Catalogo legislativo della mediazione
La legislazione sulla mediazione dell’Unione europea e del mondo: il catalogo storico degli atti UE, gli aggiornamenti 2020–2026 e i 168 ordinamenti extra-UE. Aggiornato a luglio 2026.
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Volume dell’opera «Mediazione, il diritto della pace»
Avv. Carlo Alberto Calcagno — mediareinformati.it · mediaresenzaconfini.org Torino, luglio 2026
Prefazione e metodo
Questo volume raccoglie, ordina e aggiorna la legislazione sulla mediazione delle controversie civili e commerciali dell’intero pianeta. Nasce da un catalogo storico degli atti degli Stati dell’Unione europea, che qui viene conservato integralmente (Parte I) e poi portato al presente (Parte II, riforme 2020–2026) ed esteso oltre i confini dell’Unione (Parte III, 168 ordinamenti extra-UE).
Il criterio è duplice e costante: non si inventano norme, e dove un ordinamento non possiede una legge organica dedicata si indica lo strumento che regola la mediazione nel diritto vivente — il codice di rito, le regole processuali di corte, l’atto uniforme OHADA, la consuetudine. Le fonti sono state verificate, ove possibile, nella lingua ufficiale del Paese, sulle gazzette ufficiali e sui portali nazionali. La data di riferimento è luglio 2026.
Quadro comparato dei 195 ordinamenti
Prima del dettaglio Paese per Paese, conviene fissare le proporzioni d’insieme. La mediazione preventiva facoltativa e quella contrattuale esistono ovunque (195 ordinamenti su 195): prima di essere legge, la mediazione è un gesto. La mediazione disposta dal giudice copre gran parte del pianeta — 174 ordinamenti conoscono almeno il rinvio facoltativo e 100 conoscono forme in cui è il giudice a imporre il passaggio conciliativo. La condizione di procedibilità preventiva resta minoritaria (36 Paesi, tra cui Spagna, Polonia, Moldova e il Belgio per le liti condominiali). Nel lavoro la fase conciliativa è imposta in 46 ordinamenti e facoltativa in altri 101. In materia familiare la mediazione è facoltativa in 151 Paesi e obbligatoria in 26. La mediazione penale raggiunge 65 Paesi, quella del consumo 103, l’amministrativa in senso tecnico 17, la sociale o comunitaria 190. In 48 ordinamenti è un magistrato a condurre in prima persona la conciliazione (giudice-mediatore). Nel complesso 123 dei 195 ordinamenti conoscono almeno una forma di mediazione obbligatoria, 72 nessuna.
A questo quadro normativo fa da sfondo quello degli operatori: circa 242.808 mediatori professionali censiti (di cui 76.085 nell’Unione europea e nel Regno Unito), a fronte di 504.940 giudici professionali e di circa 9.933.165 avvocati abilitati nel mondo. La mediazione, insomma, è ovunque prevista ma quasi ovunque sottodimensionata rispetto alla giurisdizione togata.
Le fonti europee, per tipo di mediazione
Ogni tipo di mediazione ha alle spalle una precisa fonte europea. La condizione di procedibilità preventiva e la mediazione facoltativa e contrattuale discendono dalla Direttiva 2008/52/CE e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che la ritiene legittima purché non precluda l’accesso al giudice. La mediazione disposta e demandata dal giudice trova radice nel Libro Verde della Commissione europea sui modi alternativi di risoluzione delle controversie (2002). La mediazione penale si fonda sulla Raccomandazione n. R(99)19 del Consiglio d’Europa; quella familiare sulla Raccomandazione n. R(98)1 e sulle Linee guida CEPEJ; il giudice-mediatore sul Mediation Awareness Programme for Judges della CEPEJ (2019); la mediazione del consumo sulla Direttiva 2013/11/UE e sul Regolamento (UE) 524/2013; l’amministrativa sulla Raccomandazione n. Rec(2001)9; la sociale o comunitaria sulla Raccomandazione n. Rec(2002)10.
Documento a cura dell’Avv. Carlo Alberto Calcagno — mediareinformati.it. Aggiornamento: luglio 2026. La Parte I riproduce il catalogo storico degli atti legislativi degli Stati UE; la Parte II ne aggiorna il quadro con la legislazione vigente e le riforme 2020–2026; la Parte III estende la rassegna a tutti i Paesi extra-UE.
Parte I — Le leggi dei Paesi UE in materia di mediazione (catalogo)
AUSTRIA
1) Legge federale sulla mediazione in materia civile e sulle modifiche alla Legge sul matrimonio, del Codice di procedura civile, del codice di procedura penale, della legge sulla Corte Costituzionale e della legge sull’infanzia del 20011.
2) Legge federale su alcuni aspetti della mediazione transfrontaliera in materia civile e commerciale all'interno dell'Unione europea e che modifica il Codice di procedura civile, la Legge DPI ed il Substances Act del 28 aprile 2011 (attua la Direttiva 52/08)2.
3) § 433a, §. 433i e 320 del Codice di procedura civile3.
4) § 157 del Codice di procedura penale4.
5) § 107 Legge sulle procedure speciali (mediazione familiare)5.
6) § 39c. legge sulla compensazione del diritto di famiglia 19676.
7) § 15 della legge sulla disabilità7.
8) Regolamento del 22 gennaio 2004 del Ministro della Giustizia sulla formazione per diventare mediatore registrato (regolamento della formazione in mediazione - ZivMediat-AV), sulla base del § 29 della legge sulla Mediazione (BGBl. I n ° 29/2003)8.
9) Direttiva del Comitato consultivo per la mediazione sui criteri per l'iscrizione nell’Elenco degli istituti di formazione e circa i corsi secondo il § 23 della legge sulla mediazione civile e commerciale dell’8 settembre 20049.
10) Direttiva del Comitato consultivo per la mediazione sui criteri per il riconoscimento della Formazione ai sensi del § 20 ZivMedG (5 giugno 2007)10.
11) Linee guida per la prova della sostenibilità ai sensi dell'obbligo di comunicazione ai sensi del § 27 ZivMediatG (04.07.2018)11.
12) Linee guida del Consiglio consultivo per la mediazione sui criteri per il riconoscimento di ulteriori misure di formazione secondo § 20 Legge sulla mediazione del diritto civile (ZivMediatG) (18.07.2019)12.
BELGIO
1) Legge 21 febbraio 2005 n. 3613.
2) Art. 458 del Codice penale14.
3) Codice giudiziario15.
4) Legge del 18 giugno 201816 (modifica la Legge 21 febbraio 2005 n. 36).
5) Decreto reale del 5 luglio 2005 che stabilisce l’importo della quota di partecipazione e le spese di viaggio e alloggio assegnate ai membri del Comitato federale di mediazione17.
6) Regio decreto che stabilisce le norme dettagliate per la copertura dei posti vacanti, per la presentazione delle candidature e per la nomina dei membri e i criteri per la nomina dei membri della Commissione federale di mediazione e della Commissione per la procedura disciplinare e la gestione dei reclami (17 gennaio 2019)18.
7) Decreto reale che stabilisce l'importo della quota di partecipazione e le spese di viaggio e alloggio assegnate ai membri della Commissione federale di mediazione e ai valutatori del comitato per le norme disciplinari e la gestione dei reclami (17 gennaio 2019)19
8) Autovalutazione del mediatore20.
9) Valutazione del mediatore21.
10) Decisione del 18 dicembre 2008 modificata dalla decisione dell'11 giugno 2009, 6 maggio 2010, 28 aprile e 9 giugno 2011 e 12 febbraio 2015 che stabiliscono gli obblighi dei mediatori accreditati per quanto riguarda la formazione continua22.
11) Decisione del 18 ottobre 2007 di approvazione del codice del mediatore23.
12) Decisione del 25 settembre 2008 relativa alla procedura di revoca del riconoscimento, alla determinazione delle sanzioni risultanti dal codice di condotta e alla procedura di applicazione di tali sanzioni24.
13) Linee guida per la presentazione di una domanda al fine di ottenere l'accreditamento come mediatore ai sensi della legge del 21 Febbraio 200525.
14) Decisione del 1° Febbraio 2007 modificata dalla decisione 11 marzo 2010, da quella del 23 settembre 2010 e da quelle del 14 e 29 marzo 2019, che stabiliscono le condizioni e le procedure per il riconoscimento degli organismi di formazione e dei corsi di formazione che organizzano, i programmi minimi di formazione per mediatori approvati e la valutazione per ottenere il riconoscimento26.
15) Criteri per il riconoscimento dei mediatori (2018)27.
16) Decreto reale che specifica le condizioni che devono essere soddisfatte dall'entità qualificata di cui al libro XVI del Codice di diritto economico (versione al 10/10/2018) (mediazione del consumo)28.
BULGARIA
1) Legge sulla mediazione promulgata SG. 110 del 17.12.2004 e successive modifiche29 (attua la Direttiva 52/08).
2) Regolamento n. 2 del 15 marzo 2007 sui termini e le condizioni per l’omologazione delle organizzazioni formate da mediatori; sui requisiti per la formazione dei mediatori; sulle modalità di entrata, informativa ed eliminazione dei mediatori dal registro dei mediatori e delle norme procedurali ed etiche per la condotta del mediatore (modificata nel 2017)30.
3) Legge promulgata SG. 27 del 01/04.2011 che modifica Legge sulla mediazione promulgata SG. 110 del 17.12.2004 (attua la direttiva 52/08)31.
4) Articoli 140, 234, 321, 374 del Codice di procedura civile promulgato SG. 59 del 20.07.2007, in vigore dal 3.01.200832.
5) Articolo 24 c. 11 (5) n. 3 del Codice di procedura penale33.
6) Norme per l'esercizio del controllo sul rispetto dei requisiti per la formazione dei mediatori e la procedura per lo svolgimento delle ispezioni delle organizzazioni di cui all'art. 2 dell'ordinanza n. 2 del 15 marzo 200734.
7) Regolamento emanato dal Comitato di tutela dei consumatori sulla procedura di mediazione35.
8) Legge che modifica e integra la legge sulla protezione dei consumatori (ADR del consumo)36.
9) Art. 49 Codice del diritto di famiglia37.
CIPRO
1) Legge relativa a determinati aspetti della mediazione delle controversie civili 2012 (159 (I)/ 2012)38.
2) Codice delle relazioni industriale39 (mediazione del lavoro)
3) Legge sulla mediazione familiare n. 62 (I) del 201940.
4) Regolamento sull’iscrizione nel registro dei mediatori41.
CROAZIA
1) Legge sulla mediazione 1° ottobre 2003 (abrogata)42.
2) Regolamento 13/2010 concernente lo stato del mediatore, la formazione dei mediatori e dei formatori e le norme per l’accreditamento di organismi di mediazione e dei mediatori (abrogata)43.
3) Legge 28 gennaio 2011 sulla mediazione civile e commerciale (attua direttiva 52/08)44.
4) Artt. 186 d-g e 288e Codice di procedura civile45
5) Regolamento 59/2011 concernente lo stato del mediatore, la formazione dei mediatori e dei formatori e le norme per l’accreditamento di organismi di mediazione e dei mediatori46.
6) Regolamento sulla composizione extragiudiziale dei rapporti civili e commerciali di cui è parte la Repubblica di Croazia, tramite entità a partecipazione totale o parziale47.
7) Legge sul diritto di famiglia n. 75/1448.
8) Ordinanza sulla mediazione familiare (2015-2017)49.
9) Art. 360-364 Codice di procedura penale50.
10) Legge sul processo minorile51.
11) Legge sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori NN 121/16 (versione al 21/03/19) (mediazione del consumo)52.
DANIMARCA53
1) Cap. 26-27 e § 478 del Codice di procedura civile54.
2) Legge sul conflitto in occasione di un reato55.
3) Legge alternativa sulla risoluzione delle controversie relativa ai reclami dei consumatori (legge sui reclami dei consumatori: versione al 23/09/1956) (mediazione del consumo)57.
4) Legge sul matrimonio58.
ESTONIA
1) Legge 18 novembre 2009. In vigore dal 1° gennaio 2010 (attua la Direttiva 52/08)59.
2) §§ 137-141 Codice di procedura amministrativa (2011)60.
3) § 4 c. 4, 180 c. 7, 627 1 - § 627 2 Codice di procedura civile61.
4) legge sulla famiglia62.
5) Legge sull'educazione degli adulti63.
6) Legge sulla risoluzione delle controversie collettive64
FINLANDIA
1) Legge n. 1015 del 2005 sulla mediazione penale ed in alcune controversie (aggiornata al 18 settembre del 2019)65
2) Legge sulla mediazione giudiziale (663/2005). In vigore dal 1° gennaio 2006 ed abrogata dalla legge 394/11 66.
3) Legge n. 420 del 1962 sulla mediazione del lavoro (aggiornata al 18 settembre 2019)67
4) Decreto governativo sulla mediazione penale e su alcuni casi della mediazione civile 276/06 del 12 aprile 06 (entrato in vigore il 18 aprile 2006)68.
5) Decreto governativo sulla mediazione penale e su alcuni casi della mediazione civile 1805/09 del 29 dicembre 2009 (in vigore dal 1° gennaio 2010)69.
6) Decreto governativo sui casi criminali e alcuni civili del regolamento in materia di mediazione 1252/10 del 21 dicembre 2010 (entrato in vigore il 1° gennaio 2011)70
7) Legge n. 394 del 2011 sulla mediazione e conciliazione nei tribunali pubblici (attua la direttiva 52/08) (aggiornata al 2019)71.
8) Legge 29 aprile 2011, n. 395 di modifica del capitolo 17 § 23 comma 1, punto 4, e comma 4, della legge 571/48. In vigore dal 21 maggio 2011 (attua la direttiva 52/08)72.
9) Legge 29 aprile 2011, n. 396 di modifica del capitolo 11 § 1, comma 2 della legge 728/2003 sulla limitazione della responsabilità come modificata dalla legge 428/2010. In vigore dal 21 maggio 2011 (attua la direttiva 52/08)73.
10) Regolamento di organizzazione del Ministero degli Interni 231/03 del 27 marzo 2013 (entrato in vigore il 1° aprile 2013) 74.
11) Decreto governativo che modifica l'articolo 5 ter del decreto governativo sulla "mediazione " nelle controversie penali e alcuni casi di mediazione civile (2019)75.
12) Legge che modifica la legge sulla responsabilità genitoriale e sui diritti di accesso (2019)76.
13) Legge che modifica la sezione 10 della legge sulla "mediazione " delle controversie Civili e la conferma della transazione nei tribunali generali (2019)77.
14) La legge sulla protezione dei consumatori (versione al 18/09/19) (mediazione del consumo)78.
15) Capitolo V della legge sul matrimonio79.
FRANCIA
1) Decreto del 18-24 agosto 1790 – Decreto sull’organizzazione giudiziaria (Lettera Patente)80.
2) Decreto del 18 (e 14) -26 ottobre 1990 - Decreto contenente regole sulla procedura davanti alla giustizia di pace81.
3) Legge n. 91-647 del 10 luglio 1991 sull'aiuto legale82.
4) Artt. 255, 373-2-10, 2066 e 2238 del Codice civile83.
5) Artt. 127, da 131-2 a 131-15, 910-2, 1071, da 1530 a 1533, 1558, 1565 del Codice di procedura civile84.
6) Decreto 20 marzo 1978 n. 78-381 relativo ai conciliatori di giustizia85.
7) Artt. 21, da 21-1 a 21-5, 22, 22-1-A, da 22-1 a 22-3 Legge 8 febbraio 1995 n. 95-12586.
8) Legge di riforma della prescrizione civile del 17 giugno 2008 (attua la direttiva 52/08)87.
9) Artt. 31 e 37 della legge n. 2010-1069 relativa all’esecuzione delle decisioni di giustizia, delle condizioni di esercizio di determinate professioni regolamentate e sugli esperti giudiziari.88.
10) Decreto n. 2010-1165 relativo alla conciliazione e alla procedura orale in materia civile, commerciale e sociale. In vigore dal 1° gennaio 201089.
11) Artt. 1, 2 e 5 Ordinanza n° 2011-1540 del 16 novembre 2011 che recepisce la direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008 relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale90.
12) Decreto n 2012-66 del 20 gennaio 2012 relativa alla risoluzione alternativa delle controversie91. (in vigore dal 23 gennaio 2012).
13) Decreto del 19 marzo 2012 relativo al diploma da mediatore familiare92.
14) Codice commerciale93.
15) Codice della proprietà intellettuale94.
16) Codice del consumo95.
17) Codice generale delle proprietà pubbliche96.
18) Artt. 434-9, 435-7 e 435-9 del Codice penale97.
19) Codice di giustizia amministrativa98.
20) Codice di procedura penale99.
21) Articolo R123-24 Codice dell'organizzazione giudiziaria100
22) Artt. R4125-1 e R4125-2 Codice della Difesa101.
23) Decreto n° 2017/566 relativo alla mediazione dei litigi di competenza del giudice amministrativo102.
24) Codice rurale e pesca marittima103.
25) Codice monetario e finanziario104.
26) Codice del lavoro105.
27) Codice della sanità pubblica106.
28) Codice previdenziale107.
29) Codice Assicurativo108.
30) Artt. L221-18 e L221-6-2 del Codice della mutualità109.
31) Codice dell’azione sociale e delle famiglie110.
32) Decreto n. 2016-185 del 23 febbraio 2016 adottato per l'applicazione dell'ordinanza n. 2015-1288 del 15 ottobre 2015 sulla semplificazione e l'ammodernamento del diritto di famiglia111.
33) Legge n. 2016-1547 del 18 novembre 2016 per l'ammodernamento della giustizia del 21 ° secolo112.
34) Decreto n. 2017-1457 del 9 ottobre 2017 relativo all'elenco dei mediatori presso la Corte di appello113.
35) Decreto n ° 2018-101 del 16 febbraio 2018 sulla sperimentazione di una procedura di mediazione obbligatoria preliminare in contenzioso della pubblica amministrazione e controversie sociali114,
36) Art. 1 Decreto n° 2019-32 del 18 gennaio 2019 sulle competenze professionali richieste ai maestri dell'apprendistato e al servizio responsabile della mediazione dell'apprendistato nel settore pubblico non industriale e commerciale115
37) Legge n° 2019-222 del 23 marzo 2019 di programmazione 2018-2022 e di riforma per la giustizia116.
38) Ordinanza n. 2015-1033 del 20 agosto 2015 sulla risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di consumo (mediazione del consumo)117.
39) Circolare dell'8 febbraio 2018 dal Segretario Generale del Ministero della Giustizia118
40) Decreto n. 2019-1333 dell'11 dicembre 2019 che riforma la procedura civile119
GERMANIA
1) Legge sulla mediazione del 21 luglio 2012120.
2) Legge per la promozione della mediazione e altre procedure extragiudiziali di risoluzione dei conflitti (attua la Direttiva 2008/52)121.
3) §§ 54, 54a, 80 e 87 del Codice giudiziario del lavoro122.
4) §§ 41, 253, 278 e 278a del Codice di procedura civile123.
5) § 46 Codice penale124.
6) § 155a Codice di procedura penale125
7) §§ 23, 36, 36a, 81, 135, 155, 156 e 165 Legge sulle procedure familiari e sulla giurisdizione volontaria126.
8) § 69b Legge sulle spese processuali127.
9) § 5a Legge giudiziaria tedesca128.
10) § 124 Legge sulla telecomunicazione129.
11) § 4b Codice delle costruzioni130.
12) § 2 Legge sui servizi legali stragiudiziali131.
13) § 7a Codice della professione di avvocato132.
14) Ordinanza sulla formazione e l'istruzione superiore dei mediatori certificati133.
15) Legge sulla risoluzione delle controversie dei consumatori (procedure ADR del consumo)134.
GRECIA
1) Legge sulla mediazione civile e commerciale 16 dicembre 2010, n. 3.898 (attua la direttiva 52/08)135(abrogata ad eccezione dell’art. 1).
2) Ordine presidenziale ai sensi del n. 123. Definizione dei termini e delle condizioni di licenza e
formazione di intermediari in materia civile e commerciale (28.11.2011)136.
3) Capo B della legge 4512/18137.
4) Decisione ministeriale congiunta 70330f/9.7.2015 di adattamento della legislazione greca, in conformità alla direttiva 2013/11/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativa a soluzioni alternative alle controversie dei consumatori (procedure ADR del consumo)138.
5) Legge sull’Ombusdam regionale e comunale 4555/2018139.
6) Legge 4640/2019. Mediazione in materia civile e commerciale - Ulteriore armonizzazione della legislazione greca con le disposizioni della direttiva 2008/52 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008 e di altre disposizioni140.
INGHILTERRA E GALLES
1) Parte 35 Legge sulla procedura della famiglia n. 2955 del 2010141(attua la Direttiva 52/08): la revoca del marzo 2019 entra in vigore il giorno dell’uscita142.
2) Sezione III della novella n. 88 del 2011 al Codice di Procedura civile143(attua la Direttiva 52/08): la revoca del marzo 2019 entra in vigore il giorno dell’uscita144.
3) Legge n. 133 del 2011 sulla mediazione transfrontaliera (attua la Direttiva 52/08)145: la revoca del marzo 2019 entra in vigore il giorno dell’uscita146.
4) Regole di procedura civile147.
5) Sezione 10 della Legge sui bambini e la famiglia (mediazione familiare)148
6) Regole 2015 sulla risoluzione alternativa delle dispute di consumo149 (procedure ADR del consumo).
IRLANDA
1) Legge sui minori (2001)150 (mediazione penale minorile)
2) Statuto sulla mediazione nelle assicurazioni (attua la Direttiva 2002/92)151.
3) Art. 15 e 16 della legge su responsabilità civile e tribunali (2005)152
4) Emendamento allo Statuto sulla mediazione nelle assicurazioni (2008)153.
5) Regole per la mediazione e conciliazione presso le Corti Superiori (2010)154.
6) Legge sulla mediazione comunitaria 2011 (attua la Direttiva 52/08)155.
7) Regole delle Corti Superiori sulla mediazione comunitaria (2012)156.
8) Legge sulla mediazione del 2017157.
9) Statuto della mediazione presso la District Court (2018)158.
10) Statuto della mediazione presso la Circuit Court (2018)159.
11) Statuto della mediazione familiare presso la Circuit Court (2018)160.
12) Regole per la mediazione presso le Corti Superiori (2018)161.
13) Legge sull’Agenzia di supporto familiare (2001)162
14) Statuto 343/2015-Regolamento dell'Unione Europea (Risoluzione alternativa delle controversie per le controversie dei consumatori) (procedure ADR del consumo)163.
IRLANDA DEL NORD
1) Allegati 1 e 2 dell’emendamento alle regole della Corte dell’Irlanda del Nord (2011 e seguenti)164.
2) La legge sulla mediazione transfrontaliera dell'Irlanda del Nord165(attua la direttiva 52/08): revocata166.
ITALIA
1) Art. 17 bis decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (mediazione tributaria)
Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413. (GU n.9 del 13-1-1993 - Suppl. Ordinario n. 8 )
note:
2) Articolo 60167 della legge 19 giugno 2009, n. 69. Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile. (09G0069)168
3) Decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28169 e successive modifiche. Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. (10G0050) (attua la direttiva 52/08)170.
4) Art. 337 octies Codice civile (mediazione familiare)171.
5) Art. 29 c. 4 e 5 Decreto Legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (mediazione penale)172.
6) Art. 67 del Codice del turismo173.
7) Decreto del Ministro della Giustizia 18 ottobre 2010, n. 180174. Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell'elenco dei formatori per la mediazione, nonché l'approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. (10G0203)
8) Decreto 6 luglio 2011, n. 145. Regolamento recante modifica al decreto del Ministro della giustizia 18 ottobre 2010, n. 180, sulla determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell'elenco dei formatori per la mediazione, nonché sull'approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo n. 28 del 2010. (11G0187)175.
9) Decreto 4 agosto 2014, n. 139. Regolamento recante modifica al decreto del Ministro della giustizia 18 ottobre 2010, n. 180, sulla determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell'elenco dei formatori per la mediazione nonché sull'approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo n. 28 del 2010. (14G00150)176.
10) Art. 5 Decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile. (14G00147)177.
11) Decreto legislativo 6 agosto 2015, n. 130 (procedure ADR del consumo)178.
12) Art. 1 decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121
(Disciplina dell'esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni, in attuazione della delega di cui all'art. 1, commi 82, 83 e 85, lettera p), della legge 23 giugno 2017, n. 103). (18G00147) (GU n.250 del 26-10-2018 - Suppl. Ordinario n. 50)179.
13) Art. 83 e 83 bis DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18180.
14) Art. 36 del DECRETO-LEGGE 8 aprile 2020, n. 23181.
15) Art. 83 e 83 bis LEGGE 24 aprile 2020, n. 27182.
16) Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19" del 14 marzo 2020 così come integrato il 24 aprile 2020183.
17) DECRETO-LEGGE 30 aprile 2020, n. 28
Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19. (20G00046) (GU n.111 del 30-4-2020)184.
18) Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020185.
19) Decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33186.
LETTONIA
1) Parte quarta del Codice civile187.
2) Codice di procedura civile (attua la Direttiva 52/08)188.
3) legge sulla mediazione del 4 giugno 2014 e successive modificazioni189 (attua la Direttiva 52/08).
4) Regolamento del Consiglio dei Ministri n. 433 del 5 agosto 2014. Procedura per la certificazione e certificazione dei mediatori190.
5) Linee guida per la formazione dei mediatori (2013)191.
6) Legge sulla risoluzione delle controversie extragiudiziale dei consumatori (procedure ADR del consumo192.
LITUANIA
1) Legge sulla mediazione conciliativa nelle controversie civili della Repubblica di Lituania del 15 luglio 2008 n. X-1702193. In vigore dal 31 luglio 2008 ad eccezione dell’articolo 10 che è in vigore dal 1° gennaio 2010 (attua la direttiva 52/08)194 (ripubblicata il 12 luglio del 2017195) (versione del 2019196).
2) Ordine di approvazione del piano per lo sviluppo della mediazione e la promozione della risoluzione pacifica delle controversie 1R-256 (23.11.2010) (attua la Direttiva 52/08) 197.
3) Ordine di Modifica dell'approvazione 1R-256 del piano per lo sviluppo della mediazione e la promozione della risoluzione pacifica (06.06.2011) (attua la Direttiva 52/08)198.
4) Legge 24 maggio 2011 n. No. XI-1400 sulla mediazione nelle cause civili e di modifica degli articoli 1, 2, 4, 5, 6, 8, 10, 11 della legge del 15 luglio 2008 (attua la Direttiva 52/08)199.
5) Legge 26 novembre 2015 di modifica della legge n. X-1702200
6) Legge 29 ottobre 2017 No. XIII-534 che sostituisce la legge sulla conciliazione nelle controversie civili n. X-1702201.
7) Risoluzione del Consiglio Giudiziario sull’approvazione delle norme per la mediazione giudiziaria (30.11.18) 202.
8) Ordine sull’attuazione della legge sulla mediazione della Repubblica di Lituania del 31 dicembre 2018203.
9) Art. 79.1 del Codice di procedura amministrativa (modifica 01-03-19204)205.
10) Art. 231-1 del Codice di procedura civile206.
11) Legge sui diritti dei consumatori e modifiche di altre leggi (procedure di ADR del consumo)207
LUSSEMBURGO
1) Legge del 6 maggio 1999 sulla mediazione penale e che modifica varie disposizioni a) della legge modificata del 7 marzo 1980 sull'organizzazione giudiziaria, b) il codice delle assicurazioni sociali208.
2) Regolamento granducale del 31 maggio 1999 che stabilisce i criteri e la procedura per l'accreditamento come mediatori, la procedura di mediazione penale e il metodo di remunerazione dei mediatori209.
3) Legge 24 febbraio 2012 - introduzione della mediazione in materia civile e commerciale nel nuovo Codice di procedura civile - attuazione della direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale – modifica della legge del 10 agosto 1991, relativa alla professione di avvocato; - modifica dell'articolo 3, comma (a), comma 1 della legge del 3 agosto 2011 concernente l'attuazione del regolamento (CE) N. 4/2009, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obblighi alimentari, di modifica del nuovo codice di procedura civile, e - modifica degli articoli 491-1 e 493-1 del Codice Civile210.
4) Regolamento del Granducato del 25 giugno 2012 in relazione alla procedura di omologazione delle funzioni del mediatore giudiziario e familiare, il programma di formazione specifica in mediazione e circa la tenuta di una sessione informativa gratuita211.
5) Legge del 17 febbraio 2016 che introduce la risoluzione extragiudiziale delle controversie dei consumatori nel Codice del consumo e che modifica alcune altre disposizioni del Codice del consumo (regolazione extragiudiziaria dei litigi)212.
6) Regolamento che disciplina la mediazione per i servizi postali (2016)213.
7) Regolamento che disciplina la mediazione per il settore elettrico (2016)214.
8) Regolamento che disciplina la mediazione per il gas naturale (2016)215.
9) Regolamento che disciplina la mediazione nel settore delle comunicazioni elettroniche (2016)216
10) Legge del 18 giugno 2018 che istituisce
1. l'istituzione di un servizio di mediazione, integrazione e mantenimento della scuola,
2. modifica della legge modificata del 6 febbraio 2009 sull'istruzione obbligatoria,
3. modifica della legge modificata del 9 dicembre 2005 che stabilisce le condizioni e le procedure per la nomina di taluni funzionari in posizioni dirigenziali in amministrazioni e servizi statali, 4. modifica della legge modificata del 25 marzo 2015 che fissa lo stipendio e condizioni e procedure per l'avanzamento dei funzionari statali217.
11) Regolamento ministeriale del 21 giugno 2019 che istituisce i programmi di istruzione generale presso l'INAP218.
12) Legge del 12 luglio 2019 che modifica il
1 ° codice del lavoro;
2 ° della legge modificata del 31 luglio 2006 che introduce un codice del lavoro;
3 ° della legge modificata del 19 dicembre 2008 sulla riforma della formazione professionale219.
MALTA
1) Legge sulla mediazione del 21 dicembre 2004 (Cap. 474) e successive modifiche (come novellata tra il 18 ed il 29 settembre 2010 attua la direttiva 52/08)220.
2) Regolamento di mediazione del 1° dicembre 2008221.
3) Regole per il diploma in Maestro dell’arte della mediazione (2016)222.
4) Legge n. VIII del 2017 che modifica la legge sulla mediazione, Cap. 474, e per le altre materie accessorie o connesse ad essa223.
5) Art. 171a del Codice di Procedura civile224.
6) Art. 66I del Codice civile (mediazione familiare)225
7) Regole sulle Corti (sezione famiglia)226
8) Atto che modifica il Codice del consumo (parte IV), Cap 378, e per qualsiasi altra questione consequenziale o accessoria ad esso (procedure ADR del consumo)227.
PAESI BASSI
1) Legge di attuazione della direttiva n. 2008/52 / CE relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale e successive modifiche (in vigore dal 2017)228.
2) Legge sulle controversie di lavoro229.
3) Regolamento sul sistema di pace del lavoro230.
4) Art. 21a, 429ja e 1021 del Codice di procedura civile231.
5) Art. 206 c. 4 e 266 c. 3 del Codice di procedura penale232.
6) Art. 593t del Codice Civile233.
7) Legge sull’aiuto legale234.
8) Art. 5a del decreto sul contributo personale per l'assistenza giudiziaria235.
9) Decreto sull’assegnazione di un beneficio aggiunto per la mediazione236.
10) Decreto sulle Condizioni di registrazione per i mediatori 2014237.
11) Decreto sulle Condizioni di registrazione per i mediatori 2018238.
12) Decreto sulle Condizioni di registrazione per i mediatori 2019239.
13) Decreto sulle Condizioni di iscrizione per mediatori 2019, versione 1.1 (in vigore dal 1° luglio 2019)240.
14) Legge sull’aiuto legale (in vigore dal 3 marzo 2019)241
15) Regolamento sulla procedura di mediazione242.
16) Legge di attuazione per la risoluzione extragiudiziale delle controversie per i consumatori (procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie)243.
POLONIA244
1) Codice di procedura amministrativa (Legge del 14 giugno 1960 e successive modifiche)245.
2) Legge del 30 agosto 2002 sui procedimenti dinanzi ai tribunali e successive modifiche246.
3) Regolamento del Ministro dell'Interno e dell'Amministrazione del 2 giugno 2017 relativo all'importo delle remunerazioni e delle spese rimborsabili al mediatore nei procedimenti amministrativi247.
4) Regolamento del Ministro dell'Interno e dell'Amministrazione del 2 giugno 2017 relativo all'importo delle remunerazioni e delle spese rimborsabili a un mediatore in procedimenti dinanzi a un tribunale amministrativo248.
5) Codice di procedura civile (Legge del 17 novembre 1964 e successive modifiche) (attua la Direttiva 52/08)249.
6) Artt. 123-125 e 568 Codice civile (Legge del 23 aprile 1964)250.
7) Legge sulla struttura dei tribunali comuni251.
8) Legge del 28 luglio 2005 sulle spese giudiziarie in materia civile252.
9) Legge del 10 settembre 2015 sulla modifica di alcuni atti in relazione al sostegno di metodi amichevoli di risoluzione delle controversie253.
10) Legge del 23 settembre 2016 sulla risoluzione stragiudiziale delle controversie dei consumatori (procedure relative alla risoluzione extragiudiziale delle controversie)254.
11) Regolamento del Ministro della Giustizia del 20 gennaio 2016 relativo alla tenuta di un elenco di mediatori permanenti255.
12) Regolamento del ministro della Giustizia del 20 giugno 2016 sull'importo delle remunerazioni e delle spese rimborsabili a un mediatore nei procedimenti civili256.
13) Legge del 26 ottobre 1982 sui procedimenti giudiziari minorili257.
14) Regolamento del Ministro della Giustizia del 18 maggio 2001 relativo alla mediazione nei casi minorili258.
15) Regolamento del ministro della Giustizia del 13 giugno 2016 sull'importo e le modalità di determinazione delle spese processuali nei procedimenti minorili259.
16) Regolamento del Ministro della Giustizia del 23 dicembre 2002 relativo alle retribuzioni degli agenti di libertà vigilata260.
PORTOGALLO
1) Art. 27a del Codice del processo del lavoro261.
2) Protocollo siglato nel 2006 (mediazione del lavoro)262.
3) Comunicazione normativa 18778/2007 (mediazione familiare)263
4) Legge n. 20/2007 del 12 giugno (mediazione penale)264.
5) Ordinanza n. 18778/2007 del 13 luglio265.
6) legge n. 61/2008 del 31 ottobre che modifica il regime divorzile266.
7) Ordinanza n.º 68-A/2008 del 22 gennaio (mediazione penale)267.
8) Ordinanza n.º 68-B/2008 del 22 gennaio (mediazione penale)268.
9) Ordinanza n.º 68-C/2008 del 22 gennaio (mediazione penale)269
10) Legge 29 giugno 2009, n. 29. In vigore dal 18 luglio del 2010270 (attua la Direttiva)271 (oggi abrogata).
11) Ordinanza n. 732/2009 dell'8 luglio272.
12) Ordinanza n, 282/2010 del 25 di maggio273.
13) Legge 19 aprile 2013 n. 29274.
14) Legge 13 luglio 2013 n. 54275.
15) Comunicato N. 001/DGP] J/2014 sugli stage dei mediatori nella mediazione pubblica276
16) Ordinanza n. 344/2013m del 27 novembre277.
17) Ordinanza n. 345/2013, del 27 novembre278.
18) Codice di procedura civile279.
19) Ordine n. 13/2018, del 22 ottobre, del Segretario della Giustizia di Stato280 (mediazione familiare).
20) Ordinanza n. 283/2018 del 19 di ottobre281 (mediatori del giudice di pace).
21) Legge n. 141/2015, dell'8 settembre. Regime generale del processo di protezione civile (mediazione familiare)282.
22) DL n. 272/2001, del 13 ottobre. Procedure di competenza della Conservatoria del Registro civile283 (mediazione familiare).
REPUBBLICA CECA
1) Legge sulla mediazione 2 maggio 2012 e sulla modifica di alcune leggi 202/12 (attua la Direttiva 52/08)284.
2) Codice di procedura civile285.
3) Decreto n. 277/2012 Coll. (esame e retribuzione del mediatore)286
4) Legge n. 257/2000 Coll. dell’11 agosto 2000 (mediazione penale)287.
5) Legge sulla protezione dei consumatori n. 634/1992 Coll. (versione al 2019) (procedure di risoluzione ADR)288.
ROMANIA289
1) Legge No. 192/2006 dal 16 maggio 2006 sulla mediazione e l'organizzazione della professione di mediatore (testo emendato al 20 luglio 2019)290.
2) Codice etico dei mediatori romeni (2007)291.
3) Legge 370/2009 che modifica ed integra la legge n. 192/2006 sulla mediazione e sulla professione di mediazione (attua la direttiva 52/08)292.
4) Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio di mediazione, come successivamente modificato e integrato (ROF), pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Romania, parte I del 21 febbraio 2017293.
5) Regole di pubblicità dei mediatori e forme di esercizio della professione di mediatore (2010)294.
6) Ordinanza di recepimento della Direttiva servizi (2010)295.
7) Legge 202/2010 per quanto riguarda alcune misure per accelerare le soluzioni processuali296. Piccola riforma della giustizia297.
8) Legge 4 luglio 2012, n. 115, che modifica la legge n. 192/2006 (20.08.2013)298
9) Ordinanza urgente 90/12 che modifica ed integra la legge sulla mediazione nr.192/2006 e la professione di mediatore e che modifica l’art. II Legge nr. 115/2012 che modifica ed integra la legge n. 192/2006 sulla mediazione e sulla professione di mediatore299.
10) Legge n. 214 del 28 giugno 2013 per l'approvazione dell'ordinanza di emergenza del governo n. 4/2013 in merito alla modifica della Legge n. 76/2012 per l'attuazione della legge n. 134/2010 in materia del Codice di procedura civile, nonché per la modifica e il completamento dei relativi atti normativi300.
11) Ordinanza di emergenza n. 4 del 31.01.2013301.
12) Decisione n. 12 del 7 settembre 2007 per l'approvazione dello standard di addestramento del mediatore (versione del 13 aprile 2013)302.
13) Decisione n. 5315 del 26 ottobre 2013 relativa alla modifica dello standard di formazione303.
14) Ordinanza urgente n. 80 del 26 giugno 2013 sulle spese giudiziarie304.
15) Legge 255/2013 per l'attuazione della Legge n. 135/2010 in merito al Codice di procedura penale e per la modifica e il completamento di alcuni atti normativi che includono disposizioni procedurali penali.305
16) Decisione n. 20 del 31.05.2014 relativa all'imposta professionale annuale306.
17) Statuto professionale del mediatore307.
18) Decisione della Corte Costituzionale nr. 266/2014308.
19) Decisione della Corte Costituzionale nr. 713/2014309.
20) Decisione della Corte Costituzionale nr. 397/2016310.
21) Standard per la formazione del mediatore (2017)311
21) Legge n. 97/2018 relativo ad alcune misure a tutela delle vittime di reato312
22) Ordinanza di emergenza n. 24/2019 per la modifica e l'integrazione della legge n. 211/2004 concernente alcune misure per garantire la protezione delle vittime di reato, nonché altri atti normativi313.
23) Legge n. 154/2019 per la modifica e l'integrazione della legge n. 192/2006 riguardante la mediazione e l'organizzazione della professione di mediatore314.
24) Ordinanza n. 38 del 26 agosto 2015 relativa alla risoluzione alternativa delle controversie tra consumatori e commercianti (procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie)315.
25) Regolamento per il rilascio del certificato da mediatore (29-07-19)316.
SCOZIA
1) Legge sulla mediazione transfrontaliera del 21 marzo 2011 (attua la Direttiva 52/08)317.
2) La legge di riforma delle Corti di Scozia del 2014318.
3) Regolamento della Procedura Semplice 2016319.
4) 40 (12) m) Regolamento della Corte dello Sceriffo (regole ordinarie di causa) 1993 No.1956 (S.223)320.
5) 33 (22) Regolamento della Corte dello Sceriffo (regole ordinarie di causa) 1993 No.1956 (S.223) (mediazione familiare)321.
6) La legge sulle evidenze probatorie della Scozia del 1995322.
7) I tribunali del lavoro (Costituzione e regole) 2013323.
8) Regole del Tribunale di primo grado dell’abitazione e proprietà 2017324
9) Art. 15 e 16 della legge sull’educazione del 2004325.
SLOVACCHIA
1) Legge 420/2004 del 25 Giugno 2004 e successive modifiche (attua la Direttiva 52/08 e la Direttiva 2013/11 / UE del 21 maggio 2013 ossia la Direttiva del consumo)326.
2) Decreto del Ministero della giustizia della Repubblica slovacca del 17 dicembre 2015 sull'ulteriore istruzione e sperimentazione dei mediatori327.
3) § 170 del Codice di procedura civile328.
4) Legge del 28 ottobre 2003 sulla libertà vigilata e la mediazione e sulle modifiche di determinati atti e successive modifiche329.
5) §§ 216 e 220 del Codice di procedura penale330.
SLOVENIA
1) Legge 23 maggio 2008 sulla mediazione civile e commerciale (attua la direttiva 52/08)331.
2) Legge sui diritti dei pazienti332
3) Legge sul contenzioso alternativo delle controversie del 19 novembre 2009 n. 97 (ADR nel processo) (in vigore dal 15 giugno 2010)333.
4) Regole sui mediatori nei programmi giudiziari334.
5) Regolamento del compenso e del rimborso delle spese di viaggio del mediatore che agisce nei programmi dei tribunali del 19 marzo 2010 (in vigore dal 15 giugno 2010)335.
6) Codice dei mediatori della Slovenia336.
7) Legge stragiudiziale per la risoluzione delle controversie in materia di consumo (procedure di ADR del consumo)337.
SPAGNA338
1) Art. 770 c. 7 Codice di procedura civile339 (mediazione familiare)
2) Art. 84 del Codice penale340.
3) Reale Decreto-legge 5/2012, del 5 marzo, sulla mediazione civile e commerciale (attua la direttiva 52/08)341 in oggi abrogato.
4) Legge 5/12 del 6 luglio, sulla mediazione civile e commerciale (attua la direttiva 52/08)342.
5) Decreto reale 980/2013, del 13 dicembre, che sviluppa alcuni aspetti della legge 5/2012, del 6 luglio, sulla mediazione in materia civile e commerciale343.
6) Ordine JUS/746/2014, del 7 maggio, che sviluppa gli articoli 14 e 21 del regio decreto 980/2013, del 13 dicembre e crea il fascicolo dei mediatori e delle istituzioni di mediazione344.
7) Legge regolatoria della legislazione sociale 36/11345.
8) Legge fallimentare n. 38/2011346.
9) Legge 7/17 del 2 novembre che incorpora nell’Ordinamento spagnolo la Direttiva 2013/11 (mediazione e arbitrato del consumo)347.
10) Legge 10/2012, del 20 novembre, che regola alcune tasse nel campo dell'amministrazione della giustizia e dell'Istituto nazionale di tossicologia e scienze forensi348.
11) Artt. 63 e ss. Legge 36/11 del 10 di ottobre sulla regolazione del mercato del lavoro349.
SVEZIA
1) Cap. 42 § 17 c. 2, Cap. 50 § 11 c. 2 del Codice di Procedura civile350.
2) 18 § e 18 a § Legge sulla parentela n. 341 del 1949351.
3) Cap V § 3 Legge (1974: 371) sul contenzioso nelle controversie di lavoro352
4) Legge n. 445 del 2002 sulla mediazione in campo penale353.
5) Legge 22 giugno 2011, n. 860 sulla mediazione in alcune controversie private (attua la direttiva 52/08)354.
6) Legge che modifica il Codice di procedura civile 22 giugno 2011, n. 861 (attua la Direttiva 52/08)355.
7) Legge sulla modifica del Codice di esecuzione 22 giugno 2011, n. 862 (attua la Direttiva 52/08)356.
8) Legge di modifica della legge (1973:188) sui Tribunali di locazione e sui Tribunali d’affitto 22 giugno 2011, n. 863 (attua la direttiva 52/08)357.
9) Legge n. 322 del 2017 sulla mediazione in alcune controversie sul Copyright358.
10) §§ 46-53 Legge (1976: 580) sulla codeterminazione nella vita lavorativa359.
11) Ordinanza (1976: 826) sulla mediazione nelle controversie di lavoro360.
UNGHERIA
1) Art. 58 Legge sulle tasse 93/1990361.
2) Il codice del lavoro (1992)362.
3) Legge sullo statuto dei dipendenti pubblici (1992)363.
4) Legge sul servizio dei membri professionali delle forze armate (1996)364
5) §§ 30/A-30D Decreto governativo sulla tutela e le procedure di protezione e tutela dei minori 149/1997. (IX. 10.)365.
6) Codice di procedura civile (attua la Direttiva 52/08)366.
7) Legge 123 del 2006 sulla mediazione in materia penale367.
8) legge 126 del 2000 sulla mediazione nella salute368.
9) Legge sulla mediazione (2002 Legge LV e successive modifiche) (attua la Direttiva 52/08)369.
10) Regolamento del Ministro della Giustizia sul mantenimento dell’elenco dei mediatori (attua la direttiva 52/08)370.
11) Regolamento del Ministero della Giustizia sulla formazione professionale e continua in mediazione (attua la direttiva 52/08)371.
12) §§ 82/A-82/K della legge sulle violazioni, la procedura di infrazione e il sistema di registrazione delle infrazioni (mediazione penale)372.
13) Art. 18 e ss. Legge di protezione dei consumatori (procedura di conciliazione/decisione)373.
14) Decreto governativo 149/1997. (IX. 10.) sulle autorità di tutela e sule procedure di protezione e tutela dei minori374.
15) § 4:172 Codice civile del 2013 (mediazione familiare)375.
Parte II — Aggiornamento 2020–2026 (Stati UE)
Sintesi della legislazione vigente e delle riforme recenti (2020–2026) per ciascuno dei 27 Stati membri, a integrazione del catalogo storico della Parte I. Fonte: elaborazione mediareinformati.it su gazzette ufficiali e portali nazionali, verificata al luglio 2026.
Austria
La disciplina cardine è lo Zivilrechts-Mediations-Gesetz (ZivMediatG), BGBl. I Nr. 29/2003, tuttora vigente nella versione consolidata e modificata da ultimo con BGBl. I 246/2021. La legge regola la mediazione in materia civile a carattere volontario, definendo la figura del mediatore iscritto (eingetragener Mediator) e istituendo un registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, con requisiti stringenti di formazione, qualificazione e aggiornamento professionale. Un profilo qualificante è la sospensione della prescrizione e dei termini di decadenza per la durata della mediazione condotta da mediatore registrato, che incentiva il ricorso allo strumento senza pregiudizio per le posizioni sostanziali. Il procedimento è improntato a volontarietà, imparzialità e riservatezza: il mediatore è tenuto al segreto e gode di un privilegio testimoniale, con conseguente inutilizzabilità nel giudizio di quanto emerso in mediazione. La mediazione non costituisce condizione di procedibilità, restando facoltativa anche quando promossa dal giudice. L’accordo vincola le parti sul piano contrattuale e può acquisire efficacia esecutiva mediante atto notarile o omologazione. La modifica del 2021 ha aggiornato l’impianto, anche in coerenza con l’evoluzione del diritto europeo della mediazione.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Belgio
La mediazione belga è disciplinata nella Parte VII del Codice giudiziario (artt. 1723/1-1737), introdotta dalla loi del 21 febbraio 2005 e profondamente riformata dalla loi del 18 giugno 2018. Il codice distingue la mediazione volontaria da quella giudiziale disposta o suggerita dal giudice, coprendo le materie civili e commerciali disponibili, nonché ambiti familiari e sociali. La riforma del 2018 ha rafforzato la Commission fédérale de médiation, unico organo competente ad accreditare i mediatori, a fissarne gli standard di formazione e deontologia e a tenere la lista dei mediatori agréés; solo la mediazione condotta da mediatore accreditato consente l’omologazione dell’accordo. Il procedimento è connotato da volontarietà, imparzialità e riservatezza: le comunicazioni e i documenti formati in mediazione sono coperti da un rigoroso regime di confidenzialità e sono inutilizzabili nel giudizio, con corrispondente obbligo di segreto del mediatore. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, pur essendo fortemente promossa dal legislatore quale strumento deflativo, anche in attuazione della direttiva europea. L’accordo sottoscritto da mediatore accreditato può essere omologato dal giudice e acquisire efficacia esecutiva pari a quella di una sentenza.
