazione, sottraendoli all'uso probatorio nel successivo processo salvo consenso. Tratto qualificante è l'attribuzione all'accordo di mediazione di efficacia esecutiva: una volta ratificato secondo le procedure di legge, assume valore di titolo azionabile senza necessità di un ordinario giudizio di merito. La riforma si inserisce nel disegno del Qatar di rafforzare l'attrattività della piazza per la risoluzione delle controversie commerciali, anche in raccordo con il Qatar International Court. L'eventuale ratifica della Convenzione di Singapore resta da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e comitati di riconciliazione presso i tribunali.

Fonte: www.dlapiper.com

Regno Unito (Inghilterra e Galles) agg. 2026

Regno Unito

Legislazione vigente. Il sistema di Inghilterra e Galles non conosce una legge organica sulla mediazione, promossa dalle Civil Procedure Rules (CPR) e dalla giurisprudenza. Il punto di svolta è la sentenza Churchill v Merthyr Tydfil County Borough Council [2023] EWCA Civ 1416, che ha superato il precedente Halsey affermando il potere del giudice di ordinare alle parti il ricorso a un procedimento non giudiziale di composizione, o di sospendere il processo a tal fine, purché ciò non comprometta il diritto a un equo processo e sia proporzionato. Su questa base la Practice Direction 51ZE ha introdotto, dal 22 maggio 2024, un pilota di rinvio automatico alla mediazione per le cause di modesto valore assegnate allo small claims track, delineando un obbligo di natura settoriale. Il rifiuto ingiustificato di mediare resta valutabile ai fini delle spese. La mediazione è condotta da mediatori accreditati da organismi privati (segnatamente il Civil Mediation Council), in assenza di un registro pubblico obbligatorio, ed è coperta da un forte regime di riservatezza e dal privilegio without prejudice. L'accordo ha natura contrattuale e diviene esecutivo se recepito in un consent order. Il Regno Unito ha firmato la Convenzione di Singapore ma, allo stato, non risulta averla ratificata.

Evoluzione storica. Sviluppo giurisprudenziale: Halsey v Milton Keynes NHS Trust [2004] EWCA Civ 576 (che escludeva la mediazione coattiva ma ammetteva sanzioni sulle spese per il rifiuto irragionevole di mediare), poi superato da Churchill v Merthyr Tydfil [2023]; Practice Direction Pre-Action Conduct and Protocols.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Il Regno Unito ha recepito la direttiva con i Cross-Border Mediation Regulations 2011 (transfrontaliere).

Fonte: www.justice.gov.uk

Commenti (lingua orig.): Fieldfisher · Reed Smith LLP

Regno Unito (Irlanda del Nord) agg. 2026

Regno Unito

Legislazione vigente. In Irlanda del Nord manca una legge organica sulla mediazione, la cui promozione poggia sulle regole processuali e sulla prassi. Rilevano le disposizioni delle Rules of the Court of Judicature (Northern Ireland), nella versione emendata nel 2011, e le Cross-Border Mediation Regulations (Northern Ireland) 2011, che recepiscono la direttiva 2008/52/CE per le controversie transfrontaliere civili e commerciali, disciplinando riservatezza, effetti sulla prescrizione ed esecutività degli accordi. La mediazione è di regola volontaria: non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma è incentivata dai giudici e, in misura crescente, dai pre-action protocols che sollecitano le parti a valutare forme di composizione alternativa prima del giudizio, con possibili riflessi sulle spese in caso di rifiuto ingiustificato. I mediatori operano attraverso organismi accreditati privati, in assenza di un registro pubblico obbligatorio, e le trattative godono della tutela del privilegio without prejudice. L'accordo ha natura contrattuale e acquisisce esecutività se trasfuso in un provvedimento giudiziale su consenso delle parti. L'evoluzione verso una disciplina più strutturata, sulla scia degli sviluppi in Inghilterra e Galles, resta da verificare.

Fonte: www.dacbeachcroft.com

Regno Unito (Scozia) agg. 2026

Regno Unito

Legislazione vigente. La Scozia, ordinamento di common law con marcate peculiarità, non dispone di una legge organica sulla mediazione. Il riferimento principale sono le Cross-Border Mediation (Scotland) Regulations 2011 (SSI 2011 n. 234), in vigore dal 6 aprile 2011, che recepiscono la direttiva 2008/52/CE per le controversie transfrontaliere civili e commerciali, regolando riservatezza, effetti sui termini di prescrizione ed esecutività degli accordi. Rileva altresì il Courts Reform (Scotland) Act 2014, che ha inciso sull'organizzazione giudiziaria e ha favorito il ricorso a modalità alternative di composizione, in particolare per le cause di valore contenuto dinanzi allo sheriff court. La mediazione resta di regola volontaria e non costituisce condizione generale di procedibilità, pur essendo promossa dai giudici e da programmi settoriali. I mediatori operano tramite organismi accreditati privati, senza un registro pubblico obbligatorio, e le trattative sono coperte dal privilegio without prejudice. L'accordo ha efficacia contrattuale e può divenire esecutivo se recepito in un provvedimento giudiziale o reso in forma di atto pubblico registrabile. Iniziative volte a introdurre una disciplina più organica sono state discusse in sede parlamentare, ma il loro esito resta da verificare.

Fonte: www.legislation.gov.uk · testo

Repubblica Ceca agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Repubblica Ceca dispone di una legge organica, la Legge n. 202/2012 Coll. sulla mediazione (Zákon o mediaci), che disciplina la mediazione registrata condotta da mediatori iscritti, i requisiti di accesso alla professione (esame dinanzi al Ministero della Giustizia, con abilitazione specifica per i mediatori-avvocati presso l'ordine forense) e gli effetti dell'avvio della procedura, tra cui la sospensione della prescrizione. La mediazione è di regola volontaria, ma il codice di procedura civile (OSŘ), al § 100, comma 2, consente al giudice di ordinare alle parti un primo incontro con un mediatore registrato per una durata massima di tre ore, sospendendo il procedimento; le parti non sono però obbligate a proseguire. Vige un rigoroso regime di riservatezza a tutela delle informazioni acquisite dal mediatore. L'accordo di mediazione ha natura contrattuale e acquista efficacia esecutiva mediante approvazione giudiziale o redazione in forma di atto notarile con clausola esecutiva. Il quadro è in evoluzione: la legge n. 268/2025 Coll., quale modifica del codice di procedura, incide sul raccordo tra mediazione e processo, ma la portata e la decorrenza esatta delle nuove disposizioni restano da verificare. Quale Stato membro UE, la Repubblica Ceca è vincolata all'evoluzione degli strumenti europei sull'ADR.

Evoluzione storica. Mediazione penale dal 2000 (servizio di probation e mediazione).

Recepimento dir. 2008/52/CE. Legge 202/2012.

Fonte: e-justice.europa.eu

Repubblica Centrafricana agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Repubblica Centrafricana, Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, fonte sovranazionale immediatamente vincolante in materia civile e commerciale. L'Atto uniforme adotta una nozione ampia di mediazione, comprensiva della conciliazione, e la configura come procedura volontaria attivabile su base contrattuale, su iniziativa delle parti o su invito del giudice o di un arbitro; non è prevista, in via generale, una condizione di procedibilità. Il testo disciplina la nomina e i doveri del mediatore (imparzialità, indipendenza, competenza), la riservatezza del procedimento e l'inutilizzabilità delle informazioni nel successivo giudizio, nonché gli effetti sui termini di prescrizione. Tratto qualificante è il regime di esecutività dell'accordo di mediazione, che può essere reso esecutivo mediante deposito o omologazione dinanzi all'autorità competente designata dallo Stato membro. A livello interno operano forme di conciliazione giudiziaria e istituti di giustizia di prossimità, in un contesto segnato da fragilità istituzionale. L'individuazione dell'autorità nazionale competente per l'esecutività e l'eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Repubblica Democratica del Congo agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Repubblica Democratica del Congo, quale Stato membro dell'OHADA, è soggetta all'applicazione diretta dell'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, direttamente applicabile in materia civile e commerciale con prevalenza sulle disposizioni interne incompatibili. L'Atto uniforme accoglie una definizione ampia di mediazione, inclusiva della conciliazione, e ne afferma la natura volontaria: la procedura è attivabile per clausola contrattuale, su iniziativa delle parti o su invito del giudice o dell'arbitro, senza costituire in via generale condizione di procedibilità. Sono disciplinati la scelta e gli obblighi del mediatore, il principio di riservatezza con la conseguente inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese in mediazione e gli effetti sulla prescrizione. L'accordo di mediazione, cardine del sistema, può essere reso esecutivo mediante deposito o omologazione presso l'autorità nazionale competente, acquisendo così forza di titolo. Sul piano interno permangono forme di conciliazione giudiziale e meccanismi consuetudinari di composizione, particolarmente diffusi. La designazione dell'autorità competente per il conferimento dell'esecutività e l'eventuale ratifica della Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Repubblica Dominicana agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Repubblica Dominicana non dispone di una legge organica generale sulla mediazione civile e commerciale, ma di un quadro settoriale e stratificato. La conciliazione e la mediazione trovano applicazione soprattutto in materia di famiglia, di lavoro e penale: in particolare, la mediazione penale è prevista dal Codice di procedura penale del 2002 per determinate fattispecie, mentre la conciliazione previa opera dinanzi ai giudici di pace. Sul versante commerciale rilevano la Ley 489-08 sull'arbitrato commerciale e la Ley 181-09, che disciplina i centri di risoluzione alternativa delle controversie, spesso incardinati presso le camere di commercio, presso i quali si svolgono procedure di conciliazione e mediazione. In tali ambiti l'obbligatorietà assume carattere settoriale, connesso a specifiche materie o a fasi preliminari del procedimento, senza configurare una condizione di procedibilità di portata generale. La riservatezza e l'efficacia degli accordi discendono dai singoli regimi normativi e dai regolamenti dei centri accreditati. L'assenza di una cornice unitaria rende frammentario il regime di formazione e registrazione dei mediatori. Iniziative di riforma volte a introdurre una disciplina organica della mediazione sono state segnalate, ma il loro stato di avanzamento e l'eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di matrice civilistica.