Aggiornamento (2020–2026): Legge 15 gennaio 2024 (in vigore 1° gennaio 2025): mediazione preventiva obbligatoria (condizione di procedibilità) nelle liti condominiali, con certificato di tentativo (CTM); primo incontro entro un mese. Regio Decreto 3 maggio 2024: accreditamento più rigoroso (150 ore ed esame). (in vigore/adozione: 2024-01-15). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Bulgaria
La Bulgaria è retta dallo Zakon za mediatsiyata (Legge sulla mediazione), SG 110/2004, più volte modificato, e dal Regolamento n. 2/2007 sulla formazione. Il quadro è stato profondamente innovato dalla legge di modifica del 2023 e, soprattutto, dalla riforma del Codice di procedura civile entrata in vigore il 12 luglio 2025, che ha introdotto all’art. 140a una sessione informativa obbligatoria sulla mediazione: in determinate categorie di controversie civili e commerciali il giudice può disporre che le parti partecipino a un primo incontro informativo, configurando così un’obbligatorietà settoriale del passaggio preliminare. La precedente riforma del 2023 che introduceva la mediazione obbligatoria era stata dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale il 1° luglio 2024. Il procedimento conserva natura volontaria quanto all’esito, ed è retto da imparzialità, neutralità e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione e obbligo di segreto del mediatore. La normativa disciplina i requisiti, la formazione e l’iscrizione dei mediatori in un registro unificato tenuto dal Ministero della Giustizia. L’accordo di mediazione vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva mediante omologazione. La riforma del 2025 segna un rafforzamento marcato dello strumento in chiave deflativa, in linea con gli orientamenti europei.
Aggiornamento (2020–2026): Modifica alla legge sulla mediazione (DV n. 11/2023, in vigore 1° luglio 2024): riunione informativa obbligatoria sulla mediazione in varie liti (divorzi, divisioni, cause fino a 25.000 lev, lavoro e commerciali). Ulteriori modifiche DV n. 55/2025. (in vigore/adozione: 2023-02-02). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Cipro
Il quadro cipriota è retto dalla Legge 159(I)/2012 sulla mediazione in materia civile, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE e disciplina la mediazione volontaria nelle controversie civili e commerciali, incluse quelle transfrontaliere, integrata da regolamenti attuativi aggiornati nel 2024 in tema di registro dei mediatori, formazione e standard professionali. In materia familiare vige la specifica Legge 62(I)/2019, entrata in vigore il 30 dicembre 2019, che struttura un percorso dedicato alle liti familiari. La mediazione ha natura riservata, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese, e si conclude con un accordo che le parti possono rendere esecutivo mediante omologazione o deposito secondo le forme previste. I mediatori sono iscritti in appositi registri tenuti presso il Ministero della Giustizia, con requisiti di qualificazione e formazione continua. È in discussione un disegno di legge del 2025 volto a introdurre l’obbligatorietà della mediazione per le controversie di valore inferiore a 10.000 euro, dato tuttavia da verificare quanto a contenuti e decorrenza; allo stato attuale l’esperimento resta volontario e non costituisce condizione di procedibilità. Cipro, quale Stato membro UE, opera nel quadro delle iniziative eurounitarie di promozione degli ADR.
Aggiornamento (2020–2026): Norme di procedura civile 2023 (mediazione nei protocolli pre-processuali) e disegno di legge di modifica della L. 159(I)/2012 (approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 gennaio 2025): mediazione obbligatoria per liti civili fino a 10.000 €, registro unico e sanzioni; in esame parlamentare. (in vigore/adozione: 2023-09-01). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Croazia
La Croazia ha riformato la materia con lo Zakon o mirnom rješavanju sporova (NN 67/23), entrato in vigore nel 2023, che ha abrogato e sostituito il previgente Zakon o mirenju del 2011, ampliando e modernizzando la disciplina della mediazione nelle controversie civili, commerciali, di lavoro e di altra natura su diritti disponibili, in coerenza con la direttiva 2008/52/CE. La nuova legge conferma la natura volontaria della mediazione, regolandone l’avvio, la nomina del mediatore, lo svolgimento e la conclusione, e ne rafforza la riservatezza con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni. Sono disciplinati i requisiti, la formazione e il registro dei mediatori tenuto dal Ministero competente, nonché gli organismi e istituzioni di mediazione. L’accordo transattivo raggiunto in mediazione può assumere efficacia di titolo esecutivo se redatto nelle forme previste, mediante clausola di esecutività o atto notarile equivalente. Distinto resta il regime della mediazione familiare (obiteljsko mirenje), disciplinato dall’Obiteljski zakon, che prevede la consulenza obbligatoria prima dei procedimenti relativi ai figli. La mediazione civile non integra condizione generale di procedibilità. La Croazia opera nel quadro degli ADR eurounitari.
Aggiornamento (2020–2026): Zakon o mirnom rješavanju sporova (NN 67/23, in vigore 29 giugno 2023): abroga la legge sulla mediazione 2011; ‘medijacija’ sostituisce ‘mirenje’; obbligo di tentare la risoluzione pacifica prima del giudizio; nuovo Centro (Zagabria). Pravilnik NN 53/2024. (in vigore/adozione: 2023-06-16). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Danimarca
In Danimarca la mediazione è disciplinata quale istituto giudiziale (retsmægling) dal Capitolo 27 della Retsplejeloven, la legge sull’amministrazione della giustizia, nell’assetto introdotto nel 2008. Il giudice, nell’ambito di una causa civile pendente, può proporre alle parti il ricorso alla mediazione, che presuppone il consenso di entrambe: il mediatore, che può essere un giudice o un avvocato designato dal tribunale, assiste le parti nella ricerca di una soluzione senza imporre alcuna decisione, con procedimento riservato e informale, sospeso rispetto al processo. Le dichiarazioni rese in mediazione sono coperte da riservatezza e non utilizzabili nel prosieguo del giudizio. In caso di intesa, l’accordo può essere trasfuso in una transazione (forlig) verbalizzata dinanzi al giudice, così da acquisire efficacia esecutiva; in mancanza, la causa prosegue nelle forme ordinarie. La mediazione danese ha natura volontaria e non costituisce condizione di procedibilità. Accanto al modello giudiziale opera la mediazione privata su base contrattuale. In quanto Stato membro UE, la Danimarca beneficia parzialmente del quadro eurounitario sugli ADR, pur con le peculiarità derivanti dalla sua posizione riguardo alla cooperazione giudiziaria civile.
Aggiornamento (2020–2026): Modifica alla retsplejeloven (nuovo § 355 a, in vigore 15 giugno 2024): promuove la mediazione giudiziale (retsmægling); udienza preparatoria per valutare il rinvio in mediazione; dal 2023 sul portale telematico la mediazione è impostazione predefinita. (in vigore/adozione: 2024-06-15). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Estonia
L’Estonia è retta dal Lepitusseadus (Conciliation Act) del 2009, entrato in vigore il 1° gennaio 2010, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE e disciplina la mediazione nelle controversie civili in modo generale. La legge definisce la figura del conciliatore-mediatore, i principi di volontarietà, indipendenza, imparzialità e riservatezza, e ammette sia mediatori privati sia soggetti qualificati quali avvocati e notai; il procedimento è flessibile e non impone requisiti formali rigidi di accreditamento generalizzato. Le informazioni acquisite in mediazione sono coperte da riservatezza e sottratte all’utilizzo processuale, salvo consenso o eccezioni di legge. L’accordo raggiunto può essere reso esecutivo mediante dichiarazione di esecutività resa dal tribunale o mediante autenticazione notarile, acquisendo così valore di titolo esecutivo. Profilo qualificante dell’ordinamento estone è la mediazione familiare (perelepitus), obbligatoria prima dell’avvio del procedimento giudiziario nelle controversie relative all’affidamento e al diritto di visita del minore, con servizio pubblico dedicato e finanziato dallo Stato, così configurando un’obbligatorietà settoriale nell’interesse del minore. La mediazione civile generale resta invece volontaria e non costituisce condizione di procedibilità. L’Estonia opera nel quadro degli ADR eurounitari.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Finlandia
La Finlandia è disciplinata dall’Act on Mediation in Civil Matters and Confirmation of Settlements in General Courts n. 394/2011, che regola sia la mediazione giudiziale presso i tribunali ordinari (tuomioistuinsovittelu) sia la conferma degli accordi. La mediazione giudiziale, condotta da un giudice del tribunale competente eventualmente coadiuvato da un esperto, ha carattere volontario e presuppone il consenso delle parti; il procedimento è riservato, informale e distinto dal giudizio ordinario. Le informazioni emerse in mediazione sono protette da riservatezza e sottratte all’uso processuale. L’accordo raggiunto può essere confermato dal tribunale, acquisendo così efficacia di titolo esecutivo direttamente azionabile; la legge disciplina inoltre la conferma di accordi conclusi in mediazioni stragiudiziali, in attuazione della direttiva 2008/52/CE. La mediazione civile finlandese non costituisce condizione di procedibilità, restando affidata all’iniziativa delle parti. Un distinto regime governa la mediazione penale reo-vittima, disciplinata da apposita legge e gestita dai servizi sociali secondo logiche di giustizia riparativa. La Finlandia, quale Stato membro UE, opera nel quadro eurounitario di promozione degli ADR e degli sviluppi connessi alla Convenzione di Singapore.
Aggiornamento (2020–2026): Riforma del sistema di conciliazione delle controversie di lavoro (approvata 19 dic. 2024, in vigore 1° gennaio 2025): incide su attività del Conciliatore nazionale, conciliatori e commissioni. (in vigore/adozione: 2024-12-19). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Francia
La Francia presenta un impianto stratificato e di recente riformato. La cornice risale alla Loi n. 95-125 del 1995 e alle disposizioni del Code de procédure civile, integrate dal Décret n. 2012-66 di attuazione della direttiva 2008/52/CE e dal Décret n. 2023-686, che ha introdotto l’audience de règlement amiable (ARA) e la césure du procès civil, in vigore dal 1° novembre 2023, rafforzando i modi amichevoli di risoluzione delle controversie. Un ulteriore intervento di riforma dei modi amichevoli (MARD) è intervenuto nel 2025. L’ordinamento francese conosce profili di obbligatorietà settoriale: per numerose controversie di modesto valore o di vicinato è imposto, a pena di irricevibilità, il previo tentativo di conciliazione, mediazione o procedura partecipativa. La mediazione può essere giudiziale, disposta dal giudice, o convenzionale; è riservata e coordinata con la sospensione della prescrizione. L’accordo può essere omologato dal giudice, acquisendo forza esecutiva, ovvero reso esecutivo mediante contreseing d’avocat e apposizione della formula. La Francia partecipa attivamente al quadro eurounitario e agli sviluppi della Convenzione di Singapore.
Aggiornamento (2020–2026): Décret 2023-357 (art. 750-1 c.p.c.: tentativo obbligatorio di risoluzione amichevole per liti fino a 5.000 €, dal 1° ott. 2023); Loi 2023-576 (mediazione consumo); Décret 2024-103 (mediazione familiare obbligatoria dal 1° gennaio 2025); Décret 2025-660 (ricodifica dei metodi amichevoli, dal 1° set. 2025). (in vigore/adozione: 2023-05-11). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Germania
La Germania è disciplinata dal Mediationsgesetz del 26 luglio 2012, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE e regola la mediazione stragiudiziale, quella giudiziale e la figura del Güterichter, il giudice conciliatore cui la causa può essere assegnata per un tentativo di composizione amichevole distinto dal giudice della decisione. La legge definisce la mediazione come procedimento riservato e volontario condotto da un mediatore indipendente e imparziale, privo di potere decisorio, e sancisce obblighi di informazione e trasparenza. Non è prevista, in via generale, l’obbligatorietà del previo esperimento, restando la mediazione affidata all’iniziativa delle parti, benché in materie di modesto valore i Länder possano richiedere un previo tentativo di conciliazione (obligatorische Streitschlichtung). Elemento centrale è la disciplina del Mediator certificato (zertifizierter Mediator): la novella del regolamento sulla formazione (ZMediatAusbV), aggiornata con effetto dal 1° marzo 2024, ha rafforzato i requisiti formativi e di aggiornamento continuo. La riservatezza è tutelata da un diritto di rifiutare la testimonianza. L’accordo può essere reso esecutivo mediante atto notarile, transazione forense o omologazione, acquisendo titolo esecutivo. La Germania opera nel quadro eurounitario degli ADR.
Aggiornamento (2020–2026): Seconda ordinanza di modifica della ZMediatAusbV (in vigore 1° marzo 2024): per il ‘mediatore certificato’ le ore di formazione salgono da 120 a 130, con competenze digitali e mediazione online; fino al 40% delle ore in forma virtuale. (in vigore/adozione: 2024-03-01). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Grecia
Il quadro è definito dalla Legge 4640/2019 sulla mediazione nelle controversie civili e commerciali, che ha dato attuazione evoluta alla direttiva 2008/52/CE introducendo la sessione informativa iniziale obbligatoria per una serie di materie, tra cui numerose controversie familiari e determinate liti civili e commerciali di valore rilevante. La partecipazione all’incontro iniziale, assistita da avvocato, costituisce condizione di procedibilità per le materie individuate, mentre la prosecuzione della mediazione resta volontaria; il mancato esperimento è sanzionabile sul piano processuale. La legge disciplina l’accreditamento dei mediatori presso il Ministero della Giustizia, la formazione e gli organismi, presidia rigorosamente la riservatezza e l’inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni rese, e attribuisce all’accordo, previo deposito presso la cancelleria del tribunale competente, efficacia di titolo esecutivo. Il sistema è stato oggetto di aggiornamento: la riforma del codice di procedura civile intervenuta con legge del 2025 (l. 5221/2025, con disposizioni connesse) incide sulla collocazione processuale dell’istituto, con decorrenza delle nuove regole dal 1° gennaio 2026. La Grecia, quale Stato membro UE, si colloca inoltre nel solco degli strumenti internazionali sulla mediazione commerciale.
Aggiornamento (2020–2026): Legge 5108/2024: modifica l’art. 3 (ambito) della Legge 4640/2019 sulla mediazione civile e commerciale. (in vigore/adozione: 2024). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Irlanda
Il diritto vigente è il Mediation Act 2017 (No. 27 of 2017), entrato in vigore il 1° gennaio 2018, che detta un quadro organico applicabile in via generale a tutte le controversie civili, con talune esclusioni espresse (tra cui determinate materie di diritto di famiglia, lavoro e taluni procedimenti specifici). La legge impone ai solicitor un obbligo di informazione preventiva al cliente circa l’opzione della mediazione, con dichiarazione statutaria da allegare agli atti introduttivi, e attribuisce al giudice il potere di invitare le parti a valutare il ricorso alla mediazione, potendo il rifiuto ingiustificato riflettersi sul regime delle spese. L’istituto conserva natura volontaria, non configurandosi come condizione di procedibilità in senso proprio. Il Mediation Act presidia i principi di autodeterminazione delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore, codici di condotta e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle comunicazioni di mediazione, e disciplina l’effetto sospensivo sui termini di prescrizione durante il procedimento. L’accordo raggiunto ha natura contrattuale e vincola le parti secondo la loro volontà, potendo assumere efficacia esecutiva ove recepito in un provvedimento giudiziale. L’Irlanda, quale Stato membro UE, si colloca nel contesto degli strumenti europei e internazionali sulla mediazione.
Aggiornamento (2020–2026): Modifiche alle Rules of the Superior Courts (dal 1° ott. 2024): i giudici valutano l’ordine di ricorrere alla mediazione; Practice Direction HC131 (apr. 2025) per le cause di negligenza clinica. Il Mediation Act 2017 resta in vigore. (in vigore/adozione: 2024-10-01). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Italia
Il diritto vigente è il D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, profondamente rimodellato dalla riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022, con disposizioni sulla mediazione in vigore dal 30 giugno 2023), dai decreti ministeriali n. 150/2023 (regolamento su organismi, registro e formatori) e n. 151/2023, e dal correttivo D.Lgs. 216/2024. La mediazione è condizione di procedibilità in un ampio catalogo di materie (tra cui condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari, oltre a consorzi, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone e subfornitura). L’obbligo si assolve con la partecipazione, assistiti da avvocato, al primo incontro; la riforma ha introdotto la mediazione demandata dal giudice (art. 5-quater), rafforzato incentivi fiscali e patrocinio, e disciplinato la partecipazione personale delle parti e la mediazione telematica. La procedura ha durata contenuta (di norma tre mesi, prorogabili). Vige un rigoroso regime di riservatezza e inutilizzabilità probatoria; l’accordo sottoscritto dagli avvocati costituisce titolo esecutivo, altrimenti previa omologazione. L’Italia si colloca nel quadro della direttiva 2008/52/CE; l’operatività della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali segue le determinazioni dell’Unione.
Aggiornamento (2020–2026): Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022, parte mediazione dal 30 giugno 2023); D.M. 150/2023; Correttivo D.Lgs. 216/2024 (dal 25 gennaio 2025): ambito della mediazione obbligatoria ampliato, primo incontro effettivo, incentivi fiscali, mediazione telematica (art. 8-bis) e da remoto (art. 8-ter). (in vigore/adozione: 2025-01-25). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Lettonia
Il diritto vigente è la Mediation Law (Mediācijas likums), adottata nel 2014 ed entrata in vigore il 18 giugno 2014, che detta la disciplina organica della mediazione in materia civile in attuazione degli standard europei derivanti dalla direttiva 2008/52/CE. La legge fonda l’istituto sui principi di volontarietà, parità e autodeterminazione delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore, non configurando in via generale la mediazione come condizione di procedibilità, pur consentendo al giudice di invitare le parti a valutarne il ricorso. Essa disciplina i requisiti dei mediatori, in particolare dei mediatori certificati iscritti negli appositi elenchi, la loro formazione e la certificazione, e presidia la riservatezza del procedimento con inutilizzabilità nel giudizio delle informazioni acquisite; l’avvio della mediazione incide sui termini di prescrizione. Dal 1° gennaio 2017 opera il programma statale di mediazione familiare gratuita, che finanzia un numero definito di sessioni per favorire la composizione delle controversie di famiglia. L’accordo raggiunto ha efficacia vincolante e, ove recepito in sede giudiziale, valore esecutivo. La Lettonia, quale Stato membro UE, si colloca nel quadro degli strumenti europei e internazionali sulla mediazione, la cui applicazione segue le determinazioni dell’Unione.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Lituania
La Lituania è retta dalla Legge sulla mediazione conciliativa nelle controversie civili n. X-1702 del 2008, profondamente riformata nel 2017 con effetto dal 2019, in attuazione della direttiva 2008/52/CE. Tratto qualificante è l’obbligatorietà settoriale: dal 1° gennaio 2020 la mediazione è obbligatoria nelle controversie familiari, sicché la parte deve esperirla prima di adire il giudice, con conseguenze processuali in caso di rifiuto ingiustificato. Per le restanti materie civili e commerciali la mediazione resta volontaria e può essere giudiziale o stragiudiziale. La riforma ha istituito e rafforzato il registro dei mediatori tenuto presso il Ministero della Giustizia, con requisiti di qualificazione, esame e formazione continua, e ha strutturato la mediazione giudiziale gratuita presso i tribunali. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese, e incide sulla sospensione dei termini di prescrizione. L’accordo raggiunto vincola le parti e, previa approvazione giudiziale nelle forme di procedimento semplificato previste dalla legge, acquista efficacia esecutiva. La Lituania, quale Stato membro UE, opera nel quadro eurounitario di promozione degli ADR e degli sviluppi connessi alla Convenzione di Singapore, la cui applicazione segue le determinazioni dell’Unione.
Aggiornamento (2020–2026): Riforma della legge sulla mediazione (Seimas 13 giugno 2024; in vigore 1° set. 2024 e 1° gennaio 2025): istituisce la Camera dei mediatori (autogoverno professionale, adesione automatica); ore di mediazione obbligatoria coperte dal bilancio pubblico da 6 a 8. (in vigore/adozione: 2024-06-13). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Lussemburgo
Il Lussemburgo è disciplinato dalla Loi du 24 février 2012 portant introduction de la médiation en matière civile et commerciale, che ha inserito nel Nouveau Code de procédure civile gli articoli 1251-1 e seguenti, recependo la direttiva 2008/52/CE. La legge distingue la mediazione convenzionale, avviata dalle parti, la mediazione giudiziale, disposta dal giudice con il loro accordo, e la mediazione familiare, quest’ultima integrata da un regolamento granducale dedicato. La materia coperta comprende le controversie civili e commerciali su diritti disponibili. Il procedimento è volontario, riservato e imparziale, e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. La normativa disciplina l’agrément (accreditamento) dei mediatori giudiziali e familiari da parte del Ministro della Giustizia, con requisiti di onorabilità, qualificazione e formazione specifica, e presidia la riservatezza con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese in mediazione. L’accordo raggiunto può essere omologato dal giudice competente, che gli conferisce forza esecutiva, ovvero, per le mediazioni transfrontaliere, secondo il regime di riconoscimento previsto. Il Lussemburgo, quale Stato membro UE, opera nel quadro eurounitario degli ADR e degli sviluppi internazionali connessi alla Convenzione di Singapore, la cui applicazione segue le determinazioni dell’Unione.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Malta
Malta è disciplinata dal Mediation Act, Chapter 474 delle Laws of Malta (Act XVI of 2004), in vigore dal 21 dicembre 2004, che ha istituito il Malta Mediation Centre, operativo dal 2005 quale organismo pubblico incaricato di promuovere e amministrare la mediazione. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale, familiare e industriale quale procedimento volontario: le parti possono ricorrervi spontaneamente o essere invitate dal giudice o da altra autorità, senza che essa costituisca, in via generale, condizione di procedibilità, fermi restando specifici percorsi in ambito familiare. Il procedimento è riservato: la legge garantisce la confidenzialità delle comunicazioni svolte in mediazione, che non possono essere fatte valere nei successivi giudizi salvo eccezioni. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, l’iscrizione negli elenchi tenuti presso il Centre e i principi deontologici, in coerenza con la direttiva 2008/52/CE, recepita nell’ordinamento maltese. L’accordo raggiunto vincola le parti e può acquisire efficacia esecutiva mediante le forme previste dall’ordinamento, anche in caso di recepimento giudiziale. Malta, quale Stato membro UE, opera nel quadro eurounitario degli ADR; l’applicazione della Convenzione di Singapore segue le determinazioni dell’Unione.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Paesi Bassi
I Paesi Bassi non dispongono, allo stato, di una legge organica sulla mediazione: l’istituto opera quale procedimento volontario e non codificato, radicato nella prassi e sostenuto da organismi privati di autoregolamentazione, in particolare dal registro dei mediatori tenuto dalla Mediatorsfederatie Nederland (MfN), che fissa standard di qualità, formazione e deontologia su base non statale. La mediazione, giudiziale o stragiudiziale, è promossa dalle corti nell’ambito del rinvio delle cause civili e familiari, senza costituire, in via generale, condizione di procedibilità. Il procedimento è riservato per accordo delle parti e i relativi scambi sono di regola sottratti all’uso processuale. È in avanzato iter parlamentare un pacchetto normativo (Wet bevordering mediation), destinato a introdurre un registro pubblico dei mediatori, un titolo protetto e una vigilanza disciplinare: nel febbraio 2025 è stato pubblicato in Gazzetta un provvedimento connesso relativo al comitato consultivo del registro centrale, ma lo stato di adozione della disciplina organica va verificato quanto a contenuti e decorrenza. L’accordo raggiunto ha natura contrattuale e può acquisire efficacia esecutiva mediante atto notarile od omologazione. I Paesi Bassi, quale Stato membro UE, operano nel quadro eurounitario degli ADR.
Aggiornamento (2020–2026): Pacchetto di tre proposte di legge (Wet registermediator e leggi di promozione della mediazione in diritto civile e amministrativo; consultazione 2023-2024, in iter): istituzione di un registro pubblico statale dei mediatori con titolo protetto di ‘beëdigd mediator’. Non ancora legge in vigore. (in vigore/adozione: 2024). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Polonia
La mediazione civile e commerciale è disciplinata organicamente dagli artt. 183(1)-183(15) del Codice di procedura civile (kpc), introdotti nel 2005 e potenziati dalla legge di promozione dell’ADR del 2015. Il quadro attuale recepisce le modifiche della legge del 9 marzo 2023, in vigore dal 1° luglio 2023, che ha inciso sulla disciplina procedurale e sul raccordo tra mediazione e processo. La mediazione resta di regola volontaria e può essere avviata su base contrattuale, su iniziativa delle parti o per rinvio del giudice, il quale può indirizzare le parti in ogni stato e grado, senza imporre l’obbligo di raggiungere l’accordo. Il mediatore può essere scelto liberamente o tratto dagli elenchi tenuti presso le corti d’appello e dalle organizzazioni professionali abilitate. L’accordo raggiunto, una volta approvato od omologato dal giudice, acquista efficacia esecutiva assimilabile a quella della transazione giudiziale. Vige un regime di riservatezza che preclude l’uso processuale delle dichiarazioni rese in mediazione. È in discussione, secondo i lavori di novella del kpc, un’ulteriore espansione degli ambiti a mediazione obbligatoria, la cui effettiva decorrenza resta da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Legge 5 agosto 2025 (norme sulla mediazione dal 10 settembre 2025): consenso presunto alla mediazione, mediazione obbligatoria nelle cause commerciali (nuovo art. 458^3a c.p.c.) e in materia edilizia, incentivi (rimborso spese) e omologazione di accordi online. Riforma anteriore dal 1° luglio 2023. (in vigore/adozione: 2025-08-05). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Portogallo
L’ordinamento portoghese dispone di una legge organica, la Lei n.º 29/2013 del 19 aprile (Lei da Mediação), tuttora vigente, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE estendendone i principi anche alla mediazione interna. Il testo fissa i principi generali della procedura (volontarietà, riservatezza, imparzialità, indipendenza, competenza ed esecutorietà), disciplina la mediazione civile e commerciale e definisce lo statuto giuridico del mediatore. La mediazione è di regola volontaria: le parti vi accedono per accordo o su suggerimento del giudice, senza che ne derivi una condizione di procedibilità generale. Accanto alla mediazione privata operano i sistemi pubblici di mediazione (familiare, penale, del lavoro e presso i julgados de paz), organizzati dal Ministério da Justiça. La legge riconosce all’accordo di mediazione condotto secondo i requisiti previsti forza esecutiva diretta, senza necessità di omologazione quando ricorrano le condizioni di legge, tra cui la conduzione da parte di mediatore iscritto nelle liste ministeriali. È previsto un regime di formazione e iscrizione dei mediatori in appositi elenchi. Quale Stato membro UE, il Portogallo è vincolato all’evoluzione degli strumenti europei sull’ADR.
Aggiornamento (2020–2026): Decreto-Lei n.º 26/2024 (3 aprile 2024): crea la Piattaforma RAL+ per la gestione dei procedimenti presso giudici di pace e centri di arbitrato di consumo; digitalizza le procedure ADR. Impianto sostanziale invariato (Lei 29/2013). (in vigore/adozione: 2024-04-03). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Repubblica Ceca
La Repubblica Ceca dispone di una legge organica, la Legge n. 202/2012 Coll. sulla mediazione (Zákon o mediaci), che disciplina la mediazione registrata condotta da mediatori iscritti, i requisiti di accesso alla professione (esame dinanzi al Ministero della Giustizia, con abilitazione specifica per i mediatori-avvocati presso l’ordine forense) e gli effetti dell’avvio della procedura, tra cui la sospensione della prescrizione. La mediazione è di regola volontaria, ma il codice di procedura civile (OSŘ), al § 100, comma 2, consente al giudice di ordinare alle parti un primo incontro con un mediatore registrato per una durata massima di tre ore, sospendendo il procedimento; le parti non sono però obbligate a proseguire. Vige un rigoroso regime di riservatezza a tutela delle informazioni acquisite dal mediatore. L’accordo di mediazione ha natura contrattuale e acquista efficacia esecutiva mediante approvazione giudiziale o redazione in forma di atto notarile con clausola esecutiva. Il quadro è in evoluzione: la legge n. 268/2025 Coll., quale modifica del codice di procedura, incide sul raccordo tra mediazione e processo, ma la portata e la decorrenza esatta delle nuove disposizioni restano da verificare. Quale Stato membro UE, la Repubblica Ceca è vincolata all’evoluzione degli strumenti europei sull’ADR.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Romania
La Romania dispone di una legge organica, la Legge n. 192/2006 sulla mediazione e sull’organizzazione della professione di mediatore, più volte modificata, che disciplina la procedura, lo statuto del mediatore e il Consiglio di mediazione (Consiliul de mediere), organismo pubblico incaricato della formazione, dell’autorizzazione e della tenuta del registro dei mediatori. La mediazione è oggi di regola volontaria: il legislatore aveva introdotto una sessione informativa preliminare obbligatoria come condizione di ricevibilità della domanda giudiziale, ma la Corte costituzionale, con la decisione n. 266/2014, ne ha dichiarato l’incostituzionalità per contrasto con il libero accesso alla giustizia, ripristinando la piena facoltatività dell’accesso alla procedura. Permane la facoltà del giudice di invitare le parti a valutare la mediazione e di informarle sui suoi vantaggi. Vige un regime di riservatezza che tutela le dichiarazioni rese in sede di mediazione, di norma non utilizzabili nel successivo processo. L’accordo raggiunto può essere trasfuso in una transazione e reso esecutivo mediante omologazione giudiziale o autenticazione notarile, con eventuali benefici in materia di restituzione del contributo giudiziale. Quale Stato membro UE, la Romania è vincolata all’evoluzione degli strumenti europei; ulteriori modifiche restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Slovacchia
La Slovacchia dispone di una legge organica, la Legge n. 420/2004 Coll. sulla mediazione (Zákon o mediácii), modificata nel 2010 e nel 2015 (segnatamente dalla legge n. 390/2015, nel testo consolidato vigente), applicabile alle controversie nascenti da rapporti civili, familiari, commerciali e di lavoro, comprese quelle transfrontaliere, in recepimento della direttiva 2008/52/CE. La procedura è di regola volontaria, avviata mediante accordo scritto tra le parti, e non costituisce condizione generale di procedibilità; l’avvio della mediazione produce effetti sospensivi sui termini di prescrizione e decadenza. La legge disciplina i requisiti di accesso alla professione di mediatore (formazione specialistica ed esame, iscrizione nel registro dei mediatori tenuto dal Ministero della Giustizia) e l’attività dei centri di mediazione. Vige un regime di riservatezza che vincola il mediatore. L’accordo di mediazione redatto in forma scritta acquista efficacia esecutiva se trasfuso in un atto notarile munito di clausola esecutiva o se approvato quale transazione giudiziale dinanzi al tribunale o all’arbitro. Quale Stato membro UE, la Slovacchia è vincolata all’evoluzione degli strumenti europei in materia di ADR; ulteriori modifiche al testo consolidato restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Modifica della legge sulla mediazione n. 420/2004 (in vigore 1° luglio 2024): recepisce l’ADR di consumo; per le liti di consumo il compenso non dipende dall’esito, quota massima a carico del consumatore 10% (max 20 €), conclusione entro 90 giorni. (in vigore/adozione: 2024-07-01). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Slovenia
La Slovenia dispone di un articolato quadro normativo fondato su due leggi principali. Lo Zakon o mediaciji v civilnih in gospodarskih zadevah (ZMCGZ, UL RS 56/2008) disciplina la mediazione nelle controversie civili, commerciali, del lavoro, familiari e in altri rapporti patrimoniali, recependo i principi della direttiva 2008/52/CE, tra cui volontarietà, riservatezza, effetti sulla prescrizione ed esecutività dell’accordo. A questo si affianca lo Zakon o alternativnem reševanju sodnih sporov (ZARSS, UL RS 97/2009), sull’ADR annesso al giudizio, che obbliga i tribunali a predisporre e offrire alle parti programmi di risoluzione alternativa, in particolare la mediazione, nell’ambito delle controversie pendenti, configurando un onere organizzativo a carico delle corti e un forte incentivo al ricorso alla procedura, senza tuttavia imporre alle parti l’obbligo di raggiungere l’accordo. La mediazione resta dunque di regola volontaria quanto all’adesione delle parti. L’accordo di mediazione può acquisire efficacia esecutiva mediante trasfusione in una transazione giudiziale, in un atto notarile esecutivo o in un lodo arbitrale su accordo. Vige un rigoroso regime di riservatezza. Quale Stato membro UE, la Slovenia è vincolata all’evoluzione degli strumenti europei sull’ADR; eventuali novelle recenti restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Regolamento sulla mediazione nelle controversie su diritto d’autore e diritti connessi (Uradni list RS 64/23, 16 giugno 2023): procedura, requisiti e compenso del mediatore; elenco dei mediatori adottato nel 2024. (in vigore/adozione: 2023-06-16). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Spagna
La Spagna dispone della Ley 5/2012 de mediación en asuntos civiles y mercantiles, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE estendendone i principi alla mediazione interna e disciplinando procedura, statuto del mediatore, riservatezza ed esecutività dell’accordo (mediante elevazione a escritura pública o omologazione giudiziale). La svolta più recente è la Ley Orgánica 1/2025 del 2 gennaio, sulle misure di efficienza del servizio pubblico di giustizia, che rende il ricorso ai MASC (medios adecuados de solución de controversias) un requisito di procedibilità: per un’ampia gamma di controversie civili e commerciali è ora necessario, prima di adire il giudice, aver tentato un mezzo adeguato di composizione (tra cui la mediazione, la conciliazione, l’offerta vincolante confidenziale o l’attività negoziale tramite avvocati), a pena di inammissibilità della domanda. Il requisito è divenuto operativo il 3 aprile 2025. Il rifiuto ingiustificato di partecipare, o la condotta abusiva, rilevano ai fini della ripartizione delle spese. Vige un rigoroso regime di riservatezza a tutela delle informazioni scambiate. L’accordo raggiunto conserva l’esecutività secondo la Ley 5/2012. Quale Stato membro UE, la Spagna è vincolata all’evoluzione degli strumenti europei; l’attuazione applicativa della riforma del 2025 è in corso di consolidamento.
Aggiornamento (2020–2026): Ley Orgánica 1/2025 (BOE 3 gennaio 2025, in vigore 3 aprile 2025): rende obbligatorio, prima della causa civile/commerciale, il tentativo di un MASC (mediazione, conciliazione, perizia, offerta vincolante, negoziazione); la prova del tentativo è requisito di procedibilità (con eccezioni). (in vigore/adozione: 2025-01-02). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Svezia
In Svezia la disciplina è contenuta nella Lag (2011:860) om medling i vissa privaträttsliga tvister, legge sulla mediazione in determinate controversie di diritto privato, adottata in attuazione della direttiva europea 2008/52/CE e applicabile alle liti civili e commerciali, anche transfrontaliere. La procedura è integralmente volontaria: non è prevista alcuna condizione di procedibilità, e le parti vi accedono per accordo o su invito del giudice. La legge sancisce riservatezza e imparzialità del mediatore, disciplina la sospensione dei termini di prescrizione durante la mediazione e limita la possibilità di escutere il mediatore quale testimone sui contenuti della procedura, in coerenza con il regime europeo. Profilo qualificante è l’esecutività dell’accordo: su richiesta delle parti il giudice può dichiarare esecutivo l’accordo di mediazione, conferendogli efficacia di titolo. Sul versante penale opera parallelamente la Lag (2002:445) om medling med anledning av brott, che regola la mediazione tra autore e vittima del reato, in particolare con riferimento ai minori, con finalità riparative e senza incidere sull’azione penale. L’assetto riflette la tradizione nordica di mediazione a bassa formalizzazione; requisiti di accreditamento dei mediatori e sviluppi 2023-2026 restano affidati alla prassi, da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Ungheria
In Ungheria la disciplina generale è contenuta nella Legge LV del 2002 sull’attività di mediazione (2002. évi LV. törvény), in vigore dal 17 marzo 2003 e più volte modificata sino al testo consolidato vigente, adottata in linea con gli standard europei e ispirata ai principi di volontarietà, imparzialità e riservatezza. La legge istituisce un registro dei mediatori tenuto dal Ministero, cui accedono i professionisti in possesso dei requisiti di qualificazione e formazione previsti, e disciplina i doveri del mediatore, il regime di riservatezza e l’inutilizzabilità nel successivo processo delle informazioni acquisite in mediazione. Il quadro è stato progressivamente esteso: dal 2013 è stata introdotta la mediazione giudiziale (court mediation) condotta all’interno del sistema giudiziario, e dal 2018 la mediazione in materia amministrativa. Non è configurata in via generale una condizione di procedibilità, restando la mediazione volontaria, sebbene il giudice possa incentivarne o disporne l’impiego in determinati ambiti, in particolare familiare. Quanto agli effetti, l’accordo ha natura negoziale e può acquisire efficacia esecutiva secondo le forme di legge, in particolare mediante omologazione o recepimento in un provvedimento giudiziale. Gli aggiornamenti del testo consolidato e gli sviluppi 2023-2026, anche in relazione alla Convenzione di Singapore, restano da verificare quanto ai dettagli.
Aggiornamento (2020–2026): Legge LXIV del 2024 (in vigore 1° gennaio 2025): amplia e flessibilizza la mediazione penale e la giustizia riparativa; la mediazione può svolgersi in parallelo al procedimento penale, con nuova opzione riparativa. (in vigore/adozione: 2024). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte sulla mediazione
Parte III — Le leggi dei Paesi extra-UE in materia di mediazione
Estensione oltre l’Unione europea: per ciascuno dei Paesi non-UE, la disciplina vigente della mediazione, le riforme recenti e i collegamenti alle fonti ufficiali. Fonte: elaborazione mediareinformati.it (schede dei 195 ordinamenti), verificata al luglio 2026.
Extra-UE
Afghanistan
Secondo le fonti disponibili, l’ordinamento afghano non dispone di una legge organica sulla mediazione: la composizione amichevole delle liti è ancorata da un lato alle disposizioni del codice di procedura civile in materia di conciliazione, dall’altro alla Commercial Mediation Law del 2007, pubblicata nella Official Gazette n. 913 del 30 gennaio 2007, che disciplina la mediazione commerciale e affianca la Commercial Arbitration Law del 2007. In questo quadro opera l’Afghanistan Center for Dispute Resolution (ACDR), istituzione dedicata alla gestione dei procedimenti conciliativi e arbitrali in materia economica. Sul piano applicativo, la mediazione ha carattere volontario e trova impiego prevalentemente nelle controversie commerciali, mentre le liti civili e familiari restano largamente affidate alla conciliazione giudiziale e a forme di composizione consuetudinaria e comunitaria. Il regime dei mediatori, i requisiti di formazione, la riservatezza del procedimento e l’esecutività degli accordi non risultano compiutamente codificati in una disciplina unitaria; l’efficacia esecutiva dell’intesa si consegue tipicamente attraverso l’omologazione giudiziale o la trasfusione in lodo. L’evoluzione istituzionale successiva al 2021 rende incerta l’effettiva vigenza e attuazione di parte di tale quadro, che va pertanto letto con cautela.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Albania
La materia è retta dalla Legge n. 10385 del 24 febbraio 2011 sulla mediazione nella risoluzione delle controversie, più volte modificata (segnatamente dalla l. 81/2013 e dalla riforma del 2018). Si tratta di una disciplina organica che regola la mediazione a carattere volontario e la estende a un ampio ventaglio di materie: controversie civili, commerciali, familiari, di lavoro e taluni profili penali suscettibili di composizione. Il procedimento è improntato ai principi di volontarietà, imparzialità e riservatezza; il mediatore non decide la lite ma assiste le parti nel raggiungimento di un accordo, e le informazioni acquisite non possono di regola essere utilizzate nel successivo giudizio. La legge prevede requisiti soggettivi e obblighi di formazione per l’accesso alla professione, con iscrizione in apposito registro e vigilanza istituzionale; la riforma del 2018 ha inciso sull’assetto organizzativo e sugli standard di qualità. L’accordo di mediazione, una volta perfezionato, acquista efficacia vincolante tra le parti e può conseguire forza esecutiva secondo le procedure di riconoscimento previste dall’ordinamento. Pur non configurandosi come condizione generale di procedibilità, la mediazione è promossa quale strumento privilegiato di deflazione del contenzioso, in coerenza con l’orientamento europeo di allineamento cui l’Albania tende nel percorso di adesione.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Algeria
La mediazione algerina è disciplinata all’interno del Code de procédure civile et administrative, adottato con legge 08-09 del 2008 (artt. 994 e seguenti) e oggetto di modifiche fino al 2022. Il modello è quello della médiation judiciaire: nel corso del processo il giudice può, con l’accordo delle parti, designare un mediatore incaricato di favorire la composizione della lite, entro termini fissati dall’autorità giudiziaria e sotto il suo controllo. Il codice contempla altresì forme di conciliazione preliminare obbligatoria in specifiche materie, in particolare nel contenzioso familiare e in quello del lavoro. L’ambito elettivo è dunque quello delle controversie civili e commerciali disponibili, con esclusione delle materie sottratte alla disponibilità delle parti. Il procedimento è connotato dalla riservatezza e dalla neutralità del mediatore, i cui esiti non pregiudicano il giudizio in caso di mancato accordo. L’intesa raggiunta viene sottoposta al giudice per l’omologazione, che le conferisce efficacia esecutiva. Non esiste un registro professionale unitario dei mediatori paragonabile ai modelli europei, e la mediazione conserva natura essenzialmente volontaria e giudiziale, priva di una condizione generale di procedibilità; le riforme processuali del 2022 hanno ritoccato l’impianto senza mutarne la fisionomia di fondo.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Andorra
Il quadro vigente è dato dalla Llei 3/2018, del 22 de març, de mediació, pubblicata nel Butlletí Oficial del Principat d’Andorra, che costituisce la disciplina organica della mediazione nel Principato. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale e familiare, configurandola come procedura volontaria fondata sui principi di volontarietà, imparzialità, neutralità e riservatezza. Il procedimento si articola in una sessione iniziale informativa e in successivi incontri gestiti dal mediatore, il quale non impone soluzioni ma agevola l’accordo tra le parti; la partecipazione non pregiudica l’accesso alla tutela giurisdizionale e sospende, ove previsto, i termini di prescrizione e decadenza. La normativa istituisce un registro dei mediatori e ne definisce i requisiti di qualificazione e formazione, subordinando l’esercizio dell’attività all’iscrizione e a standard professionali verificati, con la relativa vigilanza amministrativa. Sul piano probatorio vige un regime rafforzato di riservatezza, che sottrae al giudizio le dichiarazioni rese e i documenti formati nel corso della mediazione. L’accordo, una volta sottoscritto, vincola le parti e può acquisire efficacia esecutiva mediante formalizzazione notarile o omologazione giudiziale, secondo le forme previste dall’ordinamento andorrano.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Angola
L’ordinamento angolano, di tradizione giuridica portoghese, dispone della Lei n.º 12/16 del 12 agosto 2016 sulla Mediação de Conflitos e Conciliação, che affianca la più risalente Lei n.º 16/03 sull’arbitrato volontario. La legge del 2016 fornisce la cornice organica della mediazione e della conciliazione, promuovendone l’impiego nelle controversie civili e commerciali disponibili, nonché nei conflitti di lavoro e, sul piano della giustizia di prossimità, presso i tribunali comunitari. Il procedimento ha carattere volontario e si fonda sull’autonomia delle parti, sull’imparzialità del mediatore e sulla riservatezza degli scambi, che non possono essere fatti valere nel successivo giudizio in caso di esito negativo. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, i profili di formazione e i meccanismi istituzionali di gestione dei procedimenti, in coerenza con lo sviluppo dei centri di risoluzione alternativa. L’accordo raggiunto vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva secondo le forme di omologazione previste dall’ordinamento. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma quale strumento promosso di deflazione e pacificazione, complementare al sistema arbitrale disegnato dalla legge del 2003.
Aggiornamento (2020–2026): Lei n.º 2/24 (Código de Processo do Trabalho, in vigore 19 aprile 2024): mediazione e conciliazione nei conflitti di lavoro non più obbligatorie ma facoltative. Disciplina generale invariata (Lei 12/16). (in vigore/adozione: 2024-03-19). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Antigua e Barbuda
Antigua e Barbuda si colloca nel sistema giudiziario della Eastern Caribbean Supreme Court (ECSC): la mediazione è regolata dalle Civil Procedure Rules 2023 e dalla relativa Mediation Practice Direction, che disciplinano il rinvio delle cause civili alla mediazione annessa al tribunale (court-connected mediation). L’assetto si innesta sulla tradizione di common law e sul precedente impianto processuale, integrato da interventi settoriali. La mediazione ha in questo quadro carattere settoriale e, in determinate categorie di controversie civili e commerciali, può essere disposta o incentivata dal giudice quale passaggio del case management, con effetti sui costi in caso di rifiuto ingiustificato di parteciparvi. Il procedimento è gestito da mediatori accreditati secondo gli standard fissati in ambito ECSC ed è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in sede di mediazione. L’accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento del giudice e acquisire così efficacia esecutiva. Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione, la cui base normativa resta prevalentemente processuale e regolamentare; le regole del 2023 rappresentano l’aggiornamento più recente dell’impianto.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Arabia Saudita
Nel diritto saudita la composizione amichevole delle liti si fonda anzitutto sull’istituto della sulh di matrice sharaitica e, sul versante commerciale, sulle regole di mediazione del Saudi Center for Commercial Arbitration (SCCA). Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione; il quadro di riferimento è dato dalla Legge sui tribunali commerciali (Regio Decreto M/93 del 1441H, 2020) e dalle riforme processuali che, insieme alla Legge sull’esecuzione del 2012, favoriscono la conciliazione e l’esecutività degli accordi. La mediazione ha carattere settoriale: in specifiche controversie commerciali il tentativo conciliativo può costituire fase preliminare o incentivata del procedimento, mentre in via generale conserva natura volontaria. Il procedimento gestito dall’SCCA si svolge secondo regole che assicurano riservatezza e neutralità del mediatore, con inutilizzabilità nel giudizio degli elementi emersi in mediazione. Gli accordi conciliativi possono conseguire efficacia esecutiva attraverso i tribunali dell’esecuzione, in coerenza con l’impianto della legge del 2012. I requisiti e l’accreditamento dei mediatori sono definiti dai regolamenti dei centri istituzionali; il complesso delle riforme del Vision 2030 ha rafforzato gli strumenti di ADR quale leva di attrattività del contenzioso commerciale.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Argentina
La disciplina è retta dalla Ley 26.589 de Mediación y Conciliación del 15 aprile 2010, in vigore dal 6 maggio 2010, coordinata con il decreto attuativo (originariamente 467/11) e aggiornata dalla regolamentazione recente contenuta nei Decreti 379/2025 e 696/2025. Il tratto qualificante del modello argentino è l’obbligatorietà: la mediazione previa è configurata come condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria nella maggior parte delle controversie civili e commerciali, con talune esclusioni tipizzate (tra cui materie penali, alcune azioni familiari indisponibili e i procedimenti urgenti). Il procedimento si apre con la designazione del mediatore e la convocazione delle parti a un primo incontro, si svolge entro termini definiti e sospende la prescrizione; il rifiuto o la mancata partecipazione produce effetti sul processo. La legge disciplina i requisiti, la formazione e la matricola dei mediatori, tenuta dall’autorità competente in seno al Ministero della Giustizia, e prevede la riservatezza del procedimento con inutilizzabilità delle dichiarazioni. L’accordo omologato acquista efficacia esecutiva. Gli interventi regolamentari del 2025 hanno aggiornato onorari, procedure e profili organizzativi, senza intaccare l’impianto dell’obbligatorietà.
Aggiornamento (2020–2026): Decreto 696/2025: riforma il regolamento della mediazione prejudiziale obbligatoria (resta condizione di procedibilità); digitalizza il procedimento (sistema SIGIM), ammette udienze in videoconferenza, atti e firma elettronica; estende ad alcune liti sanitarie. (in vigore/adozione: 2025-09-30). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Armenia
Secondo le fonti disponibili, la mediazione armena si fonda su un quadro introdotto nel 2015 e sviluppato attraverso il Codice di procedura civile del 2018 e la legge dedicata alla mediazione, con emendamenti del 2022 concernenti in particolare la mediazione familiare. La disciplina regola la mediazione in materia civile e commerciale e conosce applicazioni settoriali di carattere obbligatorio o incentivato, segnatamente nel contenzioso familiare, dove il legislatore ha rafforzato il ricorso allo strumento conciliativo. Il procedimento ha natura volontaria e riservata, è affidato a mediatori qualificati e non pregiudica l’accesso al giudice; le informazioni scambiate godono di protezione sul piano probatorio. La normativa definisce i requisiti soggettivi, gli obblighi di formazione e l’iscrizione dei mediatori in apposito registro, con vigilanza istituzionale sulla qualità del servizio. L’accordo raggiunto vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva mediante omologazione secondo le forme processuali vigenti. Gli estremi esatti dei singoli atti normativi non risultano compiutamente disponibili nelle fonti consultate e vanno pertanto assunti con cautela; è comunque accertata l’estensione operata nel 2022 in materia familiare.
Aggiornamento (2020–2026): Dal 1° luglio 2025 la mediazione familiare è condizione di procedibilità obbligatoria (divorzio, residenza del minore, visite, alimenti, divisione beni; escluse decadenza potestà e adozione); nuove Regole AMCA (2024). Circa 123 mediatori (2025). (in vigore/adozione: 2025-07-01). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Australia
Il quadro australiano è a più livelli: sul piano federale opera il Civil Dispute Resolution Act 2011 (Commonwealth), che impone alle parti di intraprendere passi ragionevoli (genuine steps) per risolvere la controversia prima di adire i tribunali federali, mentre singoli Stati e Territori dispongono di proprie discipline sulla mediazione e sul rinvio giudiziale. L’accreditamento professionale è governato dal National Mediator Accreditation System (NMAS), in fase di evoluzione verso l’Australian Mediation and Dispute Resolution Accreditation Standards (AMDRAS), che fissa gli standard di competenza, formazione, condotta e aggiornamento dei mediatori. La mediazione ha carattere settorialmente obbligatorio: emblematica è la Family Dispute Resolution, di regola condizione necessaria prima di adire il giudice nelle controversie sui figli, salvo eccezioni per violenza domestica e urgenza. Il procedimento è riservato e i relativi scambi godono di protezione probatoria secondo la legislazione applicabile. Gli accordi possono essere resi esecutivi, anche mediante recepimento in consent orders del tribunale. L’impianto valorizza la deflazione del contenzioso e la qualità professionale dei mediatori, con una disciplina che combina fonte federale, statale e sistema di accreditamento non statale.
Aggiornamento (2020–2026): Family Law Amendment Act 2024 e Family Dispute Resolution Regulations 2025: riforma della mediazione familiare; il giudice può respingere le domande prive del certificato ex art. 60I. Nuovi standard AMDRAS in sostituzione del NMAS. (in vigore/adozione: 2025). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Azerbaigian
Il riferimento è la Legge «Sulla mediazione» n. 1555-VQ del 29 marzo 2019, che introduce nell’ordinamento azero una disciplina organica dello strumento conciliativo. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale, familiare e del lavoro e prevede applicazioni a carattere settorialmente obbligatorio: per talune categorie di controversie il ricorso preliminare alla mediazione, o quantomeno a una sessione informativa, è configurato come passaggio necessario prima dell’accesso al giudice, secondo un’attuazione progressiva scandita da termini di entrata a regime. Il procedimento si fonda su volontarietà, imparzialità e riservatezza; il mediatore agevola l’accordo senza imporre soluzioni, e le dichiarazioni rese non sono utilizzabili nel successivo giudizio. La normativa disciplina i requisiti dei mediatori, la formazione e l’iscrizione in registro, affidando a un organismo di autogoverno (Mediation Council) le funzioni di accreditamento, vigilanza e deontologia. L’accordo di mediazione vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva mediante omologazione secondo le forme processuali interne. L’impianto riflette l’intento del legislatore di promuovere la cultura della mediazione e la deflazione del contenzioso, con un’implementazione avviata dopo l’adozione della legge del 2019.
Aggiornamento (2020–2026): Modifiche alla legge sulla mediazione (2024 e riforma del 22 aprile 2025): certificato di formazione valido 5 anni, certificati specialistici per famiglia e lavoro, regole su sessione iniziale, designazione territoriale, disciplina e costi; l’organizzazione di mediazione è persona giuridica no-profit. (in vigore/adozione: 2025-04-22). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Bahamas
Alle Bahamas la mediazione è essenzialmente annessa al tribunale (court-connected mediation) e trova la sua base nelle Supreme Court (Civil Procedure) Rules 2022, in vigore dal 1° marzo 2023, che hanno rinnovato l’impianto processuale civile. Non esiste una legge organica unitaria sulla mediazione: la disciplina è di fonte processuale e affida alla Supreme Court la gestione di programmi di mediazione per le cause civili, con possibilità di rinvio delle liti nell’ambito del case management. In questo quadro la mediazione ha carattere settoriale: in determinate categorie di controversie il giudice può disporne o incentivarne l’esperimento, con riflessi sui costi in caso di condotta non collaborativa delle parti. Il procedimento è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, ed è condotto da mediatori qualificati secondo gli standard adottati dalla Corte. L’accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento giudiziale e acquisire efficacia esecutiva. Le regole del 2022 rappresentano l’aggiornamento più recente e collocano la mediazione entro la logica della gestione efficiente del contenzioso civile, in continuità con la tradizione di common law dell’arcipelago.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Bahrain
Il Bahrain dispone del Legislative Decree No. 22 of 2019 sulla mediazione (Mediation), integrato dai regolamenti attuativi n. 126/2019 e n. 32/2020, che costituiscono la cornice organica dello strumento e si affiancano al risalente Legislative Decree No. 30 of 2009 istitutivo della Bahrain Chamber for Economic, Financial and Investment Dispute Resolution (BCDR). La disciplina regola la mediazione in materia civile e commerciale a carattere volontario: le parti vi ricorrono su base consensuale, senza che essa sia configurata come condizione generale di procedibilità. Il procedimento si fonda su imparzialità e riservatezza del mediatore, con protezione delle informazioni scambiate e loro inutilizzabilità nel successivo giudizio. I regolamenti del 2019 e del 2020 definiscono i requisiti dei mediatori, l’accreditamento, la formazione e le regole procedurali applicabili, in coerenza con la vocazione del Regno quale hub regionale per la risoluzione delle controversie economiche e finanziarie. L’accordo di mediazione vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva secondo le forme di omologazione previste dall’ordinamento. L’impianto si inserisce in un più ampio disegno di rafforzamento degli strumenti di ADR, funzionale ad accrescere l’attrattività del foro bahreinita per gli operatori economici internazionali.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Bangladesh
In Bangladesh la mediazione endoprocessuale è disciplinata dalle Sections 89A, 89B e 89C del Code of Civil Procedure del 1908, introdotte nel 2003 ed estese nel 2012, che prevedono forme di mediazione obbligatoria nelle cause civili: il giudice è tenuto a rinviare le parti alla mediazione prima di procedere, salvo le eccezioni di legge, sicché lo strumento assume in questi ambiti carattere di condizione settorialmente obbligatoria. Discipline speciali operano nel recupero crediti, in particolare ai sensi dell’Artha Rin Adalat Act 2003 per il contenzioso bancario, mentre l’arbitrato è retto dall’Arbitration Act 2001. L’ambito applicativo comprende le controversie civili e commerciali disponibili; il procedimento è affidato al giudice o a mediatori designati, si svolge entro termini definiti e, in caso di esito negativo, il processo riprende senza pregiudizio derivante da quanto emerso in mediazione, in ossequio alla riservatezza. La normativa non delinea un registro professionale unitario dei mediatori paragonabile ai modelli europei, restando la mediazione ancorata al modello court-connected. L’accordo raggiunto viene recepito dal giudice e acquista così efficacia esecutiva, integrandosi nel provvedimento che definisce la causa.
Aggiornamento (2020–2026): Legal Aid (Amendment) Ordinance 2025 (mediazione pre-processuale obbligatoria per mantenimento, dote, affitto, famiglia) e Commercial Court Ordinance 2026 con percorsi ADR/mediazione obbligatori. (in vigore/adozione: 2025-2026). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Barbados
Il riferimento organico è il Mediation Act, 2015, che dota Barbados di una disciplina legislativa dello strumento conciliativo, affiancata dalle Supreme Court (Civil Procedure) Rules e da programmi di mediazione annessa al tribunale, tra cui il Court-Annexed Mediation Pilot Project. La legge del 2015 regola la mediazione in materia civile e commerciale e ne consente applicazioni a carattere settoriale, in particolare nell’ambito del rinvio giudiziale delle cause, dove il giudice può disporne o incentivarne l’esperimento nell’ottica del case management. Il procedimento è improntato a volontarietà, imparzialità e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione e protezione degli scambi tra le parti. La normativa disciplina i requisiti e l’accreditamento dei mediatori, gli standard di formazione e le regole procedurali. Sul piano regionale, Barbados si inserisce nel quadro del Trattato riveduto di Chaguaramas istitutivo della CARICOM, i cui articoli promuovono meccanismi di risoluzione delle controversie nell’area caraibica. L’accordo raggiunto vincola le parti e, ove recepito nel procedimento pendente o omologato, acquisisce efficacia esecutiva, consolidando l’orientamento deflativo dell’ordinamento barbadiano.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Belize
In Belize la mediazione è annessa al tribunale (court-connected mediation) ed è disciplinata dalla Parte 73 delle Supreme Court (Civil Procedure) Rules 2005, integrate dalle Mediation Rules, che consentono il rinvio delle cause civili alla mediazione e prevedono la figura di un mediation coordinator presso la Corte Suprema. Non esiste una legge organica unitaria sulla mediazione: la base è di fonte processuale, in coerenza con la tradizione di common law. La mediazione ha carattere volontario e si inserisce nella gestione del contenzioso civile e commerciale, potendo essere promossa dal giudice nell’ambito del case management senza costituire condizione generale di procedibilità. Il procedimento è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni rese, ed è condotto da mediatori qualificati secondo gli standard adottati dalla Corte. L’accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento giudiziale e acquisire efficacia esecutiva. L’impianto valorizza la deflazione del contenzioso e la definizione consensuale delle liti, mantenendo la mediazione entro una cornice essenzialmente regolamentare e giudiziale.
Aggiornamento (2020–2026): Senior Courts (Civil Procedure) Rules 2025: protocolli pre-azione con obbligo di trattative in buona fede, mediazione ordinata dal giudice con mediatori accreditati, udienze di conciliazione. Reinsediato il National ADR Committee con 19 mediatori giudiziari. (in vigore/adozione: 2025). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Benin
Il Benin, Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore il 15 marzo 2018. Si tratta di un testo sovranazionale immediatamente applicabile nel diritto interno, che disciplina la mediazione in materia civile e commerciale in modo uniforme negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale scelto dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda sui principi di autonomia, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. L’ordinamento beninese conosce inoltre la conciliazione giudiziaria e la presenza di centri di arbitrato e mediazione. Un profilo qualificante dell’Atto uniforme è il regime dell’esecutività: l’accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell’autorità competente, con efficacia riconosciuta nell’intero spazio OHADA. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento deflativo e di sviluppo del clima degli affari; l’uniformazione sovranazionale ne rafforza la certezza e la circolazione degli accordi.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Bhutan
Il Bhutan dispone dell’Alternative Dispute Resolution Act of Bhutan 2013, che costituisce la disciplina organica della mediazione e dell’arbitrato nel Regno, inserendosi in un ordinamento fondato sul Thrimzhung Chhenmo del 1959 e sul Civil and Criminal Procedure Code del 2001. La legge regola la mediazione in materia civile e commerciale a carattere volontario, promuovendone l’impiego quale strumento di composizione delle liti in armonia con la tradizione locale di conciliazione comunitaria (nangkha nangdrig). Il procedimento si fonda su volontarietà, imparzialità e riservatezza; il mediatore agevola l’accordo senza imporre soluzioni, e le informazioni scambiate godono di protezione sul piano probatorio, non essendo utilizzabili nel successivo giudizio. La normativa definisce i requisiti dei mediatori, i profili di formazione e accreditamento e le regole procedurali, prevedendo un quadro istituzionale per la gestione dei procedimenti di ADR. L’accordo raggiunto vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva mediante le forme di riconoscimento previste dalla legge. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma valorizzata quale via preferenziale di soluzione consensuale delle controversie, coerente con la filosofia bhutanese della felicità nazionale lorda.
Aggiornamento (2020–2026): Alternative Dispute Resolution (Amendment) Act 2024: riforma dell’ADR Act 2013 (mediazione e arbitrato); modificate 159 delle 182 disposizioni, orientate soprattutto all’arbitrato (allineamento UNCITRAL). (in vigore/adozione: 2024). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Bielorussia
La Bielorussia è retta dalla Legge «Sulla mediazione» n. 58-Z del 12 luglio 2013, che introduce una disciplina organica dello strumento conciliativo, coordinata con il Codice di procedura economica per i profili di raccordo con il processo. La legge regola la mediazione in materia civile ed economica a carattere volontario: le parti vi ricorrono su base consensuale, prima o durante il giudizio, senza che essa costituisca condizione generale di procedibilità. Il procedimento si fonda su volontarietà, cooperazione, imparzialità e riservatezza; il mediatore agevola l’accordo senza potere decisorio, e le informazioni acquisite sono coperte da confidenzialità e inutilizzabili nel successivo giudizio, salvo consenso delle parti. La normativa disciplina i requisiti soggettivi dei mediatori, gli obblighi di formazione e l’iscrizione in un registro tenuto dall’autorità competente, con vigilanza istituzionale sulla qualità del servizio e regole deontologiche. L’accordo di mediazione vincola le parti e, ove raggiunto nel corso del processo o omologato, può acquisire efficacia esecutiva secondo le forme previste dai codici processuali. L’impianto riflette l’intento di promuovere strumenti alternativi di deflazione del contenzioso civile ed economico.
Aggiornamento (2020–2026): Legge 17 luglio 2023 n. 292-Z (in vigore 23 ottobre 2023): modifica la legge sulla mediazione del 2013, amplia l’uso della mediazione e rafforza l’esecutività degli accordi. (in vigore/adozione: 2023-07-17). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Bolivia
La Bolivia è retta dalla Ley N° 708 de Conciliación y Arbitraje del 2015, modificata dalla Ley 936/2017, che disciplina in modo organico la conciliazione e l’arbitrato attraverso centri autorizzati. La legge regola gli strumenti conciliativi in materia civile e commerciale disponibile e prevede la conciliazione previa in numerose materie, quale passaggio promosso o richiesto prima dell’accesso al giudice, pur senza configurarsi in via generale come rigida condizione di procedibilità estesa a ogni controversia. Il procedimento si fonda su volontarietà, imparzialità e riservatezza; il conciliatore agevola l’accordo tra le parti, e le informazioni scambiate godono di protezione sul piano probatorio. La normativa definisce i requisiti dei conciliatori e degli arbitri, gli standard di formazione e l’autorizzazione dei centri, affidando a questi ultimi la gestione dei procedimenti e la relativa vigilanza. L’accordo conciliativo raggiunto vincola le parti e acquista efficacia esecutiva, assimilato nei suoi effetti a un titolo idoneo all’esecuzione forzata. La riforma del 2017 ha aggiornato l’impianto, rafforzando il ruolo degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie quale leva di deflazione del contenzioso e di accesso alla giustizia nel sistema plurinazionale boliviano.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Bosnia ed Erzegovina
La disciplina è data dallo Zakon o postupku medijacije (Legge sul procedimento di mediazione), pubblicato nel Službeni glasnik BiH n. 37/2004, che costituisce la cornice organica dello strumento a livello statale. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale, familiare e del lavoro a carattere volontario: le parti vi ricorrono su base consensuale, prima o nel corso del giudizio, senza che essa sia configurata come condizione generale di procedibilità. Il procedimento si fonda su volontarietà, imparzialità, neutralità e riservatezza; il mediatore agevola l’accordo senza potere decisorio, e le comunicazioni e i documenti formati in mediazione sono coperti da confidenzialità e inutilizzabili nel successivo giudizio. La normativa disciplina i requisiti dei mediatori, la formazione e l’iscrizione in registro, affidando ad un’associazione di mediatori le funzioni di accreditamento, vigilanza e deontologia in coordinamento con le istituzioni giudiziarie. L’accordo di mediazione vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva secondo le forme previste dall’ordinamento, anche mediante recepimento nel procedimento pendente. L’impianto, ispirato agli standard europei, promuove la deflazione del contenzioso in un assetto istituzionale complesso, articolato tra i diversi livelli di governo del Paese.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Botswana
In Botswana la mediazione è annessa al tribunale ed è disciplinata dalle High Court Rules, in particolare dall’Order 42A dedicato al case management e alla mediazione, che ne prevedono l’esperimento nell’ambito della gestione delle cause civili. Un tratto qualificante è il carattere obbligatorio: nel quadro del case management la mediazione è configurata come passaggio necessario del procedimento, sicché le parti sono tenute a esperirla prima della prosecuzione del giudizio. Discipline speciali operano presso l’Industrial Court per i conflitti di lavoro, mentre permane la conciliazione tradizionale nei kgotla, istituzione comunitaria di composizione delle liti. Il procedimento è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, ed è condotto da mediatori qualificati secondo gli standard adottati dalla Corte. Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione, la cui base normativa resta prevalentemente processuale e regolamentare, in coerenza con la tradizione di common law. L’accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento giudiziale e acquisire efficacia esecutiva, integrandosi nella definizione consensuale della lite promossa dall’ordinamento botswano.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Brasile
Il Brasile dispone della Lei n° 13.140 del 26 giugno 2015 (Lei de Mediação), che disciplina la mediazione tra privati e l’autocomposizione dei conflitti nell’ambito della pubblica amministrazione, in raccordo con il Codice di procedura civile del 2015 (art. 334), a sua volta ritoccato nel 2016. La disciplina copre le controversie civili e commerciali su diritti disponibili e, entro certi limiti, indisponibili transigibili. Il tratto qualificante è dato dall’art. 334 CPC: nel procedimento comune, salvo che entrambe le parti manifestino disinteresse o la lite non ammetta autocomposizione, è prevista un’udienza iniziale di conciliazione o mediazione, la cui ingiustificata mancata comparizione è sanzionata; ne deriva un’obbligatorietà settoriale di questa fase preliminare. Il procedimento è retto da imparzialità, autonomia della volontà e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio di quanto emerso in mediazione. La legge distingue mediatori giudiziali ed extragiudiziali, ne definisce requisiti, formazione e registrazione presso i tribunali, e valorizza i centri giudiziari di soluzione consensuale delle liti (CEJUSC). L’accordo raggiunto costituisce titolo esecutivo extragiudiziale e, se omologato dal giudice, titolo esecutivo giudiziale; il Brasile ha inoltre sottoscritto la Convenzione di Singapore sulla mediazione.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Brunei
Secondo le fonti disponibili, il Brunei non dispone di una legge organica sulla mediazione: lo strumento opera in forma annessa al tribunale presso la Supreme Court, sulla base di Practice Directions, e attraverso la mediazione (majlis) nei tribunali della Syariah, in materia prevalentemente familiare, ai sensi della legislazione sui Syariah Courts. Il quadro si completa con l’Arbitration Act (Cap. 184, 2001) per l’arbitrato, in un ordinamento di tradizione di common law innestata sul diritto islamico. La mediazione ha carattere volontario e si inserisce nella gestione del contenzioso civile e commerciale, potendo essere promossa dal giudice nell’ambito del case management senza costituire condizione generale di procedibilità. Il procedimento è improntato alla riservatezza, con inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni rese, ed è condotto secondo gli standard adottati dalle corti. Non risulta un registro professionale unitario dei mediatori paragonabile ai modelli europei, restando l’accreditamento affidato alle istituzioni giudiziarie. L’accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento giudiziale e acquisire efficacia esecutiva. L’assenza di una disciplina codificata unitaria colloca la mediazione bruneiana in un quadro essenzialmente giurisprudenziale e regolamentare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Burkina Faso
Il Burkina Faso, Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, testo sovranazionale immediatamente applicabile nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale designato dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. Un profilo qualificante dell’Atto uniforme è il regime dell’esecutività: l’accordo di mediazione è dotato di forza esecutiva mediante omologazione dell’autorità competente, con efficacia riconosciuta nell’intero spazio OHADA e conseguente certezza nella circolazione degli accordi. La normativa uniforme definisce inoltre i principi procedurali e il ruolo dei centri di mediazione, mentre l’ordinamento burkinabé conosce forme di conciliazione giudiziaria. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di miglioramento del clima degli affari nell’area integrata.
Aggiornamento (2020–2026): Nuovo Codice di procedura penale (giugno 2025): istituisce la mediazione penale come alternativa all’azione penale; la mediazione convenuta tra le parti può estinguere l’azione. (in vigore/adozione: 2025). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Burundi
Il Burundi, che non fa parte dell’OHADA, non dispone di una legge organica sulla mediazione: il quadro di riferimento è dato dal Code de procédure civile (legge 1/10 del 2004), che regola la conciliazione giudiziale, e dal Code du travail, che prevede una conciliazione preliminare obbligatoria in materia di lavoro quale passaggio necessario prima del contenzioso. Accanto alle forme statali opera la composizione comunitaria affidata ai consigli dei Bashingantahe, istituzione tradizionale riconosciuta e radicata nella cultura giuridica locale, cui è demandata la conciliazione delle liti a livello di prossimità. In assenza di una disciplina codificata unitaria, la mediazione civile e commerciale resta priva di un impianto normativo dedicato paragonabile ai modelli europei o all’Atto uniforme OHADA, e la sua obbligatorietà generale non risulta stabilita. Il procedimento conciliativo, ove esperito in sede giudiziale o comunitaria, è improntato alla ricerca dell’accordo tra le parti; l’intesa raggiunta, se recepita dal giudice, può acquisire efficacia esecutiva secondo le forme processuali interne. Il carattere obbligatorio o volontario dei singoli strumenti va assunto con cautela per le materie diverse dal lavoro, non risultando compiutamente definito nelle fonti disponibili.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Cambogia
In Cambogia la mediazione e la conciliazione sono previste dal Codice di procedura civile del 2006 (art. 97), che disciplina la conciliazione giudiziale, e trovano ulteriore base nella Law on Commercial Arbitration del 2006 per il versante commerciale. Operano inoltre la mediazione a livello di comune/sangkat per le liti di prossimità e la mediazione commerciale presso il National Commercial Arbitration Centre (NCAC). Un elemento di novità è l’istituzione, a partire dal 2024, di una National Authority for Alternative Dispute Resolution (NADR), destinata a coordinare e sviluppare gli strumenti di ADR nel Paese. La mediazione ha carattere volontario e copre le controversie civili e commerciali disponibili, senza configurarsi come condizione generale di procedibilità. Il procedimento è improntato a imparzialità e riservatezza, con inutilizzabilità nel successivo giudizio di quanto emerso in mediazione. I requisiti e l’accreditamento dei mediatori sono definiti nell’ambito dei centri istituzionali e, prospetticamente, dalla nuova autorità. L’accordo raggiunto vincola le parti e, ove recepito nel procedimento o omologato, acquisisce efficacia esecutiva. L’assetto è in evoluzione: la creazione della NADR segnala l’intento di razionalizzare e potenziare la mediazione, in un quadro finora frammentato tra fonti processuali e regole dei centri.
Aggiornamento (2020–2026): National Authority for Alternative Dispute Resolution (NADR) operativa: apertura al pubblico per le istanze di mediazione dal 1.3.2024, con 90 mediatori formati. (in vigore/adozione: operativa dal 1 marzo 2024). fonte
Fonti: fonte
Camerun
Il Camerun, Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato nel 2017 ed entrato in vigore nel 2018, testo sovranazionale immediatamente efficace nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale scelto dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. Nel Paese operano centri di arbitrato e mediazione, tra cui quello del Groupement Inter-patronal du Cameroun (GICAM), e permane la conciliazione giudiziale prevista dall’ordinamento interno. Un profilo qualificante dell’Atto uniforme è il regime dell’esecutività: l’accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell’autorità competente, con efficacia riconosciuta nell’intero spazio OHADA. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di sostegno all’attività economica. La coesistenza di sistema di civil law bilingue e uniformazione OHADA conferisce all’assetto camerunese peculiare complessità applicativa.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Canada
In Canada la mediazione è materia provinciale, priva di una disciplina federale unitaria, e presenta modelli differenziati. In Ontario opera la mandatory mediation prevista dalla Rule 24.1 delle Rules of Civil Procedure (Regulation 194, adottato ai sensi del Courts of Justice Act), che impone la mediazione obbligatoria annessa al tribunale per le cause civili nelle sedi di Toronto, Ottawa e Windsor (con estensioni successive), quale fase da esperire in una fase iniziale del procedimento: la partecipazione è obbligatoria, ferma la libertà quanto all’esito, e la mediazione è affidata a mediatori iscritti nelle apposite liste, con termini e oneri di spesa disciplinati dalla regola. In Québec il Code de procédure civile (RLRQ c. C-25.01), in vigore dal 2016, colloca i modi privati di prevenzione e risoluzione delle controversie tra i principi direttivi del processo, imponendo alle parti di considerare il ricorso a mediazione e conciliazione prima di adire il giudice, senza però configurarli come condizione generale di procedibilità, e prevede la conciliazione giudiziale gestita dal giudice. Entrambi i regimi presidiano la riservatezza e l’inutilizzabilità nel processo di quanto emerso in mediazione; l’accordo raggiunto è di regola omologabile e reso esecutivo secondo le forme provinciali. Gli sviluppi 2023-2026 e le differenze tra le altre province restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Riforme provinciali (materia provinciale): British Columbia, Provincial Court Family Rules — modello di ‘early resolution’ (dal 1° novembre 2024); Ontario, Civil Rules Review (dic. 2025) propone di estendere la mediazione civile obbligatoria a tutta la provincia. (in vigore/adozione: 2024-11-01). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Capo Verde
Capo Verde ha rinnovato il proprio quadro con il Regime jurídico dos centros de mediação e arbitragem, entrato in vigore il 4 maggio 2026, e con il Decreto-Lei n.º 37/2025 istitutivo del Conselho Nacional de Mediação e Arbitragem (CNMA-CV): la riforma introduce il registro obbligatorio e la vigilanza (fiscalização) sui centri di mediazione e arbitrato, rafforzando gli standard di qualità e il controllo istituzionale. Tale assetto si innesta sulla Lei n.º 88/VI/2006, che ha istituito i Julgados de Paz, cui è annesso un servizio di mediazione per le controversie civili, e sullo sviluppo della mediazione familiare e del lavoro, in coerenza con la tradizione giuridica portoghese dell’arcipelago. La mediazione ha carattere volontario e copre le materie civili, commerciali e familiari disponibili; il procedimento è retto da imparzialità e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese. La nuova disciplina definisce i requisiti dei centri e dei mediatori, l’iscrizione obbligatoria in registro e i meccanismi di vigilanza affidati al CNMA-CV. L’accordo raggiunto vincola le parti e può conseguire efficacia esecutiva secondo le forme di omologazione previste. La riforma 2025-2026 segna un salto istituzionale verso un sistema di ADR più strutturato e presidiato.
Aggiornamento (2020–2026): Regime giuridico dei centri di mediazione e arbitrato (Boletim Oficial 4.5.2026): registro e autorizzazione obbligatori, Registo Nacional, Lista Nacional de Mediadores, Comissão Nacional de Ética; attua il DL 37/2025. (in vigore/adozione: 2026). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Ciad
Il Ciad, Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, testo sovranazionale immediatamente applicabile nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale designato dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio di quanto emerso in mediazione. L’ordinamento ciadiano conosce inoltre la conciliazione giudiziaria e forme di giustizia di prossimità radicate nel contesto locale. Un profilo qualificante dell’Atto uniforme è il regime dell’esecutività: l’accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell’autorità competente, con efficacia riconosciuta nell’intero spazio OHADA e conseguente certezza nella circolazione delle intese. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di miglioramento del clima degli affari, in un Paese in cui l’infrastruttura giudiziaria e i centri dedicati sono ancora in fase di consolidamento.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Cile
L’ordinamento cileno non conosce una legge organica sulla mediazione civile e commerciale, ma un impianto settoriale imperniato sulla Ley 19.968 del 2004, che istituisce i Tribunales de Familia e configura la mediación familiar quale requisito di procedibilità: nelle controversie su alimenti, cura personal e relación directa y regular le parti devono previamente esperire la mediazione, salvo materie escluse o indisponibili, prima di adire il giudice. La sessione è condotta da mediatori iscritti nel Registro de Mediadores del Ministerio de Justicia, con requisiti di titolo e formazione, e improntata ai principi di volontarietà, riservatezza, imparzialità e interesse superiore del minore. L’accordo raggiunto è sottoposto ad approvazione giudiziale, che gli conferisce efficacia esecutiva assimilabile a quella della sentenza. Distinto è il canale sanitario ex Ley 19.966, che impone la mediación previa obbligatoria nelle azioni risarcitorie per danni derivanti da prestazioni assistenziali, dinanzi al Consejo de Defensa del Estado per la sanità pubblica e presso mediatori accreditati per quella privata. In ambito civile e commerciale generale prevale invece la conciliazione endoprocessuale e il ricorso volontario a centri privati, senza obbligo generalizzato di previo esperimento.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Cina
La disciplina della mediazione nella RPC resta pluristratificata. La People’s Mediation Law del 2010 (in vigore dal 1° gennaio 2011) regola la tiaojie popolare, gratuita e volontaria, gestita dai comitati di mediazione popolare a base territoriale e di impresa; l’accordo, di norma vincolante tra le parti, può essere sottoposto a conferma giudiziale che ne consente l’esecuzione forzata. Accanto opera la conciliazione giudiziale disciplinata dalla legge di procedura civile, in cui il giudice promuove la composizione e redige un verbale dotato di efficacia esecutiva. La principale novità è il Regolamento sulla mediazione commerciale adottato dal Consiglio di Stato il 19 dicembre 2025, in vigore dal 1° maggio 2026, che colma la frammentazione della mediazione commerciale professionale sinora affidata a interpretazioni e prassi delle camere e dei centri specializzati, definendone organismi, requisiti dei mediatori, procedura e riservatezza. La mediazione mantiene carattere volontario e non è configurata quale condizione di procedibilità. Sul piano internazionale la Cina figura tra i primi firmatari della Convenzione di Singapore del 2019, la cui ratifica interna non risulta ancora perfezionata, cosicché l’esecutività transfrontaliera degli accordi resta subordinata al completamento dell’iter.
Aggiornamento (2020–2026): Regolamento sulla mediazione commerciale (商事调解条例), Decreto del Consiglio di Stato n. 827 (19 dic. 2025, in vigore 1° maggio 2026): primo quadro nazionale organico sulla mediazione commerciale, in raccordo con la Convenzione di Singapore; definisce organizzazioni, requisiti dei mediatori e vigilanza. (in vigore/adozione: 2026-05-01). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Colombia
La materia conciliativa colombiana è oggi governata dalla Ley 2220 de 2022 (Estatuto de Conciliación), in vigore dal 30 dicembre 2022, che ha abrogato e sostituito la previgente Ley 640 de 2001, riordinando in modo organico la conciliazione giudiziale ed extragiudiziale. Confermando la tradizione colombiana, l’Estatuto mantiene la conciliación extrajudicial en derecho quale requisito di procedibilità per numerose controversie civili, commerciali, di famiglia e contenzioso amministrativo, da esperire dinanzi a conciliatori dei centros de conciliación autorizzati dal Ministerio de Justicia, notai o funzionari abilitati, prima dell’accesso al giudice. Il procedimento è riservato e si conclude, in caso di intesa, con un’acta de conciliación che presta mérito ejecutivo e produce effetti di cosa giudicata, consentendo l’esecuzione diretta senza omologazione. La legge disciplina requisiti, formazione e abilitazione dei conciliatori, il funzionamento dei centri, i termini per la fissazione dell’audiencia e le conseguenze della mancata comparizione. L’impianto rafforza inoltre la conciliazione in equità e i meccanismi comunitari, in coerenza con l’accesso alla giustizia sancito dalla Costituzione del 1991.
Aggiornamento (2020–2026): Ley 2220 de 2022 — Estatuto de Conciliación (in vigore 31 gennaio 2023): unico testo su conciliazione civile, contenzioso-amministrativa, di polizia e del lavoro; istituisce il Sistema Nacional de Conciliación; mantiene la conciliazione come requisito di procedibilità e generalizza quella telematica. (in vigore/adozione: 2023-01-31). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Comore
Le Comore applicano l’Atto uniforme OHADA relativo alla mediazione, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, direttamente applicabile in materia civile e commerciale in virtù del diritto uniforme dell’Organisation pour l’harmonisation en Afrique du droit des affaires, che prevale sulle disposizioni interne contrastanti. L’Atto adotta una definizione ampia e volontaria della mediazione, comprensiva di ogni procedimento in cui le parti chiedono a un terzo di assisterle nella composizione amichevole, indipendentemente dalla denominazione. Ne disciplina l’avvio, la nomina, la condotta e la conclusione, sancendo la riservatezza del procedimento e l’inutilizzabilità delle informazioni ivi acquisite, salvo consenso o obbligo di legge. Elemento qualificante è il regime dell’accordo di mediazione: le parti possono chiederne il riconoscimento e l’esecuzione, e ottenere l’apposizione della formula esecutiva da parte della giurisdizione competente o del notaio, così da conferire titolo esecutivo all’intesa. La mediazione resta volontaria e non è configurata quale condizione di procedibilità. Il quadro convenzionale coesiste con la conciliazione giudiziaria e con le forme di composizione tradizionale e comunitaria radicate nel contesto isolano.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Congo
Il Congo, in quanto Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Atto uniforme relativo alla mediazione adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, che costituisce la disciplina di riferimento in materia civile e commerciale e prevale sul diritto interno incompatibile. Il testo, ispirato alla legge modello UNCITRAL, definisce la mediazione in senso ampio come procedimento consensuale in cui un terzo neutrale assiste le parti nella ricerca di una soluzione amichevole, senza potere decisorio, e ne regola avvio, nomina del mediatore, svolgimento, riservatezza e cessazione. La riservatezza copre le dichiarazioni e i documenti prodotti, che non possono essere utilizzati nei successivi giudizi salvo eccezioni tassative. L’accordo di mediazione, una volta sottoscritto, vincola le parti e può essere reso esecutivo mediante riconoscimento e apposizione della formula esecutiva ad opera della giurisdizione competente o dell’autorità abilitata, acquisendo così valore di titolo esecutivo. Il procedimento è volontario e non integra condizione di procedibilità. Tale quadro uniforme si affianca alla conciliazione giudiziale prevista dal diritto processuale nazionale e alle prassi di composizione tradizionale.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Corea del Nord
La Repubblica Popolare Democratica di Corea non dispone di una disciplina organica e accessibile della mediazione civile e commerciale interna. La composizione delle controversie tra cittadini avviene in via prevalente attraverso comitati di conciliazione di quartiere e attraverso la conciliazione condotta all’interno del processo civile, secondo logiche di componimento amministrato e informale coerenti con l’assetto istituzionale del Paese. Il principale riferimento normativo accessibile riguarda invece il contenzioso economico con l’estero: la Law on External Economic Arbitration, adottata con Decreto n. 875 del 1999, istituisce un regime per la risoluzione delle controversie economiche internazionali che contempla, accanto all’arbitrato, meccanismi conciliativi amministrati dagli organismi competenti in materia di commercio estero. Mancano un registro pubblico dei mediatori, requisiti formativi conoscibili e un regime chiaro di esecutività degli accordi conciliativi in ambito civile interno. La RPDC non risulta parte della Convenzione di Singapore. Ogni ricostruzione va assunta con cautela, stante la limitata reperibilità e traducibilità delle fonti normative ufficiali e l’assenza di prassi documentata sull’applicazione degli strumenti conciliativi.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Corea del Sud
Il perno del sistema sudcoreano è il Judicial Conciliation of Civil Disputes Act, in vigore dal 1990 e più volte modificato, che disciplina la conciliazione civile giudiziale: essa può essere avviata su domanda della parte o per rinvio del giudice della causa pendente ed è condotta da giudici conciliatori o da commissioni di conciliazione operanti presso i tribunali, composte da un giudice e da conciliatori laici. Il procedimento è improntato a informalità, celerità e riservatezza; in mancanza di accordo il giudice può emettere una decisione sostitutiva in luogo della conciliazione, che diviene definitiva se non opposta nel termine di legge. L’accordo conciliativo verbalizzato ha la stessa efficacia di una transazione giudiziale e, quindi, valore di titolo esecutivo, evitando un separato giudizio di omologazione. La conciliazione resta di regola volontaria e non condizione generale di procedibilità, benché il rinvio giudiziale sia prassi diffusa e in alcune materie sia incentivato. Coesistono meccanismi settoriali di mediazione amministrata presso commissioni specializzate. La Corea partecipa al dibattito sugli ADR transfrontalieri connesso alla Convenzione di Singapore.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Costa Rica
La materia è regolata dalla Ley sobre Resolución Alterna de Conflictos y Promoción de la Paz Social n. 7727 del 1997 (Ley RAC), tuttora in vigore, che disciplina in modo unitario conciliazione, mediazione e arbitrato quali mezzi di composizione delle controversie su diritti disponibili. La legge, in attuazione del diritto costituzionale di accesso a strumenti alternativi, prevede l’operatività di centri autorizzati e supervisionati dal Ministerio de Justicia y Paz, presso i quali operano mediatori e conciliatori in possesso dei requisiti di formazione e iscrizione richiesti. Il procedimento è volontario, riservato e informato ai principi di neutralità e imparzialità, con inutilizzabilità nei successivi giudizi di quanto emerso in mediazione. Tratto qualificante della Ley RAC è l’efficacia riconosciuta all’accordo: l’acuerdo di conciliazione o mediazione debitamente omologato o formalizzato secondo la legge produce effetti di cosa giudicata e presta mérito ejecutivo, consentendo l’esecuzione diretta senza necessità di un separato accertamento. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, restando affidata all’iniziativa delle parti, pur essendo promossa anche mediante le Casas de Justicia comunitarie diffuse sul territorio.
Aggiornamento (2020–2026): Ley N° 10535: deroga il regime di arbitrato domestico della Ley 7727 (sistema monista UNCITRAL); le norme su mediazione e conciliazione della Ley 7727 restano vigenti. (in vigore/adozione: pubbl. 1.10.2024, in vigore da aprile 2025). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Costa d’Avorio
La Costa d’Avorio combina la disciplina uniforme sovranazionale con una legge interna dedicata. Quale Stato OHADA, applica direttamente l’Atto uniforme sulla mediazione del 23 novembre 2017 (in vigore dal febbraio 2018), riferimento generale in materia civile e commerciale che consente il riconoscimento e l’apposizione della formula esecutiva agli accordi di mediazione. A livello nazionale, la Loi n° 2014-389 disciplina la médiation judiciaire et conventionnelle, articolando la mediazione disposta dal giudice nell’ambito di un procedimento pendente e quella convenzionale attivata autonomamente dalle parti, definendo la nomina e il ruolo del mediatore, la durata del mandato e i rapporti con il processo, che resta sospeso o coordinato durante la mediazione. Il procedimento è riservato e volontario, non costituendo di regola condizione di procedibilità. L’accordo raggiunto può essere omologato dal giudice competente, acquisendo forza esecutiva, o reso esecutivo secondo il regime OHADA. Il concorso tra fonte interna e diritto uniforme è risolto in favore della prevalenza dell’Atto uniforme sulle disposizioni nazionali contrastanti, ferma la funzione integrativa e specificativa della legge del 2014, coerentemente con la politica di sviluppo della mediazione commerciale del Paese.
Aggiornamento (2020–2026): Loi n° 2023-419 del 22 maggio 2023: nuova legge sulla mediazione che abroga la legge 2014-389; mediazione volontaria, gratuita, con consenso libero delle parti; approvata con la legge gemella 2023-418 sull’arbitrato. (in vigore/adozione: 2023-05-22). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Cuba
Cuba non dispone di una legge organica sulla mediazione civile e commerciale. La composizione delle controversie in sede giudiziale è oggi retta dalla Ley n. 141/2021, Código de Procesos (Proceso Civil, Administrativo, Laboral y Económico), che prevede l’udienza di conciliazione all’interno del giudizio, in cui il tribunale sollecita le parti a una definizione amichevole e verbalizza l’eventuale accordo, dotato di efficacia esecutiva quale atto processuale. Il codice del 2021 valorizza inoltre le soluzioni concordate lungo l’iter processuale. In ambito commerciale, e segnatamente per le controversie internazionali, opera la Corte Cubana de Arbitraje Comercial Internacional presso la Camera di Commercio, il cui Reglamento de Mediación del 2018 disciplina un procedimento di mediazione amministrata, volontario e riservato, con mediatori designati secondo le regole istituzionali. Non risulta un registro pubblico generale dei mediatori né un obbligo generalizzato di previo esperimento: la mediazione ha carattere volontario e non costituisce condizione di procedibilità. Data la limitata reperibilità di fonti aggiornate, la ricostruzione dell’efficacia esecutiva degli accordi extragiudiziali va assunta con cautela, coordinandola con le previsioni processuali della Ley 141/2021.
Aggiornamento (2020–2026): Decreto-Ley 69/2023 sulla mediazione dei conflitti (primo quadro organico: civile, famiglia, mercantile, lavoro, penale) e Decreto-Ley 87/2024 su arbitrato e mediazione commerciale internazionale. (in vigore/adozione: 2023-02-22). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Dominica
La Dominica, quale Stato dell’Organizzazione degli Stati dei Caraibi Orientali, non dispone di una legge autonoma sulla mediazione, ma la applica nell’ambito della court-connected mediation disciplinata dalle Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules, oggi nella Revised Edition 2023. Le Rules, applicabili agli Stati OECS serviti dalla Eastern Caribbean Supreme Court, prevedono nelle parti dedicate alla mediazione annessa al tribunale il rinvio delle cause civili al mediatore nell’ambito della gestione del caso (case management), con il giudice che può indirizzare le parti verso la composizione amichevole. Il procedimento è riservato, condotto da mediatori accreditati secondo gli standard giudiziari regionali, e coordinato con il processo che può essere sospeso per il suo svolgimento. L’accordo raggiunto è formalizzato e, ove recepito in un provvedimento o transazione giudiziale, acquisisce efficacia esecutiva. Sul piano sovranazionale il Trattato riveduto di Chaguaramas, istitutivo della Comunità caraibica, promuove i meccanismi di risoluzione delle controversie nell’area CARICOM. La mediazione ha carattere prevalentemente volontario o incentivato dal giudice, non risultando, allo stato, configurata quale generale condizione di procedibilità; la ricostruzione di eventuali profili obbligatori va assunta con cautela.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Ecuador
L’Ecuador è retto dalla Ley de Arbitraje y Mediación, adottata nel 1997 e vigente nel testo della codificazione del 2006, che disciplina la mediazione quale metodo alternativo di risoluzione delle controversie su materie transigibili. La legge prevede l’operatività di centri di mediazione autorizzati e registrati, presso i quali agiscono mediatori qualificati secondo i requisiti di formazione richiesti, e struttura un procedimento volontario, riservato e imparziale, attivabile per accordo delle parti o su invito del giudice. Tratto distintivo dell’ordinamento ecuadoriano è l’efficacia dell’accordo: l’acta de mediación che contiene l’intesa ha valore di sentenza definitiva ed effetti di cosa giudicata, prestando mérito ejecutivo, sicché è direttamente eseguibile senza necessità di omologazione; l’acta che attesta il mancato accordo consente invece l’accesso alla via giudiziale o arbitrale. La Costituzione del 2008 riconosce espressamente i mezzi alternativi di soluzione dei conflitti quali strumenti di accesso alla giustizia, rafforzandone la legittimazione. La mediazione mantiene carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, salvi eventuali regimi settoriali; è promossa anche presso centri pubblici e comunitari.
Aggiornamento (2020–2026): Riforma dell’art. 5 della Ley de Arbitraje y Mediación (Decreto 206, R.O. 22 marzo 2024); l’art. 16.5 poi dichiarato incostituzionale (Corte Cost. ris. 74, 2 aprile 2025). (in vigore/adozione: 2024-03-22). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Egitto
L’Egitto non ha una legge organica unitaria sulla mediazione civile e commerciale, bensì un mosaico di fonti. La composizione stragiudiziale è affidata anzitutto ai comitati di conciliazione istituiti dalla Legge n. 7 del 2000, che impongono in numerose controversie tra cittadini e amministrazioni, e in talune liti civili, il previo tentativo di conciliazione presso appositi comitati quale passaggio precontenzioso. In ambito economico, la Legge n. 120 del 2008 sulle corti economiche prevede meccanismi di conciliazione e mediazione preventiva dinanzi a tali giurisdizioni specializzate, con esperimento anteriore alla trattazione di determinate cause. Il Codice di procedura civile (art. 64 e disposizioni connesse) consente inoltre la conciliazione endoprocessuale, il cui verbale, una volta depositato, acquista efficacia esecutiva. La mediazione commerciale amministrata trova sede presso il Cairo Regional Centre for International Commercial Arbitration (CRCICA), le cui regole disciplinano un procedimento volontario e riservato. Il quadro presenta quindi profili di obbligatorietà settoriale, coesistenti con l’esperimento volontario. Gli estremi normativi e le soglie applicative vanno verificati caso per caso, data la stratificazione delle fonti; la posizione dell’Egitto rispetto alla Convenzione di Singapore è da riscontrare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
El Salvador
El Salvador è disciplinato dalla Ley de Mediación, Conciliación y Arbitraje, approvata con Decreto Legislativo n. 914 del 2002 e successivamente modificata (in particolare nel 2009), che regola in modo unitario mediazione, conciliazione e arbitrato quali mezzi alternativi di risoluzione delle controversie su diritti disponibili. La legge prevede l’operatività di centri di mediazione e conciliazione autorizzati, tra cui rilevano quelli della Procuraduría General de la República, che offrono il servizio anche gratuitamente, con mediatori in possesso dei requisiti di formazione e imparzialità richiesti. Il procedimento è volontario, riservato e informale, informato ai principi di neutralità e autodeterminazione delle parti. L’accordo raggiunto, formalizzato nell’acta corrispondente, produce effetti vincolanti e, nelle forme previste dalla legge, presta mérito ejecutivo, consentendo l’esecuzione diretta dell’intesa. La mediazione conserva carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, restando promossa quale strumento di accesso alla giustizia e di deflazione del contenzioso. Il quadro salvadoregno si inserisce nella tradizione latinoamericana di valorizzazione degli ADR, con centri pubblici e privati abilitati dall’autorità competente e sottoposti a vigilanza.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Emirati Arabi Uniti
Gli Emirati Arabi Uniti si sono dotati di una disciplina organica con il Federal Decree-Law No. 40 of 2023 on Mediation and Conciliation, in vigore dal 29 dicembre 2023, che regola la mediazione e la conciliazione nelle controversie civili e commerciali, sostituendo il precedente regime della legge sulla conciliazione. Il testo distingue la mediazione giudiziale, disposta o supervisionata dal tribunale competente, dalla mediazione privata affidata a centri e mediatori accreditati, prevedendo l’istituzione di registri dei mediatori e requisiti di qualificazione, indipendenza e riservatezza. Elemento qualificante è il possibile carattere obbligatorio o incentivato del rinvio giudiziale in determinate materie e soglie, con funzione deflativa, sicché la mediazione assume profili di obbligatorietà settoriale nell’ambito del percorso processuale. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità delle dichiarazioni nei successivi giudizi, e coordinato con la sospensione dei termini. L’accordo di composizione, una volta ratificato o omologato dal giudice competente, acquisisce forza esecutiva quale titolo. La riforma si inserisce nella strategia emiratina di sviluppo degli ADR e di attrattività per il contenzioso commerciale; la posizione rispetto alla Convenzione di Singapore, di cui gli EAU sono tra i firmatari, va coordinata con l’attuazione interna.