Fonte: practiceguides.chambers.com

Romania agg. 2026

UE

Legislazione vigente. La Romania dispone di una legge organica, la Legge n. 192/2006 sulla mediazione e sull'organizzazione della professione di mediatore, più volte modificata, che disciplina la procedura, lo statuto del mediatore e il Consiglio di mediazione (Consiliul de mediere), organismo pubblico incaricato della formazione, dell'autorizzazione e della tenuta del registro dei mediatori. La mediazione è oggi di regola volontaria: il legislatore aveva introdotto una sessione informativa preliminare obbligatoria come condizione di ricevibilità della domanda giudiziale, ma la Corte costituzionale, con la decisione n. 266/2014, ne ha dichiarato l'incostituzionalità per contrasto con il libero accesso alla giustizia, ripristinando la piena facoltatività dell'accesso alla procedura. Permane la facoltà del giudice di invitare le parti a valutare la mediazione e di informarle sui suoi vantaggi. Vige un regime di riservatezza che tutela le dichiarazioni rese in sede di mediazione, di norma non utilizzabili nel successivo processo. L'accordo raggiunto può essere trasfuso in una transazione e reso esecutivo mediante omologazione giudiziale o autenticazione notarile, con eventuali benefici in materia di restituzione del contributo giudiziale. Quale Stato membro UE, la Romania è vincolata all'evoluzione degli strumenti europei; ulteriori modifiche restano da verificare.

Evoluzione storica. Prima del 2006 nessuna disciplina organica.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Legge 192/2006 modificata (recepimento).

Fonte: imimediation.org

Ruanda agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'ordinamento ruandese presenta un modello di composizione stragiudiziale peculiare, incentrato sui comitati di mediazione denominati Abunzi, previsti dalla Costituzione e da apposita legge organica, che compongono in via obbligatoria numerose controversie civili e penali minori a livello di cellula e di settore prima del ricorso al giudice ordinario, configurando così una condizione di procedibilità di carattere settoriale per le materie e i valori rientranti nella loro competenza. Gli Abunzi sono eletti dalla comunità e giudicano secondo criteri di equità, con possibilità di impugnazione dinanzi all'organo superiore e, in ultima istanza, ai tribunali. Sul versante commerciale rileva la Law n. 005/2008, che disciplina l'arbitrato e la conciliazione delle controversie commerciali, offrendo agli operatori economici strumenti di ADR distinti dal circuito comunitario degli Abunzi e collegati ai centri di arbitrato e mediazione, in particolare al Kigali International Arbitration Centre. La riservatezza e l'efficacia degli accordi discendono dalle rispettive discipline. Il regime di formazione dei mediatori commerciali risulta rimesso ai centri accreditati, mentre gli Abunzi rispondono a un modello elettivo-comunitario. L'eventuale adozione di una legge organica sulla mediazione commerciale e l'adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Mediazione comunitaria tradizionale (Abunzi) di antica origine.

Fonte: rwandalii.org · testo

Russia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Federazione Russa dispone di una legge organica, la Legge federale n. 193-FZ del 27 luglio 2010 sulla procedura alternativa di risoluzione delle controversie con la partecipazione di un mediatore, entrata in vigore il 1° gennaio 2011, che disciplina la mediazione nelle controversie civili, commerciali, del lavoro e familiari. La procedura è di regola volontaria, attivabile su base contrattuale, su iniziativa delle parti o su suggerimento del giudice o dell'arbitro, e non costituisce condizione generale di procedibilità. La legge fissa i principi di volontarietà, riservatezza, cooperazione e imparzialità, disciplina i requisiti dei mediatori (che possono operare su base professionale o non professionale, con requisiti più stringenti per i primi e per la mediazione giudizialmente collegata) e attribuisce all'avvio della mediazione effetti sospensivi sui termini. La riforma processuale del 2019 ha inciso sul raccordo tra mediazione e processo, riconoscendo, tra l'altro, la possibilità di attribuire all'accordo di mediazione raggiunto in pendenza di giudizio e omologato dal giudice efficacia esecutiva, e valorizzando l'accordo notarile di mediazione quale titolo esecutivo. Vige un rigoroso regime di riservatezza a tutela delle dichiarazioni delle parti. L'eventuale ratifica della Convenzione di Singapore da parte della Federazione resta da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione (mirovoe soglashenie) nel processo civile sovietico e post-sovietico.

Fonte: www.europarl.europa.eu · testo

Saint Kitts e Nevis agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Saint Kitts e Nevis, Stato membro dell'Organizzazione degli Stati dei Caraibi orientali (OECS), non dispone di una legge organica sulla mediazione, disciplinata prevalentemente in forma court-connected. Il riferimento principale sono le Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules 2000, applicabili agli Stati OECS, integrate dalla Mediation Practice Direction, che regola la mediazione annessa al tribunale per le cause civili e commerciali, delineando un rinvio alla procedura di carattere settoriale e talora sistematico per determinate categorie di cause. La mediazione, in tale cornice, può assumere natura tendenzialmente obbligatoria quale passaggio processuale disposto dal giudice, ferma restando la libertà delle parti quanto all'esito. Per l'arbitrato e, in via complementare, per gli aspetti di composizione stragiudiziale rileva l'Arbitration Act 2001. La mediazione è condotta da mediatori accreditati secondo i criteri fissati dalla Corte suprema dei Caraibi orientali, con regime di riservatezza delle trattative; l'accordo raggiunto acquista efficacia esecutiva se recepito in un provvedimento giudiziale. Lo Stato si inserisce nel quadro regionale del Trattato riveduto di Chaguaramas. L'esistenza di una disciplina legislativa interna autonoma e l'eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di common law.

Fonte: www.eccourts.org

Saint Vincent e Grenadine agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Saint Vincent e Grenadine, Stato membro dell'OECS, non dispone di una legge organica sulla mediazione, disciplinata in via principale attraverso il modello court-connected. Il fondamento normativo è dato dalle Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules 2000, applicabili agli Stati OECS, integrate dalla relativa Mediation Practice Direction, che regola la mediazione annessa al tribunale per le controversie civili e commerciali. La procedura è di regola volontaria, pur potendo il giudice indirizzare le parti alla mediazione nell'ambito della gestione del caso, con effetti sulle spese in caso di rifiuto ingiustificato; non è configurata quale condizione generale di procedibilità. Sul versante dell'arbitrato e della composizione delle controversie commerciali rileva l'Arbitration Act nazionale. La mediazione è condotta da mediatori accreditati secondo i criteri della Corte suprema dei Caraibi orientali, con regime di riservatezza delle trattative; l'accordo raggiunto diviene esecutivo se recepito in un provvedimento giudiziale su consenso delle parti. Lo Stato opera nel quadro regionale del Trattato riveduto di Chaguaramas e del CARICOM. L'adozione di una disciplina legislativa interna autonoma e l'eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di common law.

Fonte: www.state.gov · testo

Samoa agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Samoa dispone di una disciplina statutaria dell'ADR con l'Alternative Dispute Resolution Act 2007, modificato nel 2013 e integrato dalle Mediation Rules 2013, che regolano la mediazione annessa al tribunale e i rapporti con il procedimento giudiziario. La procedura è di regola volontaria: il giudice può indirizzare le parti alla mediazione nell'ambito della gestione del caso, senza che ciò configuri una condizione generale di procedibilità né vincoli le parti quanto all'esito. Le Mediation Rules disciplinano la nomina e i compiti del mediatore, lo svolgimento delle sessioni, la riservatezza delle trattative e l'inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione; l'accordo raggiunto acquista efficacia esecutiva se recepito in un provvedimento del tribunale. Accanto al circuito giudiziario permane un forte ruolo della composizione comunitaria affidata ai consigli di villaggio (fono) ai sensi del Village Fono Act 1990, che gestiscono numerose controversie a livello locale secondo il diritto consuetudinario samoano (fa'a Samoa). La coesistenza tra giustizia formale e sistema comunitario connota l'ordinamento. Il regime di formazione e registrazione dei mediatori risulta ancorato ai criteri fissati dal tribunale. L'eventuale adesione di Samoa alla Convenzione di Singapore resta da verificare.

Evoluzione storica. Giustizia comunitaria (fa'amatai/fono) di tradizione polinesiana.

Fonte: www.wipo.int · testo

San Marino agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Repubblica di San Marino non dispone, allo stato, di una legge organica sulla mediazione civile e commerciale. La composizione consensuale delle controversie poggia sulla conciliazione giudiziale prevista dal codice di procedura civile sammarinese, di matrice storica, e su uno sviluppo della mediazione ispirato al modello italiano, alimentato dalla contiguità ordinamentale e dalla prassi degli operatori. Il riferimento normativo di rango legislativo più prossimo è la Legge 18 marzo 1999 n. 34 in materia di arbitrato, che contempla profili di conciliazione, senza tuttavia costituire una disciplina compiuta della mediazione quale procedimento autonomo. In assenza di una cornice organica, la mediazione ha carattere volontario e non costituisce condizione di procedibilità; il regime di riservatezza e l'efficacia degli eventuali accordi discendono dai principi generali del diritto delle obbligazioni e dei contratti, mentre l'esecutività presuppone il ricorso agli ordinari strumenti di formazione del titolo, quali la transazione o l'omologazione giudiziale. Manca un registro pubblico dei mediatori e un regime formativo tipizzato di fonte legislativa. L'eventuale introduzione di una legge organica sulla mediazione e l'adesione della Repubblica alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziaria tradizionale.