Aggiornamento (2020–2026): Federal Decree-Law 40/2023 (in vigore 29 dic. 2023): consolida mediazione e conciliazione in un testo unico; ammette la modalità elettronica; competenza esclusiva del Centro per liti fino a 5 milioni AED e tra familiari. Dubai Law 9/2025: conciliazione obbligatoria per alcune liti. (in vigore/adozione: 2023-09-28). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Eritrea
L’Eritrea non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie civili è affidata anzitutto alla conciliazione prevista dal Codice di procedura civile dello Stato di Eritrea del 2015, che consente e promuove il componimento amichevole nell’ambito e in funzione del processo, secondo forme di conciliazione giudiziale. Un ruolo centrale mantengono i tribunali comunitari e la giustizia tradizionale, presso i quali la mediazione e la conciliazione operano su base consuetudinaria per la risoluzione delle liti locali e familiari, con radicamento sociale significativo. Non risultano un registro pubblico dei mediatori professionali, requisiti formativi codificati né una disciplina generale dell’esecutività degli accordi di mediazione extragiudiziale distinta da quella dei provvedimenti giudiziari e degli atti conciliativi verbalizzati. Il carattere obbligatorio o volontario del previo esperimento non è chiaramente determinabile in via generale e va assunto con cautela, in ragione della limitata reperibilità e traducibilità delle fonti normative aggiornate e dell’assenza di prassi documentata. L’Eritrea non risulta parte della Convenzione di Singapore. Il sistema si caratterizza dunque per la prevalenza di meccanismi comunitari e per l’assenza di un impianto specialistico moderno di mediazione civile e commerciale.
Fonti: fonte
Eswatini
L’Eswatini non ha una legge organica sulla mediazione civile e commerciale, ma un impianto settoriale forte in materia di lavoro. La conciliazione, mediazione e arbitrato delle controversie di lavoro sono affidate alla Conciliation, Mediation and Arbitration Commission (CMAC), istituita dall’Industrial Relations Act No. 1 of 2000 e successive modifiche: la CMAC svolge un ruolo centrale nella composizione dei conflitti individuali e collettivi, con la conciliazione che costituisce, in numerose ipotesi, passaggio obbligatorio prima della definizione contenziosa dinanzi all’Industrial Court, così integrando un’obbligatorietà settoriale. In ambito civile generale operano forme di mediazione annessa al tribunale, promosse nell’ambito della gestione del caso, e la composizione tradizionale radicata nell’organizzazione sociale e nelle autorità consuetudinarie del Regno. Non risultano un registro pubblico generale dei mediatori civili né una disciplina unitaria dell’esecutività degli accordi extragiudiziali, mentre gli accordi conciliativi in materia di lavoro raggiunti presso la CMAC possono acquisire efficacia vincolante ed esecutiva secondo le regole della Commissione. La ricostruzione dei profili civili va assunta con cautela, data la limitata reperibilità di fonti; l’Eswatini si caratterizza per la centralità del modello lavoristico e comunitario.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Etiopia
L’Etiopia ha modernizzato la materia con l’Arbitration and Conciliation Working Procedure Proclamation No. 1237/2021, che ha aggiornato la disciplina dell’arbitrato e della conciliazione, ispirandosi agli standard internazionali e superando in parte il regime risalente al Codice civile del 1960, il quale già contemplava la conciliazione tra gli istituti di composizione delle controversie. La Proclamation definisce la conciliazione quale procedimento volontario e riservato in cui un terzo neutrale assiste le parti nella ricerca di un accordo, disciplinandone avvio, nomina del conciliatore, svolgimento, riservatezza e cessazione, e regola i rapporti tra conciliazione, arbitrato e giudizio. Le comunicazioni rese in conciliazione sono protette e non utilizzabili nei successivi procedimenti, salvo eccezioni. L’accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste, può acquisire efficacia esecutiva, avvicinandosi al regime degli accordi transattivi. La conciliazione conserva carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Il testo del 2021 mira a rafforzare l’attrattività dell’Etiopia per il contenzioso commerciale e a coordinarsi con gli sviluppi internazionali in tema di ADR; la posizione rispetto alla Convenzione di Singapore va verificata, non risultando perfezionata la vincolatività interna.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Figi
Le Figi non hanno una legge organica sulla mediazione civile e commerciale, ma un sistema articolato per settori. La mediazione annessa al tribunale e la conciliazione sono promosse nell’ambito delle High Court Rules e del case management, con il giudice che può indirizzare le parti alla composizione amichevole, e trovano supporto operativo nel Fiji Mediation Centre. In materia familiare, il Family Law Act 2003 valorizza la mediazione e la consulenza familiare quali strumenti privilegiati per le controversie relative ai figli e alle relazioni familiari, con profili di previo esperimento incentivato. Il Criminal Procedure Act 2009 contempla forme di composizione e riconciliazione per determinati reati minori procedibili a querela, secondo logiche di giustizia riparativa. La mediazione del lavoro è affidata all’Employment Relations Tribunal nel quadro della disciplina delle relazioni industriali, con conciliazione preliminare. Persiste inoltre la conciliazione comunitaria tradizionale (bulubulu), radicata nella cultura fijiana. Ne risulta un quadro di obbligatorietà settoriale, differenziato per materia, in assenza di un registro unitario dei mediatori civili e di una disciplina generale dell’esecutività degli accordi extragiudiziali; la ricostruzione dei singoli regimi va assunta con cautela, coordinando fonti processuali e settoriali.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Filippine
Le Filippine sono rette dall’Alternative Dispute Resolution Act of 2004 (Republic Act No. 9285), che istituzionalizza mediazione, arbitrato e conciliazione quali politiche statali di promozione degli ADR e istituisce l’Office for Alternative Dispute Resolution incaricato della promozione e del coordinamento. Accanto a tale legge quadro opera un articolato sistema giudiziale: la court-annexed mediation (CAM) e la judicial dispute resolution (JDR), disciplinate dalle regole e circolari della Corte Suprema, prevedono in numerose controversie civili il rinvio obbligatorio delle parti alla mediazione quale passaggio del percorso processuale, con conseguente profilo di obbligatorietà settoriale a fini deflativi. A livello comunitario resta centrale il sistema del Katarungang Pambarangay (Barangay Justice System), che impone la previa conciliazione presenziata dal lupon prima dell’accesso al giudice per numerose liti locali. Il procedimento di mediazione è riservato, con inutilizzabilità delle dichiarazioni, e i mediatori sono accreditati secondo gli standard giudiziari. L’accordo raggiunto, una volta approvato dal giudice, acquisisce efficacia esecutiva quale compromesso giudiziale. Le Filippine figurano tra i firmatari della Convenzione di Singapore, la cui attuazione interna va coordinata con la RA 9285 e le regole processuali.
Aggiornamento (2020–2026): DOJ Department Circular 031 (2023): attuazione pilota delle Regole 2023 sulla mediazione presso le Procure; IPOPHL Memorandum Circular 2024-007 (dal 29 marzo 2024): mediazione obbligatoria per i reclami su proprietà intellettuale e concorrenza sleale. (in vigore/adozione: 2023-06-19). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Gabon
Il Gabon è vincolato dall’Atto uniforme OHADA relativo alla mediazione, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, direttamente applicabile negli Stati membri dell’Organizzazione per l’armonizzazione del diritto degli affari in Africa. L’Atto istituisce un quadro uniforme per la mediazione convenzionale e giudiziale in materia civile e commerciale, ispirato alla Legge modello UNCITRAL, e configura la procedura come volontaria: non è prevista alcuna condizione di procedibilità, ma le parti possono avviare la mediazione per accordo, per invito del giudice o dell’arbitro, ovvero in forza di un obbligo derivante dalla legge. La disciplina sancisce i principi di riservatezza e di autodeterminazione delle parti, regola la nomina e i doveri del mediatore e prevede l’inutilizzabilità nel successivo processo delle dichiarazioni rese in sede di mediazione. Profilo qualificante è l’esecutività dell’accordo di transazione: le parti possono chiedere l’omologazione o il deposito presso l’autorità competente, ottenendo un titolo suscettibile di esecuzione forzata negli Stati OHADA. La combinazione tra applicabilità diretta dell’Atto uniforme e regime di riconoscimento transfrontaliero rende la mediazione uno strumento particolarmente adatto al contenzioso commerciale regionale; l’articolazione dei centri e delle tariffe resta rimessa alla prassi nazionale, da verificare quanto ai dettagli attuativi.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Gambia
In Gambia la materia è retta dall’Alternative Dispute Resolution Act del 2005, legge organica che disciplina in modo unitario mediazione, conciliazione e arbitrato e istituisce l’ADR Secretariat quale organo di gestione e promozione dei metodi alternativi. Il modello è quello della court-connected mediation: le controversie civili possono essere avviate alla mediazione su base essenzialmente volontaria o su rinvio del giudice, senza che sia configurata in via generale una condizione di procedibilità. La legge definisce ruolo e doveri del mediatore, i canoni di imparzialità e riservatezza e il regime di inutilizzabilità delle informazioni acquisite durante la procedura, che non possono essere prodotte nel successivo giudizio. L’accordo raggiunto ha natura negoziale e può essere reso esecutivo secondo le forme previste dall’ordinamento processuale, tipicamente attraverso la sua trasfusione in un provvedimento del giudice o in un lodo su accordo. L’ADR Secretariat cura l’accreditamento e la formazione dei mediatori nonché la tenuta delle liste, sebbene i requisiti di dettaglio e gli standard formativi restino affidati alla prassi e alla regolamentazione secondaria, da verificare. Non risultano riforme organiche recenti né adesione con effetti operativi alla Convenzione di Singapore, elemento da verificare rispetto agli sviluppi 2023-2026.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Georgia
La Georgia dispone di una legge organica di recente generazione: la Law of Georgia on Mediation n. 4954-Iს, adottata il 18 settembre 2019 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2020. Il testo disciplina congiuntamente la mediazione privata (convenzionale) e quella giudiziale disposta dal giudice, secondo un modello ispirato agli standard europei e alla Legge modello UNCITRAL. La procedura resta di regola volontaria, ma il giudice può rinviare le parti in mediazione; la mediazione giudiziale è connotata da gratuità per le parti e affidata a mediatori iscritti nell’apposito registro tenuto dall’Association of Mediators of Georgia, cui competono l’accreditamento, la formazione e la vigilanza deontologica. La legge sancisce i principi di riservatezza, imparzialità e autodeterminazione, prevede la sospensione dei termini di prescrizione durante la procedura e stabilisce l’inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni e proposte formulate in mediazione. Quanto agli effetti, l’accordo di mediazione può acquisire efficacia esecutiva mediante omologazione o riconoscimento giudiziale secondo le forme di legge. L’impianto riflette la scelta di integrare la mediazione nel sistema giudiziario come strumento strutturale di deflazione; gli eventuali aggiornamenti regolamentari 2023-2026 sulle categorie di controversie soggette a rinvio obbligatorio restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Modifiche alla legge sulla mediazione del 2019 (testo consolidato aggiornato più volte 2023-2025, intervento nel dicembre 2025); nel 2024 commentario dell’Associazione dei mediatori sul riconoscimento degli accordi internazionali. (in vigore/adozione: 2025-12-09). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Ghana
In Ghana la disciplina è contenuta nell’Alternative Dispute Resolution Act, 2010 (Act 798), legge organica che regola in modo unitario arbitrato, mediazione e conciliazione e integra i metodi alternativi nel sistema giudiziario attraverso il modello della court-connected ADR. La mediazione ha carattere tendenzialmente volontario: le parti possono ricorrervi per accordo o su rinvio del giudice, senza che l’Act configuri in via generale una condizione di procedibilità, pur incentivandone fortemente l’impiego nella prassi delle corti. La legge definisce la figura del mediatore, i doveri di neutralità e riservatezza e il regime di inutilizzabilità nel successivo processo delle informazioni raccolte durante la procedura. Quanto agli esiti, l’accordo di mediazione ha efficacia contrattuale e può essere reso esecutivo secondo le forme di legge, in particolare mediante recepimento in un provvedimento del giudice. L’Act disciplina inoltre gli aspetti relativi alla nomina, all’accreditamento e alla condotta dei mediatori, mentre gli standard formativi di dettaglio e la tenuta delle liste sono rimessi alla regolamentazione attuativa e alla prassi delle istituzioni ADR. Non risultano, allo stato, riforme organiche successive di rilievo, e l’eventuale rilevanza operativa della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali resta da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Giamaica
In Giamaica la mediazione annessa al tribunale è disciplinata dalle Civil Procedure Rules 2002, e in particolare dalla Part 74 dedicata alla court-annexed mediation, integrata dalle Mediation Rules. Il sistema prevede il rinvio delle cause civili alla mediazione come fase strutturata del procedimento, con connotati di obbligatorietà quanto alla partecipazione, ferma la libertà delle parti circa l’esito: si tratta dunque di un obbligo di attivazione e non di conciliazione. La gestione operativa è affidata alla Dispute Resolution Foundation, che cura l’organizzazione delle mediazioni, l’accreditamento e la formazione dei mediatori nonché la tenuta delle liste. Le regole processuali disciplinano i tempi del rinvio, gli oneri di partecipazione delle parti e le conseguenze processuali in caso di mancata comparizione, oltre ai principi di riservatezza e all’inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione. L’accordo raggiunto viene trasfuso, ove le parti lo richiedano, in un provvedimento del giudice acquistando così efficacia esecutiva. L’assenza di una legge organica sulla mediazione è compensata dalla completezza del quadro processuale; i requisiti di accreditamento di dettaglio e gli sviluppi 2023-2026 delle regole restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Giappone
Il Giappone combina la conciliazione giudiziale tradizionale con una legge quadro sugli ADR di recente riformata. La conciliazione civile (chōtei) è disciplinata dal Civil Conciliation Act del 1951, che prevede la composizione condotta da commissioni di conciliazione presso i tribunali; l’accordo verbalizzato ha efficacia equiparata a quella di una transazione giudiziale, e dunque valore di titolo esecutivo. La cornice generale è data dall’Act on Promotion of Use of Alternative Dispute Resolution (Act No. 151 of 2004, in vigore dal 2007), che istituisce un sistema di certificazione degli organismi privati di ADR da parte del Ministro della Giustizia, con requisiti di qualificazione e garanzie procedurali; la mediazione presso enti certificati beneficia di effetti favorevoli, tra cui l’interruzione della prescrizione. Tale legge è stata modificata dall’Act No. 17 of 2023, che ha ampliato l’esecutività degli accordi di mediazione, consentendone l’esecuzione forzata a determinate condizioni. Con l’Act No. 16 of 2023 il Giappone ha inoltre dato attuazione alla Convenzione di Singapore sugli accordi di mediazione commerciale internazionale, di cui è parte, rafforzando l’esecutività transfrontaliera. La mediazione conserva natura volontaria e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità.
Aggiornamento (2020–2026): Legge n. 16/2023 di attuazione della Convenzione di Singapore e Legge n. 15/2023 di modifica della legge sull’arbitrato (21 aprile 2023); ratifica della Convenzione il 1° ottobre 2023, in vigore per il Giappone dal 1° aprile 2024 (con riserva); fori speciali a Tokyo e Osaka per l’esecuzione. (in vigore/adozione: 2023-04-21). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Gibuti
L’ordinamento gibutino non dispone di una legge organica sulla mediazione: la composizione consensuale delle controversie civili e commerciali resta affidata alle norme sulla conciliazione contenute nel Code de procédure civile, adottato con la Loi n° 004/AN/18 del 2018, che si inserisce nella tradizione giuridica di matrice francese propria del Paese. In tale cornice la conciliazione opera come fase eventuale o preliminare del procedimento, condotta dal giudice o su impulso delle parti, senza costituire in via generale condizione di procedibilità; permane un ruolo significativo della composizione tradizionale di ispirazione islamica (sulh), diffusa soprattutto nelle controversie familiari e comunitarie e recepita nella prassi giudiziaria. Non esiste un registro nazionale dei mediatori né un regime legale tipizzato di formazione, accreditamento e organismi, con la conseguenza che riservatezza, regime probatorio ed esecutività dell’accordo si desumono dalle regole processuali generali e dal valore transattivo del verbale di conciliazione omologato dal giudice. Gibuti non risulta parte della Convenzione di Singapore sulla mediazione, e alla data del 2026 non consta l’introduzione di una disciplina speciale della mediazione commerciale né di riforme organiche in itinere in questa materia.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Giordania
La materia è retta dalla Law No. 12 of 2006 on Mediation for the Settlement of Civil Disputes, che ha sostituito la precedente legge n. 37 del 2003 ed è stata successivamente modificata (in particolare con gli interventi del 2017), configurando un modello duale di mediazione giudiziale e privata. La mediazione giudiziale (court-referred) consente al giudice di rinviare le parti dinanzi a un mediatore in una fase iniziale del processo, con sospensione dei termini processuali; quella privata è affidata a mediatori accreditati iscritti presso l’autorità giudiziaria competente. L’istituto ha carattere volontario, non integrando in via generale condizione di procedibilità, benché il rinvio giudiziale possa assumere connotati di forte sollecitazione. La legge disciplina i requisiti dei mediatori e le condizioni di accreditamento, presidia la riservatezza del procedimento e sottrae al regime probatorio del successivo giudizio le dichiarazioni rese in sede di mediazione. L’accordo raggiunto, una volta ratificato dal giudice, acquista efficacia esecutiva assimilata a quella di un titolo giudiziale. La Giordania ha mostrato attenzione al quadro internazionale della mediazione commerciale, ma alla data del 2026 la sua adesione alla Convenzione di Singapore va verificata caso per caso, restando il fondamento normativo interno quello della legge del 2006 come modificata.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Grenada
Grenada non dispone di una legge organica autonoma sulla mediazione, ma partecipa al sistema giurisdizionale comune della Eastern Caribbean Supreme Court (ECSC), condivisa dagli Stati membri dell’OECS. La mediazione annessa al tribunale (court-connected mediation) trova fondamento nelle Civil Procedure Rules e, nella versione aggiornata rilevante al 2026, nelle disposizioni della Part 38A introdotte con la riforma delle CPR (ed. 2023), che disciplinano il rinvio delle cause civili alla mediazione da parte della corte. In tale cornice il giudice può disporre il tentativo di mediazione, che assume dunque carattere settoriale e in parte obbligatorio quando ordinato, restando per il resto strumento consensuale. La disciplina prevede la designazione di mediatori accreditati secondo gli standard dell’ECSC, la riservatezza del procedimento e l’inutilizzabilità nel processo delle informazioni ivi acquisite, nonché la formalizzazione dell’accordo, suscettibile di essere recepito in un provvedimento della corte con conseguente efficacia esecutiva. Il quadro si inserisce nel più ampio contesto regionale caraibico e del Trattato riveduto di Chaguaramas; l’eventuale applicabilità della Convenzione di Singapore agli accordi commerciali internazionali va verificata alla luce delle adesioni statali.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Guatemala
In Guatemala la composizione consensuale delle controversie si articola tra la conciliazione promossa dai Centros de Mediación dell’Organismo Judicial, operativi dal 1998 e radicati nella Ley del Organismo Judicial, e la disciplina della conciliazione e dell’arbitrato contenuta nella Ley de Arbitraje, Decreto 67-95, che regola anche i meccanismi conciliativi connessi al procedimento arbitrale. Non esiste una legge organica unitaria dedicata esclusivamente alla mediazione: l’istituto ha carattere prevalentemente volontario e promozionale, non configurandosi in via generale come condizione di procedibilità del giudizio, pur essendo incentivato dall’apparato giudiziario e dalla rete dei centri RAC (resolución alternativa de conflictos) diffusi sul territorio. La riservatezza del procedimento e la tutela delle dichiarazioni rese si fondano sui regolamenti dei centri e sui principi generali; l’accordo raggiunto ha natura transattiva e, ove omologato o recepito in sede giudiziale, acquista efficacia esecutiva. La componente conciliativa assume rilievo anche in ambito civile e del lavoro. Alla data del 2026 non consta l’adozione di una legge quadro sulla mediazione né l’adesione alla Convenzione di Singapore, restando il Decreto 67-95 il principale riferimento normativo in materia di conciliazione e arbitrato.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Guinea
La Guinea, quale Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, che costituisce il diritto vigente in materia di mediazione civile e commerciale con efficacia immediata nell’ordinamento interno. L’Atto uniforme accoglie una nozione ampia e flessibile di mediazione, comprensiva della conciliazione, di natura volontaria, senza imporla come condizione generale di procedibilità, salvo diverso accordo delle parti o rinvio giudiziale. Esso disciplina l’avvio e la conclusione del procedimento, l’indipendenza e l’imparzialità del mediatore, la riservatezza del processo e l’inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni e proposte formulate. Particolarmente rilevante è il regime dell’esecutività: l’accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante deposito e omologazione dinanzi al giudice competente dello Stato membro, acquisendo forza esecutiva assimilabile a quella di un titolo giudiziale. L’Atto uniforme si affianca alle norme processuali interne sulla conciliazione. L’impianto OHADA è coerente con gli standard internazionali, sebbene l’adesione della Guinea alla Convenzione di Singapore vada autonomamente verificata; alla data del 2026 non risultano riforme interne che sostituiscano il regime uniforme.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Guinea Equatoriale
La Guinea Equatoriale, unico Stato OHADA di lingua spagnola, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation del 23 novembre 2017, in vigore dal febbraio 2018, che rappresenta il diritto vigente in materia di mediazione civile e commerciale con efficacia immediata e prevalente nell’ordinamento interno. La mediazione, intesa in senso ampio quale procedimento consensuale comprensivo della conciliazione, ha carattere volontario e non integra condizione generale di procedibilità, restando salva la possibilità di clausole di mediazione o di rinvio da parte del giudice. L’Atto uniforme detta le regole su avvio e chiusura del procedimento, imparzialità e indipendenza del mediatore, riservatezza e inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni rese, e prevede che l’accordo possa essere reso esecutivo tramite omologazione o deposito presso l’autorità competente, con efficacia di titolo. A tale disciplina sovranazionale si affiancano le norme interne sulla conciliazione giudiziaria, radicate nella tradizione giuridica di matrice iberica. Non consta, alla data del 2026, l’adozione di una legge nazionale organica ulteriore né una specifica ratifica autonoma della Convenzione di Singapore, restando il regime OHADA il fondamento primario della materia.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Guinea-Bissau
L’ordinamento della Guinea-Bissau, di tradizione giuridica portoghese, presenta una duplice base normativa: sul piano interno la Lei n.º 11/99 disciplina in modo unitario arbitragem, conciliação e mediação, prevedendo strumenti consensuali di composizione delle controversie civili e commerciali; sul piano sovranazionale, in quanto Stato membro dell’OHADA, si applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation del 23 novembre 2017, in vigore dal febbraio 2018, che integra e prevale sulla normativa interna nelle materie coperte. La mediazione ha natura volontaria e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, affiancandosi alla conciliazione giudiziaria disciplinata dalle norme processuali. L’Atto uniforme presidia l’imparzialità e l’indipendenza del mediatore, la riservatezza del procedimento e l’inutilizzabilità probatoria di dichiarazioni e proposte, e consente di conferire efficacia esecutiva all’accordo mediante omologazione o deposito presso l’autorità competente. La coesistenza tra la legge del 1999 e il regime OHADA richiede un coordinamento interpretativo a favore della disciplina uniforme più recente. L’adesione della Guinea-Bissau alla Convenzione di Singapore va verificata autonomamente; alla data del 2026 non risultano riforme organiche interne sostitutive.
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Guyana
La Guyana, unico Stato CARICOM anglofono del continente sudamericano, non dispone di una legge organica unitaria sulla mediazione, ma di un sistema di mediazione annessa al tribunale (court-connected mediation) presso la High Court, fondato sulle Civil Procedure Rules 2016, che consentono al giudice di rinviare le cause civili alla mediazione in una fase preliminare del procedimento. A questo si affianca la mediazione familiare, radicata nel Family Court Act 2007, che valorizza la composizione consensuale nelle controversie di famiglia, e il rinnovato quadro dell’ADR commerciale definito dall’Arbitration Act 2024, che modernizza il regime dell’arbitrato e degli strumenti connessi. L’istituto ha carattere settoriale e in parte obbligatorio quando disposto dal giudice, restando per il resto volontario. La disciplina processuale presidia la riservatezza del procedimento e l’inutilizzabilità delle dichiarazioni rese, mentre l’accordo raggiunto, ove recepito in un provvedimento della corte, acquista efficacia esecutiva. Il ricorso a mediatori designati dal tribunale e la formazione dei medesimi seguono gli standard fissati in sede giudiziaria. L’eventuale rilevanza della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali va verificata alla luce dello stato delle adesioni della Guyana.
Aggiornamento (2020–2026): Arbitration Act 2024 (Act No. 6 of 2024): abroga l’Arbitration Act 1916 e disciplina espressamente anche la mediazione, oltre all’arbitrato commerciale e internazionale. (in vigore/adozione: pubbl. 24.5.2024). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Haiti
Haiti non dispone di una legge organica sulla mediazione: la composizione consensuale delle controversie resta ancorata alla conciliazione preliminare obbligatoria dinanzi al juge de paix prevista dal Code de procédure civile, di tradizione francese, che impone in numerose materie civili un tentativo conciliativo quale passaggio anteriore all’instaurazione del giudizio. In ambito lavoristico opera la conciliazione disciplinata dal Code du travail, mentre in materia di divorzio permane un tentativo di conciliazione preliminare. La mediazione in senso proprio ha sviluppo istituzionale limitato, sostenuto da centri specializzati, e non risulta compiutamente tipizzata sul piano legislativo quanto a requisiti dei mediatori, registro e organismi. La riservatezza e il regime probatorio si desumono dai principi generali e dalla natura del verbale di conciliazione, che, ove raggiunto e omologato, assume valore transattivo ed efficacia esecutiva secondo le regole processuali. L’arbitrato trova riferimento nel Code de procédure civile, oggetto di interventi di riforma nel 2005. Alla data del 2026 lo stato di vigenza di una disciplina specifica della mediazione risulta incerto e non consta l’adesione alla Convenzione di Singapore, sicché le indicazioni vanno assunte in termini cauti.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Honduras
In Honduras la materia è retta dalla Ley de Conciliación y Arbitraje, Decreto n. 161-2000, che disciplina in modo unitario la conciliazione e la mediazione, oltre all’arbitrato, prevedendo l’operatività di centri autorizzati dalla Corte Suprema di Giustizia. L’istituto ha carattere prevalentemente volontario e promozionale, non configurandosi in via generale come condizione di procedibilità, benché in specifiche materie, in particolare civili e del lavoro, sia previsto un tentativo conciliativo previo. La legge definisce i requisiti dei conciliatori e mediatori, le condizioni di autorizzazione e funzionamento dei centri, i principi di imparzialità e riservatezza del procedimento e l’inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni e proposte formulate in sede conciliativa. L’accordo raggiunto ha natura transattiva e, una volta formalizzato secondo le previsioni di legge, acquista efficacia esecutiva assimilabile a quella di una sentenza. Il sistema si inserisce nella tradizione latinoamericana di promozione dei metodi alternativi, con radicamento della conciliazione nella prassi giudiziaria. Alla data del 2026 non consta una riforma organica sostitutiva del Decreto 161-2000 né una specifica adesione alla Convenzione di Singapore da assumere come acquisita, sicché tali profili vanno verificati.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Hong Kong
La materia è disciplinata dalla Mediation Ordinance (Cap. 620), in vigore dal 1° gennaio 2013, che fornisce il quadro legale della mediazione volontaria e ne presidia in modo puntuale la riservatezza, regolando la comunicazione delle informazioni di mediazione e la loro inutilizzabilità nei procedimenti giudiziari e arbitrali. La mediazione non costituisce condizione di procedibilità in senso stretto, ma la Practice Direction 31 impone alle parti dei procedimenti civili di considerare seriamente il ricorso alla mediazione, con possibili conseguenze sulle spese in caso di rifiuto ingiustificato, configurando un forte incentivo processuale. Si affianca l’Apology Ordinance (Cap. 631) del 2017, che tutela le dichiarazioni di scusa rese nel contesto della composizione delle controversie evitando che assumano rilievo probatorio a fini di responsabilità. La disciplina valorizza l’autonomia delle parti nella scelta del mediatore e degli organismi accreditati, con standard formativi elevati promossi dalle istituzioni locali. Hong Kong, hub internazionale dell’ADR, si colloca nel solco della Convenzione di Singapore quanto all’esecutività transnazionale degli accordi commerciali di mediazione, la cui operatività dipende dall’estensione applicativa da parte della Cina. Alla data del 2026 l’impianto della Cap. 620, come integrato nel 2017, resta il fondamento vigente.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
India
Il diritto vigente è costituito dal Mediation Act, 2023 (Act No. 32 of 2023), promulgato il 15 settembre 2023 ed entrato in vigore, per le disposizioni notificate, dal 9 ottobre 2023: si tratta della prima legge organica indiana in materia, che consolida e sistematizza una disciplina in precedenza frammentata tra il Code of Civil Procedure e leggi settoriali. La legge introduce la mediazione pre-contenzioso (pre-litigation mediation) e, in origine concepita come tentativo obbligatorio, l’ha in via generale configurata come istituto volontario, pur incentivando fortemente il ricorso preliminare in determinate controversie, in particolare commerciali. Essa istituisce il Mediation Council of India quale autorità di regolazione, disciplina la registrazione e la formazione dei mediatori e il riconoscimento degli organismi (mediation service providers), presidia la riservatezza e l’inutilizzabilità probatoria delle comunicazioni di mediazione, e attribuisce al mediated settlement agreement efficacia vincolante ed esecutiva assimilata a quella di un lodo o di un decreto giudiziale, con limitati motivi di impugnazione. L’India ha sottoscritto la Convenzione di Singapore, coerentemente con l’impianto della legge; alla data del 2026 il Mediation Act 2023 rappresenta il quadro di riferimento pienamente operativo.
Aggiornamento (2020–2026): The Mediation Act, 2023 (Act 32/2023, in vigore 9 ottobre 2023): prima legge organica sulla mediazione (pre-contenziosa, online, comunitaria), ingloba la ‘conciliazione’; istituisce il Mediation Council of India; accordi esecutivi. (in vigore/adozione: 2023-09-14). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Indonesia
In Indonesia il quadro poggia su una duplice fonte: la Law No. 30/1999 su arbitrato e risoluzione alternativa delle controversie, che riconosce e disciplina in via generale gli strumenti consensuali, e il Regolamento della Corte Suprema (PERMA) n. 1 del 2016 sulla mediazione giudiziale (mediasi), che impone il tentativo di mediazione nelle cause civili prima della trattazione nel merito. In forza del PERMA 1/2016 la mediazione endoprocessuale ha carattere obbligatorio e settoriale: il mancato esperimento del tentativo determina la nullità della sentenza, con conseguente rinvio, mentre la prosecuzione oltre la fase iniziale resta rimessa alla volontà delle parti. La disciplina prevede il ricorso a mediatori certificati, interni od esterni all’organico giudiziario, con requisiti di formazione e accreditamento, presidia la riservatezza del procedimento e l’inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni rese, e attribuisce all’accordo, recepito in un atto della corte (akta perdamaian), efficacia esecutiva assimilata a quella di una decisione giudiziale. Il sistema valorizza altresì la tradizione conciliativa (musyawarah). L’adesione dell’Indonesia alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 il PERMA 1/2016 resta il cardine della mediazione giudiziale obbligatoria.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Iran
L’ordinamento iraniano non dispone di una legge organica unitaria sulla mediazione di stampo occidentale, ma articola la composizione consensuale su più fonti. I Consigli di risoluzione delle controversie (Shoraye Hal-e Ekhtelaf), disciplinati dalla legge del 2015, esercitano una funzione conciliativa e di composizione per un ampio ventaglio di controversie civili e penali minori, operando come sede istituzionale di mediazione comunitaria a rilievo settoriale e, per le materie devolute, con connotati di passaggio obbligato. A ciò si affianca la conciliazione (sazesh) prevista dal Codice di procedura civile e la composizione amichevole di ispirazione islamica (solh), radicata nel diritto sostanziale e nella prassi giudiziaria. La disciplina dei requisiti dei componenti dei consigli e delle procedure è dettata dalla legge del 2015 e dai regolamenti attuativi; la riservatezza e il regime probatorio si desumono dai principi generali del processo, mentre l’accordo conciliativo, una volta formalizzato dinanzi all’organo competente, assume valore vincolante ed efficacia esecutiva. La mediazione commerciale in senso moderno è in fase di sviluppo. L’adesione dell’Iran alla Convenzione di Singapore non risulta acquisita e va verificata, sicché le indicazioni ulteriori vanno assunte in termini cauti.
Aggiornamento (2020–2026): Legge sui Consigli per la risoluzione delle controversie (2023): la competenza dei Consigli è limitata alla conciliazione (sazesh); istituiti i ‘tribunali di pace’ per le cause minori. (in vigore/adozione: 2023). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Iraq
L’Iraq non dispone di una legge organica sulla mediazione: la composizione consensuale delle controversie civili si fonda sulla conciliazione prevista dal Codice di procedura civile n. 83 del 1969 (con specifico riferimento agli articoli 251-276) e sulle disposizioni del Codice civile n. 40 del 1951, integrate dall’operatività di comitati di riconciliazione. In tale cornice la conciliazione opera quale fase eventuale o strumento endoprocessuale, senza che risulti compiutamente definito, sul piano legislativo generale, un regime di obbligatorietà uniforme, sicché lo stato e il carattere del tentativo vanno valutati caso per caso. Assume rilievo significativo la composizione tribale di matrice consuetudinaria (sulha), largamente diffusa nella prassi sociale e talora recepita dagli organi giudiziari, soprattutto nelle controversie a forte impatto comunitario. Non esiste un registro nazionale dei mediatori né una tipizzazione legale della formazione e degli organismi, mentre riservatezza, regime probatorio ed esecutività dell’accordo si desumono dalle regole processuali generali e dal valore transattivo del verbale omologato. La mediazione commerciale è in fase di sviluppo. Alla data del 2026 lo stato di vigenza di una disciplina speciale della mediazione risulta indeterminato e l’adesione alla Convenzione di Singapore non consta acquisita.
Aggiornamento (2020–2026): Legge sull’assistenza legale (approvata 30 gennaio 2024): servizi legali gratuiti compresa la mediazione per gruppi vulnerabili; centro presso l’Alta Commissione per i diritti umani. Nel 2024 l’Iraq firma la Convenzione di Singapore. (in vigore/adozione: 2024-01-30). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Islanda
L’Islanda non dispone di una legge organica generale sulla mediazione, ma di una disciplina a rilievo settoriale, particolarmente sviluppata in ambito familiare. La mediazione familiare (sáttameðferð) è obbligatoria prima di introdurre controversie relative all’affidamento, alla residenza abituale e al diritto di visita nei confronti dei figli, in forza del Children’s Act (Legge sui minori) n. 76 del 2003, come modificato dagli interventi entrati in vigore dal 2012, che ne fanno una condizione di accesso al giudizio in tali materie. Per le controversie civili in genere operano la conciliazione e la mediazione giudiziale previste dal Code of Civil Procedure n. 91 del 1991, che consente al giudice di promuovere la composizione consensuale nel corso del processo. La disciplina familiare prevede il rilascio di un certificato attestante l’esperimento della mediazione quale presupposto processuale, con mediatori qualificati operanti presso i servizi competenti; la riservatezza e il regime probatorio si desumono dalle norme di settore e dai principi processuali generali, mentre gli accordi assumono efficacia secondo le regole in materia di famiglia e, ove omologati, valore esecutivo. L’Islanda, pur non membro UE, aderisce allo Spazio economico europeo; l’adesione alla Convenzione di Singapore va verificata.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Isole Marshall
Le Isole Marshall non dispongono di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si fonda sulla conciliazione giudiziale prevista dalle Rules of Civil Procedure del 2005, che consentono al giudice di favorire la definizione bonaria delle liti civili nell’ambito del procedimento, e sulla composizione consuetudinaria affidata ai Community Courts, competenti per le controversie locali secondo le tradizioni comunitarie dell’arcipelago. L’istituto ha carattere volontario e non integra, in via generale, condizione di procedibilità. Non risulta tipizzato un regime legale di requisiti, formazione e registro dei mediatori né una rete di organismi accreditati, sicché riservatezza, regime probatorio ed esecutività dell’accordo si desumono dalle regole processuali generali e dal valore degli atti conciliativi recepiti dal giudice o dagli organi comunitari. Il quadro riflette la coesistenza tra istituti processuali di matrice statunitense, cui l’ordinamento è storicamente collegato, e diritto consuetudinario. Alla data del 2026 non consta l’adozione di una disciplina speciale della mediazione né l’adesione alla Convenzione di Singapore, restando le Rules of Civil Procedure 2005 e l’ordinamento dei Community Courts i riferimenti operativi in materia.
Aggiornamento (2020–2026): Nuove Rules of Civil Procedure (MIRCP 2024) in sostituzione di quelle del 2005: la Rule 72 disciplina mediazione e altri ADR nel processo civile. (in vigore/adozione: in vigore 1 novembre 2024). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Isole Salomone
Le Isole Salomone non dispongono di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si articola tra la conciliazione giudiziale, prevista dalle Courts (Civil Procedure) Rules del 2007, che consentono al giudice di promuovere la definizione consensuale delle liti civili, e la composizione consuetudinaria affidata ai tribunali locali. Il Local Courts Act (Cap. 19) devolve infatti a questi ultimi la trattazione delle controversie di diritto consuetudinario (kastom), particolarmente rilevanti in materia fondiaria e comunitaria, secondo procedure che valorizzano la mediazione tra le parti e i capi tradizionali. L’istituto ha natura volontaria e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, salvo i meccanismi conciliativi propri delle controversie consuetudinarie. Non risulta tipizzato un regime legale di requisiti, formazione e registro dei mediatori, sicché riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi si desumono dalle regole processuali e dal valore riconosciuto agli atti dei tribunali locali. Il quadro riflette la matrice giuridica di common law combinata con il diritto consuetudinario melanesiano. Alla data del 2026 non consta l’adozione di una disciplina organica della mediazione né l’adesione alla Convenzione di Singapore, restando le Rules del 2007 e il Local Courts Act i riferimenti principali.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Israele
In Israele la mediazione annessa al tribunale è ampiamente diffusa e trova fondamento nella sezione 79C del Courts Law del 1984 e nelle Courts (Mediation) Regulations del 1993, che disciplinano il rinvio delle cause alla mediazione da parte del giudice e le modalità del procedimento. La disciplina consente al tribunale di indirizzare le parti verso la mediazione con il loro consenso; il progetto MAHUT ha introdotto un incontro informativo preliminare (MEHUT) volto a orientare i litiganti verso la composizione consensuale in determinate categorie di cause civili, configurando un passaggio a forte incentivazione, senza tuttavia sostanziarsi, in via generale, in una rigida condizione di procedibilità. Le regole del 1993 dettano i requisiti dei mediatori, la loro iscrizione negli elenchi tenuti presso l’amministrazione giudiziaria e i principi di imparzialità e riservatezza, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione. L’accordo raggiunto, ove recepito in un provvedimento del giudice, acquista efficacia esecutiva assimilata a quella di una sentenza. Israele figura tra i firmatari della Convenzione di Singapore, in coerenza con la vocazione internazionale della sua prassi di ADR; l’effettiva ratifica e la sua operatività interna vanno verificate. Alla data del 2026 il quadro descritto resta il riferimento vigente.
Aggiornamento (2020–2026): Emendamento n. 103 alla Legge sui Tribunali (22 luglio 2024, nuovo art. 79C): recepisce la Convenzione di Singapore; gli accordi di mediazione commerciale internazionale sono riconoscibili ed eseguibili come sentenza nazionale. (in vigore/adozione: 2024-07-22). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Kazakistan
Il quadro è definito dalla Law No. 401-IV del 28 gennaio 2011 ‘On Mediation’, più volte modificata, che disciplina la mediazione in materia civile, del lavoro e familiare, nonché, entro limiti definiti, in alcune controversie penali di minore gravità. La legge distingue tra mediatori professionali, tenuti a requisiti di formazione e iscrizione presso le organizzazioni di mediatori, e mediatori non professionali, ammessi in particolare per la composizione di controversie comunitarie e locali. L’istituto ha carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità del giudizio, potendo essere avviato prima o durante il processo, con sospensione dei relativi termini. La disciplina presidia i principi di volontarietà, parità delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore, riservatezza del procedimento e inutilizzabilità nel giudizio delle informazioni acquisite. L’accordo di mediazione ha efficacia vincolante tra le parti e, secondo le previsioni della legge e delle norme processuali, può acquisire forza esecutiva, in particolare quando concluso nel corso del procedimento e recepito dal giudice. Il sistema si inserisce nella diffusione dei metodi ADR nell’area centroasiatica. L’adesione del Kazakistan alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 la legge del 2011, come modificata, resta il fondamento vigente.
Aggiornamento (2020–2026): Modifiche alla legge sulla mediazione del 2011 (L. 223-VII del 2023 e L. 153-VIII del 10 gennaio 2025): termine mensile per l’esecuzione della decisione della commissione, diritto degli ex dipendenti; revisione delle funzioni statali. Circa 371 mediatori professionali e 4.465 comunitari (2024). (in vigore/adozione: 2025-01-10). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Kenya
In Kenya il fondamento costituzionale è dato dall’articolo 159 della Costituzione del 2010, che impone agli organi giudiziari di promuovere i meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie, inclusa la mediazione. Sul piano attuativo, la mediazione annessa al tribunale (court-annexed mediation) è disciplinata dagli articoli 59B e 59C del Civil Procedure Act e, nella versione vigente al 2026, dalle Court-Annexed Mediation Rules del 2022, che regolano il rinvio delle cause alla mediazione da parte del giudice, la gestione del procedimento e i tempi. Il giudice può disporre il rinvio delle liti civili idonee, sicché il ricorso assume connotati settoriali e, quando ordinato, di passaggio necessario nell’ambito del processo, restando per il resto volontario. La disciplina prevede l’accreditamento dei mediatori presso il Mediation Accreditation Committee, con requisiti di formazione, presidia la riservatezza e l’inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni rese, e attribuisce all’accordo, recepito e registrato come provvedimento della corte, efficacia esecutiva assimilata a quella di una sentenza. Il Kenya figura tra i firmatari della Convenzione di Singapore, coerentemente con la promozione dell’ADR; l’effettiva ratifica e operatività interna vanno verificate. Alla data del 2026 il quadro descritto costituisce il riferimento vigente.
Aggiornamento (2020–2026): National Policy on ADR 2024 e Dispute Resolution Bill 2025 (in iter): istituzionalizza mediazione e conciliazione, prevede un National Dispute Resolution Council per registrare e accreditare i mediatori. Disegno di legge non ancora promulgato. (in vigore/adozione: 2025). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Kirghizistan
Il diritto vigente è la Legge ‘Sulla mediazione’, adottata il 28 luglio 2017 ed entrata in vigore l’11 febbraio 2018, che disciplina la mediazione in materia civile, familiare e del lavoro, nonché, entro i limiti stabiliti, in alcune controversie amministrative e penali di minore gravità. La legge istituisce e regola le organizzazioni di mediatori, dettando i requisiti di formazione, l’iscrizione e i codici di condotta, e fonda l’istituto sui principi di volontarietà, parità delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore. Il ricorso alla mediazione ha carattere prevalentemente volontario, potendo assumere rilievo settoriale ove previsto per determinate categorie di controversie, senza configurarsi in via generale come rigida condizione di procedibilità; l’avvio del procedimento incide sui termini del giudizio. La disciplina presidia la riservatezza e l’inutilizzabilità probatoria delle dichiarazioni e informazioni emerse in sede di mediazione. L’accordo di mediazione vincola le parti e, secondo le previsioni di legge e delle norme processuali, può acquisire efficacia esecutiva, in particolare se concluso in pendenza di giudizio e recepito dal giudice. Il sistema si inserisce nel processo di diffusione dell’ADR nell’Asia centrale. L’adesione del Kirghizistan alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la legge del 2017 resta il fondamento vigente.
Aggiornamento (2020–2026): Legge sulla mediazione n. 256 del 14 novembre 2025 (sostituisce la L. 161/2017; alcune norme dal 1° gennaio 2027): mediazione pre-processuale obbligatoria per alcune liti civili, familiari, di lavoro e penali; Camera dei Mediatori ad adesione obbligatoria; Registro statale unico; mediazione digitale. (in vigore/adozione: 2025-11-14). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Kiribati
Kiribati non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sul diritto consuetudinario e sull’attività degli Island Courts, che, unitamente alla Magistrates’ Courts Ordinance, affidano agli organi locali la trattazione delle liti comunitarie e consuetudinarie, tradizionalmente discusse e composte nel contesto della maneaba, la casa comunitaria che costituisce sede di deliberazione e conciliazione sociale. A ciò si affianca la conciliazione giudiziale promossa nell’ambito dei procedimenti civili. L’istituto ha natura essenzialmente volontaria e comunitaria e non integra condizione di procedibilità in senso tecnico. Non risulta tipizzato un regime legale di requisiti, formazione e registro dei mediatori né una rete di organismi accreditati, sicché riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi si desumono dalle regole processuali generali e dal valore riconosciuto agli atti degli organi locali e comunitari. Il quadro riflette la coesistenza tra common law, di matrice britannica, e diritto consuetudinario dell’arcipelago. Alla data del 2026 lo stato di una disciplina specifica della mediazione risulta indeterminato e non consta l’adesione alla Convenzione di Singapore, sicché le indicazioni ulteriori vanno assunte in termini cauti.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Kosovo
In Kosovo la materia è oggi disciplinata dalla Legge n. 06/L-009 sulla mediazione del 2018, che ha sostituito la previgente Legge n. 03/L-057 del 2008, aggiornando il quadro in linea con gli standard europei. La legge regola la mediazione in materia civile, commerciale, familiare, del lavoro e in taluni ambiti penali e amministrativi, secondo i principi di volontarietà, imparzialità e riservatezza. L’obbligatorietà ha carattere settoriale: in relazione a determinate categorie di controversie il giudice o il pubblico ministero possono rinviare le parti alla mediazione quale passaggio del procedimento, mentre negli altri casi l’accesso resta volontario e rimesso all’accordo delle parti. La disciplina istituisce la Commissione di mediazione quale organo di regolazione, accreditamento e vigilanza, disciplina i requisiti e la formazione dei mediatori con tenuta del registro, e presidia la riservatezza mediante l’obbligo di segretezza e l’inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione. Profilo qualificante è l’esecutività: l’accordo di mediazione, ove rivesta la forma prescritta, ha efficacia di titolo esecutivo secondo le forme di legge. La legge del 2018 rafforza l’istituzionalizzazione della mediazione nel sistema di giustizia kosovaro; gli sviluppi attuativi 2023-2026 restano da verificare quanto ai dettagli.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Kuwait
Il Kuwait non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si fonda sulla conciliazione giudiziale prevista dal Codice di procedura civile e commerciale, con particolare riferimento alle disposizioni del capo 12 (articoli 173-188), e sull’attività dei comitati di conciliazione, cui si affianca il regime dell’arbitrato giudiziario disciplinato dalla Legge n. 11 del 1995. In tale cornice la conciliazione opera come strumento endoprocessuale o preliminare, senza che risulti compiutamente definito, sul piano legislativo generale, un regime uniforme di obbligatorietà, sicché lo stato e il carattere del tentativo vanno valutati con cautela a seconda della materia. Non è tipizzato un registro dei mediatori né una disciplina organica della formazione e degli organismi, e riservatezza, regime probatorio ed esecutività dell’accordo si desumono dalle regole processuali generali e dal valore transattivo del verbale omologato dal giudice. È in atto uno sviluppo della mediazione commerciale, sospinto dalla vocazione del Paese quale piazza economica regionale. L’adesione del Kuwait alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 il Codice di procedura civile e la Legge n. 11/1995 restano i riferimenti principali in materia.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Laos
Il quadro laotiano combina una diffusa rete di composizione comunitaria con una disciplina economica moderna. Le Village Mediation Units, presenti su tutto il territorio, compongono in via consensuale le controversie civili minori e le liti locali, radicando la mediazione nella prassi sociale di base. Sul piano della risoluzione delle controversie economiche il diritto vigente è la Law on the Resolution of Economic Disputes n. 51/NA del 2018, che ha abrogato la precedente legge n. 06/NA del 2010, riordinando gli strumenti di conciliazione, mediazione e arbitrato in materia commerciale ed economica. In tale ambito la mediazione assume rilievo di passaggio necessario nel percorso di composizione delle controversie economiche, con carattere obbligatorio quale fase preliminare secondo il modello scalare previsto dalla legge, restando salva l’autonomia delle parti quanto all’esito. La disciplina definisce le procedure, gli organi competenti e i principi di riservatezza, e prevede che l’accordo raggiunto, ove formalizzato secondo le previsioni di legge, acquisti efficacia vincolante ed esecutiva. Il sistema riflette l’integrazione tra tradizione conciliativa e apertura economica del Paese nel quadro regionale ASEAN. L’adesione del Laos alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la legge n. 51/NA del 2018 resta il fondamento vigente in materia economica.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Lesotho
In Lesotho la mediazione annessa al tribunale trova fondamento nelle High Court (Mediation) Rules del 2011, che disciplinano il rinvio delle cause civili alla mediazione nell’ambito del procedimento dinanzi alla High Court, configurando un modello in cui l’esperimento del tentativo assume carattere obbligatorio quale fase del processo, secondo l’impostazione del case management. A questo si affianca il consolidato sistema di conciliazione e arbitrato in materia di lavoro presso il Directorate of Dispute Prevention and Resolution (DDPR), istituito in forza del Labour Code (Amendment) Act 2000, che prevede la composizione obbligatoria delle controversie di lavoro prima del ricorso agli organi giudiziari specializzati, nonché la conciliazione tradizionale operante nei tribunali di matrice consuetudinaria. La disciplina prevede la designazione di mediatori qualificati, presidia la riservatezza del procedimento e l’inutilizzabilità delle dichiarazioni rese, e attribuisce all’accordo, recepito in un provvedimento della corte o dell’organo competente, efficacia esecutiva. Il quadro riflette la matrice di common law combinata con il diritto consuetudinario e con un settore lavoristico fortemente istituzionalizzato. L’adesione del Lesotho alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 le High Court (Mediation) Rules 2011 restano il riferimento della mediazione giudiziale.
Aggiornamento (2020–2026): High Court Civil Litigation Rules 2024 (Legal Notice 65/2024, 21 giugno 2024): incorpora la court-annexed mediation come fase del processo, con durata massima di 30 giorni dal rinvio. (in vigore/adozione: 2024-06-21). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Libano
Il quadro libanese si articola su due fonti recenti: la Legge n. 82 del 10 ottobre 2018 sulla mediazione giudiziaria, che disciplina il rinvio delle controversie alla mediazione nell’ambito del procedimento e ne definisce le modalità sotto il controllo dell’autorità giudiziaria, e la Legge n. 286 del 2022 sulla mediazione convenzionale (stragiudiziale), che regola la mediazione avviata su base contrattuale dalle parti al di fuori del processo. L’istituto ha natura prevalentemente volontaria: la mediazione giudiziaria presuppone il consenso delle parti al rinvio disposto dal giudice, mentre quella convenzionale poggia sull’autonomia negoziale, sicché non si configura in via generale una rigida condizione di procedibilità. La disciplina prevede requisiti e accreditamento dei mediatori, con formazione presso i centri competenti, presidia la riservatezza del procedimento e l’inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese, e attribuisce all’accordo, previa omologazione o recepimento in sede giudiziale, efficacia esecutiva. Il duplice intervento del 2018 e del 2022 ha completato l’architettura normativa distinguendo il canale giudiziario da quello convenzionale. L’adesione del Libano alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 le due leggi restano il fondamento vigente della mediazione.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Liberia
La Liberia non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si fonda sulla mediazione annessa al tribunale promossa dal potere giudiziario, in particolare presso il Commercial Court, che incoraggia il ricorso agli strumenti alternativi nelle liti commerciali, e sulla composizione consuetudinaria operante nei tribunali tribali, radicata nella tradizione locale. L’arbitrato è riconosciuto nell’ordinamento e sostenuto dalla prassi giudiziaria. L’istituto ha natura essenzialmente volontaria e non integra, in via generale, condizione di procedibilità del giudizio. Non risulta tipizzato un regime legale unitario di requisiti, formazione e registro dei mediatori né una rete di organismi accreditati, sicché riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi si desumono dalle regole processuali generali, dai regolamenti giudiziari e dal valore riconosciuto agli atti conciliativi recepiti dal giudice o dagli organi tribali. Il quadro riflette la matrice giuridica di common law, storicamente collegata all’esperienza statunitense, combinata con il diritto consuetudinario. Alla data del 2026 lo stato di vigenza di una disciplina specifica della mediazione risulta indeterminato e non consta l’adesione alla Convenzione di Singapore, sicché le indicazioni ulteriori vanno assunte in termini cauti.
Fonti: fonte
Liechtenstein
Il diritto vigente è la Zivilrechts-Mediations-Gesetz (ZMG), pubblicata in LGBl. 2005 Nr. 31, che disciplina in modo organico la mediazione in materia civile e recepisce gli standard dello spazio giuridico europeo, cui il Principato è collegato quale membro dello Spazio economico europeo. La legge fonda l’istituto sui principi di volontarietà, autodeterminazione delle parti, imparzialità e indipendenza del mediatore, senza configurare in via generale la mediazione come condizione di procedibilità del giudizio. Essa disciplina i requisiti dei mediatori e la loro iscrizione nell’apposito elenco tenuto presso l’autorità competente, con obblighi di formazione e aggiornamento, e presidia la riservatezza del procedimento nonché l’inutilizzabilità nel giudizio delle informazioni e delle dichiarazioni emerse in sede di mediazione; l’avvio del procedimento incide sui termini di prescrizione. Particolare rilievo assume la mediazione familiare, ambito di elezione dell’istituto. L’accordo raggiunto ha efficacia vincolante tra le parti secondo la loro volontà e, ove recepito in sede giudiziale, valore esecutivo. La legge è stata oggetto di aggiornamento, con modifiche intervenute nel 2022. L’operatività della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali va verificata quanto allo stato di adesione del Principato.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Macedonia
La Macedonia del Nord è retta dalla Legge sulla mediazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Macedonia del Nord n. 294/2021, che ha sostituito le precedenti leggi del 2006 e del 2013, riordinando e modernizzando la disciplina in coerenza con la direttiva 2008/52/CE e con il percorso di avvicinamento all’Unione europea. La legge regola la mediazione nelle controversie civili, commerciali, di lavoro, familiari, di consumo e in altre materie disponibili, e conosce profili di obbligatorietà settoriale: per determinate categorie di controversie è previsto un tentativo o una sessione informativa di mediazione quale passaggio incentivato o richiesto prima o nell’ambito del giudizio, con funzione deflativa. Il procedimento è volontario quanto all’esito, riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, la formazione, l’esame di licenza e l’iscrizione in registro, affidando le funzioni di accreditamento e vigilanza agli organi competenti. L’accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste dalla legge, può acquisire efficacia esecutiva mediante clausola di esecutività o omologazione. Il quadro riflette l’orientamento del Paese verso gli standard europei di promozione degli ADR.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Madagascar
Il Madagascar, che non fa parte dell’OHADA quanto all’applicazione degli Atti uniformi, non dispone di una legge organica dedicata alla mediazione: il riferimento principale è la Loi n° 98-019 del 1998, contenente il Libro IV del Codice di procedura civile sull’arbitrato, che disciplina anche profili di conciliazione, unitamente alle norme sulla conciliazione giudiziale previste dal codice di rito. La composizione amichevole delle controversie civili e commerciali si avvale inoltre della mediazione volontaria offerta dal Centre d’Arbitrage et de Médiation de Madagascar (CAMM), operativo dal 2001, che gestisce procedimenti su base consensuale e riservata secondo le proprie regole istituzionali. La mediazione ha carattere volontario e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Non risulta un registro statale unitario dei mediatori né una tipizzazione legale della formazione e degli organismi, essendo l’accreditamento affidato ai centri. Riservatezza e regime probatorio si desumono dalle regole dei centri e dai principi processuali generali; l’accordo conciliativo, ove omologato dal giudice, acquista efficacia esecutiva. Alla data del 2026 non consta l’adozione di una disciplina organica autonoma della mediazione né una specifica adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché tali profili vanno assunti con cautela.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Malawi
In Malawi la mediazione è essenzialmente annessa al tribunale e trova fondamento nelle Courts (High Court) (Mandatory Mediation) Rules del 2017, in particolare nell’Order dedicato alla mediazione obbligatoria, che impongono il rinvio delle cause civili alla mediazione quale passaggio necessario prima della prosecuzione del giudizio: ne deriva un carattere obbligatorio dell’esperimento, con funzione deflativa e di gestione del contenzioso. La disciplina si inserisce nella tradizione di common law e nel quadro delle riforme processuali volte a ridurre l’arretrato. Discipline settoriali operano in materia di lavoro, con conciliazione presso gli organi competenti, e persiste la composizione tradizionale a livello comunitario. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, ed è condotto da mediatori designati secondo gli standard giudiziari. L’accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento della corte e acquisire così efficacia esecutiva. Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione, la cui base resta prevalentemente processuale e regolamentare, né un registro professionale nazionale strutturato. L’adesione del Malawi alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 le Rules del 2017 restano il riferimento della mediazione giudiziale obbligatoria.
Aggiornamento (2020–2026): International Arbitration Act 2023 (assenso 31 gennaio 2024): recepisce la Legge Modello UNCITRAL, facilita mediazione e arbitrato e apre all’istituzione del Malawi International Arbitration Centre. (in vigore/adozione: 2024-01-31). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Maldive
Le Maldive non dispongono di una legge organica generale sulla mediazione civile e commerciale, ma di un quadro in via di sviluppo, imperniato sull’Arbitration Act (Law No. 10/2013) per l’arbitrato e su iniziative giudiziarie e regolamentari per la mediazione annessa ai tribunali. La composizione amichevole delle controversie civili è promossa nell’ambito del procedimento, mentre in materia familiare operano meccanismi di conciliazione connessi al Family Court e alla legislazione sulla famiglia, in un ordinamento che coniuga common law e diritto islamico. Il ricorso alla mediazione ha carattere prevalentemente volontario, senza configurarsi, in via generale, come condizione di procedibilità. Non risulta compiutamente tipizzato un registro nazionale dei mediatori né una disciplina unitaria della formazione, degli organismi e dell’esecutività degli accordi extragiudiziali, la quale si desume dalle regole processuali e dal valore transattivo del verbale recepito dal giudice. Sono in atto sviluppi istituzionali volti a rafforzare gli ADR, anche in funzione dell’economia turistica e degli investimenti. L’adesione delle Maldive alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 il quadro della mediazione resta prevalentemente giudiziale e settoriale, sicché la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Malesia
Il diritto vigente è il Mediation Act 2012 (Act 749), che disciplina la mediazione civile e commerciale quale metodo volontario di risoluzione delle controversie, esperibile prima o parallelamente al giudizio o all’arbitrato. La legge non impone la mediazione come condizione di procedibilità e ne salvaguarda la natura consensuale, regolando l’avvio del procedimento, il ruolo del mediatore, la riservatezza e la conclusione con l’accordo di transazione (settlement agreement). Sono espressamente escluse dal suo ambito talune materie elencate nella Schedule, nonché le mediazioni condotte dai giudici nell’ambito dei procedimenti e quelle gestite dal Legal Aid Department, che restano assoggettate ai rispettivi regimi. La riservatezza copre le comunicazioni di mediazione, sottratte all’uso probatorio nei successivi giudizi salvo eccezioni. L’accordo raggiunto ha natura contrattuale e vincola le parti; ove la mediazione sia connessa a un procedimento, l’intesa può essere recepita in un provvedimento del giudice e acquisire efficacia esecutiva. Accanto al Mediation Act operano organismi istituzionali quali l’Asian International Arbitration Centre (AIAC) e il sistema di mediazione promosso dal potere giudiziario. L’adesione della Malesia alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 l’Act 749 resta il fondamento vigente.
Aggiornamento (2020–2026): International Settlement Agreements Resulting from Mediation Bill 2025 (approvato dalla Dewan Rakyat l’11 febbraio 2026): attua la Convenzione di Singapore; esegue gli accordi come ordini del tribunale per le sole liti commerciali internazionali. Annunciata modifica al Mediation Act 2012. (in vigore/adozione: 2026-02-11). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Mali
Il Mali, Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, testo sovranazionale immediatamente efficace nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale designato dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. Un profilo qualificante dell’Atto uniforme è il regime dell’esecutività: l’accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell’autorità competente, con efficacia riconosciuta nell’intero spazio OHADA e conseguente certezza nella circolazione delle intese. L’ordinamento maliano conosce inoltre la conciliazione giudiziaria e forme di composizione tradizionale radicate nel tessuto sociale. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di miglioramento del clima degli affari. L’adesione del Mali alla Convenzione di Singapore va verificata autonomamente; alla data del 2026 il regime OHADA resta il fondamento vigente della materia.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Marocco
Il Marocco ha riformato organicamente la materia con la Loi n° 95-17 relative à l’arbitrage et à la médiation conventionnelle, promulgata con Dahir n° 1-22-34 del 24 maggio 2022, che ha estratto la disciplina dell’arbitrato e della mediazione dal Codice di procedura civile dotandola di un testo autonomo. In tema di mediazione, la legge regola in particolare la médiation conventionnelle, fondata sull’accordo delle parti mediante clausola o compromesso di mediazione, e ne disciplina l’avvio, la nomina e il ruolo del mediatore, lo svolgimento e la conclusione. Il procedimento è volontario, riservato e imparziale, con inutilizzabilità nei successivi giudizi delle dichiarazioni rese, e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. La normativa definisce i requisiti dei mediatori e i profili di responsabilità, e valorizza i centri di mediazione e arbitrato attivi nel Paese. Tratto qualificante è l’esecutività dell’accordo: la transazione derivante dalla mediazione può essere dotata di forza esecutiva mediante apposizione della formula da parte dell’autorità competente, acquisendo valore di titolo. La riforma del 2022 mira a rafforzare l’attrattività del Marocco per il contenzioso commerciale e a promuovere la cultura della mediazione. L’adesione del Marocco alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Mauritania
La Mauritania, che non applica gli Atti uniformi OHADA, non dispone di una legge organica autonoma dedicata alla mediazione: il quadro di riferimento è costituito dalle norme sulla conciliazione contenute nel Codice di procedura civile, commerciale e amministrativa e dalle disposizioni in materia di arbitrato, in un ordinamento di tradizione francese innestata sul diritto islamico. La conciliazione opera come fase eventuale o preliminare del procedimento, promossa dal giudice o dalle parti, e assume rilievo anche in materie familiari e di lavoro secondo i rispettivi regimi. La mediazione in senso moderno ha sviluppo istituzionale limitato ed è sostenuta da iniziative dei centri e delle camere competenti. Non risulta tipizzato un registro nazionale dei mediatori né una disciplina unitaria della formazione, degli organismi e dell’esecutività degli accordi extragiudiziali, che si desume dalle regole processuali e dal valore del verbale di conciliazione omologato dal giudice. La composizione tradizionale e comunitaria mantiene un ruolo significativo nella prassi sociale. Alla data del 2026 non consta l’adozione di una disciplina organica della mediazione né l’adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela, in ragione della limitata reperibilità di fonti aggiornate.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Mauritius
Mauritius, ordinamento misto di common law e diritto civile di matrice francese, non dispone di una legge organica unitaria sulla mediazione, ma di un articolato sistema di mediazione annessa al tribunale e settoriale. La mediazione giudiziale è disciplinata dalle regole processuali e dai programmi della Supreme Court e delle corti inferiori, con rinvio delle cause civili e commerciali alla composizione amichevole nell’ambito del case management. In materia di lavoro operano la conciliazione e la mediazione presso la Commission for Conciliation and Mediation, quale passaggio settorialmente obbligatorio prima del contenzioso. La mediazione commerciale amministrata trova sede presso il MARC (Mauritius International Arbitration Centre) e altri organismi, secondo regole istituzionali. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese, e i mediatori sono qualificati secondo gli standard dei rispettivi organismi. L’accordo raggiunto, ove recepito nel procedimento o omologato, acquisisce efficacia esecutiva. Non risulta un registro nazionale unitario dei mediatori civili. Mauritius, che ambisce a porsi quale hub regionale per la risoluzione delle controversie, presta attenzione agli strumenti internazionali; l’adesione alla Convenzione di Singapore va verificata. La ricostruzione dei singoli regimi settoriali va coordinata caso per caso.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Messico
Il Messico ha compiuto una svolta con la Ley General de Mecanismos Alternativos de Solución de Controversias (LGMASC), pubblicata nel Diario Oficial de la Federación il 26 gennaio 2024, che, in attuazione della riforma costituzionale dell’articolo 17, detta per la prima volta una cornice nazionale uniforme in materia di mediazione, conciliazione e altri MASC, superando la previgente frammentazione tra le leggi dei singoli Stati. La legge distingue i meccanismi pubblici e privati, disciplina i centri e i facilitatori (mediatori) con requisiti di certificazione, formazione e iscrizione in registro, e presidia i principi di volontarietà, riservatezza, imparzialità e flessibilità. Il procedimento è coperto da confidenzialità, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. Tratto qualificante è l’efficacia dell’accordo: il convenio raggiunto e formalizzato secondo la legge produce effetti vincolanti e presta mérito ejecutivo, consentendo l’esecuzione diretta. La mediazione conserva, in via generale, carattere volontario, ferma la promozione istituzionale in numerose materie. La LGMASC coesiste con la Ley Nacional de Mecanismos Alternativos in materia penale del 2014. Il nuovo assetto uniforma standard e circolazione degli accordi sul territorio federale; l’attuazione operativa da parte di Federazione e Stati è in corso di sviluppo.
Aggiornamento (2020–2026): Ley General de Mecanismos Alternativos de Solución de Controversias (LGMASC), DOF 26 gennaio 2024: legge quadro nazionale su negoziazione, mediazione, conciliazione, arbitrato e giustizia riparativa; procedure volontarie, riservate, anche telematiche. (in vigore/adozione: 2024-01-26). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Moldova
La Moldova è retta dalla Legge sulla mediazione n. 137 del 3 luglio 2015, che ha sostituito la precedente legge n. 134-XVI del 2007, riordinando organicamente la disciplina in coerenza con gli standard europei cui il Paese tende nel percorso di avvicinamento all’Unione. La legge regola la mediazione nelle controversie civili, commerciali, di famiglia, di lavoro, di consumo e in determinate materie penali e contravvenzionali, e conosce profili di obbligatorietà settoriale, con sessioni informative o tentativi previsti per specifiche categorie di liti. Il procedimento è volontario quanto all’esito, riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. La disciplina istituisce il Consiglio di mediazione quale organo di regolazione e vigilanza, definisce i requisiti, la formazione, l’esame e l’iscrizione dei mediatori nel registro tenuto dall’autorità competente, e prevede la mediazione garantita dallo Stato in alcune materie. L’accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste, può acquisire efficacia esecutiva mediante omologazione o le procedure semplificate contemplate dalla legge. Il quadro riflette l’orientamento riformatore della Moldova verso la promozione degli ADR e l’allineamento europeo. L’adesione alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica.
Aggiornamento (2020–2026): Nuova legge sulla mediazione e lo statuto del mediatore (promulgata 3 marzo 2026, sostituisce la L. 137/2015): recepisce la direttiva UE; almeno una sessione di mediazione obbligatoria prima del giudice per alcune liti civili, familiari e di lavoro (escluse violenza domestica e divorzio); istituisce l’Unione dei Mediatori. (in vigore/adozione: 2026-03-03). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Monaco
Il Principato di Monaco disciplina la mediazione nell’ambito del Code de procédure civile, oggetto di aggiornamento con la Loi n° 1.511 del 2021, che ha inciso sulla procedura civile e sui meccanismi di composizione amichevole, in un ordinamento di tradizione francese. La mediazione, giudiziale o convenzionale, ha carattere volontario e copre le controversie civili e commerciali su diritti disponibili; non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Il giudice può, con l’accordo delle parti, designare un mediatore incaricato di favorire la composizione della lite, con procedimento riservato e coordinato con il processo, che resta sospeso o modulato durante la mediazione. Le dichiarazioni rese sono coperte da riservatezza e non utilizzabili nel successivo giudizio. La disciplina definisce le condizioni per l’esercizio dell’attività di mediatore e i requisiti di indipendenza e imparzialità, mentre l’accreditamento e la formazione seguono le previsioni regolamentari e la prassi giudiziaria, non risultando un registro professionale unitario paragonabile ai modelli di più ampia scala. L’accordo raggiunto può essere omologato dal giudice, acquisendo forza esecutiva. Data la dimensione dell’ordinamento monegasco, la ricostruzione di taluni profili operativi va coordinata con l’aggiornamento del 2021 e con le norme del codice di rito.
Aggiornamento (2020–2026): Loi n° 1.573 dell’8 aprile 2025 (modernizzazione del diritto societario): introduce una procedura di conciliazione per imprese in difficoltà (accordo amichevole e riservato con i creditori). (in vigore/adozione: 2025-04-08). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Mongolia
La Mongolia è retta dalla Law of Mongolia on Mediation, adottata nel 2012 ed entrata in vigore nel 2013, che disciplina in modo organico la mediazione quale strumento di risoluzione alternativa delle controversie. La legge regola sia la mediazione annessa al tribunale (court-connected), integrata nel procedimento civile, sia quella privata, coprendo le materie civili, commerciali, di lavoro e familiari. Un profilo qualificante è la presenza di elementi di obbligatorietà settoriale nell’ambito giudiziale: per determinate categorie di controversie civili è previsto un tentativo di mediazione connesso al processo quale passaggio incentivato o richiesto, con funzione deflativa, mentre la prosecuzione resta volontaria. Il procedimento è riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, la formazione, la certificazione e l’iscrizione in registro, e struttura gli organismi competenti, tra cui i centri di mediazione presso i tribunali. L’accordo raggiunto vincola le parti e, ove recepito o approvato dal giudice, acquisisce efficacia esecutiva. Il quadro riflette l’impegno del Paese nella diffusione degli ADR quale leva di accesso alla giustizia e di deflazione del contenzioso. L’adesione della Mongolia alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Montenegro
Il Montenegro è retto dallo Zakon o alternativnom rješavanju sporova (Legge sulla risoluzione alternativa delle controversie), pubblicato nel Službeni list CG n. 77/2020, con successive modifiche fino al 2025, che disciplina in modo unitario la mediazione e altri meccanismi di ADR, affidandone la gestione a un Centro dedicato. La legge regola la mediazione nelle controversie civili, commerciali, di lavoro, familiari, di consumo e assicurative e conosce marcati profili di obbligatorietà settoriale: per determinate categorie di liti — tra cui quelle di modico valore, in materia assicurativa, commerciale, con lo Stato o gli enti locali, di lavoro e di famiglia — è previsto un primo incontro obbligatorio di mediazione quale passaggio necessario, con funzione fortemente deflativa. Il procedimento resta volontario quanto all’esito, riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni. La disciplina definisce requisiti, formazione, licenza e registro dei mediatori, e attribuisce all’accordo, nelle forme previste, efficacia esecutiva. Il quadro riflette l’allineamento del Montenegro agli standard europei nel percorso di adesione all’Unione. L’adesione alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; le modifiche del 2025 hanno aggiornato l’impianto rafforzandone i profili applicativi.
Aggiornamento (2020–2026): Modifiche alla legge sulla risoluzione alternativa delle controversie (Sl. list CG 53/2025, in vigore 6 giugno 2025): interviene sul Centro ARS e sugli obblighi informativi del mediatore; aggiorna la mediazione obbligatoria in alcune categorie. (in vigore/adozione: 2025-05-29). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Mozambico
Il Mozambico è retto dalla Lei n.º 11/99, che disciplina in modo unitario Arbitragem, Conciliação e Mediação, quali mezzi extragiudiziali di composizione delle controversie su diritti disponibili, in un ordinamento di tradizione giuridica portoghese. La legge promuove la mediazione e la conciliazione quali strumenti volontari, riservati e imparziali, applicabili alle materie civili e commerciali, e ne disciplina l’avvio, lo svolgimento e la conclusione, riconoscendo l’autonomia delle parti nella scelta del mediatore e delle regole procedurali. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, pur essendo incentivata quale via di deflazione del contenzioso; operano inoltre meccanismi settoriali, in particolare in materia di lavoro, e forme di composizione comunitaria radicate nel tessuto sociale. Non risulta un registro statale unitario dei mediatori paragonabile ai modelli europei, essendo l’organizzazione affidata ai centri e agli organismi competenti. Riservatezza e regime probatorio si desumono dalla legge e dai principi generali; l’accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste, può acquisire efficacia esecutiva, anche mediante omologazione. Alla data del 2026 non consta una riforma organica sostitutiva della Lei 11/99 né una specifica adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché tali profili vanno verificati.
Aggiornamento (2020–2026): Lei n.º 13/2023 (nuova Legge del Lavoro, 25 agosto 2023): la conciliazione/mediazione delle controversie di lavoro (art. 189) diventa facoltativa e non più obbligatoria. (in vigore/adozione: 2023-08-25). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Myanmar
Il Myanmar non dispone di una legge organica generale sulla mediazione civile e commerciale, ma di un quadro composito. La composizione delle controversie civili è promossa nell’ambito del procedimento dinanzi alle corti secondo il Code of Civil Procedure, mentre in ambito commerciale e degli investimenti operano meccanismi conciliativi connessi all’Arbitration Law del 2016, che ha modernizzato l’arbitrato ispirandosi alla legge modello UNCITRAL. Un ruolo rilevante mantengono le forme di composizione comunitaria e la conciliazione a livello locale, radicate nella tradizione sociale. Il ricorso alla mediazione ha carattere prevalentemente volontario, senza configurarsi, in via generale, come condizione di procedibilità. Non risulta compiutamente tipizzato un registro nazionale dei mediatori né una disciplina unitaria della formazione, degli organismi e dell’esecutività degli accordi extragiudiziali, la quale si desume dalle regole processuali e dal valore del verbale recepito dal giudice. Il contesto istituzionale, segnato da instabilità politica dopo il 2021, rende incerta l’evoluzione e l’effettiva attuazione delle iniziative di riforma degli ADR. L’adesione del Myanmar alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela, data la limitata reperibilità di fonti aggiornate.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Namibia
In Namibia la mediazione è essenzialmente annessa al tribunale e trova fondamento nelle Rules of the High Court, che, nell’ambito del case management giudiziale, prevedono la court-connected mediation quale fase del procedimento civile: il rinvio alla mediazione può assumere carattere obbligatorio come passaggio della gestione della causa, con funzione deflativa, restando volontaria la conclusione dell’accordo. Discipline settoriali operano in materia di lavoro, con conciliazione e arbitrato presso gli organi competenti secondo il Labour Act, e persiste la composizione tradizionale a livello comunitario secondo il diritto consuetudinario riconosciuto. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità nel giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, ed è condotto da mediatori accreditati secondo gli standard giudiziari. L’accordo raggiunto, recepito nel procedimento pendente, può essere trasfuso in un provvedimento della corte e acquisire efficacia esecutiva. Non risulta una legge organica unitaria sulla mediazione, la cui base resta prevalentemente processuale e regolamentare, in coerenza con la tradizione di common law romano-olandese. L’adesione della Namibia alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 le Rules of the High Court restano il riferimento della mediazione giudiziale, in un sistema che valorizza la definizione consensuale delle liti.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Nauru
Nauru non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sulla conciliazione giudiziale promossa nell’ambito dei procedimenti civili e sulla composizione consuetudinaria radicata nella piccola comunità insulare, secondo tradizioni di componimento amichevole delle liti locali e familiari. L’ordinamento, di matrice di common law, prevede meccanismi giudiziari per la definizione delle controversie, mentre la mediazione in senso moderno non risulta tipizzata da una disciplina dedicata quanto a requisiti dei mediatori, registro, organismi ed esecutività degli accordi. Il ricorso alla composizione amichevole ha carattere essenzialmente volontario e comunitario e non integra, in via generale, condizione di procedibilità. Riservatezza e regime probatorio si desumono dai principi processuali generali e dalla natura degli atti conciliativi recepiti dal giudice o dagli organi comunitari; l’accordo raggiunto acquisisce efficacia secondo le regole processuali applicabili. Alla data del 2026 non consta l’adozione di una disciplina specifica della mediazione né l’adesione alla Convenzione di Singapore. Data la dimensione dell’ordinamento e la limitata reperibilità di fonti, la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela, restando il sistema imperniato sulla giustizia giudiziale e sulla composizione comunitaria.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Nepal
Il Nepal è retto dal Mediation Act, 2068 (2011), che disciplina in modo organico la mediazione sia annessa al tribunale sia comunitaria, in coerenza con una tradizione radicata di composizione locale delle controversie. La legge regola la mediazione nelle controversie civili e in determinate materie, prevedendo il rinvio delle cause da parte del tribunale e la mediazione a livello comunitario e distrettuale. Sono presenti profili di obbligatorietà settoriale nell’ambito del rinvio giudiziale, quale passaggio incentivato o richiesto con funzione deflativa, mentre la conclusione dell’accordo resta volontaria. Il procedimento è riservato e imparziale, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, la formazione, l’accreditamento e l’iscrizione in registro presso il Mediation Council, e struttura gli organismi competenti. L’accordo raggiunto vincola le parti e, ove recepito dal tribunale, acquisisce efficacia esecutiva assimilata a quella di una decisione giudiziale. Il quadro riflette l’impegno del Paese nel promuovere l’accesso alla giustizia e la deflazione del contenzioso, con ampia diffusione della mediazione comunitaria. L’adesione del Nepal alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 il Mediation Act 2011 resta il fondamento vigente della materia.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Nicaragua
Il Nicaragua è retto dalla Ley No. 540, Ley de Mediación y Arbitraje, approvata il 25 maggio 2005 e pubblicata nella Gaceta n. 122 del 24 giugno 2005, ispirata alla legge modello UNCITRAL, che disciplina in modo unitario la mediazione e l’arbitrato per le controversie nazionali e internazionali su materie transigibili. La mediazione ha carattere volontario e si fonda sull’autonomia delle parti, sull’imparzialità del mediatore e sulla riservatezza del procedimento, con inutilizzabilità nei successivi giudizi delle dichiarazioni rese; non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Le istituzioni che amministrano la mediazione devono essere accreditate presso la Dirección de Resolución Alterna de Conflictos (DIRAC) della Corte Suprema di Giustizia, che vigila sui centri e sui requisiti dei mediatori, definendone la formazione e l’iscrizione. L’accordo raggiunto vincola le parti e, nelle forme previste dalla legge, produce effetti esecutivi, potendo essere fatto valere quale titolo. Il quadro si inserisce nella tradizione centroamericana di promozione dei metodi alternativi quali strumenti di accesso alla giustizia e di pacificazione sociale. Alla data del 2026 non consta una riforma organica sostitutiva della Ley 540 né una specifica adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché tali profili vanno verificati.
Aggiornamento (2020–2026): Ley 1202 (La Gaceta n. 75, 25 aprile 2024): trasferisce la DIRAC (mediazione, conciliazione, arbitrato) dalla Corte Suprema alla Procura Generale (nuova Procura per la libera concorrenza e la risoluzione alternativa dei conflitti). (in vigore/adozione: 2024-04-25). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Niger
Il Niger, Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, testo sovranazionale immediatamente efficace nel diritto interno che disciplina in modo uniforme la mediazione in materia civile e commerciale negli Stati parte. La mediazione ha carattere volontario e può essere convenzionale o giudiziale, condotta da un mediatore imparziale designato dalle parti o proposto dal giudice; il procedimento si fonda su autonomia della volontà, riservatezza e neutralità, con inutilizzabilità nel successivo giudizio degli elementi emersi in mediazione. Un profilo qualificante dell’Atto uniforme è il regime dell’esecutività: l’accordo di mediazione può essere reso esecutivo mediante omologazione dell’autorità competente, con efficacia riconosciuta nell’intero spazio OHADA. L’ordinamento nigerino conosce inoltre la conciliazione giudiziaria e forme di composizione tradizionale radicate nel contesto locale. La mediazione non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma promossa quale strumento di deflazione del contenzioso e di sostegno all’attività economica nell’area integrata. L’adesione del Niger alla Convenzione di Singapore va verificata autonomamente; alla data del 2026 il regime OHADA resta il fondamento vigente della materia, in un contesto istituzionale in evoluzione.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Nigeria
La Nigeria si è dotata a livello federale dell’Arbitration and Mediation Act 2023, assentito il 26 maggio 2023, che ha abrogato l’Arbitration and Conciliation Act del 1988 e ha introdotto una disciplina moderna e unitaria dell’arbitrato e della mediazione commerciale. La Parte dedicata alla mediazione regola il procedimento volontario di composizione delle controversie commerciali, definendone avvio, nomina del mediatore, svolgimento, riservatezza e conclusione, e recepisce nell’ordinamento il quadro della Convenzione di Singapore, di cui la Nigeria è parte, disciplinando il riconoscimento e l’esecuzione degli accordi di mediazione commerciale internazionale. L’accordo raggiunto è vincolante ed esecutivo secondo le previsioni della legge, potendo essere fatto valere quale titolo. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, pur essendo promossa quale strumento deflativo, anche mediante i Multi-Door Courthouse operanti presso vari Stati della Federazione. La normativa presidia i principi di neutralità e riservatezza, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese. Il quadro federale coesiste con le discipline dei singoli Stati in materia di ADR. La riforma del 2023 rafforza l’attrattività della Nigeria per il contenzioso commerciale internazionale e ne allinea l’ordinamento agli standard globali sull’esecutività degli accordi di mediazione.
Aggiornamento (2020–2026): Arbitration and Mediation Act 2023 (26 maggio 2023): abroga l’Arbitration and Conciliation Act; primo quadro organico sulla mediazione (Legge Modello UNCITRAL, Convenzione di Singapore); accordi vincolanti ed eseguibili, riservatezza, sospensione della prescrizione. (in vigore/adozione: 2023-05-26). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Norvegia
La Norvegia disciplina la mediazione principalmente nell’ambito della Tvisteloven (Dispute Act) del 2005, in vigore dal 2008, che regola sia la mediazione giudiziale (rettsmekling) sia il ricorso agli strumenti di composizione amichevole nel processo civile, e attribuisce un ruolo centrale ai Forliksråd (consigli di conciliazione), organi di prima istanza per numerose controversie civili di modesto valore, il cui passaggio costituisce, in molte materie, presupposto obbligatorio prima dell’accesso al tribunale. La mediazione giudiziale è disposta dal giudice con il consenso delle parti ed è condotta in forma riservata; le dichiarazioni rese non sono utilizzabili nel prosieguo del giudizio. La disciplina prevede altresì la mediazione extragiudiziale (utenrettslig mekling) e, in ambito penale e comunitario, i servizi di mediazione (Konfliktrådene) secondo apposita legislazione. L’accordo raggiunto in sede giudiziale può essere trasfuso in una transazione dotata di efficacia esecutiva. La Norvegia, pur non membro UE ma aderente allo Spazio economico europeo, si colloca nel solco degli standard europei di promozione degli ADR. L’adesione alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la Tvisteloven e il sistema dei Forliksråd restano i riferimenti centrali della composizione consensuale.
Aggiornamento (2020–2026): Lov 11. mai 2023 nr. 13 (modifiche alla tvisteloven, in vigore 1° luglio 2023): la valutazione sul ricorso alla mediazione giudiziale (rettsmekling) diventa doverosa (‘deve’); eliminato il requisito dei ‘motivi particolari’. (in vigore/adozione: 2023-07-01). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Nuova Zelanda
La Nuova Zelanda non dispone di una legge organica unitaria sulla mediazione civile e commerciale, ma di un sistema articolato per settori, coerente con la tradizione di common law. In materia di lavoro la mediazione è centrale e settorialmente obbligatoria: l’Employment Relations Act 2000 impone il ricorso ai servizi di mediazione forniti dal Ministero competente quale passaggio ordinario prima dell’accesso all’Employment Relations Authority. In materia familiare, il Family Dispute Resolution Act 2013 prevede la Family Dispute Resolution quale passaggio di regola necessario prima di adire il giudice nelle controversie relative ai figli, salvo eccezioni per violenza domestica e urgenza. La mediazione commerciale e civile generale ha carattere volontario ed è promossa dalle corti nell’ambito del case management e da organismi privati. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese, e i mediatori sono qualificati secondo gli standard degli organismi di riferimento, tra cui l’associazione professionale di categoria. Gli accordi raggiunti sono vincolanti e possono acquisire efficacia esecutiva, anche mediante recepimento in provvedimenti giudiziali o secondo la disciplina di settore. L’adesione della Nuova Zelanda alla Convenzione di Singapore va verificata; il quadro resta improntato a un forte pragmatismo e alla valorizzazione degli ADR.
Aggiornamento (2020–2026): Emendamento al Family Dispute Resolution Act 2013 (nuova sez. 11(2)(ba), in vigore 16 agosto 2023): impone ai fornitori del servizio di mediazione familiare di garantire ai minori l’opportunità di partecipare alle decisioni che li riguardano. (in vigore/adozione: 2023-08-16). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Oman
L’Oman non dispone di una legge organica generale sulla mediazione civile e commerciale, ma di un quadro imperniato sulla conciliazione. La composizione amichevole delle controversie è promossa dai Comitati di conciliazione e composizione (reconciliation committees) operanti in ambito civile e da meccanismi conciliativi connessi al procedimento giudiziario, in un ordinamento che coniuga tradizione islamica e diritto codificato. In ambito commerciale e degli investimenti operano centri e camere che offrono servizi di mediazione e arbitrato su base volontaria. Il ricorso alla mediazione ha carattere prevalentemente volontario, con profili di conciliazione preliminare in determinate materie, senza configurarsi, in via generale, come rigida condizione di procedibilità estesa a ogni controversia. Non risulta compiutamente tipizzato un registro nazionale dei mediatori né una disciplina unitaria della formazione, degli organismi e dell’esecutività degli accordi extragiudiziali, che si desume dalle regole processuali e dal valore del verbale conciliativo recepito dal giudice. Sono in atto sviluppi volti a rafforzare gli ADR nel quadro della diversificazione economica del Sultanato. L’adesione dell’Oman alla Convenzione di Singapore va verificata; alla data del 2026 la ricostruzione dei singoli profili va assunta con cautela, data la limitata reperibilità di fonti aggiornate e la natura composita del sistema.
Aggiornamento (2020–2026): Decisione della Camera di Commercio n. 44/2023: nuovo regolamento del Centro di Arbitrato Commerciale (OCAC) per arbitrato, mediazione e conciliazione. Disciplina sostanziale della mediazione: Decisione ministeriale 8/2021. (in vigore/adozione: 2023). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Pakistan
Il Pakistan ha introdotto una disciplina organica con l’Alternative Dispute Resolution Act, 2017, applicabile in ambito federale (territorio della capitale Islamabad), che regola la mediazione, la conciliazione e altri meccanismi di ADR e ne consente il rinvio da parte del giudice nelle controversie civili e commerciali. La legge prevede profili di obbligatorietà settoriale: il tribunale può rinviare le cause al meccanismo di ADR, tra cui la mediazione, quale passaggio del percorso processuale con funzione deflativa. Il procedimento è riservato, con inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese, ed è condotto da neutrali qualificati iscritti in appositi panel. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori, la formazione e l’accreditamento, e struttura gli organismi competenti. L’accordo raggiunto, recepito dal giudice, acquisisce efficacia esecutiva assimilata a quella di un provvedimento giudiziale. Accanto all’ADR Act operano meccanismi di composizione tradizionale, la cui compatibilità con i diritti fondamentali è stata oggetto di scrutinio, e discipline provinciali analoghe. L’adesione del Pakistan alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 l’ADR Act 2017 rappresenta il principale riferimento in ambito federale, con estensioni e discipline parallele a livello provinciale.
Aggiornamento (2020–2026): ADR Mediation Accreditation (Eligibility) Rules 2023 e Mediation Practice Direction (Civil) Rules 2023 (formazione e certificazione dei mediatori). Il 23 maggio 2025 il Pakistan firma la Convenzione di Singapore (efficacia interna subordinata a ratifica). (in vigore/adozione: 2023). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Palau
Palau non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie è affidata, sul piano statale, alle regole processuali della Trial Division dei tribunali, che incoraggiano il ricorso ai metodi alternativi (ADR) senza tuttavia strutturarli in un procedimento tipizzato né configurare una condizione di procedibilità: la mediazione resta pertanto uno strumento volontario, rimesso all’iniziativa delle parti e all’impulso del giudice. Accanto alla dimensione giudiziale conserva rilievo centrale la composizione comunitaria tradizionale, radicata nelle strutture claniche e nelle autorità consuetudinarie locali, che assolve nella prassi una funzione conciliativa diffusa nelle liti familiari, fondiarie e di vicinato. In difetto di una disciplina legislativa dedicata, mancano un registro pubblico dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione espressa della riservatezza e del regime probatorio, i cui contenuti vanno desunti dalle regole processuali generali e dalla prassi delle corti. Analogamente, l’efficacia esecutiva di eventuali accordi dipende dalla loro trasfusione in un provvedimento giudiziale o in un contratto azionabile secondo le regole ordinarie. Non risultano riforme organiche in itinere con effetti attuali; l’evoluzione istituzionale della mediazione a Palau resta da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Palestina
Nei Territori palestinesi non è in vigore una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si articola su tre piani. Anzitutto la giustizia tradizionale, con i comitati di riconciliazione (islah) e la conciliazione consuetudinaria (sulha), strumenti profondamente radicati e diffusissimi nella prassi sociale, specie nelle liti familiari, tribali e penali, dove svolgono una funzione di pacificazione riconosciuta di fatto anche dalle autorità. In secondo luogo la conciliazione giudiziale, esercitata all’interno del processo civile e in particolare presso il Court of Conciliation quale sede di composizione delle liti minori. In terzo luogo, sul versante dell’arbitrato commerciale, opera la Legge sull’arbitrato n. 3 del 2000, che offre una cornice per la definizione arbitrale delle controversie e talora per procedure conciliative connesse. In assenza di disciplina dedicata, mancano un registro dei mediatori, standard formativi uniformi e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dall’omologazione giudiziale o dal recepimento negoziale. Il carattere frammentario delle fonti e l’assenza di una riforma organica rendono opportune formule caute; gli sviluppi normativi restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Progetto di legge sulla mediazione civile e commerciale (bozza in consultazione 2023-2024), a completamento del Decreto-legge n. 32/2021. Non ancora legge in vigore. (in vigore/adozione: 2024). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Panama
Panama disciplina la mediazione e la conciliazione con il Decreto Ley n. 5 dell’8 luglio 1999, che ha istituito il regime generale dell’arbitrato, della conciliazione e della mediazione, promuovendo i metodi alternativi quali strumenti di risoluzione delle controversie su materie disponibili. La legge prevede l’operatività di centri autorizzati, tra cui quelli promossi dalle camere di commercio e dagli organismi competenti, e struttura un procedimento volontario, riservato e imparziale, attivabile per accordo delle parti o su rinvio del giudice. La mediazione non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità, pur essendo incentivata; operano inoltre le Casas de Justicia comunitarie per la composizione delle liti di prossimità. La disciplina definisce i requisiti dei mediatori e conciliatori, la formazione e l’accreditamento presso l’autorità competente. L’accordo raggiunto, formalizzato nell’acta corrispondente, produce effetti vincolanti e presta mérito ejecutivo secondo le previsioni di legge, consentendo l’esecuzione diretta. Il quadro si inserisce nella tradizione latinoamericana di valorizzazione degli ADR e beneficia della posizione di Panama quale hub commerciale e logistico. L’adesione alla Convenzione di Singapore va verificata quanto allo stato di ratifica; alla data del 2026 il Decreto Ley 5/1999 resta il riferimento della materia.