Fonte: www.international-arbitration-attorney.com · testo

Santa Lucia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Santa Lucia, Stato membro dell'OECS, non dispone di una legge organica sulla mediazione, disciplinata in via principale nella forma court-connected. Il riferimento storico è la Mediation Practice Direction No. 1 of 2003, integrata dalle Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules, applicabili agli Stati OECS, ora nella versione aggiornata (CPR 2023), che regolano la mediazione annessa al tribunale per le cause civili e commerciali. La procedura è di regola volontaria: il giudice può indirizzare le parti alla mediazione nell'ambito della gestione del caso, con possibili riflessi sulle spese in caso di rifiuto ingiustificato, senza configurare una condizione generale di procedibilità. La mediazione è condotta da mediatori accreditati secondo i criteri fissati dalla Corte suprema dei Caraibi orientali, con regime di riservatezza delle trattative; l'accordo raggiunto acquista efficacia esecutiva se recepito in un provvedimento giudiziale. Rileva anche l'azione di sensibilizzazione istituzionale, testimoniata dalle campagne pubbliche di promozione della mediazione. Lo Stato opera nel quadro regionale del Trattato riveduto di Chaguaramas e del CARICOM. L'adozione di una disciplina legislativa interna autonoma e l'eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di common law.

Fonte: www.loc.gov · testo

Senegal agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Senegal, Stato membro dell'OHADA, applica direttamente l'Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel 2018, fonte sovranazionale immediatamente vincolante in materia civile e commerciale, che accoglie una nozione ampia di mediazione comprensiva della conciliazione, ne afferma la natura volontaria e ne disciplina lo svolgimento, la riservatezza e l'esecutività dell'accordo mediante deposito o omologazione presso l'autorità nazionale competente. A livello interno rileva il Décret n° 2014-1653 in materia di mediazione e conciliazione, che struttura i meccanismi nazionali di composizione, e operano le Maisons de Justice, presidi di prossimità presso i quali si svolgono attività di mediazione e conciliazione per le controversie di minore entità e i conflitti di vicinato, in un'ottica di accesso alla giustizia e di deflazione del contenzioso. La mediazione resta di regola volontaria e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Il regime di riservatezza e l'inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni discendono dall'Atto uniforme. L'individuazione dell'autorità competente per l'esecutività degli accordi e l'eventuale ratifica della Convenzione di Singapore da parte del Senegal restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giustizia di prossimità; conciliazione giudiziaria di matrice francese.

Fonte: www.ohada.org · testo

Serbia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Serbia la disciplina è contenuta nello Zakon o posredovanju u rešavanju sporova (Legge sulla mediazione nelle controversie), pubblicato nel Službeni glasnik n. 55/2014 e in vigore dal 2014, che ha sostituito la previgente legge sulla mediazione del 2005 allineando l'ordinamento agli standard europei. Il testo disciplina la mediazione come procedura volontaria e riservata in materia civile, commerciale, familiare, del lavoro e in altri settori disponibili, fondata sui principi di autodeterminazione delle parti, imparzialità e neutralità del mediatore. Non è configurata in via generale una condizione di procedibilità: l'accesso è rimesso all'accordo delle parti, anche su invito del giudice in pendenza di causa, con effetti sulla sospensione dei termini secondo le regole processuali. La legge disciplina i requisiti, la formazione e la licenza dei mediatori, con registro e vigilanza affidati al Ministero della Giustizia, e presidia la riservatezza mediante l'obbligo di segretezza e l'inutilizzabilità nel processo delle informazioni acquisite in mediazione. Profilo qualificante è l'esecutività: l'accordo di mediazione, ove rivesta la forma prescritta e contenga clausola esecutiva, può costituire titolo esecutivo. La legge del 2014 riflette la scelta di rafforzare l'istituto in prospettiva europea; gli sviluppi 2023-2026 e la rilevanza della Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Introduzione della mediazione dopo il 2005.

Fonte: mpravde.gov.rs

Seychelles agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Le Seychelles non dispongono di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si articola principalmente nella mediazione annessa al tribunale presso la Supreme Court, disciplinata dal Seychelles Code of Civil Procedure e dalle Practice Directions emanate dall'autorità giudiziaria, che ne regolano il rinvio e lo svolgimento nell'ambito della gestione del caso. La procedura è di regola volontaria e non configura una condizione generale di procedibilità, pur potendo il giudice invitare le parti a esperirla. In materia di arbitrato, e con riflessi sulla composizione delle controversie commerciali, rileva il Commercial Code Act 1977. Un ambito specifico è quello della conciliazione del lavoro, prevista dall'Employment Act, che contempla una fase conciliativa dinanzi agli organi competenti prima dell'accesso alla tutela giurisdizionale, assumendo in tale settore carattere tendenzialmente obbligatorio. Il regime di riservatezza delle trattative e l'efficacia degli accordi discendono dalle rispettive discipline processuali; l'esecutività presuppone di norma il recepimento dell'accordo in un provvedimento giudiziale. Il regime di formazione e accreditamento dei mediatori risulta ancorato ai criteri fissati dalla Supreme Court. L'eventuale adozione di una legge organica e l'adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziaria di tradizione mista (civil law/common law).

Fonte: www.acerislaw.com · testo

Sierra Leone agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Sierra Leone non dispone, allo stato, di una legge organica sulla mediazione: il Mediation Bill 2023, elaborato per colmare tale lacuna, non risulta ancora promulgato, sicché la disciplina resta frammentaria. La composizione stragiudiziale si svolge in forma di mediazione annessa al tribunale, in particolare presso il Fast Track Commercial Court, che promuove il ricorso all'ADR per le controversie commerciali, e attraverso la composizione consuetudinaria dinanzi ai local courts ai sensi del Local Courts Act 2011, competenti per numerose controversie civili minori secondo il diritto consuetudinario. Sul versante dell'arbitrato, e con riflessi sulla composizione delle controversie commerciali, rileva l'Arbitration Act 2022, che ha modernizzato il quadro dell'ADR commerciale. In assenza di una cornice organica, la mediazione ha carattere prevalentemente volontario o rimesso all'impulso del giudice nell'ambito della gestione del caso, senza una condizione di procedibilità di portata generale. Il regime di riservatezza, l'efficacia e l'esecutività degli accordi discendono dalle discipline processuali applicabili e dai regolamenti dei fori competenti. L'iter di approvazione del Mediation Bill 2023, la sua eventuale entrata in vigore e l'adesione della Sierra Leone alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ilraj.org

Singapore agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Community Disputes Resolution (Amendment) Act 2024: rafforza la mediazione comunitaria per le liti di vicinato (Community Relations Unit, ricorso al Community Mediation Centre). (in vigore (principali disposizioni) 24.3.2025)fonte (inglese)

Legislazione vigente. Singapore rappresenta un ordinamento di riferimento in materia di mediazione. Sul piano interno, il Mediation Act 2017 disciplina la mediazione domestica, definendone l'ambito, i principi di riservatezza e l'inutilizzabilità processuale delle comunicazioni rese in mediazione, e prevedendo la possibilità di registrare l'accordo di mediazione come order of court, così da conferirgli efficacia esecutiva diretta senza necessità di un autonomo giudizio. La procedura è di regola volontaria, sorretta da un ecosistema istituzionale avanzato (Singapore Mediation Centre, Singapore International Mediation Centre) e da regimi di accreditamento dei mediatori (segnatamente attraverso il Singapore International Mediation Institute). Sul piano internazionale, con il Singapore Convention on Mediation Act 2020 lo Stato ha dato attuazione interna alla Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (Convenzione di Singapore del 2019, di cui Singapore è depositario e parte), consentendo l'esecuzione diretta degli accordi transattivi commerciali internazionali dinanzi ai propri giudici, in deroga alla tradizionale necessità di un'azione contrattuale. Ne risulta un sistema integrato che copre tanto la dimensione interna quanto quella transfrontaliera, ponendo Singapore all'avanguardia nella promozione della mediazione commerciale.

Evoluzione storica. Community Mediation Centres Act 1997; sviluppo dell'arbitrato e mediazione commerciale internazionale.

Fonte: sso.agc.gov.sg · testo

Slovacchia agg. 2026

UE

Legislazione vigente. La Slovacchia dispone di una legge organica, la Legge n. 420/2004 Coll. sulla mediazione (Zákon o mediácii), modificata nel 2010 e nel 2015 (segnatamente dalla legge n. 390/2015, nel testo consolidato vigente), applicabile alle controversie nascenti da rapporti civili, familiari, commerciali e di lavoro, comprese quelle transfrontaliere, in recepimento della direttiva 2008/52/CE. La procedura è di regola volontaria, avviata mediante accordo scritto tra le parti, e non costituisce condizione generale di procedibilità; l'avvio della mediazione produce effetti sospensivi sui termini di prescrizione e decadenza. La legge disciplina i requisiti di accesso alla professione di mediatore (formazione specialistica ed esame, iscrizione nel registro dei mediatori tenuto dal Ministero della Giustizia) e l'attività dei centri di mediazione. Vige un regime di riservatezza che vincola il mediatore. L'accordo di mediazione redatto in forma scritta acquista efficacia esecutiva se trasfuso in un atto notarile munito di clausola esecutiva o se approvato quale transazione giudiziale dinanzi al tribunale o all'arbitro. Quale Stato membro UE, la Slovacchia è vincolata all'evoluzione degli strumenti europei in materia di ADR; ulteriori modifiche al testo consolidato restano da verificare.

Evoluzione storica. Prima del 2004 conciliazione giudiziaria.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Legge 420/2004 (adeguata alla direttiva con modifiche).

Fonte: e-justice.europa.eu

Slovenia agg. 2026

UE

Legislazione vigente. La Slovenia dispone di un articolato quadro normativo fondato su due leggi principali. Lo Zakon o mediaciji v civilnih in gospodarskih zadevah (ZMCGZ, UL RS 56/2008) disciplina la mediazione nelle controversie civili, commerciali, del lavoro, familiari e in altri rapporti patrimoniali, recependo i principi della direttiva 2008/52/CE, tra cui volontarietà, riservatezza, effetti sulla prescrizione ed esecutività dell'accordo. A questo si affianca lo Zakon o alternativnem reševanju sodnih sporov (ZARSS, UL RS 97/2009), sull'ADR annesso al giudizio, che obbliga i tribunali a predisporre e offrire alle parti programmi di risoluzione alternativa, in particolare la mediazione, nell'ambito delle controversie pendenti, configurando un onere organizzativo a carico delle corti e un forte incentivo al ricorso alla procedura, senza tuttavia imporre alle parti l'obbligo di raggiungere l'accordo. La mediazione resta dunque di regola volontaria quanto all'adesione delle parti. L'accordo di mediazione può acquisire efficacia esecutiva mediante trasfusione in una transazione giudiziale, in un atto notarile esecutivo o in un lodo arbitrale su accordo. Vige un rigoroso regime di riservatezza. Quale Stato membro UE, la Slovenia è vincolata all'evoluzione degli strumenti europei sull'ADR; eventuali novelle recenti restano da verificare.

Evoluzione storica. Progetti pilota di mediazione presso i tribunali dai primi anni 2000.

Recepimento dir. 2008/52/CE. ZMCGZ 2008.

Fonte: e-justice.europa.eu

Somalia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Somalia non dispone di una legge organica sulla mediazione e la composizione delle controversie poggia in misura preponderante sui sistemi tradizionali e religiosi. Centrale è il sistema consuetudinario xeer, complesso di regole non scritte amministrate dagli anziani dei clan, che compone in via prevalente le controversie civili, di risarcimento e talora penali secondo logiche di responsabilità collettiva e riparazione; accanto ad esso opera la conciliazione islamica (sulh), diffusa quale strumento di composizione amichevole. In un contesto di fragilità delle istituzioni statali e di pluralismo giuridico, tali meccanismi svolgono di fatto un ruolo di giustizia primaria per larga parte della popolazione, spesso con carattere vincolante nell'ambito delle comunità di riferimento. Dal 2014 si registra lo sviluppo di centri ADR volti a introdurre forme più strutturate di mediazione e conciliazione, in collaborazione con attori internazionali e nell'ambito di programmi di rafforzamento dello Stato di diritto. Il regime di riservatezza, di efficacia e di esecutività degli accordi discende dalle logiche consuetudinarie e dai regolamenti dei singoli centri, in assenza di una cornice legislativa unitaria. L'eventuale adozione di una legge organica sulla mediazione e l'adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Giustizia consuetudinaria (xeer) e conciliazione (sulh) islamica.

Fonte: reliefweb.int

Spagna agg. 2026

UE

Legislazione vigente. La Spagna dispone della Ley 5/2012 de mediación en asuntos civiles y mercantiles, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE estendendone i principi alla mediazione interna e disciplinando procedura, statuto del mediatore, riservatezza ed esecutività dell'accordo (mediante elevazione a escritura pública o omologazione giudiziale). La svolta più recente è la Ley Orgánica 1/2025 del 2 gennaio, sulle misure di efficienza del servizio pubblico di giustizia, che rende il ricorso ai MASC (medios adecuados de solución de controversias) un requisito di procedibilità: per un'ampia gamma di controversie civili e commerciali è ora necessario, prima di adire il giudice, aver tentato un mezzo adeguato di composizione (tra cui la mediazione, la conciliazione, l'offerta vincolante confidenziale o l'attività negoziale tramite avvocati), a pena di inammissibilità della domanda. Il requisito è divenuto operativo il 3 aprile 2025. Il rifiuto ingiustificato di partecipare, o la condotta abusiva, rilevano ai fini della ripartizione delle spese. Vige un rigoroso regime di riservatezza a tutela delle informazioni scambiate. L'accordo raggiunto conserva l'esecutività secondo la Ley 5/2012. Quale Stato membro UE, la Spagna è vincolata all'evoluzione degli strumenti europei; l'attuazione applicativa della riforma del 2025 è in corso di consolidamento.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale nella Ley de Enjuiciamiento Civil; mediazione familiare disciplinata a livello di Comunità autonome dagli anni 2000.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Ley 5/2012 (recepimento tardivo, procedura di infrazione UE).

Fonte: www.mpr.gob.es

Commenti (lingua orig.): El Notario del Siglo XXI

Sri Lanka agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Mediation Board (Amendment) Act No. 2 of 2024 di modifica del Mediation Boards Act 1988: nuova Commissione di 5 membri, sostituzione degli artt. 2 e 12, nuovo art. 9A. (in vigore 26.1.2024)fonte (inglese)

Legislazione vigente. Lo Sri Lanka presenta un sistema di mediazione a base comunitaria di ampia diffusione. Il Mediation Boards Act No. 72 del 1988, più volte modificato, istituisce i Mediation Boards, organismi di composizione a livello locale competenti a comporre in via obbligatoria numerose controversie civili di valore contenuto e determinate controversie penali minori: per tali materie l'esperimento della mediazione dinanzi al Board costituisce condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria, con conseguente carattere settorialmente obbligatorio. I mediatori dei Board operano su base non professionale e volontaria, nominati e formati sotto la supervisione della Mediation Boards Commission. Sul versante commerciale rileva il Commercial Mediation Centre of Sri Lanka Act No. 44 del 2000, che ha istituito un centro specializzato per la mediazione delle controversie commerciali, di natura volontaria, con propri regolamenti in materia di riservatezza ed efficacia degli accordi. Il regime di riservatezza tutela le dichiarazioni rese in mediazione; l'esecutività dell'accordo comunitario discende dalle regole del sistema dei Board, mentre in ambito commerciale l'accordo assume efficacia contrattuale con possibilità di recepimento in titolo esecutivo. L'eventuale adesione dello Sri Lanka alla Convenzione di Singapore resta da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione dei Gansabhawa (consigli di villaggio) di antica tradizione; Conciliation Boards Act del 1958.

Fonte: www.lawnet.gov.lk · testo

Stati Federati di Micronesia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Gli Stati Federati di Micronesia non dispongono di una legge federale organica sull'ADR né di una disciplina unitaria della mediazione. La composizione delle controversie poggia su un sistema misto, che combina la conciliazione giudiziale nell'ambito dei procedimenti dinanzi alle corti federali e statali con forme di composizione comunitaria e tradizionale a livello dei singoli Stati federati, radicate nelle strutture sociali e nelle consuetudini locali. In tale cornice la mediazione ha carattere volontario e non costituisce condizione di procedibilità di portata generale, potendo il giudice incoraggiare le parti alla composizione consensuale nell'ambito della gestione del caso. Il regime di riservatezza, l'efficacia e l'esecutività degli accordi discendono dalle regole processuali applicabili e dalle prassi consuetudinarie, in assenza di una cornice legislativa specifica; manca del pari un registro pubblico dei mediatori e un regime formativo tipizzato. La marcata autonomia dei quattro Stati membri della Federazione contribuisce alla frammentazione del quadro. L'eventuale adozione di una legge organica sulla mediazione e l'adesione degli Stati Federati di Micronesia alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Giustizia comunitaria di tradizione micronesiana.

Fonte: www.state.gov

Stati Uniti agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Negli Stati Uniti la mediazione è diffusissima ma disciplinata in modo composito, riflesso del sistema federale. Sul piano dell'armonizzazione statale rileva lo Uniform Mediation Act (UMA), elaborato nel 2001 ed emendato nel 2003, testo modello adottato da circa una dozzina di Stati oltre al District of Columbia, che disciplina in via prevalente il privilegio di riservatezza (mediation privilege), sottraendo le comunicazioni rese in mediazione all'uso probatorio nei procedimenti successivi, con relative eccezioni. Per le corti federali opera l'Alternative Dispute Resolution Act del 1998, che impone a ciascuna corte distrettuale di predisporre programmi di ADR e di offrirne l'accesso alle parti. A livello statale numerosi ordinamenti prevedono programmi di mediazione obbligatoria o court-connected per specifiche materie (ad esempio in Florida e California, in ambito familiare e civile), sicché l'obbligatorietà ha carattere settoriale e variabile da giurisdizione a giurisdizione. La mediazione resta, in linea generale, di natura volontaria quanto all'esito. L'accordo raggiunto ha efficacia contrattuale e diviene esecutivo se recepito in un consent order o in una transazione giudiziale. Gli Stati Uniti hanno firmato la Convenzione di Singapore; la ratifica interna, allo stato, resta da verificare.

Evoluzione storica. Movimento ADR dagli anni '70 (Pound Conference 1976); Federal Mediation and Conciliation Service dal 1947 (controversie di lavoro).

Fonte: www.uniformlaws.org · testo

Sud Sudan agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Sud Sudan non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie poggia in misura preponderante sui tribunali consuetudinari (customary law courts), riconosciuti e disciplinati anche dal Local Government Act 2009, che applicano il diritto consuetudinario delle numerose comunità del Paese e compongono la gran parte delle controversie civili e delle liti minori a livello locale, spesso con carattere vincolante nell'ambito delle comunità di riferimento; a ciò si affianca la conciliazione tradizionale. Nel circuito giudiziario formale opera la conciliazione giudiziale nell'ambito dei procedimenti civili, mentre riferimenti normativi di rango legislativo si rinvengono nel Code of Civil Procedure Act 2007 e, per l'arbitrato, nell'Arbitration Act 2000, senza però una disciplina compiuta della mediazione quale procedimento autonomo. In tale cornice, segnata da fragilità istituzionale e da un accentuato pluralismo giuridico, la mediazione ha carattere prevalentemente volontario o consuetudinario e non costituisce una condizione di procedibilità di portata generale di fonte legislativa. Il regime di riservatezza, l'efficacia e l'esecutività degli accordi discendono dalle logiche consuetudinarie e dalle discipline processuali applicabili. L'eventuale adozione di una legge organica e l'adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Giustizia consuetudinaria di tradizione locale.