Aggiornamento (2020–2026): Regolamento MASC (Gaceta Oficial 30115, 10 settembre 2024): norme e procedure per l’applicazione dei metodi alternativi, individua le materie mediabili/conciliabili. Progetto di legge 1524/2024 (riforma della Giustizia Comunitaria di Pace) in iter. (in vigore/adozione: 2024-09-10). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Papua Nuova Guinea
In Papua Nuova Guinea la mediazione annessa al tribunale è disciplinata dalle ADR Rules 2010, adottate nell’ambito del National Court Act e successivamente riviste con le ADR Rules 2022. Il modello è quello del rinvio obbligatorio delle cause civili alla mediazione: il giudice può disporre la mediazione come fase strutturata del procedimento, con partecipazione delle parti configurata in termini di obbligo processuale, ferma restando la libertà quanto all’esito conciliativo. Le regole disciplinano l’ordine di rinvio, la nomina e i doveri del mediatore, i tempi della procedura, i principi di riservatezza e l’inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione, oltre alle conseguenze in caso di mancata comparizione. Accanto al sistema statale conserva rilievo centrale la mediazione dei villaggi presso i Village Courts, che compongono su base consuetudinaria un’ampia gamma di liti locali secondo il kastom. L’accordo raggiunto in mediazione può essere trasfuso in un provvedimento del giudice, acquistando efficacia esecutiva. La revisione del 2022 aggiorna il quadro procedurale del 2010; gli standard di accreditamento e formazione dei mediatori e gli ulteriori dettagli attuativi restano affidati alla regolamentazione della National Court e alla prassi, da verificare quanto agli sviluppi più recenti.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Paraguay
Il Paraguay è retto dalla Ley N° 1879 del 2002 de Arbitraje y Mediación, che disciplina in modo unitario l’arbitrato e la mediazione quali metodi alternativi di risoluzione delle controversie su materie transigibili, ispirandosi agli standard internazionali. La mediazione ha carattere volontario e si fonda sull’autonomia delle parti, sull’imparzialità del mediatore e sulla riservatezza del procedimento, con inutilizzabilità nei successivi giudizi delle dichiarazioni rese; non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. La legge prevede l’operatività di centri di mediazione autorizzati e registrati, con mediatori in possesso dei requisiti di formazione richiesti, e affida alla Corte Suprema di Giustizia, attraverso la Dirección de Mediación, funzioni di promozione, registrazione e vigilanza, anche mediante la mediazione giudiziale connessa ai tribunali. L’accordo raggiunto, formalizzato nell’acta corrispondente, vincola le parti e presta mérito ejecutivo, potendo essere fatto valere quale titolo esecutivo. Il quadro si inserisce nella tradizione latinoamericana di promozione degli ADR quali strumenti di accesso alla giustizia e di deflazione del contenzioso. Alla data del 2026 non consta una riforma organica sostitutiva della Ley 1879 né una specifica adesione operativa alla Convenzione di Singapore, sicché tali profili vanno verificati.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Perù
In Perù la composizione consensuale è imperniata sulla conciliazione extragiudiziale disciplinata dalla Ley N.º 26872 de Conciliación del 1997, successivamente modificata dal Decreto Legislativo 1070, che configura la conciliazione come requisito di procedibilità obbligatorio per l’accesso al giudizio in materia civile e commerciale disponibile. La parte deve esperire il tentativo di conciliazione presso un centro autorizzato prima di proporre la domanda: la relativa omissione determina l’improcedibilità dell’azione, con eccezioni tassative previste dalla legge. La procedura si svolge davanti a conciliatori accreditati presso centri di conciliazione autorizzati e vigilati dal Ministero della Giustizia, cui competono la formazione, l’abilitazione e la tenuta dei registri. La disciplina presidia i canoni di imparzialità e riservatezza e regola l’inutilizzabilità nel processo di quanto emerso in sede conciliativa. Profilo qualificante è l’efficacia dell’atto conciliativo: l’accordo raggiunto e formalizzato nell’acta de conciliación costituisce titolo esecutivo, azionabile secondo le regole del processo di esecuzione, con effetti equiparabili a quelli di una sentenza. Il modello peruviano rappresenta uno dei più risalenti sistemi latinoamericani di conciliazione previa obbligatoria; le modifiche successive e gli sviluppi 2023-2026 in punto di ambito e organizzazione dei centri restano da verificare quanto ai dettagli.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Qatar
Il Qatar si è dotato di una disciplina organica con la Legge n. 20 del 2021 sulla mediazione per la composizione delle controversie civili e commerciali, tuttora vigente, che ha regolato in modo unitario tanto la mediazione giudiziale quanto quella privata. La legge configura la mediazione come procedura di regola volontaria, attivabile su accordo delle parti, in forza di clausola contrattuale o su impulso del giudice, che può indirizzare le parti alla procedura nel corso del giudizio. È previsto l’accreditamento di centri e mediatori, con requisiti di formazione e iscrizione in appositi registri, e un regime di riservatezza che tutela dichiarazioni e documenti prodotti nel corso della mediazione, sottraendoli all’uso probatorio nel successivo processo salvo consenso. Tratto qualificante è l’attribuzione all’accordo di mediazione di efficacia esecutiva: una volta ratificato secondo le procedure di legge, assume valore di titolo azionabile senza necessità di un ordinario giudizio di merito. La riforma si inserisce nel disegno del Qatar di rafforzare l’attrattività della piazza per la risoluzione delle controversie commerciali, anche in raccordo con il Qatar International Court. L’eventuale ratifica della Convenzione di Singapore resta da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Repubblica Centrafricana
La Repubblica Centrafricana, Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, fonte sovranazionale immediatamente vincolante in materia civile e commerciale. L’Atto uniforme adotta una nozione ampia di mediazione, comprensiva della conciliazione, e la configura come procedura volontaria attivabile su base contrattuale, su iniziativa delle parti o su invito del giudice o di un arbitro; non è prevista, in via generale, una condizione di procedibilità. Il testo disciplina la nomina e i doveri del mediatore (imparzialità, indipendenza, competenza), la riservatezza del procedimento e l’inutilizzabilità delle informazioni nel successivo giudizio, nonché gli effetti sui termini di prescrizione. Tratto qualificante è il regime di esecutività dell’accordo di mediazione, che può essere reso esecutivo mediante deposito o omologazione dinanzi all’autorità competente designata dallo Stato membro. A livello interno operano forme di conciliazione giudiziaria e istituti di giustizia di prossimità, in un contesto segnato da fragilità istituzionale. L’individuazione dell’autorità nazionale competente per l’esecutività e l’eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: fonte
Repubblica Democratica del Congo
La Repubblica Democratica del Congo, quale Stato membro dell’OHADA, è soggetta all’applicazione diretta dell’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, direttamente applicabile in materia civile e commerciale con prevalenza sulle disposizioni interne incompatibili. L’Atto uniforme accoglie una definizione ampia di mediazione, inclusiva della conciliazione, e ne afferma la natura volontaria: la procedura è attivabile per clausola contrattuale, su iniziativa delle parti o su invito del giudice o dell’arbitro, senza costituire in via generale condizione di procedibilità. Sono disciplinati la scelta e gli obblighi del mediatore, il principio di riservatezza con la conseguente inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni rese in mediazione e gli effetti sulla prescrizione. L’accordo di mediazione, cardine del sistema, può essere reso esecutivo mediante deposito o omologazione presso l’autorità nazionale competente, acquisendo così forza di titolo. Sul piano interno permangono forme di conciliazione giudiziale e meccanismi consuetudinari di composizione, particolarmente diffusi. La designazione dell’autorità competente per il conferimento dell’esecutività e l’eventuale ratifica della Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Repubblica Dominicana
La Repubblica Dominicana non dispone di una legge organica generale sulla mediazione civile e commerciale, ma di un quadro settoriale e stratificato. La conciliazione e la mediazione trovano applicazione soprattutto in materia di famiglia, di lavoro e penale: in particolare, la mediazione penale è prevista dal Codice di procedura penale del 2002 per determinate fattispecie, mentre la conciliazione previa opera dinanzi ai giudici di pace. Sul versante commerciale rilevano la Ley 489-08 sull’arbitrato commerciale e la Ley 181-09, che disciplina i centri di risoluzione alternativa delle controversie, spesso incardinati presso le camere di commercio, presso i quali si svolgono procedure di conciliazione e mediazione. In tali ambiti l’obbligatorietà assume carattere settoriale, connesso a specifiche materie o a fasi preliminari del procedimento, senza configurare una condizione di procedibilità di portata generale. La riservatezza e l’efficacia degli accordi discendono dai singoli regimi normativi e dai regolamenti dei centri accreditati. L’assenza di una cornice unitaria rende frammentario il regime di formazione e registrazione dei mediatori. Iniziative di riforma volte a introdurre una disciplina organica della mediazione sono state segnalate, ma il loro stato di avanzamento e l’eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Resolución 446-2023 del Consejo del Poder Judicial (ottobre 2023): Regolamento generale sui meccanismi non contenziosi e Guida per la derivazione giudiziaria a mediazione e conciliazione; si applica a numerose materie. (in vigore/adozione: 2023-10). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Ruanda
L’ordinamento ruandese presenta un modello di composizione stragiudiziale peculiare, incentrato sui comitati di mediazione denominati Abunzi, previsti dalla Costituzione e da apposita legge organica, che compongono in via obbligatoria numerose controversie civili e penali minori a livello di cellula e di settore prima del ricorso al giudice ordinario, configurando così una condizione di procedibilità di carattere settoriale per le materie e i valori rientranti nella loro competenza. Gli Abunzi sono eletti dalla comunità e giudicano secondo criteri di equità, con possibilità di impugnazione dinanzi all’organo superiore e, in ultima istanza, ai tribunali. Sul versante commerciale rileva la Law n. 005/2008, che disciplina l’arbitrato e la conciliazione delle controversie commerciali, offrendo agli operatori economici strumenti di ADR distinti dal circuito comunitario degli Abunzi e collegati ai centri di arbitrato e mediazione, in particolare al Kigali International Arbitration Centre. La riservatezza e l’efficacia degli accordi discendono dalle rispettive discipline. Il regime di formazione dei mediatori commerciali risulta rimesso ai centri accreditati, mentre gli Abunzi rispondono a un modello elettivo-comunitario. L’eventuale adozione di una legge organica sulla mediazione commerciale e l’adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Russia
La Federazione Russa dispone di una legge organica, la Legge federale n. 193-FZ del 27 luglio 2010 sulla procedura alternativa di risoluzione delle controversie con la partecipazione di un mediatore, entrata in vigore il 1° gennaio 2011, che disciplina la mediazione nelle controversie civili, commerciali, del lavoro e familiari. La procedura è di regola volontaria, attivabile su base contrattuale, su iniziativa delle parti o su suggerimento del giudice o dell’arbitro, e non costituisce condizione generale di procedibilità. La legge fissa i principi di volontarietà, riservatezza, cooperazione e imparzialità, disciplina i requisiti dei mediatori (che possono operare su base professionale o non professionale, con requisiti più stringenti per i primi e per la mediazione giudizialmente collegata) e attribuisce all’avvio della mediazione effetti sospensivi sui termini. La riforma processuale del 2019 ha inciso sul raccordo tra mediazione e processo, riconoscendo, tra l’altro, la possibilità di attribuire all’accordo di mediazione raggiunto in pendenza di giudizio e omologato dal giudice efficacia esecutiva, e valorizzando l’accordo notarile di mediazione quale titolo esecutivo. Vige un rigoroso regime di riservatezza a tutela delle dichiarazioni delle parti. L’eventuale ratifica della Convenzione di Singapore da parte della Federazione resta da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Legge federale n. 481-FZ del 30 dicembre 2023 (in vigore 1° set. 2025): mediazione obbligatoria prima del giudizio per le liti su residenza, frequentazione ed educazione dei minori (esclusi violenza domestica e decadenza dalla responsabilità genitoriale). Cornice generale: L. 193-FZ/2010. (in vigore/adozione: 2023-12-30). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Saint Kitts e Nevis
Saint Kitts e Nevis, Stato membro dell’Organizzazione degli Stati dei Caraibi orientali (OECS), non dispone di una legge organica sulla mediazione, disciplinata prevalentemente in forma court-connected. Il riferimento principale sono le Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules 2000, applicabili agli Stati OECS, integrate dalla Mediation Practice Direction, che regola la mediazione annessa al tribunale per le cause civili e commerciali, delineando un rinvio alla procedura di carattere settoriale e talora sistematico per determinate categorie di cause. La mediazione, in tale cornice, può assumere natura tendenzialmente obbligatoria quale passaggio processuale disposto dal giudice, ferma restando la libertà delle parti quanto all’esito. Per l’arbitrato e, in via complementare, per gli aspetti di composizione stragiudiziale rileva l’Arbitration Act 2001. La mediazione è condotta da mediatori accreditati secondo i criteri fissati dalla Corte suprema dei Caraibi orientali, con regime di riservatezza delle trattative; l’accordo raggiunto acquista efficacia esecutiva se recepito in un provvedimento giudiziale. Lo Stato si inserisce nel quadro regionale del Trattato riveduto di Chaguaramas. L’esistenza di una disciplina legislativa interna autonoma e l’eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules (Revised Edition) 2023 (dal 31 luglio 2023): incoraggia l’ADR/mediazione nel contenzioso civile; campagna sulla court-connected mediation. (in vigore/adozione: 2023). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Saint Vincent e Grenadine
Saint Vincent e Grenadine, Stato membro dell’OECS, non dispone di una legge organica sulla mediazione, disciplinata in via principale attraverso il modello court-connected. Il fondamento normativo è dato dalle Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules 2000, applicabili agli Stati OECS, integrate dalla relativa Mediation Practice Direction, che regola la mediazione annessa al tribunale per le controversie civili e commerciali. La procedura è di regola volontaria, pur potendo il giudice indirizzare le parti alla mediazione nell’ambito della gestione del caso, con effetti sulle spese in caso di rifiuto ingiustificato; non è configurata quale condizione generale di procedibilità. Sul versante dell’arbitrato e della composizione delle controversie commerciali rileva l’Arbitration Act nazionale. La mediazione è condotta da mediatori accreditati secondo i criteri della Corte suprema dei Caraibi orientali, con regime di riservatezza delle trattative; l’accordo raggiunto diviene esecutivo se recepito in un provvedimento giudiziale su consenso delle parti. Lo Stato opera nel quadro regionale del Trattato riveduto di Chaguaramas e del CARICOM. L’adozione di una disciplina legislativa interna autonoma e l’eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules (Revised Edition) 2023 (dal 31 luglio 2023): rafforza il ricorso alla mediazione prima e durante il processo. Si affianca al Mediation Act 2019. (in vigore/adozione: 2023). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Samoa
Samoa dispone di una disciplina statutaria dell’ADR con l’Alternative Dispute Resolution Act 2007, modificato nel 2013 e integrato dalle Mediation Rules 2013, che regolano la mediazione annessa al tribunale e i rapporti con il procedimento giudiziario. La procedura è di regola volontaria: il giudice può indirizzare le parti alla mediazione nell’ambito della gestione del caso, senza che ciò configuri una condizione generale di procedibilità né vincoli le parti quanto all’esito. Le Mediation Rules disciplinano la nomina e i compiti del mediatore, lo svolgimento delle sessioni, la riservatezza delle trattative e l’inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione; l’accordo raggiunto acquista efficacia esecutiva se recepito in un provvedimento del tribunale. Accanto al circuito giudiziario permane un forte ruolo della composizione comunitaria affidata ai consigli di villaggio (fono) ai sensi del Village Fono Act 1990, che gestiscono numerose controversie a livello locale secondo il diritto consuetudinario samoano (fa’a Samoa). La coesistenza tra giustizia formale e sistema comunitario connota l’ordinamento. Il regime di formazione e registrazione dei mediatori risulta ancorato ai criteri fissati dal tribunale. L’eventuale adesione di Samoa alla Convenzione di Singapore resta da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
San Marino
La Repubblica di San Marino non dispone, allo stato, di una legge organica sulla mediazione civile e commerciale. La composizione consensuale delle controversie poggia sulla conciliazione giudiziale prevista dal codice di procedura civile sammarinese, di matrice storica, e su uno sviluppo della mediazione ispirato al modello italiano, alimentato dalla contiguità ordinamentale e dalla prassi degli operatori. Il riferimento normativo di rango legislativo più prossimo è la Legge 18 marzo 1999 n. 34 in materia di arbitrato, che contempla profili di conciliazione, senza tuttavia costituire una disciplina compiuta della mediazione quale procedimento autonomo. In assenza di una cornice organica, la mediazione ha carattere volontario e non costituisce condizione di procedibilità; il regime di riservatezza e l’efficacia degli eventuali accordi discendono dai principi generali del diritto delle obbligazioni e dei contratti, mentre l’esecutività presuppone il ricorso agli ordinari strumenti di formazione del titolo, quali la transazione o l’omologazione giudiziale. Manca un registro pubblico dei mediatori e un regime formativo tipizzato di fonte legislativa. L’eventuale introduzione di una legge organica sulla mediazione e l’adesione della Repubblica alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Santa Lucia
Santa Lucia, Stato membro dell’OECS, non dispone di una legge organica sulla mediazione, disciplinata in via principale nella forma court-connected. Il riferimento storico è la Mediation Practice Direction No. 1 of 2003, integrata dalle Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules, applicabili agli Stati OECS, ora nella versione aggiornata (CPR 2023), che regolano la mediazione annessa al tribunale per le cause civili e commerciali. La procedura è di regola volontaria: il giudice può indirizzare le parti alla mediazione nell’ambito della gestione del caso, con possibili riflessi sulle spese in caso di rifiuto ingiustificato, senza configurare una condizione generale di procedibilità. La mediazione è condotta da mediatori accreditati secondo i criteri fissati dalla Corte suprema dei Caraibi orientali, con regime di riservatezza delle trattative; l’accordo raggiunto acquista efficacia esecutiva se recepito in un provvedimento giudiziale. Rileva anche l’azione di sensibilizzazione istituzionale, testimoniata dalle campagne pubbliche di promozione della mediazione. Lo Stato opera nel quadro regionale del Trattato riveduto di Chaguaramas e del CARICOM. L’adozione di una disciplina legislativa interna autonoma e l’eventuale adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Eastern Caribbean Supreme Court Civil Procedure Rules (Revised Edition) 2023 (SI 64/2023, dal 31 luglio 2023): protocolli pre-causa con tentativo di conciliazione anche tramite mediazione; judicial settlement complementare. (in vigore/adozione: 2023-07-31). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Senegal
Il Senegal, Stato membro dell’OHADA, applica direttamente l’Acte uniforme relatif à la médiation, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel 2018, fonte sovranazionale immediatamente vincolante in materia civile e commerciale, che accoglie una nozione ampia di mediazione comprensiva della conciliazione, ne afferma la natura volontaria e ne disciplina lo svolgimento, la riservatezza e l’esecutività dell’accordo mediante deposito o omologazione presso l’autorità nazionale competente. A livello interno rileva il Décret n° 2014-1653 in materia di mediazione e conciliazione, che struttura i meccanismi nazionali di composizione, e operano le Maisons de Justice, presidi di prossimità presso i quali si svolgono attività di mediazione e conciliazione per le controversie di minore entità e i conflitti di vicinato, in un’ottica di accesso alla giustizia e di deflazione del contenzioso. La mediazione resta di regola volontaria e non costituisce, in via generale, condizione di procedibilità. Il regime di riservatezza e l’inutilizzabilità processuale delle dichiarazioni discendono dall’Atto uniforme. L’individuazione dell’autorità competente per l’esecutività degli accordi e l’eventuale ratifica della Convenzione di Singapore da parte del Senegal restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Insediamento del Comité national de médiation et de conciliation (6 marzo 2023): regola e vigila il dispositivo nazionale di mediazione (strutture pubbliche e private). Cornice OHADA in vigore. (in vigore/adozione: 2023-03-06). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Serbia
In Serbia la disciplina è contenuta nello Zakon o posredovanju u rešavanju sporova (Legge sulla mediazione nelle controversie), pubblicato nel Službeni glasnik n. 55/2014 e in vigore dal 2014, che ha sostituito la previgente legge sulla mediazione del 2005 allineando l’ordinamento agli standard europei. Il testo disciplina la mediazione come procedura volontaria e riservata in materia civile, commerciale, familiare, del lavoro e in altri settori disponibili, fondata sui principi di autodeterminazione delle parti, imparzialità e neutralità del mediatore. Non è configurata in via generale una condizione di procedibilità: l’accesso è rimesso all’accordo delle parti, anche su invito del giudice in pendenza di causa, con effetti sulla sospensione dei termini secondo le regole processuali. La legge disciplina i requisiti, la formazione e la licenza dei mediatori, con registro e vigilanza affidati al Ministero della Giustizia, e presidia la riservatezza mediante l’obbligo di segretezza e l’inutilizzabilità nel processo delle informazioni acquisite in mediazione. Profilo qualificante è l’esecutività: l’accordo di mediazione, ove rivesta la forma prescritta e contenga clausola esecutiva, può costituire titolo esecutivo. La legge del 2014 riflette la scelta di rafforzare l’istituto in prospettiva europea; gli sviluppi 2023-2026 e la rilevanza della Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Seychelles
Le Seychelles non dispongono di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si articola principalmente nella mediazione annessa al tribunale presso la Supreme Court, disciplinata dal Seychelles Code of Civil Procedure e dalle Practice Directions emanate dall’autorità giudiziaria, che ne regolano il rinvio e lo svolgimento nell’ambito della gestione del caso. La procedura è di regola volontaria e non configura una condizione generale di procedibilità, pur potendo il giudice invitare le parti a esperirla. In materia di arbitrato, e con riflessi sulla composizione delle controversie commerciali, rileva il Commercial Code Act 1977. Un ambito specifico è quello della conciliazione del lavoro, prevista dall’Employment Act, che contempla una fase conciliativa dinanzi agli organi competenti prima dell’accesso alla tutela giurisdizionale, assumendo in tale settore carattere tendenzialmente obbligatorio. Il regime di riservatezza delle trattative e l’efficacia degli accordi discendono dalle rispettive discipline processuali; l’esecutività presuppone di norma il recepimento dell’accordo in un provvedimento giudiziale. Il regime di formazione e accreditamento dei mediatori risulta ancorato ai criteri fissati dalla Supreme Court. L’eventuale adozione di una legge organica e l’adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Sierra Leone
La Sierra Leone non dispone, allo stato, di una legge organica sulla mediazione: il Mediation Bill 2023, elaborato per colmare tale lacuna, non risulta ancora promulgato, sicché la disciplina resta frammentaria. La composizione stragiudiziale si svolge in forma di mediazione annessa al tribunale, in particolare presso il Fast Track Commercial Court, che promuove il ricorso all’ADR per le controversie commerciali, e attraverso la composizione consuetudinaria dinanzi ai local courts ai sensi del Local Courts Act 2011, competenti per numerose controversie civili minori secondo il diritto consuetudinario. Sul versante dell’arbitrato, e con riflessi sulla composizione delle controversie commerciali, rileva l’Arbitration Act 2022, che ha modernizzato il quadro dell’ADR commerciale. In assenza di una cornice organica, la mediazione ha carattere prevalentemente volontario o rimesso all’impulso del giudice nell’ambito della gestione del caso, senza una condizione di procedibilità di portata generale. Il regime di riservatezza, l’efficacia e l’esecutività degli accordi discendono dalle discipline processuali applicabili e dai regolamenti dei fori competenti. L’iter di approvazione del Mediation Bill 2023, la sua eventuale entrata in vigore e l’adesione della Sierra Leone alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Singapore
Singapore rappresenta un ordinamento di riferimento in materia di mediazione. Sul piano interno, il Mediation Act 2017 disciplina la mediazione domestica, definendone l’ambito, i principi di riservatezza e l’inutilizzabilità processuale delle comunicazioni rese in mediazione, e prevedendo la possibilità di registrare l’accordo di mediazione come order of court, così da conferirgli efficacia esecutiva diretta senza necessità di un autonomo giudizio. La procedura è di regola volontaria, sorretta da un ecosistema istituzionale avanzato (Singapore Mediation Centre, Singapore International Mediation Centre) e da regimi di accreditamento dei mediatori (segnatamente attraverso il Singapore International Mediation Institute). Sul piano internazionale, con il Singapore Convention on Mediation Act 2020 lo Stato ha dato attuazione interna alla Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (Convenzione di Singapore del 2019, di cui Singapore è depositario e parte), consentendo l’esecuzione diretta degli accordi transattivi commerciali internazionali dinanzi ai propri giudici, in deroga alla tradizionale necessità di un’azione contrattuale. Ne risulta un sistema integrato che copre tanto la dimensione interna quanto quella transfrontaliera, ponendo Singapore all’avanguardia nella promozione della mediazione commerciale.
Aggiornamento (2020–2026): Community Disputes Resolution (Amendment) Act 2024 (in vigore 24 marzo 2025): pone la mediazione comunitaria come primo passo per le liti di vicinato; rafforza i Community Disputes Resolution Tribunals. (in vigore/adozione: 2024-11-12). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Somalia
La Somalia non dispone di una legge organica sulla mediazione e la composizione delle controversie poggia in misura preponderante sui sistemi tradizionali e religiosi. Centrale è il sistema consuetudinario xeer, complesso di regole non scritte amministrate dagli anziani dei clan, che compone in via prevalente le controversie civili, di risarcimento e talora penali secondo logiche di responsabilità collettiva e riparazione; accanto ad esso opera la conciliazione islamica (sulh), diffusa quale strumento di composizione amichevole. In un contesto di fragilità delle istituzioni statali e di pluralismo giuridico, tali meccanismi svolgono di fatto un ruolo di giustizia primaria per larga parte della popolazione, spesso con carattere vincolante nell’ambito delle comunità di riferimento. Dal 2014 si registra lo sviluppo di centri ADR volti a introdurre forme più strutturate di mediazione e conciliazione, in collaborazione con attori internazionali e nell’ambito di programmi di rafforzamento dello Stato di diritto. Il regime di riservatezza, di efficacia e di esecutività degli accordi discende dalle logiche consuetudinarie e dai regolamenti dei singoli centri, in assenza di una cornice legislativa unitaria. L’eventuale adozione di una legge organica sulla mediazione e l’adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Sri Lanka
Lo Sri Lanka presenta un sistema di mediazione a base comunitaria di ampia diffusione. Il Mediation Boards Act No. 72 del 1988, più volte modificato, istituisce i Mediation Boards, organismi di composizione a livello locale competenti a comporre in via obbligatoria numerose controversie civili di valore contenuto e determinate controversie penali minori: per tali materie l’esperimento della mediazione dinanzi al Board costituisce condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria, con conseguente carattere settorialmente obbligatorio. I mediatori dei Board operano su base non professionale e volontaria, nominati e formati sotto la supervisione della Mediation Boards Commission. Sul versante commerciale rileva il Commercial Mediation Centre of Sri Lanka Act No. 44 del 2000, che ha istituito un centro specializzato per la mediazione delle controversie commerciali, di natura volontaria, con propri regolamenti in materia di riservatezza ed efficacia degli accordi. Il regime di riservatezza tutela le dichiarazioni rese in mediazione; l’esecutività dell’accordo comunitario discende dalle regole del sistema dei Board, mentre in ambito commerciale l’accordo assume efficacia contrattuale con possibilità di recepimento in titolo esecutivo. L’eventuale adesione dello Sri Lanka alla Convenzione di Singapore resta da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Mediation Board (Amendment) Act n. 2 del 2024 (26 gennaio 2024): riorganizza composizione e nomina della Commissione responsabile della mediazione (Mediation Board Act 1988). (in vigore/adozione: 2024-01-26). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Stati Federati di Micronesia
Gli Stati Federati di Micronesia non dispongono di una legge federale organica sull’ADR né di una disciplina unitaria della mediazione. La composizione delle controversie poggia su un sistema misto, che combina la conciliazione giudiziale nell’ambito dei procedimenti dinanzi alle corti federali e statali con forme di composizione comunitaria e tradizionale a livello dei singoli Stati federati, radicate nelle strutture sociali e nelle consuetudini locali. In tale cornice la mediazione ha carattere volontario e non costituisce condizione di procedibilità di portata generale, potendo il giudice incoraggiare le parti alla composizione consensuale nell’ambito della gestione del caso. Il regime di riservatezza, l’efficacia e l’esecutività degli accordi discendono dalle regole processuali applicabili e dalle prassi consuetudinarie, in assenza di una cornice legislativa specifica; manca del pari un registro pubblico dei mediatori e un regime formativo tipizzato. La marcata autonomia dei quattro Stati membri della Federazione contribuisce alla frammentazione del quadro. L’eventuale adozione di una legge organica sulla mediazione e l’adesione degli Stati Federati di Micronesia alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Stati Uniti
Negli Stati Uniti la mediazione è diffusissima ma disciplinata in modo composito, riflesso del sistema federale. Sul piano dell’armonizzazione statale rileva lo Uniform Mediation Act (UMA), elaborato nel 2001 ed emendato nel 2003, testo modello adottato da circa una dozzina di Stati oltre al District of Columbia, che disciplina in via prevalente il privilegio di riservatezza (mediation privilege), sottraendo le comunicazioni rese in mediazione all’uso probatorio nei procedimenti successivi, con relative eccezioni. Per le corti federali opera l’Alternative Dispute Resolution Act del 1998, che impone a ciascuna corte distrettuale di predisporre programmi di ADR e di offrirne l’accesso alle parti. A livello statale numerosi ordinamenti prevedono programmi di mediazione obbligatoria o court-connected per specifiche materie (ad esempio in Florida e California, in ambito familiare e civile), sicché l’obbligatorietà ha carattere settoriale e variabile da giurisdizione a giurisdizione. La mediazione resta, in linea generale, di natura volontaria quanto all’esito. L’accordo raggiunto ha efficacia contrattuale e diviene esecutivo se recepito in un consent order o in una transazione giudiziale. Gli Stati Uniti hanno firmato la Convenzione di Singapore; la ratifica interna, allo stato, resta da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Uniform Mediation Act — adozione del Connecticut (in vigore 1° ottobre 2025): tredicesimo Stato ad adottare l’UMA; riservatezza delle comunicazioni, imparzialità e obbligo di dichiarare i conflitti d’interesse. (in vigore/adozione: 2025-06-10). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Sud Sudan
Il Sud Sudan non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie poggia in misura preponderante sui tribunali consuetudinari (customary law courts), riconosciuti e disciplinati anche dal Local Government Act 2009, che applicano il diritto consuetudinario delle numerose comunità del Paese e compongono la gran parte delle controversie civili e delle liti minori a livello locale, spesso con carattere vincolante nell’ambito delle comunità di riferimento; a ciò si affianca la conciliazione tradizionale. Nel circuito giudiziario formale opera la conciliazione giudiziale nell’ambito dei procedimenti civili, mentre riferimenti normativi di rango legislativo si rinvengono nel Code of Civil Procedure Act 2007 e, per l’arbitrato, nell’Arbitration Act 2000, senza però una disciplina compiuta della mediazione quale procedimento autonomo. In tale cornice, segnata da fragilità istituzionale e da un accentuato pluralismo giuridico, la mediazione ha carattere prevalentemente volontario o consuetudinario e non costituisce una condizione di procedibilità di portata generale di fonte legislativa. Il regime di riservatezza, l’efficacia e l’esecutività degli accordi discendono dalle logiche consuetudinarie e dalle discipline processuali applicabili. L’eventuale adozione di una legge organica e l’adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Sudafrica
Il Sudafrica ha strutturato la mediazione giudiziale attraverso strumenti di rango regolamentare. Per le magistrates’ courts, le Voluntary Court-Annexed Mediation Rules del 2014 hanno introdotto un sistema di mediazione annessa al tribunale su base volontaria. Per le High Courts rileva la Rule 41A delle Uniform Rules of Court, in vigore dal 9 marzo 2020, che impone alle parti, all’atto dell’instaurazione e della difesa nel giudizio, di dichiarare se ritengano la controversia suscettibile di mediazione e le relative ragioni, introducendo così un obbligo procedurale di considerazione e informativa sulla mediazione, senza tuttavia imporne l’esperimento né subordinarvi la procedibilità della domanda; l’atteggiamento delle parti verso la mediazione può però rilevare ai fini della ripartizione delle spese. Il quadro trova fondamento anche nel Superior Courts Act 10/2013. La mediazione resta dunque di regola volontaria, con un’obbligatorietà limitata al profilo dichiarativo, di carattere settoriale. Il regime di riservatezza tutela le trattative, di norma coperte dal privilegio without prejudice; l’accordo raggiunto acquista efficacia esecutiva se recepito in un provvedimento giudiziale su consenso delle parti. Il regime di accreditamento dei mediatori è rimesso agli organismi competenti. L’eventuale ratifica sudafricana della Convenzione di Singapore resta da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Magistrates’ Courts Rules, Regole 70-79 sulla mediazione (2023, allineate alla Rule 41A); direttiva della Divisione di Gauteng dell’Alta Corte (22 aprile 2025): niente data di udienza senza relazione del mediatore. In preparazione un disegno di legge nazionale sulla mediazione. (in vigore/adozione: 2025-04-22). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Sudan
Il Sudan non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie poggia in ampia misura sulla composizione amichevole di matrice islamica (sulh) e sui comitati di riconciliazione, diffusi a livello comunitario, che compongono numerose controversie civili e conflitti sociali secondo logiche di riparazione e di ricomposizione dei rapporti. Nel circuito giudiziario formale opera la conciliazione prevista dal Codice di procedura civile, che consente al giudice di promuovere la composizione consensuale nell’ambito del procedimento. Sul versante commerciale si registra un progressivo sviluppo della mediazione, sorretto anche dal quadro dell’arbitrato definito dall’Arbitration Act 2016, che modernizza gli strumenti di ADR per le controversie commerciali. In assenza di una cornice organica, la mediazione ha carattere prevalentemente volontario o consuetudinario e non configura una condizione di procedibilità di portata generale di fonte legislativa. Il regime di riservatezza, l’efficacia e l’esecutività degli accordi discendono dalle logiche consuetudinarie, dai principi di diritto sostanziale e dalle discipline processuali applicabili. Il contesto è segnato da forte instabilità istituzionale. L’eventuale adozione di una legge organica sulla mediazione e l’adesione del Sudan alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Suriname
Il Suriname non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione consensuale delle controversie poggia principalmente sulla conciliazione prevista dal Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering (codice di procedura civile), di tradizione olandese, in particolare all’art. 500 e seguenti, che consente al giudice di promuovere la composizione amichevole nell’ambito del procedimento civile. In assenza di una disciplina compiuta della mediazione quale procedimento autonomo, questa ha carattere volontario e non costituisce una condizione di procedibilità di portata generale, pur registrandosi una crescente attenzione istituzionale e professionale verso lo sviluppo della mediazione, sulla scia dell’esperienza dei Paesi Bassi. Il regime di riservatezza, l’efficacia e l’esecutività degli accordi discendono dai principi generali del diritto delle obbligazioni e dalle discipline processuali applicabili; l’esecutività presuppone di norma il recepimento dell’accordo in una transazione giudiziale o in un atto munito di efficacia esecutiva. Manca un registro pubblico dei mediatori e un regime formativo tipizzato di fonte legislativa. Quale Stato membro del CARICOM, il Suriname si inserisce nel quadro regionale di cooperazione. L’eventuale adozione di una legge organica e l’adesione alla Convenzione di Singapore restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Nuovo Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering che sostituisce il vecchio codice (sede della conciliazione/bemiddeling): S.B. 2024 no. 170. (in vigore/adozione: in vigore 1.5.2025). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Svizzera
In Svizzera la mediazione in materia civile è disciplinata dal Codice di procedura civile federale (ZPO/CPC del 2008), agli articoli 213-218, in vigore dal 1° gennaio 2011. La legge configura la mediazione come alternativa alla conciliazione (Schlichtung/conciliazione) obbligatoria che di regola precede il processo: le parti possono, di comune accordo, sostituire il tentativo di conciliazione con una mediazione, che resta però procedura volontaria, indipendente dal giudice e dall’autorità di conciliazione, e organizzata sotto la responsabilità e a spese delle parti. Gli articoli 213-218 sanciscono la separazione tra mediazione e giudizio, la riservatezza della procedura e l’inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni delle parti, nonché il principio secondo cui il mediatore agisce in modo autonomo e neutrale. Quanto agli effetti, l’accordo di mediazione non è di per sé un titolo esecutivo, ma può essere omologato dal giudice su richiesta congiunta delle parti, acquistando così l’efficacia di una decisione. Nelle controversie in cui è parte un ente pubblico o in materia di diritto di famiglia sono previste regole particolari, inclusa la possibilità di mediazione gratuita a determinate condizioni. La revisione parziale del CPC, con entrata in vigore progressiva nel 2025, ha aggiornato taluni profili procedurali, i cui dettagli restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Revisione del Codice di procedura civile (in vigore 1° gennaio 2025): la mediazione può subentrare alla conciliazione su richiesta delle parti (art. 213), il giudice può raccomandarla (art. 214) e, nelle cause su figli, invitare i genitori alla mediazione (art. 297) con mediazione gratuita in mancanza di mezzi. (in vigore/adozione: 2025-01-01). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Tagikistan
Il Tagikistan non ha ancora adottato una legge organica sulla mediazione; un progetto di legge è in elaborazione con il supporto di organizzazioni internazionali quali IDLO e la BERS, ma alla data attuale non risulta approvato, con conseguente assenza di un quadro legislativo dedicato. La composizione delle controversie si fonda pertanto sulla conciliazione prevista dal Codice di procedura civile e dal Codice di procedura economica, che consentono al giudice di promuovere la definizione consensuale della lite nell’ambito del processo, e sulla composizione tradizionale a livello comunitario, radicata nelle strutture sociali locali e diffusa nelle liti familiari e di vicinato. In difetto di disciplina specifica mancano un registro dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali e dall’eventuale omologazione giudiziale. Sul versante commerciale è praticata la mediazione presso le camere di commercio, su base convenzionale. Trattandosi di un ordinamento in fase di transizione, ogni indicazione circa contenuti, obbligatorietà e decorrenza della futura legge va assunta con cautela e resta da verificare in relazione all’esito dell’iter legislativo.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Taiwan
A Taiwan la mediazione comunitaria è retta dal Township and County-Administered City Mediation Act (鄉鎮市調解條例) del 1955, più volte modificato, che istituisce i comitati di mediazione a livello di comune e città. Il modello è quello della mediazione amministrata a base locale: i comitati compongono un’ampia gamma di liti civili e di talune controversie penali minori procedibili a querela, con procedura gratuita, informale e a partecipazione volontaria, senza configurazione generale di una condizione di procedibilità. Profilo qualificante è il regime degli effetti: l’accordo raggiunto davanti al comitato viene trasmesso al tribunale competente per l’omologazione (approvazione giudiziale), all’esito della quale acquista efficacia equiparata a quella di una sentenza definitiva, con piena forza esecutiva e, nelle materie penali procedibili a querela, effetti estintivi dell’azione. La legge disciplina la composizione dei comitati, i requisiti e i doveri dei mediatori, i canoni di riservatezza e l’inutilizzabilità delle dichiarazioni rese in mediazione nel successivo processo. Coesistono inoltre forme di conciliazione giudiziale disciplinate dal codice di procedura civile. Le numerose modifiche succedutesi nel tempo hanno aggiornato l’ambito e i meccanismi di omologazione; i dettagli delle revisioni più recenti restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Modifica del Regolamento sulla conciliazione dei distretti, città e comuni (鄉鎮市調解條例), decreto 13 gennaio 2023: rivede artt. 3, 6, 9, 32, in particolare la selezione dei conciliatori delle commissioni comunali. (in vigore/adozione: 2023-01-13). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Tanzania
In Tanzania la mediazione annessa al processo civile è disciplinata dal Civil Procedure Code, Cap. 33 (Revised Edition 2019), e in particolare dagli Orders VIII B, C e D, che integrano il regime introdotto dalle Civil Procedure Code (Amendment) Rules e consolidato nella prassi delle corti. Il modello è quello della court-annexed mediation obbligatoria: dopo la chiusura degli scritti difensivi la causa è rinviata d’ufficio alla mediazione come fase necessaria del procedimento, con partecipazione delle parti configurata quale obbligo processuale, ferma la libertà quanto all’esito conciliativo. Le regole disciplinano i tempi del rinvio, la nomina e i doveri del mediatore, la durata della procedura, i principi di riservatezza e l’inutilizzabilità nel successivo giudizio delle dichiarazioni rese in mediazione, oltre alle conseguenze della mancata comparizione. L’accordo raggiunto è recepito in un provvedimento del giudice, acquistando efficacia esecutiva equiparata a quella di una decisione. Il sistema di ADR annesso al processo civile costituisce un tratto strutturale dell’ordinamento tanzaniano, orientato alla deflazione del contenzioso. Le revisioni successive del Codice e delle regole attuative hanno aggiornato taluni profili procedurali; gli standard di accreditamento e formazione dei mediatori e gli sviluppi 2023-2026 restano affidati alla regolamentazione giudiziaria e da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Civil Procedure Code (Amendment of the First Schedule) Rules 2024 (GN 821/2024) e Court-Annexed Mediation Guidelines 2024; ulteriore modifica GN 569/2025: termini stringenti (incarico entro 2 giorni, prima sessione entro 14, relazione entro 48 ore). (in vigore/adozione: 2024-10-04). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Thailandia
In Thailandia la materia è disciplinata dal Dispute Mediation Act B.E. 2562 (2019), prima legge organica che regola in modo unitario la mediazione giudiziale, comunitaria e amministrativa. Il testo definisce la mediazione come procedura volontaria e riservata, ne fissa i principi di imparzialità e autodeterminazione e disciplina la figura del mediatore, i suoi doveri e i requisiti di registrazione. Non è configurata in via generale una condizione di procedibilità, ma la legge promuove strutturalmente il ricorso alla mediazione in fase pre-processuale e nell’ambito del processo, integrandola nel sistema di giustizia civile e nella dimensione comunitaria come strumento di riduzione del contenzioso. Profilo qualificante è l’efficacia esecutiva dell’accordo: la legge attribuisce all’accordo di mediazione, secondo le forme previste e in particolare mediante omologazione giudiziale, forza idonea all’esecuzione, allineando l’ordinamento agli standard internazionali. Sono disciplinati altresì la riservatezza della procedura e il regime di inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni e delle proposte formulate in mediazione. La legge del 2019 rappresenta un intervento di sistematizzazione recente; gli aspetti attuativi relativi al registro dei mediatori, agli standard formativi e all’eventuale rilevanza operativa della Convenzione di Singapore per gli accordi commerciali internazionali restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Timor Est
Timor Est non dispone di una legge organica dedicata alla sola mediazione. Sul versante dell’arbitrato e dei metodi consensuali opera la Lei n.º 6/2021 sull’arbitrato volontario, entrata in vigore nel 2021, che offre una cornice per la risoluzione alternativa delle controversie di natura essenzialmente commerciale su base volontaria. La composizione delle liti civili si fonda inoltre sulla conciliazione prevista dal Código de Processo Civil, che consente al giudice di promuovere la definizione consensuale nell’ambito del processo, e sul ricorso, assai diffuso nella prassi sociale, alla giustizia consuetudinaria (lisan, con il rito del nahe biti boot), che assolve una funzione conciliativa e riparativa radicata nelle comunità locali, specie nelle liti familiari, fondiarie e di vicinato. In assenza di disciplina specifica sulla mediazione mancano un registro dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi di mediazione, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dall’omologazione giudiziale o, per l’arbitrato, dalla legge del 2021. L’evoluzione verso una disciplina organica della mediazione resta da verificare quanto a contenuti e decorrenza.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Togo
Il Togo è vincolato dall’Atto uniforme OHADA relativo alla mediazione, adottato il 23 novembre 2017 ed entrato in vigore nel febbraio 2018, direttamente applicabile in materia civile e commerciale negli Stati membri dell’Organizzazione per l’armonizzazione del diritto degli affari in Africa. L’Atto istituisce un quadro uniforme per la mediazione convenzionale e giudiziale, ispirato alla Legge modello UNCITRAL, configurandola come procedura volontaria: non è prevista una condizione di procedibilità generale, ma le parti possono ricorrervi per accordo, su invito del giudice o dell’arbitro, ovvero in forza di un obbligo legale. La disciplina sancisce i principi di riservatezza e autodeterminazione, regola la nomina e i doveri del mediatore e prevede l’inutilizzabilità nel successivo processo delle dichiarazioni rese in mediazione. Profilo qualificante è l’esecutività dell’accordo di transazione: le parti possono chiederne l’omologazione o il deposito presso l’autorità competente, ottenendo un titolo suscettibile di esecuzione forzata negli Stati OHADA, con evidente rilievo per il contenzioso commerciale regionale. L’articolazione dei centri di mediazione, delle tariffe e degli standard formativi dei mediatori resta rimessa alla prassi e alla regolamentazione nazionale, da verificare quanto ai dettagli attuativi e agli sviluppi 2023-2026.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Tonga
Tonga non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sulla conciliazione giudiziale, esercitata dal giudice nell’ambito del processo civile, e sulla composizione comunitaria tradizionale, radicata nelle strutture sociali e nelle autorità locali del Regno, che svolge una funzione conciliativa diffusa nelle liti familiari, fondiarie e di vicinato. La mediazione annessa al tribunale è in fase di sviluppo, anche grazie a programmi di cooperazione con la Federal Court of Australia, che sostengono l’introduzione di prassi strutturate di court-annexed mediation nel sistema giudiziario, senza che risulti tuttavia adottata una disciplina legislativa organica né configurata una condizione di procedibilità: la mediazione resta pertanto volontaria e affidata all’impulso del giudice e all’iniziativa delle parti. In difetto di normativa dedicata mancano un registro pubblico dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali e dall’eventuale trasfusione in un provvedimento giudiziale. L’evoluzione istituzionale verso un modello strutturato di mediazione annessa al tribunale resta da verificare quanto a contenuti e tempi di attuazione.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Trinidad e Tobago
A Trinidad e Tobago la disciplina è contenuta nel Mediation Act, 2004 (Act No. 8 of 2004), consolidato come Chapter 5:32, che istituisce il Mediation Board of Trinidad and Tobago e regola l’accreditamento, la formazione e la condotta deontologica dei mediatori, nonché la tenuta del registro professionale. Il modello prevalente è quello della court-annexed mediation presso la High Court, con rinvio delle cause civili alla mediazione; l’obbligatorietà ha carattere settoriale, operando in relazione a determinate categorie di controversie e su impulso del giudice, mentre negli altri casi la mediazione resta volontaria. La legge disciplina i principi di riservatezza e imparzialità, i doveri del mediatore accreditato e il regime di inutilizzabilità nel successivo processo delle dichiarazioni e delle proposte formulate in mediazione. Quanto agli effetti, l’accordo raggiunto ha natura negoziale e può essere reso esecutivo secondo le forme di legge, in particolare mediante recepimento in un provvedimento del giudice nell’ambito della mediazione annessa. Il Mediation Board svolge una funzione centrale di garanzia della qualità professionale, fissando gli standard di competenza e vigilando sull’osservanza del codice di condotta. Gli sviluppi 2023-2026 relativi all’ampliamento dell’ambito obbligatorio e agli standard formativi restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Tunisia
La Tunisia non dispone di una legge organica dedicata alla mediazione. La composizione consensuale delle controversie si fonda sulla conciliazione e sulla mediazione previste dal Code de procédure civile et commerciale (l. 130 del 1959): la conciliazione giudiziale consente al giudice di promuovere la definizione consensuale nell’ambito del processo civile e commerciale, con connotati di obbligatorietà settoriale in relazione a determinate materie in cui il tentativo è previsto come passaggio del procedimento. Sul versante penale, il Code de procédure pénale contempla la mediazione penale, introdotta nel 2002, quale strumento di composizione con finalità riparative per talune categorie di reati minori. Operano inoltre, su base convenzionale, centri di mediazione promossi in ambito camerale e istituzionale per il contenzioso commerciale. In assenza di una disciplina organica mancano un registro unitario dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa e sistematica di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali e dall’omologazione giudiziale. L’eventuale evoluzione verso una legge organica sulla mediazione civile e commerciale, in linea con le tendenze regionali, resta da verificare quanto a contenuti e decorrenza.
Aggiornamento (2020–2026): Legge n. 3 del 18 gennaio 2024: modifica il decreto-legge 13/2022 sulla conciliazione penale (الصلح الجزائي). Nel 2025 progetto per lo status di ‘mediatore familiare’. (in vigore/adozione: 2024-01-18). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Turchia
In Turchia la materia è disciplinata dalla Legge n. 6325 sulla mediazione nelle controversie civili (2012, in vigore dal 2013), ispirata alla Legge modello UNCITRAL e imperniata sui principi di volontarietà, imparzialità e riservatezza, con mediatori iscritti in apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia e sottoposti a requisiti di formazione ed esame. Il tratto qualificante dell’ordinamento turco è però la progressiva estensione della mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità (dava şartı arabuluculuk): introdotta nel 2018 per le controversie di lavoro, è stata estesa dal 2019 alle controversie commerciali e successivamente ad ulteriori materie, tra cui il contenzioso in materia di consumo, così configurando la mediazione quale passaggio necessario prima dell’accesso al giudice, la cui omissione determina l’inammissibilità della domanda. La procedura è caratterizzata da un primo incontro con termini stringenti e da una durata contenuta fissata dalla legge; la mancata partecipazione ingiustificata comporta conseguenze sulle spese. La riservatezza è presidiata da un regime di inutilizzabilità delle dichiarazioni nel processo. Profilo centrale è l’esecutività: l’accordo può ottenere l’annotazione di esecutività (icra edilebilirlik şerhi) dal tribunale, divenendo titolo esecutivo. Gli ulteriori ampliamenti dell’ambito obbligatorio nel periodo 2023-2026 restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Legge n. 7445 (5 aprile 2023; mediazione dal 1° set. 2023): amplia la mediazione obbligatoria (condizione di procedibilità) a liti di locazione, divisione di beni e comunione, condominio e rapporti di vicinato, oltre alle commerciali; nuovo art. 17/B su alcune liti su immobili. (in vigore/adozione: 2023-04-05). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Turkmenistan
Il Turkmenistan non ha adottato una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sulla conciliazione prevista dal Codice di procedura civile e dal Codice di procedura economica, che consentono al giudice di promuovere la definizione consensuale della lite nell’ambito del processo, senza che sia configurato un procedimento di mediazione tipizzato né una condizione di procedibilità. Sul versante commerciale è praticata la mediazione presso la camera di commercio, su base convenzionale e nell’ambito dei servizi di risoluzione alternativa delle controversie offerti alle imprese, in particolare nel contenzioso con controparti straniere. In assenza di una disciplina legislativa dedicata mancano un registro pubblico dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione espressa e sistematica di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi di mediazione, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dalla natura negoziale dell’intesa e dall’eventuale omologazione giudiziale. Data la scarsità e l’incertezza delle fonti pubblicamente accessibili, ogni indicazione circa una futura legge organica, il suo ambito e la relativa decorrenza va assunta con cautela e resta da verificare in relazione agli sviluppi normativi dell’ordinamento.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Tuvalu
Tuvalu non dispone di una legge organica sulla mediazione. La composizione delle controversie locali è affidata, in forza dell’Island Courts Act, agli Island Courts e ai Falekaupule, ossia le assemblee tradizionali delle comunità insulari, cui compete la definizione delle liti secondo il diritto consuetudinario, con funzione conciliativa e riparativa profondamente radicata nella struttura sociale, specie nelle materie familiari, fondiarie e di vicinato. Sul piano statale opera la conciliazione giudiziale, esercitata dal giudice nell’ambito del processo, quale strumento di composizione consensuale della lite. Non è configurata alcuna condizione di procedibilità e la mediazione, in senso proprio, non è oggetto di una disciplina tipizzata: prevale il modello della giustizia comunitaria consuetudinaria. In difetto di normativa dedicata mancano un registro dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dalle competenze degli Island Courts e dall’eventuale trasfusione in un provvedimento. Trattandosi di un microordinamento insulare fortemente incentrato sul kastom, l’eventuale evoluzione verso forme strutturate di mediazione annessa al tribunale resta da verificare quanto a contenuti e tempi.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Ucraina
L’Ucraina si è dotata della prima legge organica in materia con la Legge «Sulla mediazione» n. 1875-IX del 16 novembre 2021, entrata in vigore il 15 dicembre 2021. Il testo disciplina la mediazione come procedura volontaria e riservata, ne fissa i principi di autodeterminazione, imparzialità e neutralità del mediatore e definisce l’ambito applicativo, esteso alle controversie civili, familiari, commerciali, del lavoro e amministrative. La legge regola la formazione dei mediatori, prevedendo requisiti e percorsi formativi, e istituisce un sistema di registri dei mediatori tenuti dalle organizzazioni professionali, cui competono l’accreditamento e la vigilanza deontologica. Non è configurata una condizione di procedibilità: l’accesso alla mediazione è rimesso all’accordo delle parti, anche in pendenza di giudizio, con effetti sulla sospensione dei termini secondo le regole processuali. Il regime di riservatezza è presidiato dall’obbligo di segretezza del mediatore e dall’inutilizzabilità nel processo delle informazioni acquisite in mediazione. Quanto agli effetti, l’accordo ha natura negoziale ed è vincolante tra le parti, con possibilità di conferimento di efficacia esecutiva secondo le forme di legge. L’adozione della legge segna l’ingresso dell’Ucraina nel novero degli ordinamenti con disciplina organica; gli sviluppi attuativi 2023-2026, anche in relazione alla Convenzione di Singapore, restano da verificare.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Uganda
In Uganda la mediazione annessa al tribunale è oggi disciplinata dalle Judicature (Court Annexed Mediation) Rules 2026 (Statutory Instrument n. 14 del 2026), che hanno sostituito le previgenti Judicature (Mediation) Rules 2013. Il regime del 2013 aveva reso la mediazione una fase preliminare obbligatoria nelle cause civili, con rinvio automatico prima della trattazione; le Rules 2026 aggiornano e consolidano tale quadro. Alla luce degli estremi forniti, la mediazione è ricondotta a un modello di court-annexed mediation integrato nel processo, in cui l’attivazione della procedura è strutturale e l’obbligo attiene alla partecipazione, ferma la libertà delle parti sull’esito; il carattere non vincolante dell’accordo di conciliazione giustifica la qualificazione complessiva come strumento volontario quanto all’esito. Le regole disciplinano i tempi del rinvio, la nomina e i doveri del mediatore, la riservatezza e l’inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione, oltre alle conseguenze della mancata comparizione. Operano inoltre le regole speciali della Commercial Court Division e appositi centri per il contenzioso commerciale. L’accordo raggiunto è trasfuso, su richiesta, in un provvedimento del giudice, acquistando efficacia esecutiva. I contenuti innovativi di dettaglio delle Rules 2026, inclusi eventuali mutamenti dell’ambito obbligatorio, restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Judicature (Court Annexed Mediation) Rules 2026 (SI 14/2026, 27 marzo 2026): abrogano le regole del 2013; accreditamento obbligatorio dei mediatori, sospensione automatica del giudizio, termine massimo di 60 giorni. (in vigore/adozione: 2026-03-27). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Uruguay
In Uruguay la composizione consensuale delle controversie si fonda sulla conciliazione previa disciplinata dal Código General del Proceso (Ley 15.982 del 1988) e integrata dalla Ley 16.995 del 1998, che ne rafforza il carattere di passaggio necessario. La conciliazione previa opera come requisito di procedibilità per l’accesso al giudizio in un’ampia gamma di controversie, con connotati dunque di obbligatorietà: la parte deve esperire il tentativo prima di poter proporre la domanda, salvo le eccezioni di legge, e la relativa omissione incide sulla proseguibilità dell’azione. Accanto alla conciliazione giudiziale opera una rete di Centros de Mediación del Poder Judicial e centri promossi dal Ministero dell’Istruzione e della Cultura (MEC), che offrono mediazione gratuita, su base tendenzialmente volontaria, per le liti familiari, di vicinato e comunitarie. La disciplina presidia i canoni di imparzialità e riservatezza e regola l’inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in sede conciliativa. Quanto agli effetti, l’accordo raggiunto in conciliazione ha efficacia idonea a costituire titolo secondo le forme processuali, in particolare mediante il verbale conciliativo. La convivenza tra conciliazione previa obbligatoria e mediazione comunitaria volontaria caratterizza il sistema; gli sviluppi normativi 2023-2026 restano da verificare quanto ai dettagli.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Uzbekistan
In Uzbekistan la materia è retta dalla Legge «Sulla mediazione» n. ZRU-482 del 3 luglio 2018, entrata in vigore il 1° gennaio 2019 e oggetto di modifica nel 2025. La legge disciplina la mediazione come procedura volontaria in materia civile, economica, familiare e del lavoro, fondata sui principi di autodeterminazione delle parti, imparzialità e riservatezza del mediatore, e istituisce un registro dei mediatori con i relativi requisiti di formazione e accreditamento. Non è configurata in via generale una condizione di procedibilità: l’accesso alla mediazione è rimesso all’accordo delle parti, anche in pendenza di giudizio, con effetti sulla sospensione dei termini secondo le regole processuali. Il regime di riservatezza è presidiato dall’obbligo di segretezza del mediatore e dall’inutilizzabilità nel processo delle informazioni acquisite durante la procedura. Quanto agli effetti, l’accordo di mediazione ha natura negoziale, vincola le parti ed è suscettibile di acquisire efficacia esecutiva secondo le forme di legge, in particolare mediante omologazione giudiziale. Le modifiche del 2025 hanno aggiornato taluni profili della disciplina, verosimilmente in direzione di un rafforzamento e di una maggiore diffusione dell’istituto, i cui contenuti di dettaglio e la relativa decorrenza restano da verificare, così come l’eventuale rilevanza operativa della Convenzione di Singapore.