Fonte: guides.loc.gov · testo

Sudafrica agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: La Gauteng Division dell'Alta Corte ha introdotto un Mediation Protocol che rende la mediazione di fatto obbligatoria (deposito di un mediation report per le cause a ruolo dal 2026), sopra la Rule 41A; la Draft Mediation Bill resta proposta. (in vigore 22.4.2025)fonte (inglese)

Legislazione vigente. Il Sudafrica ha strutturato la mediazione giudiziale attraverso strumenti di rango regolamentare. Per le magistrates' courts, le Voluntary Court-Annexed Mediation Rules del 2014 hanno introdotto un sistema di mediazione annessa al tribunale su base volontaria. Per le High Courts rileva la Rule 41A delle Uniform Rules of Court, in vigore dal 9 marzo 2020, che impone alle parti, all'atto dell'instaurazione e della difesa nel giudizio, di dichiarare se ritengano la controversia suscettibile di mediazione e le relative ragioni, introducendo così un obbligo procedurale di considerazione e informativa sulla mediazione, senza tuttavia imporne l'esperimento né subordinarvi la procedibilità della domanda; l'atteggiamento delle parti verso la mediazione può però rilevare ai fini della ripartizione delle spese. Il quadro trova fondamento anche nel Superior Courts Act 10/2013. La mediazione resta dunque di regola volontaria, con un'obbligatorietà limitata al profilo dichiarativo, di carattere settoriale. Il regime di riservatezza tutela le trattative, di norma coperte dal privilegio without prejudice; l'accordo raggiunto acquista efficacia esecutiva se recepito in un provvedimento giudiziale su consenso delle parti. Il regime di accreditamento dei mediatori è rimesso agli organismi competenti. L'eventuale ratifica sudafricana della Convenzione di Singapore resta da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione e arbitrato del lavoro storici; giustizia tradizionale e ubuntu.

Fonte: www.justice.gov.za · testo

Sudan agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Sudan non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie poggia in ampia misura sulla composizione amichevole di matrice islamica (sulh) e sui comitati di riconciliazione, diffusi a livello comunitario, che compongono numerose controversie civili e conflitti sociali secondo logiche di riparazione e di ricomposizione dei rapporti. Nel circuito giudiziario formale opera la conciliazione prevista dal Codice di procedura civile, che consente al giudice di promuovere la composizione consensuale nell'ambito del procedimento. Sul versante commerciale si registra un progressivo sviluppo della mediazione, sorretto anche dal quadro dell'arbitrato definito dall'Arbitration Act 2016, che modernizza gli strumenti di ADR per le controversie commerciali. In assenza di una cornice organica, la mediazione ha carattere prevalentemente volontario o consuetudinario e non configura una condizione di procedibilità di portata generale di fonte legislativa. Il regime di riservatezza, l'efficacia e l'esecutività degli accordi discendono dalle logiche consuetudinarie, dai principi di diritto sostanziale e dalle discipline processuali applicabili. Il contesto è segnato da forte instabilità istituzionale. L'eventuale adozione di una legge organica sulla mediazione e l'adesione del Sudan alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e consuetudinaria.

Fonte: practiceguides.chambers.com

Suriname agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Nuovo Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering che sostituisce il vecchio codice (sede della conciliazione/bemiddeling): S.B. 2024 no. 170. (in vigore 1.5.2025)fonte (olandese)

Legislazione vigente. Il Suriname non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie poggia principalmente sulla conciliazione prevista dal Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering (codice di procedura civile), di tradizione olandese, in particolare all'art. 500 e seguenti, che consente al giudice di promuovere la composizione amichevole nell'ambito del procedimento civile. In assenza di una disciplina compiuta della mediazione quale procedimento autonomo, questa ha carattere volontario e non costituisce una condizione di procedibilità di portata generale, pur registrandosi una crescente attenzione istituzionale e professionale verso lo sviluppo della mediazione, sulla scia dell'esperienza dei Paesi Bassi. Il regime di riservatezza, l'efficacia e l'esecutività degli accordi discendono dai principi generali del diritto delle obbligazioni e dalle discipline processuali applicabili; l'esecutività presuppone di norma il recepimento dell'accordo in una transazione giudiziale o in un atto munito di efficacia esecutiva. Manca un registro pubblico dei mediatori e un regime formativo tipizzato di fonte legislativa. Quale Stato membro del CARICOM, il Suriname si inserisce nel quadro regionale di cooperazione. L'eventuale adozione di una legge organica e l'adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione giudiziaria di tradizione olandese.

Fonte: ves.sr · testo

Svezia agg. 2026

UE

Legislazione vigente. In Svezia la disciplina è contenuta nella Lag (2011:860) om medling i vissa privaträttsliga tvister, legge sulla mediazione in determinate controversie di diritto privato, adottata in attuazione della direttiva europea 2008/52/CE e applicabile alle liti civili e commerciali, anche transfrontaliere. La procedura è integralmente volontaria: non è prevista alcuna condizione di procedibilità, e le parti vi accedono per accordo o su invito del giudice. La legge sancisce riservatezza e imparzialità del mediatore, disciplina la sospensione dei termini di prescrizione durante la mediazione e limita la possibilità di escutere il mediatore quale testimone sui contenuti della procedura, in coerenza con il regime europeo. Profilo qualificante è l'esecutività dell'accordo: su richiesta delle parti il giudice può dichiarare esecutivo l'accordo di mediazione, conferendogli efficacia di titolo. Sul versante penale opera parallelamente la Lag (2002:445) om medling med anledning av brott, che regola la mediazione tra autore e vittima del reato, in particolare con riferimento ai minori, con finalità riparative e senza incidere sull'azione penale. L'assetto riflette la tradizione nordica di mediazione a bassa formalizzazione; requisiti di accreditamento dei mediatori e sviluppi 2023-2026 restano affidati alla prassi, da verificare.

Evoluzione storica. Mediazione giudiziale (särskild medling) nel Codice di procedura; tradizione di conciliazione.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Lag (2011:860) om medling i vissa privaträttsliga tvister.

Fonte: e-justice.europa.eu · testo

Svizzera agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Svizzera la mediazione in materia civile è disciplinata dal Codice di procedura civile federale (ZPO/CPC del 2008), agli articoli 213-218, in vigore dal 1° gennaio 2011. La legge configura la mediazione come alternativa alla conciliazione (Schlichtung/conciliazione) obbligatoria che di regola precede il processo: le parti possono, di comune accordo, sostituire il tentativo di conciliazione con una mediazione, che resta però procedura volontaria, indipendente dal giudice e dall'autorità di conciliazione, e organizzata sotto la responsabilità e a spese delle parti. Gli articoli 213-218 sanciscono la separazione tra mediazione e giudizio, la riservatezza della procedura e l'inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni delle parti, nonché il principio secondo cui il mediatore agisce in modo autonomo e neutrale. Quanto agli effetti, l'accordo di mediazione non è di per sé un titolo esecutivo, ma può essere omologato dal giudice su richiesta congiunta delle parti, acquistando così l'efficacia di una decisione. Nelle controversie in cui è parte un ente pubblico o in materia di diritto di famiglia sono previste regole particolari, inclusa la possibilità di mediazione gratuita a determinate condizioni. La revisione parziale del CPC, con entrata in vigore progressiva nel 2025, ha aggiornato taluni profili procedurali, i cui dettagli restano da verificare.

Evoluzione storica. Tradizione cantonale di conciliazione (Friedensrichter / juge de paix); prima del 2011 la mediazione era disciplinata a livello cantonale.

Fonte: www.fedlex.admin.ch · testo

Tagikistan agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Tagikistan non ha ancora adottato una legge organica sulla mediazione; un progetto di legge è in elaborazione con il supporto di organizzazioni internazionali quali IDLO e la BERS, ma alla data attuale non risulta approvato, con conseguente assenza di un quadro legislativo dedicato. La composizione delle controversie si fonda pertanto sulla conciliazione prevista dal Codice di procedura civile e dal Codice di procedura economica, che consentono al giudice di promuovere la definizione consensuale della lite nell'ambito del processo, e sulla composizione tradizionale a livello comunitario, radicata nelle strutture sociali locali e diffusa nelle liti familiari e di vicinato. In difetto di disciplina specifica mancano un registro dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali e dall'eventuale omologazione giudiziale. Sul versante commerciale è praticata la mediazione presso le camere di commercio, su base convenzionale. Trattandosi di un ordinamento in fase di transizione, ogni indicazione circa contenuti, obbligatorietà e decorrenza della futura legge va assunta con cautela e resta da verificare in relazione all'esito dell'iter legislativo.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale (aksakal) e giudiziaria sovietica.

Fonte: www.idlo.int

Taiwan agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. A Taiwan la mediazione comunitaria è retta dal Township and County-Administered City Mediation Act (鄉鎮市調解條例) del 1955, più volte modificato, che istituisce i comitati di mediazione a livello di comune e città. Il modello è quello della mediazione amministrata a base locale: i comitati compongono un'ampia gamma di liti civili e di talune controversie penali minori procedibili a querela, con procedura gratuita, informale e a partecipazione volontaria, senza configurazione generale di una condizione di procedibilità. Profilo qualificante è il regime degli effetti: l'accordo raggiunto davanti al comitato viene trasmesso al tribunale competente per l'omologazione (approvazione giudiziale), all'esito della quale acquista efficacia equiparata a quella di una sentenza definitiva, con piena forza esecutiva e, nelle materie penali procedibili a querela, effetti estintivi dell'azione. La legge disciplina la composizione dei comitati, i requisiti e i doveri dei mediatori, i canoni di riservatezza e l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese in mediazione nel successivo processo. Coesistono inoltre forme di conciliazione giudiziale disciplinate dal codice di procedura civile. Le numerose modifiche succedutesi nel tempo hanno aggiornato l'ambito e i meccanismi di omologazione; i dettagli delle revisioni più recenti restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria di tradizione cinese (调解) di lunga data.