Aggiornamento (2020–2026): Legge n. ЗРУ-1089 del 20 ottobre 2025: modifica la legge sulla mediazione del 2018; amplia l’ambito (nuovo Capo 11), rafforza il registro dei mediatori (sospensione/cancellazione) e disciplina i titoli esecutivi per l’esecuzione degli accordi. (in vigore/adozione: 2025-10-20). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Vanuatu
Vanuatu non dispone di una legge organica generale sulla mediazione. La composizione delle controversie si fonda sull’Island Courts Act (Cap. 167) e sul Customary Land Management Act 2013, che affidano ai tribunali insulari e alla giustizia consuetudinaria (kastom) la definizione delle liti secondo il diritto tradizionale, con funzione conciliativa radicata nelle comunità. In particolare, il Custom Land Management Act 2013 introduce una disciplina di carattere settoriale per la mediazione fondiaria, attribuendo alle autorità consuetudinarie (custom area land tribunals e nakamal) la composizione delle controversie sulla titolarità e sull’uso della terra secondo procedure di mediazione tradizionale, con connotati di obbligatorietà quanto al passaggio davanti a tali organi prima dell’eventuale ricorso alle corti. Opera inoltre la conciliazione giudiziale nell’ambito del processo civile. In difetto di una disciplina organica generale mancano un registro unitario dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa e sistematica di riservatezza e regime probatorio, mentre l’efficacia degli accordi fondiari discende dal riconoscimento delle decisioni delle autorità consuetudinarie secondo la legge del 2013. L’eventuale sviluppo di un quadro generale di mediazione annessa al tribunale resta da verificare quanto a contenuti e decorrenza.
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Venezuela
In Venezuela non è in vigore una legge organica sulla mediazione civile e commerciale. Il fondamento dei metodi alternativi è di rango costituzionale: l’articolo 258 della Costituzione impegna la legge a promuovere l’arbitrato, la conciliazione, la mediazione e gli altri mezzi alternativi di risoluzione delle controversie quali parte integrante del sistema di giustizia. Sul versante commerciale opera la Ley de Arbitraje Comercial del 1998, che disciplina l’arbitrato e, in connessione, taluni meccanismi conciliativi per il contenzioso d’impresa. Nell’ambito della giustizia di prossimità rileva inoltre la Ley Orgánica de la Jurisdicción Especial de la Justicia de Paz Comunal del 2012, che istituisce i giudici di pace comunali con funzioni di conciliazione e mediazione delle liti di comunità, secondo criteri di equità e partecipazione. In assenza di una disciplina organica generale mancano un registro unitario dei mediatori, standard formativi codificati e una regolazione legislativa espressa e sistematica di riservatezza, regime probatorio ed esecutività degli accordi di mediazione, i cui effetti dipendono dalle regole processuali generali, dalla legge sull’arbitrato o dalle competenze della giustizia di pace comunale. Il quadro frammentario e l’incertezza delle fonti impongono formule caute; gli sviluppi normativi restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Legge di Riforma Parziale della Ley Orgánica de la Jurisdicción Especial de Justicia de Paz Comunal: istituzionalizza arbitrato, conciliazione e mediazione come mezzi di risoluzione dei conflitti comunitari. (in vigore/adozione: Gaceta Oficial Extraordinaria 6.854 del 14.11.2024). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Vietnam
In Vietnam il quadro è duplice. La Legge 58/2020/QH14 sulla mediazione e il dialogo presso il tribunale, adottata il 16 giugno 2020 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2021, introduce la mediazione annessa al tribunale in una fase anteriore all’accettazione formale della causa: prima di dare corso al giudizio, il tribunale propone alle parti la mediazione o il dialogo, condotti da mediatori designati; la procedura resta volontaria, potendo le parti rifiutarla o interromperla, ed è connotata da riservatezza e da un regime di inutilizzabilità delle dichiarazioni. Profilo qualificante è l’efficacia esecutiva: l’esito conciliativo può essere riconosciuto dal tribunale con decisione che ne consente l’esecuzione. Sul versante commerciale opera la mediazione disciplinata dal Decreto 22/2017, modificato dal Decreto 112/2025 (in vigore dal 29 maggio 2025), che regola la mediazione commerciale amministrata da centri e mediatori registrati, i requisiti professionali e il riconoscimento degli accordi. La distinzione tra la mediazione giudiziale della legge del 2020 e la mediazione commerciale dei decreti riflette due binari complementari. Le modifiche del 2025 aggiornano il regime della mediazione commerciale, verosimilmente su registrazione dei mediatori ed efficacia degli accordi; i contenuti di dettaglio e la rilevanza della Convenzione di Singapore restano da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Luật số 85/2025/QH15 (approvata 25 giugno 2025, in vigore 1° luglio 2025): modifica cinque leggi giudiziarie, tra cui la Legge sulla conciliazione e il dialogo presso i tribunali (2020), per coerenza con la riforma giudiziaria. (in vigore/adozione: 2025-06-25). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Zambia
In Zambia la mediazione annessa al tribunale è disciplinata dall’Order 31 delle High Court Rules, come introdotto dalla riforma del 1997 (Statutory Instrument 71 del 1997) e successivamente modificato nel 2018. Il sistema prevede il rinvio delle cause civili alla mediazione con connotati di obbligatorietà settoriale: il giudice dispone la mediazione come fase del procedimento in relazione a determinate categorie di controversie, con partecipazione delle parti configurata quale obbligo processuale, ferma la libertà quanto all’esito conciliativo. Le regole disciplinano la nomina e i doveri del mediatore, i tempi della procedura, i principi di riservatezza e l’inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione, oltre alle conseguenze della mancata comparizione. L’accordo raggiunto è trasfuso, su richiesta delle parti, in un provvedimento del giudice, acquistando così efficacia esecutiva. La mediazione è impiegata anche nel contenzioso del lavoro e in altri ambiti specialistici, secondo le rispettive regole processuali. Le modifiche del 2018 hanno aggiornato l’assetto dell’Order 31, verosimilmente in punto di ambito e di gestione delle liste di mediatori; gli standard di accreditamento e formazione, così come gli ulteriori sviluppi 2023-2026, restano affidati alla prassi delle corti e da verificare quanto ai dettagli.
Aggiornamento (2020–2026): Lo Statutory Instrument n. 12/2024 (Subordinate Courts (Civil Jurisdiction) Rules) riguarda i limiti di competenza dei tribunali inferiori, NON la mediazione: la riforma della court-annexed mediation nelle corti subordinate è da individuare in altro strumento (dato da verificare). (in vigore/adozione: 2024 (da verificare)). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Zimbabwe
In Zimbabwe la mediazione annessa al tribunale è stata introdotta dallo Statutory Instrument del 2019 (court-annexed mediation) ed è oggi disciplinata, sul piano delle regole processuali vigenti, dalle High Court (Commercial Division) Rules 2020 e dalle High Court Rules 2021. Il sistema prevede il rinvio delle cause civili alla mediazione con connotati di obbligatorietà settoriale, operando in relazione a determinate categorie di controversie e su impulso del giudice, mentre negli altri casi la mediazione conserva natura volontaria. Le regole disciplinano la nomina e i doveri del mediatore, i tempi del rinvio, i principi di riservatezza e l’inutilizzabilità nel processo delle dichiarazioni rese in mediazione, nonché le conseguenze processuali della mancata partecipazione. Un binario specialistico è rappresentato dalla Commercial Division, le cui regole del 2020 promuovono strutturalmente la mediazione nel contenzioso d’impresa. Sul versante del lavoro opera parallelamente la conciliazione disciplinata dal Labour Act, quale strumento tipico di composizione delle controversie di lavoro. L’accordo raggiunto è trasfuso, su richiesta, in un provvedimento del giudice, acquistando efficacia esecutiva. Gli standard di accreditamento e formazione dei mediatori e gli sviluppi attuativi 2023-2026 restano affidati alla regolamentazione giudiziaria e alla prassi, da verificare quanto ai dettagli.
Fonti: fonte
Regno Unito
Regno Unito (Inghilterra e Galles)
Il sistema di Inghilterra e Galles non conosce una legge organica sulla mediazione, promossa dalle Civil Procedure Rules (CPR) e dalla giurisprudenza. Il punto di svolta è la sentenza Churchill v Merthyr Tydfil County Borough Council [2023] EWCA Civ 1416, che ha superato il precedente Halsey affermando il potere del giudice di ordinare alle parti il ricorso a un procedimento non giudiziale di composizione, o di sospendere il processo a tal fine, purché ciò non comprometta il diritto a un equo processo e sia proporzionato. Su questa base la Practice Direction 51ZE ha introdotto, dal 22 maggio 2024, un pilota di rinvio automatico alla mediazione per le cause di modesto valore assegnate allo small claims track, delineando un obbligo di natura settoriale. Il rifiuto ingiustificato di mediare resta valutabile ai fini delle spese. La mediazione è condotta da mediatori accreditati da organismi privati (segnatamente il Civil Mediation Council), in assenza di un registro pubblico obbligatorio, ed è coperta da un forte regime di riservatezza e dal privilegio without prejudice. L’accordo ha natura contrattuale e diviene esecutivo se recepito in un consent order. Il Regno Unito ha firmato la Convenzione di Singapore ma, allo stato, non risulta averla ratificata.
Aggiornamento (2020–2026): Churchill v Merthyr Tydfil [2023] EWCA Civ 1416: il giudice può ordinare l’ADR/mediazione; modifiche alle Civil Procedure Rules (dal 1° ott. 2024). PD 51ZE: rinvio automatico alla mediazione per le small claims fino a £10.000 (dal 22 maggio 2024). (in vigore/adozione: 2023-11-29). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Regno Unito (Irlanda del Nord)
In Irlanda del Nord manca una legge organica sulla mediazione, la cui promozione poggia sulle regole processuali e sulla prassi. Rilevano le disposizioni delle Rules of the Court of Judicature (Northern Ireland), nella versione emendata nel 2011, e le Cross-Border Mediation Regulations (Northern Ireland) 2011, che recepiscono la direttiva 2008/52/CE per le controversie transfrontaliere civili e commerciali, disciplinando riservatezza, effetti sulla prescrizione ed esecutività degli accordi. La mediazione è di regola volontaria: non è configurata come condizione generale di procedibilità, ma è incentivata dai giudici e, in misura crescente, dai pre-action protocols che sollecitano le parti a valutare forme di composizione alternativa prima del giudizio, con possibili riflessi sulle spese in caso di rifiuto ingiustificato. I mediatori operano attraverso organismi accreditati privati, in assenza di un registro pubblico obbligatorio, e le trattative godono della tutela del privilegio without prejudice. L’accordo ha natura contrattuale e acquisisce esecutività se trasfuso in un provvedimento giudiziale su consenso delle parti. L’evoluzione verso una disciplina più strutturata, sulla scia degli sviluppi in Inghilterra e Galles, resta da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Dal 31 marzo 2023 introdotte la valutazione giudiziale e la mediazione nell’Industrial Tribunal e nel Fair Employment Tribunal (contenzioso del lavoro). (in vigore/adozione: 2023-03-31). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Regno Unito (Scozia)
La Scozia, ordinamento di common law con marcate peculiarità, non dispone di una legge organica sulla mediazione. Il riferimento principale sono le Cross-Border Mediation (Scotland) Regulations 2011 (SSI 2011 n. 234), in vigore dal 6 aprile 2011, che recepiscono la direttiva 2008/52/CE per le controversie transfrontaliere civili e commerciali, regolando riservatezza, effetti sui termini di prescrizione ed esecutività degli accordi. Rileva altresì il Courts Reform (Scotland) Act 2014, che ha inciso sull’organizzazione giudiziaria e ha favorito il ricorso a modalità alternative di composizione, in particolare per le cause di valore contenuto dinanzi allo sheriff court. La mediazione resta di regola volontaria e non costituisce condizione generale di procedibilità, pur essendo promossa dai giudici e da programmi settoriali. I mediatori operano tramite organismi accreditati privati, senza un registro pubblico obbligatorio, e le trattative sono coperte dal privilegio without prejudice. L’accordo ha efficacia contrattuale e può divenire esecutivo se recepito in un provvedimento giudiziale o reso in forma di atto pubblico registrabile. Iniziative volte a introdurre una disciplina più organica sono state discusse in sede parlamentare, ma il loro esito resta da verificare.
Aggiornamento (2020–2026): Proposed Mediation (Scotland) Bill (proposta in iter, consultazione 2023-2024): mediazione avviata dal giudice per alcune cause civili, registro dei mediatori, obblighi di riservatezza. Non ancora legge in vigore; finanziamenti pubblici per mediazione gratuita fino a £5.000. (in vigore/adozione: 2024). fonte
Fonti: Gazzetta ufficiale fonte
Bundesgesetz über Mediation in Zivilrechtssachen (Zivilrechts-Mediations-Gesetz - ZivMediatG) sowie über Änderungen des Ehegesetzes, der Zivilprozessordnung, der Strafprozessordnung, des Gerichtsgebührengesetzes und des Kindschaftsrechts-Änderungsgesetzes 2001(NR: GP XXII RV 24 AB 47 S. 12. BR: AB 6780 S. 696.) StF: BGBl. I Nr. 29/2003.
http://www.ris.bka.gv.at/GeltendeFassung.wxe?Abfrage=Bundesnormen&Gesetzesnummer=20002753
In vigore dal 1° gennaio 2004 e per l’elenco dei mediatori dal 1° maggio 2004↩︎
Bundesgesetz 21: EU-Mediations-Gesetz - EU-MediatG sowie Änderung der Zivilprozessordnung, des IPR-Gesetzes und des Suchtmittelgesetzes. BUNDESGESETZBLATT FÜR DIE REPUBLIK ÖSTERREICH Jahrgang 2011 Ausgegeben am 28. April 2011 Teil I.
http://www.ris.bka.gv.at/Dokumente/BgblAuth/BGBLA_2011_I_21/BGBLA_2011_I_21.html
https://360.lexisnexis.at/d/b_bgbl_2011_2011_I_21_09330d3e6b
In vigore dal 1° maggio 2011.↩︎
Zivilprozessordnung
https://www.jusline.at/gesetz/zpo↩︎
§ 157 StPO Aussageverweigerung
https://www.jusline.at/gesetz/stpo/paragraf/157↩︎
§ 107 AußStrG Besondere Verfahrensbestimmungen
https://www.jusline.at/gesetz/aussstrg/paragraf/107↩︎
Gesamte Rechtsvorschrift für Familienlastenausgleichsgesetz 1967, Fassung vom 27.10.2019
https://www.ris.bka.gv.at/GeltendeFassung.wxe?Abfrage=Bundesnormen&Gesetzesnummer=10008220↩︎
§ 15 BGStG Mediation
https://www.jusline.at/gesetz/bgstg/paragraf/15↩︎
Verordnung des Bundesministers für Justiz über die Ausbildung zum eingetragenen Mediator (Zivilrechts-Mediations-Ausbildungsverordnung - ZivMediat-AV) Auf Grund des § 29 Zivilrechts-Mediations-Gesetz, BGBl. I Nr. 29/2003.
https://www.ris.bka.gv.at/GeltendeFassung.wxe?Abfrage=Bundesnormen&Gesetzesnummer=20003180↩︎
Richtlinie des Beirats für Mediation über die Kriterien zur Eintragung in die Liste der Ausbildungseinrichtungen und Lehrgänge nach § 23 Zivilrechts-Mediations-Gesetz – ZivMediatG
http://www.mediatorenliste.justiz.gv.at/mediatoren/mediatorenliste.nsf/ContentByKey/VSTR-7JRVPB-DE-p/$file/Richtlinie%20Fortbildung.pdf↩︎
Richtlinie des Beirates für Mediation über die Kriterien zur Anerkennung von Fortbildungsmaßnahmen nach § 20 ZivMedG.
http://www.mediatorenliste.justiz.gv.at/mediatoren/mediatorenliste.nsf/ContentByKey/VSTR-7JRVPB-DE-p/$file/Richtlinie%20Fortbildung.pdf↩︎
Leitfaden zum Nachweis der Nachhaltigkeit iSd Berichtspflicht gemäß § 27 ZivMediatG
https://mediatoren.justiz.gv.at/mediatoren/mediatorenliste.nsf/contentByKey/VSTR-B2XFWN-DE-p↩︎
Richtlinie des Beirats für Mediation über die Kriterien zur Anerkennung von Fortbildungsmaßnahmen nach § 20 Zivilrechts-Mediations-Gesetz (ZivMediatG) 18.07.2019
http://www.ejustice.just.fgov.be/cgi_loi/change_lg.pl?language=nl&la=N&cn=2005022136&table_name=wet↩︎
Loi modifiant le Code judiciaire en ce qui concerne la médiation 21 Fevrier 2005. -. Publication: 22-03-2005 numéro: 2005009173. Entrée en vigueur: 30-09-2005 *** 22-03-2005 (ART. 1) *** 22-03-2005 (ART. 11) *** 22-03-2005 (ART. 25). In vigore dal 30 settembre 2005
Con riferimento alla Direttiva il paese ritiene di non modificare alcunché.
http://www.ejustice.just.fgov.be/cgi/article_body.pl?language=nl&caller=summary&pub_date=2005-03-22&numac=2005009173↩︎
Art. 458 STRAFWETBOEK.
http://www.ejustice.just.fgov.be/cgi_loi/change_lg.pl?language=nl&la=N&cn=1867060801&table_name=wet↩︎
Gerechtelijk Wetboek
http://www.ejustice.just.fgov.be/cgi_loi/change_lg.pl?language=nl&la=N&cn=1967101035&table_name=wet↩︎
Loi du 18 juin 2018 publié le 02 juillet 2018 Loi portant dispositions diverses en matière de droit civil et des dispositions en vue de promouvoir des formes alternatives de résolution des litiges
http://www.etaamb.be/fr/loi-du-18-juin-2018_n2018012858.html
https://ubmp-bupb.org/fr/bibliotheque/↩︎
Koninklijk besluit tot vaststelling van het bedrag van het presentiegeld en de reis- en verblijfskosten toegekend aan de leden van de Federale Bemiddelingscommissie, BS 13.07.2005
https://www.fbc-cfm.be/sites/default/files/content/explorer/Belgische_wetgeving/Koninklijke_besluiten/5_JULI_2005_Koninklijk_besluit_tot_vaststelling_van_het_bedrag_van_het_presentiegeld_en_de_reis-_en_verblijfskosten_89kB.pdf↩︎
Koninklijk besluit tot vaststelling van de nadere regels voor de bekendmaking van de vacatures, voor de indiening van de kandidaturen en voor de voordracht van de leden en de criteria voor de kandidaatstelling voor de leden van de Federale bemiddelingscommissie en van de commissie voor de tuchtregeling en de klachtenbehandeling
https://www.fbc-cfm.be/sites/default/files/content/explorer/kb_voorwaarden.pdf↩︎
Koninklijk besluit tot vaststelling van het bedrag van het presentiegeld en de reis- en verblijfskosten toegekend aan de leden van de Federale bemiddelingscommissie en de assessoren van de commissie voor de tuchtregeling en de klachtenbehandeling
https://www.fbc-cfm.be/sites/default/files/content/explorer/kb_vergoeding.pdf↩︎
Self-assessment voor de bemiddelaar.
https://www.fbc-cfm.be/nl/inhoud/beslissingen-fbc↩︎
Eindevaluatie Mediator.
https://www.fbc-cfm.be/nl/inhoud/beslissingen-fbc↩︎
Beslissing van 18 december 2008 gewijzigd door de beslissing van 11 juni 2009, 6 mei 2010, 28 april en 9 juni 2011 en 12 februari 2015 tot vaststelling van de verplichtingen van erkende bemiddelaars met betrekking tot permanente vorming.
https://www.fbc-cfm.be/sites/default/files/content/explorer/Beslissing_permanente_vorming1.pdf↩︎
BESLISSING VAN 18 OKTOBER 2007 BETREFFENDE DE GEDRAGSCODE VAN DE ERKENDE BEMIDDELAAR.
https://www.fbc-cfm.be/sites/default/files/content/explorer/Gedragscode.pdf↩︎
Beslissing van 25 september 2008 betreffende de procedure tot intrekking van de erkenning, de bepaling van de sancties die voortvloeien uit de gedragscode en de procedure tot toepassing van deze sancties.↩︎
Richtlijnen voor indiening van een dossier met het oog op het bekomen van een erkenning als bemiddelaar op grond van de wet van 21 februari 2005.
https://www.fbc-cfm.be/sites/default/files/content/richtlijnen_voor_indiening_van_een_dossier.pdf↩︎
BESLISSING VAN 1 FEBRUARI 2007, GEWIJZIGD DOOR DE BESLISSINGEN VAN 11 MAART 2010, 23 SEPTEMBER 2010, 14 EN 28 MAART 2019, TOT VASTSTELLING VAN DE VOORWAARDEN EN
PROCEDURE VOOR ERKENNING VAN VORMINGSINSTANTIES EN DE VORMINGEN DIE ZE ORGANISEREN, DE MINIMALE VORMINGSPROGRAMMA’S VOOR ERKENDE BEMIDDELAARS EN
DE EVALUATIES TOT HET BEKOMEN VAN EEN ERKENNING↩︎
Criteria voor erkenning van bemiddelaars
https://www.fbc-cfm.be/sites/default/files/content/criteria_voor_erkenning_van_bemiddelaars_0.pdf↩︎
16 FEVRIER 2015. - Arrêté royal précisant les conditions auxquelles doit répondre l'entité qualifiée visée au livre XVI du Code de droit économique
http://www.ejustice.just.fgov.be/cgi_loi/change_lg.pl?language=fr&la=F&cn=2015021606&table_name=loi↩︎
ЗАКОН ЗА МЕДИАЦИЯТА
Обн. ДВ. бр.110 от 17 Декември 2004г., изм. ДВ. бр.86 от 24 Октомври 2006г., изм. ДВ. бр.9 от 28 Януари 2011г., изм. ДВ. бр.27 от 1 Април 2011г., изм. и доп. ДВ. бр.77 от 18 Септември 2018г., изм. ДВ. бр.17 от 26 Февруари 2019г.
https://lex.bg/laws/ldoc/2135496713↩︎
НАРЕДБА № 2 от 15.03.2007 г. за условията и реда за одобряване на организациите, които обучават медиатори; за изискванията за обучение на медиатори; за реда за вписване, отписване и заличаване на медиатори от Единния регистър на медиаторите и за процедурните и етични правила за поведение на медиатора.
https://www.lex.bg/laws/ldoc/2135547782↩︎
ЗАКОН ЗА ИЗМЕНЕНИЕ И ДОПЪЛНЕНИЕ НА ЗАКОНА ЗА МЕДИАЦИЯТА (ДВ, БР. 110 ОТ 2004 Г.). Обн. ДВ. бр.27 от 1 Април 2011г.
https://www.parliament.bg/bg/laws/ID/10094↩︎
ГРАЖДАНСКИ ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС Обн., ДВ, бр. 59 от 20.07.2007 г., в сила от 1.03.2008 г. V. http://lex.bg/bg/laws/ldoc/2135558368;↩︎
Art. 24 c. 11 (5) n. 3 НАКАЗАТЕЛНО-ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС
https://www.lex.bg/bg/laws/ldoc/2135512224↩︎
Правила за осъществяване на контрол за спазване на изискванията за обучение на медиатори и за реда за извършване на проверки на организациите по чл. 2 от наредба № 2 от 15 март 2007 г.
https://mjs.bg/Files/obuchenie_mediatori_pravila.pdf↩︎
ПРОЦЕДУРА за производството пред медиатор за разрешаването на спорове между потребители и търговци регламентирано в Глава девета, Раздел II от Закона за защита на потребителите. http://www.kzp.bg/download.php?mode=fileDownload&p_attached_file_id=7435↩︎
за изменение и допълнение на Закона за защита на потребителите
http://dv.parliament.bg/DVWeb/showMaterialDV.jsp?idMat=96014
Vi è un recentissimo progetto di modifica (ПРОЕКТ! ЗАКОН ЗА ИЗМЕНЕНИЕ И ДОПЪЛНЕНИЕ НА ЗАКОНА ЗА ЗАЩИТА НА ПОТРЕБИТЕЛИТЕ) https://mi.government.bg/files/useruploads/files/zashtita_na_potrebitelite/proekt_zid_zzp.pd
Cfr. https://mi.government.bg/bg/news/proekt-na-zakon-za-izmenenie-i-dopalnenie-na-zakona-za-zashtita-na-potrebitelite-3791.html↩︎
Art. 24 c. 11 (5) n. 3 НАКАЗАТЕЛНО-ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС
https://www.lex.bg/bg/laws/ldoc/2135512224↩︎
Ο Περί Ορισμένων Θεμάτων Διαμεσολάβησης σε Αστικές Διαφορές Νόμος του 2012 (159(I)/2012)
http://www.cylaw.org/nomoi/enop/non-ind/2012_1_159/full.html
Pubblicata il 16/11/12.↩︎
ΚΩ∆ΙΚΑΣ ΕΡΓΑΣΙΑΚΩΝ ΣΧΕΣΕΩΝ
http://www.mlsi.gov.cy/mlsi/dlr/dlr.nsf/BDDB4BF6958BC582C22578AA0023C683/$file/15.pdf↩︎
Αριθμός 62(Ι) του 2019
ΝΟΜΟΣ ΠΟΥ ΠΡΟΝΟΕΙ ΓΙΑ ΤΗ ΔΙΕΞΑΓΩΓΗ ΔΙΑΔΙΚΑΣΙΑΣ ΔΙΑΜΕΣΟΛΑΒΗΣΗΣ ΣΕ ΟΙΚΟΓΕΝΕΙΑΚΕΣ ΔΙΑΦΟΡΕΣ
http://www.cylaw.org/nomoi/arith/2019_1_062.pdf↩︎
Ο ΠΕΡΙ ΟΡΙΣΜΕΝΩΝ ΘΕΜΑΤΩΝ ΔΙΑΜΕΣΟΛΑΒΗΣΗΣ ΣΕ ΑΣΤΙΚΕΣ ΔΙΑΦΟΡΕΣ ΝΟΜΟΣ ΤΟΥ 2012
http://www.mjpo.gov.cy/mjpo/mjpo.nsf/7523083E0D35732DC2257E2100376660/$file/Διάταγμα%20για%20το%20τέλος%20εγγραφής%20στο%20Μητρώο%20Διαμεσολαβητών.pdf↩︎
ZAKON O MIRENJU (NN 163/03).
La legge sulla mediazione è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 163/03.
http://pak.hr/cke/propisi,%20zakoni/o-mirenju/HR.pdf↩︎
PRAVILNIK O REGISTRU IZMIRITELJA I STANDARDIMA ZA AKREDITIRANJE INSTITUCIJA ZA MIRENJE I IZMIRITELJA – važeći tekst, NN br. 13/2010.
http://www.poslovni-savjetnik.com/propisi/pravilnik-o-registru-izmiritelja-i-standardima-za-akreditiranje-institucija-za-mirenje-i↩︎
ZAKON O MIRENJU 28. sijecnja 2011.
https://www.zakon.hr/z/169/Zakon-o-mirenju
https://narodne-novine.nn.hr/clanci/sluzbeni/2011_02_18_310.html↩︎
Zakon o parničnom postupku
https://www.zakon.hr/z/134/Zakon-o-parni%C4%8Dnom-postupku↩︎
PRAVILNIK O REGISTRU IZMIRITELJA I STANDARDIMA ZA AKREDITIRANJE INSTITUCIJA ZA MIRENJE I IZMIRITELJA 4. svibnja 2011
https://narodne-novine.nn.hr/clanci/sluzbeni/2011_05_59_1323.html↩︎
ODLUKU O POTICANJU IZVANSUDSKOG RJEŠAVANJA GRAĐANSKIH I TRGOVAČKIH SPOROVA U KOJIMA JE STRANKA REPUBLIKA HRVATSKA, ODNOSNO PRAVNA OSOBA KOJOJ JE JEDINI OSNIVAČ ILI ČLAN, ODNOSNO IMATELJ UDJELA U PRETEŽITOM DIJELU REPUBLIKA HRVATSKA
https://narodne-novine.nn.hr/clanci/sluzbeni/2016_07_62_1568.html↩︎
OBITELJSKI ZAKON NN 75/14
In vigore dal 1° novembre 2015.
https://www.zakon.hr/z/88/Obiteljski-zakon↩︎
PRAVILNIK O OBITELJSKOJ MEDIJACIJI
http://www.propisi.hr/print.php?id=13239↩︎
Art. 360-364 Zakon o kaznenom postupku
https://www.zakon.hr/z/174/Zakon-o-kaznenom-postupku↩︎
ZAKON O SUDOVIMA ZA MLADEŽ
http://www.propisi.hr/print.php?id=795↩︎
Zakon o alternativnom rješavanju potrošačkih sporova NN 121/16.
In vigore dal 31/12/2016
https://www.zakon.hr/z/1977/Zakon-o-alternativnom-rje%C5%A1avanju-potro%C5%A1a%C4%8Dkih-sporova-2016-2019↩︎
Non attua la Direttiva 52/08.↩︎
Retsplejeloven Lov om rettens pleje
https://www.foxylex.dk/retsplejeloven/↩︎
Lov om konfliktråd i anledning af en strafbar handling
https://www.retsinformation.dk/Forms/R0710.aspx?id=125406↩︎
Modificata nel 2015 e 2017.↩︎
Lov om alternativ tvistløsning i forbindelse med forbrugerklager (forbrugerklageloven)
https://www.retsinformation.dk/forms/r0710.aspx?id=169709↩︎
Lov om Familieretshuset
https://www.themis.dk/synopsis/docs/Lovsamling/Lov_om_Familieretshuset.html#%C2%A7%2022↩︎
Proclamata con Decisione del Presidente della Repubblica n. 562 del 3 dicembre 2009, entrata in vigore il 1° gennaio del 2010, in RTI 2009, 59, 385. Lepitusseadus Vastu võetud 18.11.2009. Redaktsiooni jõustumise kp: 01.01.2010. In RTI 2009, 59, 385.
https://www.riigiteataja.ee/akt/13240243↩︎
§§ 137-141 Halduskohtumenetluse seadustik
https://www.riigiteataja.ee/akt/128122011007
In vigore dal 1° gennaio 2012.↩︎
Tsiviilkohtumenetluse seadustik
https://www.riigiteataja.ee/akt/TsMS↩︎
§ 67 c. 3 Perekonnaseadus (lühend - PKS)
https://www.riigiteataja.ee/akt/110032016003↩︎
Täiskasvanute koolituse seadus Vastu võetud 18.02.2015
https://www.riigiteataja.ee/akt/110062015010↩︎
Kollektiivse töötüli lahendamise seadus
https://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:Kwd0yrshA5gJ:https://www.riigiteataja.ee/akt/126062018021.pdf+&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it↩︎
Lag om medling vid brott och i vissa tvister
https://www.finlex.fi/sv/laki/ajantasa/2005/20051015↩︎
Court-annexed mediation Act (663/2005)
http://www.finlex.fi/en/laki/kaannokset/2005/en20050663.pdf↩︎
Lag om medling i arbetstvister
https://www.finlex.fi/sv/laki/ajantasa/1962/19620420↩︎
Valtioneuvoston asetus rikosasioiden ja eräiden riita-asioiden sovittelusta. http://www.finlex.fi/fi/laki/ajantasa/2006/20060267↩︎
Valtioneuvoston asetus rikosasioiden ja eräiden riita-asioiden sovittelusta annetun valtioneuvoston asetuksen muuttamisesta.
http://www.finlex.fi/fi/laki/alkup/2009/20091805↩︎
Valtioneuvoston asetus rikosasioiden ja eräiden riita-asioiden sovittelusta annetun asetuksen muuttamisesta. http://www.finlex.fi/fi/laki/alkup/2010/20101252↩︎
Lag om medling i tvistemål och stadfästelse av förlikning i allmänna domstolar
https://www.finlex.fi/sv/laki/ajantasa/2011/20110394↩︎
Laki oikeudenkäymiskaaren 17 luvun 23 §:n muuttamisesta.
http://www.finlex.fi/fi/laki/alkup/2011/20110395↩︎
Laki velan vanhentumisesta annetun lain 11 §:n muuttamisesta. In http://www.finlex.fi/fi/laki/alkup/2011/20110396↩︎
Sisäasiainministeriön asetus sisäasiainministeriön työjärjestyksen muuttamisesta
http://www.finlex.fi/fi/laki/alkup/2013/20130231↩︎
Valtioneuvoston asetus rikosasioiden ja eräiden riita-asioiden «sovittelusta» annetun valtioneuvoston asetuksen 5 b §:n muuttamisesta
https://www.finlex.fi/fi/laki/alkup/2019/20190047?search%5Btype%5D=pika&search%5Bpika%5D=sovittelusta%202019↩︎
Laki lapsen huollosta ja tapaamisoikeudesta annetun lain muuttamisesta
https://www.finlex.fi/fi/laki/alkup/2019/20190190?search%5Btype%5D=pika&search%5Bpika%5D=sovittelusta%202019↩︎
Laki riita-asioiden «sovittelusta» ja sovinnon vahvistamisesta yleisissä tuomioistuimissa annetun lain 10 §:n muuttamisesta
https://www.finlex.fi/fi/laki/alkup/2019/20190193?search%5Btype%5D=pika&search%5Bpika%5D=sovittelusta%202019↩︎
Kuluttajansuojalaki
https://www.finlex.fi/fi/laki/ajantasa/1978/19780038↩︎
Avioliittolaki 13.6.1929/234
https://www.finlex.fi/fi/laki/ajantasa/1929/19290234↩︎
Décret 16=24 AOUT 1790. (Lett.-Pat.) – Décret sur l’organisation Judiciaire (L. t. I, p. 1362: B. t. V, p. 170. Mon. 4, 5,6, 10, 12, 13,17 août 1790; rapp. M. Thouret.) In J.B. DUVERGIER, Lois, décrets ordonnances, réglements avis du Conseil-D’État, Tome Premier, A Guyot, Paris, 1834., p. 361 e ss.↩︎
Décret 18 (14 et) = 26 OCTOBRE 1790. – Décret contenant réglement sur le procèdure en la justice-de-paix (L., t. II, p. 257; B., t. VII p. 162) in B. DUVERGIER, Lois, décrets ordonnances, op. cit. p. 472 e ss.↩︎
Loi n° 91-647 du 10 juillet 1991 relative à l'aide juridique
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000000537611↩︎
Code civil.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?cidTexte=LEGITEXT000006070721&dateTexte=20190909↩︎
Code de procédure civile.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?cidTexte=LEGITEXT000006070716&dateTexte=20190909↩︎
Décret n°78-381 du 20 mars 1978 relatif aux conciliateurs de justice.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=LEGITEXT000006062857↩︎
Loi n°95-125 du 8 février 1995 relative à l'organisation des juridictions et à la procédure civile, pénale et administrative.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000000350926↩︎
LOI n° 2008-561 du 17 juin 2008 portant réforme de la prescription en matière civile
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000019013696↩︎
LOI n° 2010-1609 du 22 décembre 2010 relative à l'exécution des décisions de justice, aux conditions d'exercice de certaines professions réglementées et aux experts judiciaires.
In vigore dal 1° settembre 2011.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000023273986&categorieLien=id↩︎
Décret n° 2010-1165 du 1er octobre 2010 relatif à la conciliation et à la procédure orale en matière civile, commerciale et sociale.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000022876459&categorieLien=id↩︎
Ordonnance n° 2011-1540 du 16 novembre 2011 portant transposition de la directive 2008/52/CE du Parlement européen et du Conseil du 21 mai 2008 sur certains aspects de la médiation en matière civile et commerciale.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=LEGITEXT000024806329&dateTexte=20190909↩︎
Décret n° 2012-66 du 20 janvier 2012 relatif à la résolution amiable des différends (JORF n°0019 du 22 janvier 2012 page 1280) texte n° 9.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000025179010&categorieLien=id↩︎
Arrêté du 19 mars 2012 relatif au diplôme d'Etat de médiateur familial
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000025586710&dateTexte=20191027↩︎
Code de commerce
Articolo L743-12-1, Articolo APPENDICE 8-9, Articolo R811-65, Articolo R811-66, Articolo R811-68, Articolo L441-5, Articolo L441-8, Articolo L814-14, Articolo R743-139-13, Articolo R743-139-14.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000005634379&fastReqId=2107965948&fastPos=1&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de la propriété intellectuelle
Articolo R321-43, Articolo R214-18, Articolo L327-1, Articolo L321-4, Articolo R321-44, Articolo L321-6, Articolo R324-2, Articolo R324-7, Articolo R324-9, Articolo R324-10.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006069414&fastReqId=244100587&fastPos=11&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de la consommation
Articolo L613-2, Articolo L611-1, Articolo R615-1, Articolo L615-1, Articolo L211-3, Articolo L612-3, Articolo R612-1, Articolo L613-1, Articolo R613-1, Articolo R612-5, Articolo R615-6, Articolo R312-10, Articolo R615-8
Articolo R615-9, Articolo R616-2, Articolo D613-2, Articolo R612-4, Articolo R614-1, Articolo R614-2, Articolo R614-3, Articolo R614-4, APPENDICE ALL'ARTICOLO R312-14, Articolo L611-2, Articolo L611-3, Articolo L612-1
Articolo L612-2, Articolo L612-4, Articolo L612-5, Articolo L614-1, Articolo L614-3, Articolo L614-5, Articolo L615-2, Articolo L615-3, Articolo L615-4, Articolo L623-22.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006069565&fastReqId=254106627&fastPos=21&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code général de la propriété des personnes publiques
Articolo R2123-20, Articolo L2123-10.
https://www.legifrance.gouv.fr/rechCodeArticle.do?reprise=true&fastReqId=254106627&page=3↩︎
Code pénal
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006070719&fastReqId=254106627&fastPos=82&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de justice administrative
Articolo L213-6, Articolo R778-2, Articolo L114-1, Articolo R213-1, Articolo R213-3, Articolo L213-1, Articolo R213-5, Articolo L213-2, Articolo R213-6, Articolo R213-7, Articolo L213-4, Articolo R213-8, Articolo L213-5,
Articolo L213-7, Articolo R213-2, Articolo L213-8, Articolo R213-4, Articolo R621-1, Articolo R778-1, Articolo L77-10-16, Articolo R114-1, Articolo R213-9, Articolo R778-5.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006070933&fastReqId=254106627&fastPos=101&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de procédure pénale
Articolo 41-1, Articolo R92, Articolo R15-33-30, Articolo R121-2, Articolo R121-4, Articolo 706-113, Articolo D47-16, Articolo D47-17, Articolo D47-22, Articolo A43-5.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006071154&fastReqId=254106627&fastPos=121&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de l'organisation judiciaire
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006071164&fastReqId=254106627&fastPos=124&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de la défense
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006071307&fastReqId=254106627&fastPos=127&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Décret n° 2017-566 du 18 avril 2017 relatif à la médiation dans les litiges relevant de la compétence du juge administratif
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000034443537&categorieLien=id↩︎
Code rural et de la pêche maritime
Articolo L521-3-1, Articolo L521-3-2, Articolo D810-5, Articolo L723-34-1, Articolo L528-3, Articolo L631-28, Articolo R242-39, Articolo D631-1, Articolo D631-3, Articolo L631-27, Articolo L810-2, Articolo L553-3, Articolo D631-2, Articolo R718-15, Articolo D811-188.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006071367&fastReqId=254106627&fastPos=134&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code monétaire et financier
Articolo L133-25, Articolo L312-1-6, Articolo L312-1, Articolo L316-1, Articolo L612-1, Articolo D514-9, Articolo L621-19, Articolo L312-1-7, Articolo L613-60-2, Articolo R312-4-4.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006072026&fastReqId=254106627&fastPos=149&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code du travail
Articolo L1152-6, Articolo L2523-1, rticolo R1471-1, Articolo L2522-6, Articolo L2522-1, Articolo R6123-21, Articolo D6274-1, Articolo L6222-18, Articolo L6222-18-1, Articolo R6323-17, Articolo D6323-20-4, Articolo L2523-7, Articolo L2524-2, Articolo L2524-3, Articolo R2523-4, Articolo R2523-7, Articolo R2523-8, Articolo R2523-10, Articolo R2523-17, Articolo R2525-2, Articolo D5134-145.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006072050&fastReqId=254106627&fastPos=161&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de la santé publique
Articolo L1141-2, Articolo L1141-2-1, Articolo L1110-13, Articolo APPENDICE 11-3, Articolo R2311-3, Articolo D1110-5. Articolo D1110-7, Articolo R1143-3, Articolo L1143-7, Articolo APPENDICE 31-2, Articolo R4311-7, Articolo R3121-33-1.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006072665&fastReqId=254106627&fastPos=181&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de la sécurité sociale
Articolo L161-37, Articolo L932-15-1, Articolo L217-7-1, Articolo R932-1-1, Articolo L612-3, Articolo R115-5, Articolo D174-15, Articolo R612-9, Articolo D542-14-1, Articolo D831-6.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006073189&fastReqId=254106627&fastPos=201&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code des assurances
Articolo L112-2, Articolo L112-2-1, Articolo L521-3, Articolo A512-8, Articolo L521-2, Articolo R521-1.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006073984&fastReqId=254106627&fastPos=202&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de la mutualité
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006074067&fastReqId=254106627&fastPos=208&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Code de l'action sociale et des familles
Articolo L146-3, Articolo L311-1, Articolo D141-2, Articolo D442-5, Articolo R542-6, Articolo APPENDICE 3-0, Articolo APPENDICE 2-1, Articolo R451-69, Articolo APPENDICE 1-1,Articolo R451-71.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do?dateTexte=20190909&cidTexte=LEGITEXT000006074069&fastReqId=254106627&fastPos=211&oldAction=rechCodeArticle↩︎
Décret n° 2016-185 du 23 février 2016 pris pour l'application de l'ordonnance n° 2015-1288 du 15 octobre 2015 portant simplification et modernisation du droit de la famille
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000032101615&dateTexte=20190909↩︎
LOI n° 2016-1547 du 18 novembre 2016 de modernisation de la justice du XXIe siècle
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do;jsessionid=105689884D1F2D0E09555B692BD80EC0.tplgfr21s_3?cidTexte=JORFTEXT000033418805&dateTexte=29990101↩︎
Décret n° 2017-1457 du 9 octobre 2017 relatif à la liste des médiateurs auprès de la cour d'appel
https://www.legifrance.gouv.fr/eli/decret/2017/10/9/JUST1724187D/jo↩︎
Décret n° 2018-101 du 16 février 2018 portant expérimentation d'une procédure de médiation préalable obligatoire en matière de litiges de la fonction publique et de litiges sociaux
https://www.legifrance.gouv.fr/eli/decret/2018/2/16/JUSC1722999D/jo/texte?fbclid=IwAR3i_CvhdhG8q0vNYTZs5D_0TyzUkCSe1r6U-Qj7VKwek5YRRZkc2ASan_g↩︎
Art. 1 Décret n° 2019-32 du 18 janvier 2019 relatif aux compétences professionnelles exigées des maîtres d'apprentissage et au service chargé de la médiation en matière d'apprentissage dans le secteur public non industriel et commercial
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000038029622&dateTexte=20190909↩︎
LOI n° 2019-222 du 23 mars 2019 de programmation 2018-2022 et de réforme pour la justice.
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do;jsessionid=105689884D1F2D0E09555B692BD80EC0.tplgfr21s_3?cidTexte=JORFTEXT000038261631&dateTexte=29990101↩︎
Ordonnance n° 2015-1033 du 20 août 2015 relative au règlement extrajudiciaire des litiges de consommation
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000031070940&dateTexte=20190923↩︎
Dépêche du 8 février 2018 et ses annexes
http://www.justice.gouv.fr/art_pix/depeche_decret_liste_mediateurs_4_annexes20180208.pdf↩︎
Décret n° 2019-1333 du 11 décembre 2019 réformant la procédure civile
https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000039480084&categorieLien=cid↩︎
Mediationsgesetz vom 21. Juli 2012 (BGBl. I S. 1577)
https://www.gesetze-im-internet.de/mediationsg/BJNR157710012.html↩︎
Gesetz zur Förderung der Mediation und anderer Verfahren der außergerichtlichen Konfliktbeilegung (MediationsGEG k.a.Abk.)