Fonte: law.moj.gov.tw · testo

Tanzania agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Riforma della court-annexed mediation: GN 820/2024 e GN 821/2024 (nomina, termini e reportistica dei mediatori, modifica dell'Order VIII CPC) e Court Annexed Mediation Guidelines 2024; ulteriore modifica GN 569/2025. (in vigore 4.10.2024)fonte (inglese)

Legislazione vigente. In Tanzania la mediazione annessa al processo civile è disciplinata dal Civil Procedure Code, Cap. 33 (Revised Edition 2019), e in particolare dagli Orders VIII B, C e D, che integrano il regime introdotto dalle Civil Procedure Code (Amendment) Rules e consolidato nella prassi delle corti. Il modello è quello della court-annexed mediation obbligatoria: dopo la chiusura degli scritti difensivi la causa è rinviata d'ufficio alla mediazione come fase necessaria del procedimento, con partecipazione delle parti configurata quale obbligo processuale, ferma la libertà quanto all'esito conciliativo. Le regole disciplinano i tempi del rinvio, la nomina e i doveri del mediatore, la durata della procedura, i principi di riservatezza e l'inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, oltre alle conseguenze della mancata comparizione. L'accordo raggiunto è recepito in un provvedimento del giudice, acquistando efficacia esecutiva equiparata a quella di una decisione. Il sistema di ADR annesso al processo civile costituisce un tratto strutturale dell'ordinamento tanzaniano, orientato alla deflazione del contenzioso. Le revisioni successive del Codice e delle regole attuative hanno aggiornato taluni profili procedurali; gli standard di accreditamento e formazione dei mediatori e gli sviluppi 2023-2026 restano affidati alla regolamentazione giudiziaria e da verificare.

Evoluzione storica. Tradizione di composizione comunitaria dei conflitti; introduzione dell'ADR giudiziale negli anni '90.

Fonte: www.oag.go.tz

Thailandia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Thailandia la materia è disciplinata dal Dispute Mediation Act B.E. 2562 (2019), prima legge organica che regola in modo unitario la mediazione giudiziale, comunitaria e amministrativa. Il testo definisce la mediazione come procedura volontaria e riservata, ne fissa i principi di imparzialità e autodeterminazione e disciplina la figura del mediatore, i suoi doveri e i requisiti di registrazione. Non è configurata in via generale una condizione di procedibilità, ma la legge promuove strutturalmente il ricorso alla mediazione in fase pre-processuale e nell'ambito del processo, integrandola nel sistema di giustizia civile e nella dimensione comunitaria come strumento di riduzione del contenzioso. Profilo qualificante è l'efficacia esecutiva dell'accordo: la legge attribuisce all'accordo di mediazione, secondo le forme previste e in particolare mediante omologazione giudiziale, forza idonea all'esecuzione, allineando l'ordinamento agli standard internazionali. Sono disciplinati altresì la riservatezza della procedura e il regime di inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni e delle proposte formulate in mediazione. La legge del 2019 rappresenta un intervento di sistematizzazione recente; gli aspetti attuativi relativi al registro dei mediatori, agli standard formativi e all'eventuale rilevanza operativa della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria di tradizione buddhista; mediazione giudiziale prima della legge del 2019.

Fonte: www.pricesanond.com · testo

Timor Est agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Timor Est non dispone di una legge organica dedicata alla sola mediazione. Sul versante dell'arbitrato e dei metodi consensuali opera la Lei n.º 6/2021 sull'arbitrato volontario, entrata in vigore nel 2021, che offre una cornice per la risoluzione alternativa delle controversie di natura essenzialmente commerciale su base volontaria. La composizione delle liti civili si fonda inoltre sulla conciliazione prevista dal Código de Processo Civil, che consente al giudice di promuovere la definizione consensuale nell'ambito del processo, e sul ricorso, assai diffuso nella prassi sociale, alla giustizia consuetudinaria (lisan, con il rito del nahe biti boot), che assolve una funzione conciliativa e riparativa radicata nelle comunità locali, specie nelle liti familiari, fondiarie e di vicinato. In assenza di disciplina specifica sulla mediazione mancano un registro dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi di mediazione, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dall'omologazione giudiziale o, per l'arbitrato, dalla legge del 2021. L'evoluzione verso una disciplina organica della mediazione resta da verificare quanto a contenuti e decorrenza.

Evoluzione storica. Giustizia consuetudinaria (lisan/nahe biti) di tradizione locale.

Fonte: www.clbrief.com

Togo agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Togo è vincolato dall'Atto uniforme OHADA relativo alla mediazione, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, direttamente applicabile in materia civile e commerciale negli Stati membri dell'Organizzazione per l'armonizzazione del diritto degli affari in Africa. L'Atto istituisce un quadro uniforme per la mediazione convenzionale e giudiziale, ispirato alla Legge modello UNCITRAL, configurandola come procedura volontaria: non è prevista una condizione di procedibilità generale, ma le parti possono ricorrervi per accordo, su invito del giudice o dell'arbitro, ovvero in forza di un obbligo legale. La disciplina sancisce i principi di riservatezza e autodeterminazione, regola la nomina e i doveri del mediatore e prevede l'inutilizzabilità nel successivo processo delle dichiarazioni rese in mediazione. Profilo qualificante è l'esecutività dell'accordo di transazione: le parti possono chiederne l'omologazione o il deposito presso l'autorità competente, ottenendo un titolo suscettibile di esecuzione forzata negli Stati OHADA, con evidente rilievo per il contenzioso commerciale regionale. L'articolazione dei centri di mediazione, delle tariffe e degli standard formativi dei mediatori resta rimessa alla prassi e alla regolamentazione nazionale, da verificare quanto ai dettagli attuativi e agli sviluppi 2023-2026.

Evoluzione storica. Conciliazione consuetudinaria e giudiziaria.

Fonte: www.ohada.org · testo

Tonga agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Tonga non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sulla conciliazione giudiziale, esercitata dal giudice nell'ambito del processo civile, e sulla composizione comunitaria tradizionale, radicata nelle strutture sociali e nelle autorità locali del Regno, che svolge una funzione conciliativa diffusa nelle liti familiari, fondiarie e di vicinato. La mediazione annessa al tribunale è in fase di sviluppo, anche grazie a programmi di cooperazione con la Federal Court of Australia, che sostengono l'introduzione di prassi strutturate di court-annexed mediation nel sistema giudiziario, senza che risulti tuttavia adottata una disciplina legislativa organica né configurata una condizione di procedibilità: la mediazione resta pertanto volontaria e affidata all'impulso del giudice e all'iniziativa delle parti. In difetto di normativa dedicata mancano un registro pubblico dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali e dall'eventuale trasfusione in un provvedimento giudiziale. L'evoluzione istituzionale verso un modello strutturato di mediazione annessa al tribunale resta da verificare quanto a contenuti e tempi di attuazione.

Evoluzione storica. Conciliazione comunitaria di tradizione polinesiana.

Fonte: www.fedcourt.gov.au

Trinidad e Tobago agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. A Trinidad e Tobago la disciplina è contenuta nel Mediation Act, 2004 (Act No. 8 of 2004), consolidato come Chapter 5:32, che istituisce il Mediation Board of Trinidad and Tobago e regola l'accreditamento, la formazione e la condotta deontologica dei mediatori, nonché la tenuta del registro professionale. Il modello prevalente è quello della court-annexed mediation presso la High Court, con rinvio delle cause civili alla mediazione; l'obbligatorietà ha carattere settoriale, operando in relazione a determinate categorie di controversie e su impulso del giudice, mentre negli altri casi la mediazione resta volontaria. La legge disciplina i principi di riservatezza e imparzialità, i doveri del mediatore accreditato e il regime di inutilizzabilità nel successivo processo delle dichiarazioni e delle proposte formulate in mediazione. Quanto agli effetti, l'accordo raggiunto ha natura negoziale e può essere reso esecutivo secondo le forme di legge, in particolare mediante recepimento in un provvedimento del giudice nell'ambito della mediazione annessa. Il Mediation Board svolge una funzione centrale di garanzia della qualità professionale, fissando gli standard di competenza e vigilando sull'osservanza del codice di condotta. Gli sviluppi 2023-2026 relativi all'ampliamento dell'ambito obbligatorio e agli standard formativi restano da verificare.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria di common law.

Fonte: natlex.ilo.org · testo

Tunisia agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. La Tunisia non dispone di una legge organica dedicata alla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si fonda sulla conciliazione e sulla mediazione previste dal Code de procédure civile et commerciale (l. 130 del 1959): la conciliazione giudiziale consente al giudice di promuovere la definizione consensuale nell'ambito del processo civile e commerciale, con connotati di obbligatorietà settoriale in relazione a determinate materie in cui il tentativo è previsto come passaggio del procedimento. Sul versante penale, il Code de procédure pénale contempla la mediazione penale, introdotta nel 2002, quale strumento di composizione con finalità riparative per talune categorie di reati minori. Operano inoltre, su base convenzionale, centri di mediazione promossi in ambito camerale e istituzionale per il contenzioso commerciale. In assenza di una disciplina organica mancano un registro unitario dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa e sistematica di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali e dall'omologazione giudiziale. L'eventuale evoluzione verso una legge organica sulla mediazione civile e commerciale, in linea con le tendenze regionali, resta da verificare quanto a contenuti e decorrenza.

Evoluzione storica. Conciliazione (sulh) di tradizione islamica e conciliazione giudiziaria.

Fonte: cim-imc.com · testo

Turchia agg. 2026

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⚠ Novità 2024–2026: Legge n. 7531 del 13.11.2024 (9° pacchetto giudiziario) di modifica dell'art. 18/A della l. 6325: chi non partecipa senza valido motivo al primo incontro di mediazione obbligatoria sopporta ora metà (non più l'intero) delle spese anche se vince. (pubbl. 14.11.2024; effetto 18.1.2025)fonte (turco)

Legislazione vigente. In Turchia la materia è disciplinata dalla Legge n. 6325 sulla mediazione nelle controversie civili (2012, in vigore dal 2013), ispirata alla Legge modello UNCITRAL e imperniata sui principi di volontarietà, imparzialità e riservatezza, con mediatori iscritti in apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia e sottoposti a requisiti di formazione ed esame. Il tratto qualificante dell'ordinamento turco è però la progressiva estensione della mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità (dava şartı arabuluculuk): introdotta nel 2018 per le controversie di lavoro, è stata estesa dal 2019 alle controversie commerciali e successivamente ad ulteriori materie, tra cui il contenzioso in materia di consumo, così configurando la mediazione quale passaggio necessario prima dell'accesso al giudice, la cui omissione determina l'inammissibilità della domanda. La procedura è caratterizzata da un primo incontro con termini stringenti e da una durata contenuta fissata dalla legge; la mancata partecipazione ingiustificata comporta conseguenze sulle spese. La riservatezza è presidiata da un regime di inutilizzabilità delle dichiarazioni nel processo. Profilo centrale è l'esecutività: l'accordo può ottenere l'annotazione di esecutività (icra edilebilirlik şerhi) dal tribunale, divenendo titolo esecutivo. Gli ulteriori ampliamenti dell'ambito obbligatorio nel periodo 2023-2026 restano da verificare.

Evoluzione storica. Prima del 2012 conciliazione giudiziaria tradizionale.

Fonte: www.ibanet.org · testo

Turkmenistan agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Il Turkmenistan non ha adottato una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sulla conciliazione prevista dal Codice di procedura civile e dal Codice di procedura economica, che consentono al giudice di promuovere la definizione consensuale della lite nell'ambito del processo, senza che sia configurato un procedimento di mediazione tipizzato né una condizione di procedibilità. Sul versante commerciale è praticata la mediazione presso la camera di commercio, su base convenzionale e nell'ambito dei servizi di risoluzione alternativa delle controversie offerti alle imprese, in particolare nel contenzioso con controparti straniere. In assenza di una disciplina legislativa dedicata mancano un registro pubblico dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione espressa e sistematica di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi di mediazione, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dalla natura negoziale dell'intesa e dall'eventuale omologazione giudiziale. Data la scarsità e l'incertezza delle fonti pubblicamente accessibili, ogni indicazione circa una futura legge organica, il suo ambito e la relativa decorrenza va assunta con cautela e resta da verificare in relazione agli sviluppi normativi dell'ordinamento.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale (aksakal) e giudiziaria sovietica.

Fonte: www.acerislaw.com

Tuvalu agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Tuvalu non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie locali è affidata, in forza dell'Island Courts Act, agli Island Courts e ai Falekaupule, ossia le assemblee tradizionali delle comunità insulari, cui compete la definizione delle liti secondo il diritto consuetudinario, con funzione conciliativa e riparativa profondamente radicata nella struttura sociale, specie nelle materie familiari, fondiarie e di vicinato. Sul piano statale opera la conciliazione giudiziale, esercitata dal giudice nell'ambito del processo, quale strumento di composizione consensuale della lite. Non è configurata alcuna condizione di procedibilità e la mediazione, in senso proprio, non è oggetto di una disciplina tipizzata: prevale il modello della giustizia comunitaria consuetudinaria. In difetto di normativa dedicata mancano un registro dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dalle competenze degli Island Courts e dall'eventuale trasfusione in un provvedimento. Trattandosi di un microordinamento insulare fortemente incentrato sul kastom, l'eventuale evoluzione verso forme strutturate di mediazione annessa al tribunale resta da verificare quanto a contenuti e tempi.

Evoluzione storica. Giustizia comunitaria (falekaupule) di tradizione polinesiana.

Fonte: www.paclii.org · testo

Ucraina agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. L'Ucraina si è dotata della prima legge organica in materia con la Legge «Sulla mediazione» n. 1875-IX del 16 novembre 2021, entrata in vigore il 15 dicembre 2021. Il testo disciplina la mediazione come procedura volontaria e riservata, ne fissa i principi di autodeterminazione, imparzialità e neutralità del mediatore e definisce l'ambito applicativo, esteso alle controversie civili, familiari, commerciali, del lavoro e amministrative. La legge regola la formazione dei mediatori, prevedendo requisiti e percorsi formativi, e istituisce un sistema di registri dei mediatori tenuti dalle organizzazioni professionali, cui competono l'accreditamento e la vigilanza deontologica. Non è configurata una condizione di procedibilità: l'accesso alla mediazione è rimesso all'accordo delle parti, anche in pendenza di giudizio, con effetti sulla sospensione dei termini secondo le regole processuali. Il regime di riservatezza è presidiato dall'obbligo di segretezza del mediatore e dall'inutilizzabilità nel processo delle informazioni acquisite in mediazione. Quanto agli effetti, l'accordo ha natura negoziale ed è vincolante tra le parti, con possibilità di conferimento di efficacia esecutiva secondo le forme di legge. L'adozione della legge segna l'ingresso dell'Ucraina nel novero degli ordinamenti con disciplina organica; gli sviluppi attuativi 2023-2026, anche in relazione alla Convenzione di Singapore, restano da verificare.

Evoluzione storica. Progetti pilota di mediazione e prassi dei centri prima della legge del 2021.

Fonte: mediationblog.kluwerarbitration.com · testo

Commenti (lingua orig.): Kluwer Mediation Blog

Uganda agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Uganda la mediazione annessa al tribunale è oggi disciplinata dalle Judicature (Court Annexed Mediation) Rules 2026 (Statutory Instrument n. 14 del 2026), che hanno sostituito le previgenti Judicature (Mediation) Rules 2013. Il regime del 2013 aveva reso la mediazione una fase preliminare obbligatoria nelle cause civili, con rinvio automatico prima della trattazione; le Rules 2026 aggiornano e consolidano tale quadro. Alla luce degli estremi forniti, la mediazione è ricondotta a un modello di court-annexed mediation integrato nel processo, in cui l'attivazione della procedura è strutturale e l'obbligo attiene alla partecipazione, ferma la libertà delle parti sull'esito; il carattere non vincolante dell'accordo di conciliazione giustifica la qualificazione complessiva come strumento volontario quanto all'esito. Le regole disciplinano i tempi del rinvio, la nomina e i doveri del mediatore, la riservatezza e l'inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione, oltre alle conseguenze della mancata comparizione. Operano inoltre le regole speciali della Commercial Court Division e appositi centri per il contenzioso commerciale. L'accordo raggiunto è trasfuso, su richiesta, in un provvedimento del giudice, acquistando efficacia esecutiva. I contenuti innovativi di dettaglio delle Rules 2026, inclusi eventuali mutamenti dell'ambito obbligatorio, restano da verificare.

Evoluzione storica. Mediazione tradizionale comunitaria; conciliazione.

Fonte: ulii.org · testo

Commenti (lingua orig.): Global Law Experts

Ungheria agg. 2026

UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge CXXIII del 2025 (§15) di modifica della l. LV/2002 sulla mediazione: eccezione del registro dei dati personali rispetto agli obblighi di comunicazione delle variazioni di dati del mediatore. (promulgata 22.12.2025)fonte (ungherese)

Legislazione vigente. In Ungheria la disciplina generale è contenuta nella Legge LV del 2002 sull'attività di mediazione (2002. évi LV. törvény), in vigore dal 17 marzo 2003 e più volte modificata sino al testo consolidato vigente, adottata in linea con gli standard europei e ispirata ai principi di volontarietà, imparzialità e riservatezza. La legge istituisce un registro dei mediatori tenuto dal Ministero, cui accedono i professionisti in possesso dei requisiti di qualificazione e formazione previsti, e disciplina i doveri del mediatore, il regime di riservatezza e l'inutilizzabilità nel successivo processo delle informazioni acquisite in mediazione. Il quadro è stato progressivamente esteso: dal 2013 è stata introdotta la mediazione giudiziale (court mediation) condotta all'interno del sistema giudiziario, e dal 2018 la mediazione in materia amministrativa. Non è configurata in via generale una condizione di procedibilità, restando la mediazione volontaria, sebbene il giudice possa incentivarne o disporne l'impiego in determinati ambiti, in particolare familiare. Quanto agli effetti, l'accordo ha natura negoziale e può acquisire efficacia esecutiva secondo le forme di legge, in particolare mediante omologazione o recepimento in un provvedimento giudiziale. Gli aggiornamenti del testo consolidato e gli sviluppi 2023-2026, anche in relazione alla Convenzione di Singapore, restano da verificare quanto ai dettagli.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale; mediazione lavoristica anteriore.

Recepimento dir. 2008/52/CE. Legge LV/2002 modificata.

Fonte: e-justice.europa.eu

Uruguay agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Uruguay la composizione consensuale delle controversie si fonda sulla conciliazione previa disciplinata dal Código General del Proceso (Ley 15.982 del 1988) e integrata dalla Ley 16.995 del 1998, che ne rafforza il carattere di passaggio necessario. La conciliazione previa opera come requisito di procedibilità per l'accesso al giudizio in un'ampia gamma di controversie, con connotati dunque di obbligatorietà: la parte deve esperire il tentativo prima di poter proporre la domanda, salvo le eccezioni di legge, e la relativa omissione incide sulla proseguibilità dell'azione. Accanto alla conciliazione giudiziale opera una rete di Centros de Mediación del Poder Judicial e centri promossi dal Ministero dell'Istruzione e della Cultura (MEC), che offrono mediazione gratuita, su base tendenzialmente volontaria, per le liti familiari, di vicinato e comunitarie. La disciplina presidia i canoni di imparzialità e riservatezza e regola l'inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in sede conciliativa. Quanto agli effetti, l'accordo raggiunto in conciliazione ha efficacia idonea a costituire titolo secondo le forme processuali, in particolare mediante il verbale conciliativo. La convivenza tra conciliazione previa obbligatoria e mediazione comunitaria volontaria caratterizza il sistema; gli sviluppi normativi 2023-2026 restano da verificare quanto ai dettagli.

Evoluzione storica. Conciliazione previa obbligatoria di antica tradizione (già nella Costituzione del 1830).

Fonte: www.impo.com.uy · testo

Uzbekistan agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge n. ZRU-1089 del 20.10.2025 di modifica della l. ZRU-482 sulla mediazione: mediatori non citabili come testimoni nei controlli fiscali; notai come mediatori in materia civile; nuovi standard d'esame; esecuzione forzata degli accordi (nuovi capi nei codici di procedura). (20.10.2025)fonte (uzbeko)

Legislazione vigente. In Uzbekistan la materia è retta dalla Legge «Sulla mediazione» n. ZRU-482 del 3 luglio 2018, entrata in vigore il 1° gennaio 2019 e oggetto di modifica nel 2025. La legge disciplina la mediazione come procedura volontaria in materia civile, economica, familiare e del lavoro, fondata sui principi di autodeterminazione delle parti, imparzialità e riservatezza del mediatore, e istituisce un registro dei mediatori con i relativi requisiti di formazione e accreditamento. Non è configurata in via generale una condizione di procedibilità: l'accesso alla mediazione è rimesso all'accordo delle parti, anche in pendenza di giudizio, con effetti sulla sospensione dei termini secondo le regole processuali. Il regime di riservatezza è presidiato dall'obbligo di segretezza del mediatore e dall'inutilizzabilità nel processo delle informazioni acquisite durante la procedura. Quanto agli effetti, l'accordo di mediazione ha natura negoziale, vincola le parti ed è suscettibile di acquisire efficacia esecutiva secondo le forme di legge, in particolare mediante omologazione giudiziale. Le modifiche del 2025 hanno aggiornato taluni profili della disciplina, verosimilmente in direzione di un rafforzamento e di una maggiore diffusione dell'istituto, i cui contenuti di dettaglio e la relativa decorrenza restano da verificare, così come l'eventuale rilevanza operativa della Convenzione di Singapore.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale (mahalla) e conciliazione giudiziaria.

Fonte: lex.uz · testo

Vanuatu agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. Vanuatu non dispone di una legge organica generale sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sull'Island Courts Act (Cap. 167) e sul Customary Land Management Act 2013, che affidano ai tribunali insulari e alla giustizia consuetudinaria (kastom) la definizione delle liti secondo il diritto tradizionale, con funzione conciliativa radicata nelle comunità. In particolare, il Custom Land Management Act 2013 introduce una disciplina di carattere settoriale per la mediazione fondiaria, attribuendo alle autorità consuetudinarie (custom area land tribunals e nakamal) la composizione delle controversie sulla titolarità e sull'uso della terra secondo procedure di mediazione tradizionale, con connotati di obbligatorietà quanto al passaggio davanti a tali organi prima dell'eventuale ricorso alle corti. Opera inoltre la conciliazione giudiziale nell'ambito del processo civile. In difetto di una disciplina organica generale mancano un registro unitario dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa e sistematica di riservatezza e regime probatorio, mentre l'efficacia degli accordi fondiari discende dal riconoscimento delle decisioni delle autorità consuetudinarie secondo la legge del 2013. L'eventuale sviluppo di un quadro generale di mediazione annessa al tribunale resta da verificare quanto a contenuti e decorrenza.

Evoluzione storica. Giustizia consuetudinaria (kastom) di tradizione melanesiana.

Fonte: en.wikipedia.org · testo

Venezuela agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge di Riforma Parziale della Ley Orgánica de la Jurisdicción Especial de Justicia de Paz Comunal: istituzionalizza arbitrato, conciliazione e mediazione come mezzi di risoluzione dei conflitti comunitari. (Gaceta Oficial Extraordinaria 6.854 del 14.11.2024)fonte (spagnolo)

Legislazione vigente. In Venezuela non è in vigore una legge organica sulla mediazione civile e commerciale. Il fondamento dei metodi alternativi è di rango costituzionale: l'articolo 258 della Costituzione impegna la legge a promuovere l'arbitrato, la conciliazione, la mediazione e gli altri mezzi alternativi di risoluzione delle controversie quali parte integrante del sistema di giustizia. Sul versante commerciale opera la Ley de Arbitraje Comercial del 1998, che disciplina l'arbitrato e, in connessione, taluni meccanismi conciliativi per il contenzioso d'impresa. Nell'ambito della giustizia di prossimità rileva inoltre la Ley Orgánica de la Jurisdicción Especial de la Justicia de Paz Comunal del 2012, che istituisce i giudici di pace comunali con funzioni di conciliazione e mediazione delle liti di comunità, secondo criteri di equità e partecipazione. In assenza di una disciplina organica generale mancano un registro unitario dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa e sistematica di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi di mediazione, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dalla legge sull'arbitrato o dalle competenze della giustizia di pace comunale. Il quadro frammentario e l'incertezza delle fonti impongono formule caute; gli sviluppi normativi restano da verificare.

Fonte: ve.scielo.org · testo

Vietnam agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Legge n. 85/2025/QH15 del 25.6.2025 di modifica della Legge 58/2020 su conciliazione e dialogo presso i tribunali: nuova formulazione dell'art. 8 sulla scelta del conciliatore e riorganizzazione giudiziaria (tribunali regionali). (in vigore 1.7.2025)fonte (vietnamita)

Legislazione vigente. In Vietnam il quadro è duplice. La Legge 58/2020/QH14 sulla mediazione e il dialogo presso il tribunale, adottata il 16 giugno 2020 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2021, introduce la mediazione annessa al tribunale in una fase anteriore all'accettazione formale della causa: prima di dare corso al giudizio, il tribunale propone alle parti la mediazione o il dialogo, condotti da mediatori designati; la procedura resta volontaria, potendo le parti rifiutarla o interromperla, ed è connotata da riservatezza e da un regime di inutilizzabilità delle dichiarazioni. Profilo qualificante è l'efficacia esecutiva: l'esito conciliativo può essere riconosciuto dal tribunale con decisione che ne consente l'esecuzione. Sul versante commerciale opera la mediazione disciplinata dal Decreto 22/2017, modificato dal Decreto 112/2025 (in vigore dal 29 maggio 2025), che regola la mediazione commerciale amministrata da centri e mediatori registrati, i requisiti professionali e il riconoscimento degli accordi. La distinzione tra la mediazione giudiziale della legge del 2020 e la mediazione commerciale dei decreti riflette due binari complementari. Le modifiche del 2025 aggiornano il regime della mediazione commerciale, verosimilmente su registrazione dei mediatori ed efficacia degli accordi; i contenuti di dettaglio e la rilevanza della Convenzione di Singapore restano da verificare.

Evoluzione storica. Mediazione di base comunitaria (hòa giải) di lunga tradizione; conciliazione giudiziale nel codice di procedura civile.

Fonte: acsvlegal.com

Commenti (lingua orig.): Kluwer Mediation Blog

Zambia agg. 2026

Extra-UE

⚠ Novità 2024–2026: Subordinate Courts (Civil Jurisdiction) Rules 2024 (S.I. 12/2024): disciplinano organicamente per la prima volta la court-annexed mediation nelle corti subordinate, affiancandosi alle High Court Rules. (in vigore 22.1.2024)fonte (inglese)

Legislazione vigente. In Zambia la mediazione annessa al tribunale è disciplinata dall'Order 31 delle High Court Rules, come introdotto dalla riforma del 1997 (Statutory Instrument 71 del 1997) e successivamente modificato nel 2018. Il sistema prevede il rinvio delle cause civili alla mediazione con connotati di obbligatorietà settoriale: il giudice dispone la mediazione come fase del procedimento in relazione a determinate categorie di controversie, con partecipazione delle parti configurata quale obbligo processuale, ferma la libertà quanto all'esito conciliativo. Le regole disciplinano la nomina e i doveri del mediatore, i tempi della procedura, i principi di riservatezza e l'inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione, oltre alle conseguenze della mancata comparizione. L'accordo raggiunto è trasfuso, su richiesta delle parti, in un provvedimento del giudice, acquistando così efficacia esecutiva. La mediazione è impiegata anche nel contenzioso del lavoro e in altri ambiti specialistici, secondo le rispettive regole processuali. Le modifiche del 2018 hanno aggiornato l'assetto dell'Order 31, verosimilmente in punto di ambito e di gestione delle liste di mediatori; gli standard di accreditamento e formazione, così come gli ulteriori sviluppi 2023-2026, restano affidati alla prassi delle corti e da verificare quanto ai dettagli.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria.

Fonte: www.globallegalpost.com

Zimbabwe agg. 2026

Extra-UE

Legislazione vigente. In Zimbabwe la mediazione annessa al tribunale è stata introdotta dallo Statutory Instrument del 2019 (court-annexed mediation) ed è oggi disciplinata, sul piano delle regole processuali vigenti, dalle High Court (Commercial Division) Rules 2020 e dalle High Court Rules 2021. Il sistema prevede il rinvio delle cause civili alla mediazione con connotati di obbligatorietà settoriale, operando in relazione a determinate categorie di controversie e su impulso del giudice, mentre negli altri casi la mediazione conserva natura volontaria. Le regole disciplinano la nomina e i doveri del mediatore, i tempi del rinvio, i principi di riservatezza e l'inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione, nonché le conseguenze processuali della mancata partecipazione. Un binario specialistico è rappresentato dalla Commercial Division, le cui regole del 2020 promuovono strutturalmente la mediazione nel contenzioso d'impresa. Sul versante del lavoro opera parallelamente la conciliazione disciplinata dal Labour Act, quale strumento tipico di composizione delle controversie di lavoro. L'accordo raggiunto è trasfuso, su richiesta, in un provvedimento del giudice, acquistando efficacia esecutiva. Gli standard di accreditamento e formazione dei mediatori e gli sviluppi attuativi 2023-2026 restano affidati alla regolamentazione giudiziaria e alla prassi, da verificare quanto ai dettagli.

Evoluzione storica. Conciliazione tradizionale e giudiziaria.

Fonte: www.veritaszim.net · testo

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