In vigore dal 26 luglio 2012.
https://www.buzer.de/gesetz/10244/index.htm↩︎
Arbeitsgerichtsgesetz
https://www.gesetze-im-internet.de/arbgg/↩︎
Zivilprozessordnung
https://www.gesetze-im-internet.de/zpo/↩︎
§ 46 Strafgesetzbuch
https://dejure.org/gesetze/StGB/46a.html↩︎
§ 155a Strafprozeßordnung
https://dejure.org/gesetze/StPO/155a.html↩︎
Gesetz über das Verfahren in Familiensachen und in den Angelegenheiten der freiwilligen Gerichtsbarkeit
http://www.gesetze-im-internet.de/famfg/BJNR258700008.html↩︎
Gerichtskostengesetz
https://dejure.org/gesetze/GKG/69b.html#suche=mediation↩︎
Deutsches Richtergesetz
https://dejure.org/gesetze/DRiG/5a.html#suche=mediation↩︎
Telekommunikationsgesetz
https://dejure.org/gesetze/TKG/124.html#suche=mediation↩︎
Baugesetzbuch
https://dejure.org/gesetze/BauGB/4b.html#suche=mediation↩︎
Rechtsdienstleistungsgesetz
https://dejure.org/gesetze/RDG/2.html#suche=mediation↩︎
Berufsordnung für Rechtsanwälte
https://dejure.org/gesetze/BORA/7a.html↩︎
Verordnung über die Aus- und Fortbildung von zertifizierten Mediatoren (Zertifizierte-Mediatoren-Ausbildungsverordnung - ZMediatAusbV)
https://www.gesetze-im-internet.de/zmediatausbv/BJNR199400016.html↩︎
Gesetz über die alternative Streitbeilegung in Verbrauchersachen (VSBG).
https://www.gesetze-im-internet.de/vsbg/↩︎
ΝΟΜΟΣ ΥΠ’ ΑΡΙΘ. 3898 Διαμεσολάβηση σε αστικές και εμπορικές υποθέσεις. (ΕΦΗΜΕΡΙΣ ΤΗΣ ΚΥΒΕΡΝΗΣΕΩΣ ΤΗΣ ΕΛΛΗΝΙΚΗΣ ΔΗΜΟΚΡΑΤΙΑΣ ΤΕΥΧΟΣ ΠΡΩΤΟ Αρ. Φύλλου 211 16 Δεκεμβρίου 2010).
In vigore dal 16 dicembre 2010
http://www.diamesolavisi.gov.gr/selida/nomos-yp-ar-3898-diamesolavisi-se-astikes-kai-emporikes-ypotheseis↩︎
ΠΡΟΕΔΡΙΚΟ ΔΙΑΤΑΓΜΑ ΥΠ’ ΑΡΙΘΜ. 123 Καθορισμός όρων και προϋποθέσεων αδειοδότησης και
λειτουργίας των φορέων κατάρτισης διαμεσολαβη−τών σε αστικές και εμπορικές υποθέσεις.
http://www.diamesolavisi.gov.gr/selida/pos-mporo-na-gino-diamesolavitis
https://www.taxheaven.gr/laws/law/index/law/404↩︎
ΚΕΦΑΛΑΙΟ Β του ν. 4512/18
http://www.diamesolavisi.gov.gr/selida/kefalaio-v-toy-n-451218
https://www.taxheaven.gr/laws/law/index/law/858↩︎
Κοινή Υπουργική Απόφαση 70330οικ./9.7.2015
Ρυθμίσεις σχετικά με προσαρμογή της ελληνικής νομοθεσίας, σε συμμόρφωση με την Οδηγία 2013/11/ ΕΕ του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου και του Συμβουλίου της 21ης Μαΐου 2013 για την εναλλακτική επίλυση καταναλωτικών διαφορών και για την τροποποίηση του κανονισμού (ΕΚ) αριθ. 2006/2004 και της οδηγίας 2009/22/ΕΚ (οδηγία ΕΕΚΔ) και την λήψη συμπληρωματικών εθνικών μέτρων εφαρμογής του Κανονισμού 524/2013 του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου και του Συμβουλίου της 21ης Μαΐου 2013 για την ηλεκτρονική επίλυση καταναλωτικών διαφορών
https://www.lawspot.gr/nomikes-plirofories/nomothesia/koini-ypoyrgiki-apofasi-70330oik-972015↩︎
Νόμος 4555/2018 - ΦΕΚ 133/Α/19-7-2018
https://www.e-nomothesia.gr/autodioikese-demoi/nomos-4555-2018-phek-133a-19-7-2018-2.html↩︎
Νόμος 4640/2019 Διαμεσολάβηση σε αστικές και εμπορικές υποθέσεις - Περαιτέρω εναρμόνιση της Ελληνικής Νομοθεσίας προς τις διατάξεις της Οδηγίας 2008/52/ΕΚ του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου και του Συμβουλίου της 21ης Μαΐου 2008 και άλλες διατάξεις
https://www.lawspot.gr/nomikes-plirofories/nomothesia/nomos-4640-2019
In vigore dal 15 gennaio 2020 in materia di controversie familiari
In vigore dal 15 marzo 2010 nell'ambito di un procedimento ordinario.↩︎
Part 35 The Family Procedure Rules 2010 No. 2955 (L.17). SENIOR COURTS OF ENGLAND AND WALES COUNTY COURTS, ENGLAND AND WALES MAGISTRATES’ COURTS, ENGLAND AND WALES
In vigore dal 6 aprile 2011
http://www.legislation.gov.uk/uksi/2010/2955/pdfs/uksi_20102955_en.pdf↩︎
20. Part 35 (Mediation Directive) is revoked.
The Family Procedure Rules 2010 and Court of Protection Rules 2017 (Amendment) (EU Exit) Regulations 2019
https://www.legislation.gov.uk/uksi/2019/517/regulation/20/made↩︎
The Civil Procedure (Amendment) rules 2011 No. 88. SENIOR COURTS OF ENGLAND AND WALES
COUNTY COURTS, ENGLAND AND WALES.
In vigore dal 6 aprile 2011
http://www.legislation.gov.uk/uksi/2011/88/pdfs/uksi_20110088_en.pdf↩︎
16. Part 78 (European procedures)(1) is revoked.
The Civil Procedure Rules 1998 (Amendment) (EU Exit) Regulations 2019
https://www.legislation.gov.uk/uksi/2019/521/regulation/16/made
Vi è però una norma transitoria.
Transitional and saving provision – Part 74 and Part 78
27.—(1) Where in relation to any proceedings the relevant saving provision applies, the relevant rules continue to apply on and after exit day for the purposes of those proceedings as if the amendments made to those rules by these Regulations had not been made.
(2) In this regulation—
(a)“the relevant saving provision” means any of regulations 16 to 18, and regulation 19, of the European Enforcement Order, European Order for Payment and European Small Claims Procedure (Amendment etc.) (EU Exit) Regulations 2018(1) as applicable; and
(b)“the relevant rules” means Part 78, or Section IV of Part 74, as applicable.
(3) Where an application under rule 78.24 as then in force for a mediation settlement enforcement order was made before exit day, rules 78.24 and 78.25 continue to apply on and after exit day for the purposes of that application as if the changes made in relation to those rules by these Regulations had not been made.
(4) In relation to a mediation to which the Cross-Border Mediation (EU Directive) Regulations 2011(2) applied before exit day, rules 78.23 and 78.25 to 78.28 continue to apply on and after exit day, so far as relevant in relation to mediation evidence relating to that mediation, as if the changes made in relation to those rules by these Regulations had not been made.↩︎
Cross-Border Mediation (EU Directive) Regulations 2011 n. 133. http://www.legislation.gov.uk/uksi/2011/1133/pdfs/uksi_20111133_en.pdf
In vigore dal 20 maggio 2011↩︎
Revocation and saving of the Cross-Border Mediation (EU Directive) Regulations 2011
2.—(1) The Cross-Border Mediation (EU Directive) Regulations 2011(1) are revoked.
(2) Regulations 8, 9 and 10 of the Cross-Border Mediation (EU Directive) Regulations 2011 continue to apply to the mediation of a dispute to which those Regulations applied immediately before exit day, but with the following modifications.
(3) In regulation 8 (interpretation)—
(a)paragraph (b) is to be read as if for it there were substituted—"“cross-border dispute” has the meaning given by Article 2 of the Mediation Directive(2) except that—
(a)paragraph 1 is to be read as if for “in a Member State other than that of any other party” there were substituted “in the United Kingdom, and at least one other party is domiciled or habitually resident in a Member State”;
(b)paragraph 2 is to be read as if for “in a Member State” there were substituted “in a country (”country" for these purposes being limited to the United Kingdom or a Member State)"; and
(c)paragraph 3 is to be read as if for it there were substituted—
"3. For the purposes of paragraphs 1 and 2, domicile is to be determined in accordance with paragraphs 4 to 8.
4. In order to determine whether a party is domiciled in the country (“country” for these purposes being limited to the United Kingdom or a Member State) whose courts are seised of a matter, the court shall apply its internal law.
5. If a party is not domiciled in the country whose courts are seised of the matter, then, in order to determine whether the party is domiciled in another country, the court shall apply the law of that country.
6. For the purposes of paragraphs 1 and 2, a company or other legal person or association of natural or legal persons is domiciled at the place where it has its—
(a)statutory seat;
(b)central administration; or
(c)principal place of business.
7. For the purposes of Ireland, Cyprus and the United Kingdom, “statutory seat” means the registered office or, where there is no such office anywhere, the place of incorporation or, where there is no such place anywhere, the place under the law of which the formation took place.
8. In order to determine whether a trust is domiciled in the country whose courts are seised of the matter, the court shall apply its rules of private international law.“.”;
(b)paragraph (c) is to be read as if for it there were substituted—
“(c)”mediation" has the meaning given by Article 3(a) of the Mediation Directive except that for the purpose of construing that expression—
(i)Article 3(a) of the Mediation Directive is to be read as if for “the law of a Member State” there were substituted “law”;
(ii)Article 3(b) of the Mediation Directive is to be read as if for “Member State concerned” there were substituted “United Kingdom or the Member State concerned”;";
(c)paragraph (h) is to be read as if for it there were substituted—
“(h)”mediator" has the meaning given by Article 3(b) of the Mediation Directive, except that for the purpose of construing that expression—
(i)Article 3(a) of the Mediation Directive is to be read as if for “the law of a Member State” there were substituted “law”;
(i)Article 3(b) of the Mediation Directive is to be read as if for “Member State concerned” there were substituted “United Kingdom or the Member State concerned”;";
(d)paragraph (i) is to be read as if, in the definition of “relevant dispute”, for “that is subject” to the end there were substituted “to which the Mediation Directive applied immediately before exit day”.
(4) Regulation 10(b) is to be read as if for “in accordance with Article 7(1)(a) of the Mediation Directive” there were substituted—
“in particular when required to ensure the protection of the best interests of children or to prevent harm to the physical or psychological integrity of a person”.
The Cross-Border Mediation (EU Directive) (EU Exit) Regulations 2019
https://www.legislation.gov.uk/uksi/2019/469/regulation/2/made↩︎
Civil Procedure Rule (CPR)
https://www.justice.gov.uk/courts/procedure-rules/civil/rules↩︎
Section 10 Children and Families Act 2014
http://www.legislation.gov.uk/ukpga/2014/6/section/10/enacted↩︎
1) The Alternative Dispute Resolution for Consumer Disputes (Amendment) (No. 2) Regulations 2015 No. 1972.
2) The Alternative Dispute Resolution for Consumer Disputes (Amendment) Regulations 2015 No. 1392.
3) The Alternative Dispute Resolution for Consumer Disputes (Competent Authorities and Information) Regulations 2015 No. 542
http://www.legislation.gov.uk/uksi?title=The%20Alternative%20Dispute%20Resolution%20for%20Consumer%20
4) Consumer Rights Act 2015
http://www.legislation.gov.uk/ukpga/2015/15/contents/enacted↩︎
§ 78 Children Act, 2001
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2001/act/24/section/78/enacted/en/html↩︎
S.I. No. 13/2005 - European Communities (Insurance Mediation) Regulations 2005
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2005/si/13/made/en/print?q=mediation↩︎
Civil Liability and Courts Act - S.I. No. 168 of 2005)
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2004/act/31/section/15/enacted/en/html↩︎
S.I. No. 161/2008 - European Communities (Insurance Mediation) (Amendment) Regulations 2008
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2008/si/161/made/en/print?q=mediation↩︎
S.I. No. 502/2010 - Rules of the Superior Courts (Mediation and Conciliation) 2010.
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2010/si/502/made/en/print?q=mediation↩︎
S.I. No. 209/2011 — European Communities (Mediation) Regulations 2011. S.I. No. 209/2011. http://www.irishstatutebook.ie/2011/en/si/0209.html
In vigore dal 18 maggio 2011.↩︎
S.I. No. 357/2012 - Rules of the Superior Courts (European Communities (Mediation) Regulations 2011) 2012.
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2012/si/357/made/en/print?q=European+Communities+Mediation+Regulations+2011↩︎
MEDIATION ACT 2017
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2017/act/27/enacted/en/html?q=mediation
In vigore dal 1° gennaio 2018
S.I. No. 591/2017 - Mediation Act 2017 (Commencement) Order 2017
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2017/si/591/made/en/print?q=mediation↩︎
S.I. No. 9/2018 - District Court (Mediation) Rules 2018
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2018/si/9/made/en/print?q=mediation↩︎
S.I. No. 11/2018 - Circuit Court Rules (Mediation) 2018
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2018/si/11/made/en/print?q=mediation↩︎
S.I. No. 12/2018 - Circuit Court Rules (Family Law: Mediation) 2018
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2018/si/12/made/en/print?q=mediation↩︎
S.I. No. 13/2018 - Rules of the Superior Courts (Mediation) 2018
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2018/si/13/made/en/print?q=mediation↩︎
Art. 4 Family Support Agency act (2001)
https://www.irishstatutebook.ie/↩︎
S.I. No. 343/2015 - European Union (Alternative Dispute Resolution for Consumer Disputes) Regulations 2015.
http://www.irishstatutebook.ie/eli/2015/si/343/made/en/print↩︎
The Rules of the Court of Judicature (Northern Ireland) (Emendament 2011)
http://www.legislation.gov.uk/nisr/2011/62/pdfs/nisr_20110062_en.pdf
In vigore dal 25 marzo 2011.↩︎
The Cross-Border Mediation Regulations (Northern Ireland)
http://www.legislation.gov.uk/nisr/2011/157/pdfs/nisr_20110157_en.pdf↩︎
In vigore dal 18 aprile 2011: revocata il primo marzo 2019 con effetto dal giorno dell’uscita.↩︎
Recante delega al Governo in materia di mediazione e di conciliazione delle controversie civili e commerciali↩︎
In vigore dal 4 luglio 2009.
Gazzetta Uff. n.140 del 19-6-2009
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-06-18;69!vig=↩︎
Gazzetta Uff. n. 28 04/03/2010.↩︎
In vigore dal 20 marzo 2010.
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-03-04;28!vig=↩︎
Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262!vig=↩︎
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-28;274!vig=↩︎
Decreto Legislativo 23 maggio 2011, n. 79
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011-05-23;79!vig=↩︎
In vigore dal 5 novembre 2010.
Gazzetta Uff. 04/11/2010, n. 258.
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.giustizia:decreto:2010-10-18;180!vig=↩︎
In vigore dal 26 agosto 2011.
Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n.197 del 25-8-2011.
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.giustizia:decreto:2011-07-06;145!vig=↩︎
In vigore dal 24 settembre 2014.
Gazzetta Uff. n.221 del 23-9-2014.
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.giustizia:decreto:2014-08-04;139!vig=↩︎
In vigore dal 13 settembre 2014.
Gazzetta Uff. n.212 del 12-9-2014
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2014-09-12;132!vig=
Per la conversione v. Legge 10 novembre 2014, n. 162. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile. (14G00175)
In vigore dall’11 novembre 2014.
Gazzetta Uff. n.261 del 10-11-2014
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-11-10;162!vig=↩︎
E’ stato pubblicato il 19 agosto 2015. È entrato in vigore il 3 settembre 2015.
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-08-06;130!vig=
Vi sono poi da considerare diverse circolari ministeriali:
Circolare 14 luglio 2015 - Incompatibilità e conflitti di interesse mediatore e avvocato
Circolare 22 ottobre 2014 - Modifiche alla circolare tecnica 15 novembre 2013 sulla rilevazione statistica delle mediazioni civili
Circolare 18 settembre 2014 - Informatizzazione registro organismi di mediazione ed elenco enti di formazione
Circolare 9 dicembre 2013 - Entrata in vigore dell’art. 84 del d.l. 69/2013 come convertito dalla l. 98/2013 recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia che modifica il d.lgs. 28/2010 - Integrazione e chiarimento circolare 27 novembre 2013
Circolare 27 novembre 2013 - Entrata in vigore dell’art. 84 del d.l. 69/2013 come convertito dalla l. 98/2013 recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia, che modifica il d.lgs. 28/2010. Primi chiarimenti
Si trovano in https://www.giustizia.it/giustizia/prot/it/mg_1_8.wp?selectedNode=0_18
Si occupa della materia anche la Direttiva del ministro 5 novembre 2013 - Mediazione civile
https://www.giustizia.it/giustizia/prot/it/mg_1_8.wp?selectedNode=0_18
Infine citiamo un provvedimento ed una nota:
Provvedimenti e Note
Nota 2 febbraio 2011- Organismi di mediazione ed enti di formazione: nota illustrativa per la compilazione dei modelli di domanda
Provvedimento 4 novembre 2010 - Modelli di domanda per l'iscrizione al registro degli organismi di mediazione e all’elenco degli enti formatori per la mediazione
https://www.giustizia.it/giustizia/prot/it/mg_1_8.wp?selectedNode=0_18↩︎
www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2018-10-02;121!vig=↩︎
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 Testo del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - Edizione Straordinaria n. 70 del 17 marzo 2020), coordinato con la legge di conversione 24 aprile 2020, n. 27 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l'adozione di decreti legislativi.». (20A02357) (GU Serie Generale n.110 del 29-04-2020 - Suppl. Ordinario n. 16)
www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/29/20A02357/sg↩︎
Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali. (20G00043) (GU Serie Generale n.94 del 08-04-2020). Entrata in vigore del provvedimento: 09/04/2020
www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/08/20G00043/sg↩︎
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l'adozione di decreti legislativi. (20G00045) (GU Serie Generale n.110 del 29-04-2020 - Suppl. Ordinario n. 16)
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/29/20G00045/sg↩︎
https://www.lavoro.gov.it/notizie/Documents/Protocollo-24-aprile-2020-condiviso-misure-di-contrasto%20Covid-19.pdf↩︎
www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/30/20G00046/sg↩︎
Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale. (20A02352)
(GU n.108 del 27-4-2020) www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/27/20A02352/sg↩︎
Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00051) .
GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 125
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2020/05/16/125/sg/pdf?fbclid=IwAR1lolyiEGVj5DUNqbiTeHReEVkhH1DOq0Gd1fC26fQpdo9idQntKhF0SSI↩︎
Civilikums. CETURTĀ DAĻA. Saistību tiesības.
http://www.likumi.lv/doc.php?id=90220↩︎
Civilprocesa likums.
https://www.vestnesis.lv/ta/id/50500-civilprocesa-likums
Informatīva atsauce uz Eiropas Savienības direktīvām
(14.12.2006. likuma redakcijā ar grozījumiem, kas izdarīti ar 20.12.2010. likumu, kas stājas spēkā 01.01.2011.)
Likumā iekļautas tiesību normas, kas izriet no:
1) Eiropas Parlamenta un Padomes 2000.gada 29. jūnija direktīvas 2000/35/EK par maksājumu kavējumu novēršanu komercdarījumos;
2) Eiropas Parlamenta un Padomes 2004.gada 29. aprīļa direktīvas 2004/48/EK par intelektuālā īpašuma tiesību piemērošanu;
3) Eiropas Parlamenta un Padomes 2008.gada 21. maija direktīvas 2008/52/EK par konkrētiem mediācijas aspektiem civillietās un komerclietās. [Informativa circa le Direttive dell'Unione Europea
(14.12.2006. Legge e successive modifiche, come modificato dal 2010/12/20. Una legge che entrerà in vigore il 01.01.2011.)
La presente legge contiene norme giuridiche derivanti da
1) Parlamento europeo e Consiglio 2000/35/CE del 29 giugno 2000 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali;
2) Parlamento europeo e Consiglio 2004/48/CE del 29 aprile 2004 sui diritti di proprietà intellettuale;
3) Parlamento europeo e Consiglio 2008/52/CE del 21 maggio 2008 relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale].↩︎
In vigore dal 1° gennaio 2015.
Mediācijas likums
https://likumi.lv/doc.php?id=266615
La legge è stata modificata il 29 settembre del 2017
Grozījums Mediācijas likumā
https://www.vestnesis.lv/op/2017/194.8↩︎
Ministru kabineta noteikumi Nr.433. Mediatoru sertifikācijas un atestācijas kārtība
https://www.vestnesis.lv/op/2014/156.2↩︎
Mediatoru mācību programmu vadlīnijas
http://www.mediacija.lv/?M%C4%81c%C4%ABbas%2C_kursi↩︎
Patērētāju ārpustiesas strīdu risinātāju likums
https://likumi.lv/doc.php?id=275063↩︎
Gazzetta ufficiale. 2008, No. 87-3462.↩︎
Civilinių ginčų taikinamojo tarpininkavimo ĮSTATYMAS Numeris: X-1702 - 2008/07/15. Publikavimas: Valstybės žinios, 2008-07-31, Nr.
http://www3.lrs.lt/pls/inter3/dokpaieska.showdoc_l?p_id=325294&p_query=&p_tr2=. Oppure in lingua inglese in traduzione ufficiale http://www3.lrs.lt/pls/inter3/dokpaieska.showdoc_l?p_id=330591↩︎
CIVILINIŲ GINČŲ TAIKINAMOJO TARPININKAVIMO ĮSTATYMO NR. X-1702 PAKEITIMO ĮSTATYMAS 2017 m. birželio 29 d. Nr. XIII-534
https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/95539982609f11e7a53b83ca0142260e
Versione consolidata
https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/TAIS.325294/asr↩︎
LIETUVOS RESPUBLIKOS MEDIACIJOS ĮSTATYMAS 2008 m. liepos 15 d. Nr. X-1702
In vigore dal 1° gennaio 2019.
https://www.e-tar.lt/portal/lt/legalAct/TAR.27B041C4CCDE/PiJbZXMLoG↩︎
ĖL TAIKINAMOJO TARPININKAVIMO (MEDIACIJOS) PLĖTROS IR TAIKAUS GINČŲ SPRENDIMO SKATINIMO PLANO PATVIRTINIMO 2010 m. lapkričio 23 d. Nr. 1R-256
Versione al 20 giugno 2011
https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/TAIS.387367/asr↩︎
DĖL TEISINGUMO MINISTRO 2010 M. LAPKRIČIO 23 D. ĮSAKYMO NR. 1R-256 „DĖL TAIKINAMOJO TARPININKAVIMO (MEDIACIJOS) PLĖTROS IR TAIKAUS GINČŲ SPRENDIMO SKATINIMO PLANO PATVIRTINIMO "PAKEITIMO 2011 m. birželio 6 d. Nr. 1R-147
https://www.e-tar.lt/portal/legalAct.html?documentId=TAR.C359BF71F0A9↩︎
LIETUVOS RESPUBLIKOS
CIVILINIŲ GINČŲ TAIKINAMOJO TARPININKAVIMO ĮSTATYMO 1, 2, 4, 5, 6, 8, 10, 11 STRAIPSNIŲ PAKEITIMO IR PAPILDYMO IR ĮSTATYMO PAPILDYMO PRIEDU ĮSTATYMAS.
https://www.e-tar.lt/portal/legalAct.html?documentId=TAR.F36111C083EA
In vigore dal 28 maggio 2011↩︎
CIVILINIŲ GINČŲ TAIKINAMOJO TARPININKAVIMO ĮSTATYMO NR. X-1702 1 STRAIPSNIO PAKEITIMO ĮSTATYMAS 2015 m. lapkričio 26 d. Nr. XII-2085
In vigore dal 26/11/15.
https://www.e-tar.lt/portal/legalAct.html?documentId=de40368099c711e58fd1fc0b9bba68a7↩︎
CIVILINIŲ GINČŲ TAIKINAMOJO TARPININKAVIMO ĮSTATYMO NR. X-1702 PAKEITIMO ĮSTATYMAS 2017 m. birželio 29 d. Nr. XIII-534
Versione consolidata
https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/95539982609f11e7a53b83ca0142260e/asr
L’entrata in vigore è scaglionata nel 2017, alcuni articoli entrano in vigore nel 2020 (20,21 e 22)
Įsigalioja 2019-01-01 (Įstatymo 1 straipsnyje išdėstyto Lietuvos Respublikos mediacijos įstatymo 20, 21, 22 straipsniai įsigalioja 2020-01-01. 2 straipsnio 7 dalis įsigalioja 2017-07-13. Įsigaliojimas pakeistas 2018-12-20 įstatymu Nr. XIII-1863)↩︎
NUTARIMAS DĖL TEISMINĖS MEDIACIJOS TAISYKLIŲ PATVIRTINIMO 2018 m. lapkričio 30 d. Nr. 13P-125-(7.1.2)
https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/6b8f6f41f80411e895b0d54d3db20123?jfwid=-qxrw17852
Le precedenti versioni sono abrogate: 1) TEISMINĖS MEDIACIJOS TAISYKLĖS (Risoluzione del Consiglio giudiziario n. 13P-122- (7.1.2): regole della mediazione giudiziaria e successive modifiche)
https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/03332d404d9c11e4b528d60fe2983631?jfwid=-qxrw17852
2) NUTARIMAS DĖL TEISĖJŲ TARYBOS 2014 M. RUGSĖJO 26 D. NUTARIMO NR. 13P-122-(7.1.2) „DĖL TEISMINĖS MEDIACIJOS TAISYKLIŲ PATVIRTINIMO "PAKEITIMO 2015 m. rugsėjo 25 d. Nr. 13P-121-(7.1.2)
3) NUTARIMAS DĖL TEISĖJŲ TARYBOS 2014 M. RUGSĖJO 26 D. NUTARIMO NR. 13P-122-(7.1.2) „DĖL TEISMINĖS MEDIACIJOS TAISYKLIŲ PATVIRTINIMO "PAKEITIMO 2017 m. birželio 30 d. Nr. 13P-105-(7.1.2)
https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/1ee1d6a0635011e7a53b83ca0142260e?jfwid=-qxrw17852↩︎
ĮSAKYMAS DĖL LIETUVOS RESPUBLIKOS MEDIACIJOS ĮSTATYMO ĮGYVENDINIMO 2018 m. gruodžio 31 d. Nr. 1R-289
https://www.e-tar.lt/portal/lt/legalAct/dbf272d00cc911e9a5eaf2cd290f1944↩︎
ADMINISTRACINIŲ BYLŲ TEISENOS ĮSTATYMO NR. VIII-1029 2, 40, 44, 51, 56, 59, 67 IR 71 STRAIPSNIŲ PAKEITIMO IR ĮSTATYMO PAPILDYMO 791 STRAIPSNIU ĮSTATYMAS 2018 m. gruodžio 20 d. Nr. XIII-1834
https://www.e-tar.lt/portal/legalAct.html?documentId=d15eb9600a9d11e9a5eaf2cd290f1944↩︎
Art. 79.1 ADMINISTRACINIŲ BYLŲ TEISENOS Į STATYMAS 1999 m. sausio 14 d. Nr. VIII-1029
https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/TAIS.72290?jfwid=-qxrw179cl↩︎
231-1 str. | Lietuvos Respublikos civilinio proceso kodeksas
https://www.infolex.lt/ta/77554:str231-1↩︎
VARTOTOJŲ TEISIŲ APSAUGOS ĮSTATYMO NR. I-657 2, 5, 10, 11, 12, 40 STRAIPSNIŲ, ŠEŠTOJO SKIRSNIO IR ĮSTATYMO PRIEDO PAKEITIMO ĮSTATYMAS 2015 m. lapkričio 26 d. Nr. XII-2083
https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/d22b9612982211e5a69681f9674b7edd↩︎
Loi du 6 mai 1999 relative à la médiation pénale et portant modification de différentes dispositions a) de la loi modifiée du 7 mars 1980 sur l'organisation judiciaire, b) du code des assurances sociales.
http://data.legilux.public.lu/eli/etat/leg/loi/1999/05/06/n1/jo↩︎
Règlement grand-ducal du 31 mai 1999 fixant les critères et la procédure d'agréation aux fonctions de médiateur, la procédure de médiation pénale et le mode de rémunération des médiateurs.
http://data.legilux.public.lu/eli/etat/leg/rgd/1999/05/31/n1/jo↩︎
Loi du 24 février 2012 portant– introduction de la médiation en matière civile et commerciale dans le Nouveau Code de procédure civile; – transposition de la directive 2008/52/CE du Parlement européen et du Conseil du 21 mai 2008 surcertains aspects de la médiation en matière civile et commerciale;– modification de la loi modifiée du 10 août 1991 sur la profession d’avocat;– modification de l’article 3, paragraphe (1), point 1. de la loi du 3 août 2011 portant mise enapplication du règlement (CE) ° 4/2009 du 18 décembre 2008 relatif à la compétence, la loi applicable, la reconnaissance et l’exécution des décisions et la coopération en matière d’obligations alimentaires, modifiant le Nouveau Code de procédure civile; et– modification des articles 491-1 et 493-1 du Code civil. In Mémorial Luxembourgeois A, Numero: 37, Data di pubblicazione: 05/03/2012, Pagina: 00396-00400; Riferimento: (MNE(2012)51236).
http://data.legilux.public.lu/eli/etat/leg/loi/2012/02/24/n1/jo↩︎
Règlement grand-ducal du 25 juin 2012 fixant la procédure d’agrément aux fonctions de médiateur judiciaire et familial, le programme de la formation spécifique en médiation et la tenue d’une réunion d’information gratuite. http://www.legilux.public.lu/leg/a/archives/2012/0134/a134.pdf↩︎
Loi du 17 février 2016 portant introduction du règlement extrajudiciaire des litiges de consommation dans le Code de la consommation et modifiant certaines autres dispositions du Code de la consommation. http://data.legilux.public.lu/eli/etat/leg/loi/2016/02/17/n1/jo↩︎
Institut Luxembourgeois de Régulation
Règlement P16/16/ILR du 25 avril 2016 fixant la procédure de médiation en matière de services postaux Secteur Services postaux
http://data.legilux.public.lu/eli/etat/leg/rilr/2016/04/25/n2/jo↩︎
Institut Luxembourgeois de Régulation
Règlement E16/16/ILR du 25 avril 2016 fixant la procédure de médiation en matière d'électricité Secteur Electricité
http://legilux.public.lu/eli/etat/leg/rilr/2016/04/25/n3/jo↩︎
Institut Luxembourgeois de Régulation
Règlement E16/17/ILR du 25 avril 2016 fixant la procédure de médiation en matière de gaz naturel Secteur Gaz
http://data.legilux.public.lu/eli/etat/leg/rilr/2016/04/25/n4/jo↩︎
Institut Luxembourgeois de Régulation
Règlement 205/16/ILR du 25 avril 2016 fixant la procédure de médiation en matière de services de communications électroniques
Secteur Communications électroniques
http://data.legilux.public.lu/eli/etat/leg/rilr/2016/04/25/n1/jo↩︎
Loi du 18 juin 2018 portant
1. institution d’un service de médiation au maintien, à l’inclusion et à l’intégration scolaires,
2. modification de la loi modifiée du 6 février 2009 relative à l’obligation scolaire,
3. modification de la loi modifiée du 9 décembre 2005 déterminant les conditions et modalités de nomination de certains fonctionnaires occupant des fonctions dirigeantes dans les administrations et services de l'État,
4. modification de la loi modifiée du 25 mars 2015 fixant le régime des traitements et les conditions et modalités d’avancement des fonctionnaires de l’État.
http://data.legilux.public.lu/eli/etat/leg/loi/2018/06/18/a548/jo↩︎
Règlement ministériel du 21 juin 2019 fixant les programmes de la formation générale à l’INAP.
http://data.legilux.public.lu/eli/etat/leg/rmin/2019/06/21/a533/jo↩︎
Loi du 12 juillet 2019 portant modification
1° du Code du travail;
2° de la loi modifiée du 31 juillet 2006 portant introduction d’un Code du Travail;
3° de la loi modifiée du 19 décembre 2008 portant réforme de la formation professionnelle.
http://legilux.public.lu/eli/etat/leg/loi/2019/07/12/a497/jo↩︎
MEDIATION ACT 21st December, 2004. ACT XVI of 2004, as amended by Act IX of 2010.
https://justice.gov.mt/en/mmc/Documents/Chapter_474t.pdf↩︎
MEDIATION ACT (TARIFF OF FEES) REGULATIONS 1st December, 2008
http://justiceservices.gov.mt/DownloadDocument.aspx?app=lom&itemid=11885&l=1↩︎
BYE-LAWS FOR THE DEGREE OF MASTER OF ARTS IN MEDIATION UNDER THE AUSPICESOF THE FACULTY OF LAWS
http://justiceservices.gov.mt/DownloadDocument.aspx?app=lom&itemid=11649&l=1↩︎
ACT No. VIII of 2017AN ACT to amend the Mediation Act, Cap. 474 and for other matters ancillary thereto or connected therewith
http://justiceservices.gov.mt/DownloadDocument.aspx?app=lp&itemid=28301&l=↩︎
CHAPTER 12 CODE OF ORGANIZATION AND CIVIL PROCEDURE
http://www.justiceservices.gov.mt/DownloadDocument.aspx?app=lom&itemid=8577&l=1↩︎
Art. 66I Civil code
http://www.justiceservices.gov.mt/DownloadDocument.aspx?app=lom&itemid=8580&l=1↩︎
SUBSIDIARY LEGISLATION 12.20 THE CIVIL COURT (FAMILY SECTION), THE FIRST HALL OF THE CIVIL COURT AND THE COURT OF MAGISTRATES (GOZO) (SUPERIOR JURISDICTION) (FAMILY SECTION) REGULATIONS16th December, 2003LEGAL NOTICE 397 of 2003, as amended by Legal Notices 9 of 2004,181 and 186 of 2006, 370 and 386 of 2011, 111 of 2012 Act XIII of 2018and XVI of 2019.
http://www.justiceservices.gov.mt/DownloadDocument.aspx?app=lom&itemid=9036&l=1↩︎
ATT li jemenda l-Att dwar l-Affarijiet tal-Konsumatur, Kap. 37. u għal affarijiet oħra konsegwenzjali jew anċillari għal dan.
http://justiceservices.gov.mt/DownloadDocument.aspx?app=lp&itemid=27145&l=2
Il testo ha subito modifiche. Indirizziamo il lettore verso il Codice dei consumatori aggiornato al 2019
CHAPTER 378 CONSUMER AFFAIRS ACT 23rd January, 1996
http://www.justiceservices.gov.mt/DownloadDocument.aspx?app=lom&itemid=8845&l=1↩︎
Wet implementatie richtlijn nr. 2008/52/EG betreffende bepaalde aspecten van bemiddeling/mediation in burgerlijke en handelszaken (Geldend op 29-11-2012)
https://wetten.overheid.nl/BWBR0032232/2017-09-01
La precedente è stata abrogata.
V. http://wetten.overheid.nl/BWBR0032232/geldigheidsdatum_29-11-2012
In vigore dal 29-11-2012.
In precedenza è stato discusso il progetto di legge “Adeguamento del Libro III, del codice civile e del Codice di procedura civile alla direttiva relativa a determinati aspetti della mediazione in ambito civile e commerciale” Anpassing van Boek 3 van het Burgerlijk Wetboek en het Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering aan de richtlijn betreffende bepaalde aspecten van bemiddeling/mediation in burgerlijke en handelszaken. L’ultima versione è del 21 febbraio 2012: https://zoek.officielebekendmakingen.nl/kst-32555-E.html
Ma il progetto suindicato non poteva ottenere il voto favorevole del Senato e così il Ministro della Giustizia il 21 giugno 2012 ha rimesso al Consiglio di Stato il progetto di legge indicato nel corpo del testo che si riferisce però solo alla mediazione transfrontaliera e che è stato approvato.↩︎
Arbeidsgeschillenwet 1946 BES
In vigore dal 01/01/2012
https://wetten.overheid.nl/BWBR0028178/2012-01-01/#HoofdstukII_Paragraaf1_Artikel3b↩︎
Arbeidsvrederegeling BES
https://wetten.overheid.nl/BWBR0028762/2019-01-01#search_highlight0
V. anche
Reglement behandeling bezwaarschriften UWV 2018
https://wetten.overheid.nl/BWBR0040604/2018-02-15#search_highlight0↩︎
Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering BES
https://wetten.overheid.nl/BWBR0028496/2015-07-01#search_highlight0↩︎
Wetboek van Strafvordering BES
https://wetten.overheid.nl/BWBR0028681/2019-07-01/#HoofdstukVierde_TiteldeelIII_AfdelingZesde_Artikel266↩︎
Burgerlijk Wetboek Boek 6
https://wetten.overheid.nl/BWBR0005289/2019-07-21/#Boek6_Titeldeel3_Afdeling3B_Artikel193t↩︎
Wet op de rechtsbijstand
https://wetten.overheid.nl/BWBR0006368/2019-03-04#search_highlight0↩︎
Besluit eigen bijdrage rechtsbijstand
https://wetten.overheid.nl/BWBR0025277/2019-07-30/#Hoofdstuk2_Artikel5a↩︎
Besluit toevoeging mediation
https://wetten.overheid.nl/BWBR0025830/2019-07-30#search_highlight0
v. anche
Beleidsregel verstrekking van verhoogde puntvergoeding aan advocaten en mediators
https://wetten.overheid.nl/BWBR0041679/2019-01-01/#Artikel1↩︎
Besluit inschrijvingsvoorwaarden mediators 2013
https://wetten.overheid.nl/BWBR0034565/2013-12-31#search_highlight0↩︎
Besluit inschrijvingsvoorwaarden mediators 2018
https://wetten.overheid.nl/BWBR0040641/2018-02-21#search_highlight0↩︎
Besluit inschrijvingsvoorwaarden mediators 2019
https://wetten.overheid.nl/BWBR0041770/2018-12-31#search_highlight0↩︎
Inschrijvingsvoorwaarden mediators 2019, versie 1.1 (ingaande per 1 juli 2019)
https://wetten.overheid.nl/BWBR0042337/2019-06-26#search_highlight0↩︎
Wet op de rechtsbijstand
https://wetten.overheid.nl/BWBR0006368/2019-03-04↩︎
MfN-mediationreglement 2008
https://mfnregister.nl/content/uploads/sites/3/2014/02/MfN-mediationreglement_2008.pdf↩︎
Implementatiewet buitengerechtelijke geschillenbeslechting consumenten
https://wetten.overheid.nl/BWBR0036550/2015-07-09↩︎
Cfr. la pagina del Ministero della Giustizia che è continuamente aggiornata.
https://www.gov.pl/web/sprawiedliwosc/polskie-akty-prawne-regulujace-mediacje↩︎
Ustawa z dnia 14 czerwca 1960 r. Kodeks postępowania administracyjnego (Dz.U. z 2016 r. poz. 23, z późn.zm.)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU19600300168↩︎
Ustawa z dnia 30 sierpnia 2002 r. Prawo o postępowaniu przed sądami administracyjnymi (Dz. U. z 2016 r. poz. 718, z późn. zm.)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU20021531270↩︎
Rozporządzenie Ministra Spraw Wewnętrznych i Administracji z dnia 2 czerwca 2017 r. w sprawie wysokości wynagrodzenia i podlegających zwrotowi wydatków mediatora w postępowaniu administracyjnym (Dz. U. z 2017r. poz. 1088)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU20170001088↩︎
Rozporządzenie Ministra Spraw Wewnętrznych i Administracji z dnia 2 czerwca 2017 r. w sprawie wysokości wynagrodzenia i podlegających zwrotowi wydatków mediatora w postępowaniu przed sądem administracyjnym (Dz. U. z 2017r. poz. 1087)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU20170001087↩︎
Ustawa z dnia 17 listopada 1964 r. Kodeks postępowania cywilnego (Dz.U. z 2016 r. poz. 1822, z późn.zm.) (wyciąg z przepisów), regulacja obowiązująca od 10 grudnia 2005 r., wprowadzona do Kodeksu postępowania cywilnego ustawą z dnia 28 lipca 2005 roku o zmianie Kodeksu postępowania cywilnego oraz niektórych innych ustaw (Dz. U. z 2005 r. Nr 172, poz. 1438), z późniejszymi zmiany, w tym wprowadzonymi ustawą o zmianie niektórych ustaw w związku ze wspieraniem polubownych metod rozwiązywania sporów z dnia 10 września 2015 r. (Dz. U. z 2015 r. poz. 1595)
https://www.portaloswiatowy.pl/stosunek-pracy-nauczycieli/ustawa-z-17-listopada-1964-r.-kodeks-postepowania-cywilnego-tekst-jedn.-dz.u.-z-2019-r.-poz.-1460-10401.html↩︎
Ustawa z dnia 23 kwietnia 1964 r. Kodeks cywilny (Dz. U. z 1964 r., Nr 16, poz. 93 z późn. zm.)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=wdu19640160093↩︎
USTAWA z dnia 27 lipca 2001 r. Prawo o ustroju sądów powszechnych
http://bip.um.szczecin.pl/UMSzczecinFiles/file/lex-dz-u-2018-23-t-j-prawo-o-ustroju-sadow.pdf↩︎
Ustawa z dnia 28 lipca 2005 r. o kosztach sądowych w sprawach cywilnych (Dz. U. z 2016 poz. 623, z późn. zm.)
http://www.przepisy.gofin.pl/przepisy,4,29,220,3603,,20190907,ustawa-z-dnia-28072005-r-o-kosztach-sadowych-w-sprawach.html↩︎
USTAWA z dnia 10 września 2015 r. o zmianie niektórych ustaw w związku ze wspieraniem polubownych
metod rozwiązywania sporów
http://orka.sejm.gov.pl/proc7.nsf/ustawy/3432_u.htm
In vigore dal 1° gennaio 2016.↩︎
Ustawa z dnia 23 września 2016 r. o pozasądowym rozwiązywaniu sporów konsumenckich (Dz.U. z 2016 r. poz. 1823)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU20160001823↩︎
Rozporządzenie Ministra Sprawiedliwości z dnia 20 stycznia 2016 r. w sprawie prowadzenia listy stałych mediatorów (Dz. U. z 2016 r. poz. 122)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU20160000122↩︎
Rozporządzenie Ministra Sprawiedliwości z dnia 20 czerwca 2016 r. w sprawie wysokości wynagrodzenia i podlegających zwrotowi wydatków mediatora w postępowaniu cywilnym (Dz.U. z 2016 r. poz. 921)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU20160000921↩︎
Ustawa z dnia 26 października 1982 r. o postępowaniu w sprawach nieletnich (Dz. U. z 2016 r. poz. 1654)
https://www.infor.pl/akt-prawny/DZU.2018.098.0000969,ustawa-o-postepowaniu-w-sprawach-nieletnich.html↩︎
Rozporządzenie Ministra Sprawiedliwości z dnia 18 maja 2001 r. w sprawie postępowania mediacyjnego w sprawach nieletnich (Dz. U. z 2001 r., Nr 56, poz. 591)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU20010560591↩︎
Rozporządzenie Ministra Sprawiedliwości z dnia 13 czerwca 2016 r. w sprawie wysokości i szczegółowych zasad ustalania kosztów postępowania w sprawach nieletnich (Dz.U. z 2016 r poz. 863)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU20160000863↩︎
Rozporządzenie Ministra Sprawiedliwości z dnia z 23 grudnia 2002 r. w sprawie wynagrodzeń kuratorów zawodowych i aplikantów kuratorskich (Dz.U. z 2016 r. poz. 1547)
http://isap.sejm.gov.pl/isap.nsf/DocDetails.xsp?id=WDU20022392037↩︎
Art. 27a Código de Processo do Trabalho. Decreto-Lei n.º 480/99
https://dre.pt/web/guest/legislacao-consolidada/-/lc/124568275/201909212200/73765095/diploma/indice?q=c%C3%B3digo+de+processo+de+trabalho↩︎
Protocolo celebrado em 5 de maio de 2006
https://www.dgpj.mj.pt/DGPJ/sections/leis-da-justica/livro-ix-leis-sobre/pdf7307/DGPJ/sections/leis-da-justica/livro-ix-leis-sobre/pdf7307/protocolo-de-acordo/downloadFile/file/Protocolo_de_Mediacao_Laboral.pdf?nocache=1182243469.36↩︎
Gabinete do Secretário de Estado da Justiça Despacho n.o 18 778/2007
https://dre.pt/application/dir/pdf2s/2007/08/161000000/2405124052.pdf↩︎
Lei n.o 21/2007 de 12 de Junho
https://dre.pt/web/guest/legislacao-consolidada/-/lc/124568275/201909212200/73765095/diploma/indice?q=c%C3%B3digo+de+processo+de+trabalho↩︎
Despacho n.o 18 778/2007
https://dre.pt/application/dir/pdf2s/2007/08/161000000/2405124052.pdf↩︎
Lei n.º 61/2008 de 31 de Outubro. Altera o regime jurídico do divórcio
https://www.dgpj.mj.pt/sections/leis-da-justica/pdf-ult2/lei-61-2008-de-31-de/downloadFile/file/lei%2061.2008.pdf?nocache=1225445203.82↩︎
Portaria n.º 68-A/2008, de 22 de Janeiro
https://www.dgpj.mj.pt/sections/leis-da-justica/pdf-ult2/portaria-n-68-a-2008-de/downloadFile/file/Port%2068-A.2008.pdf?nocache=1200993295.16↩︎
Portaria n.º 68-B/2008, de 22 de Janeiro
https://www.dgpj.mj.pt/sections/leis-da-justica/pdf-ult2/portaria-n-68-b-2008-de/downloadFile/file/Port%2068-B.2008.pdf?nocache=1200993391.57↩︎
Portaria n.º 68-C/2008, de 22 de Janeiro
https://www.dgpj.mj.pt/sections/leis-da-justica/pdf-ult2/portaria-n-68-c-2008-de/downloadFile/file/Port%2068-C.2008.pdf?nocache=1200993480.77↩︎
Cfr. Lei n. 1/2010, de 15 de janeiro in http://dre.pt/pdf1s/2010/01/01000/0018000180.pdf↩︎
Lei n.º 29/2009 de 29 de Junho. Aprova o Regime Jurídico do Processo de Inventário e altera o Código Civil, o Código de Processo Civil, o Código do Registo Predial e o Código do Registo Civil, no cumprimento das medidas de descongestionamento dos tribunais previstas na Resolução do Conselho de Ministros n.º 172/2007, de 6 de Novembro, o Regime do Registo Nacional de Pessoas Colectivas, procede à transposição da Directiva n.º 2008/52/CE, do Parlamento e do Conselho, de 21 de Março, e altera o Decreto -Lei n.º 594/74, de 7 de Novembro. Diário da República, 1.ª série — N.º 123 — 29 de Junho de 2009 http://dre.pt/pdf1sdip/2009/06/12300/0419204208.pdf↩︎
Portaria n.º 732/2009 de 8 de Julho
https://www.dgpj.mj.pt/sections/leis-da-justica/pdf-ult2/portaria-n-732-2009-de-8/downloadFile/file/Port%20732.2009.pdf?nocache=1247060754.67↩︎
Portaria n.º 282/2010, de 25 de Maio
https://dre.pt/application/dir/pdf1sdip/2010/05/10100/0177201778.pdf↩︎
Lei nº 29/2013 de 19 de abril. Estabelece os princípios gerais aplicáveis à mediação realizada
em Portugal, bem como os regimes jurídicos da mediação civil e comercial, dos mediadores e da mediação pública.
In vigore dal 19 maggio 2013.
https://dre.pt/application/dir/pdf1sdip/2013/04/07700/0227802284.pdf↩︎
Lei n.º 54/2013, de 31 de julho
Primeira alteração à Lei n.º 78/2001, de 13 de julho (Lei de organização, competência e funcionamento dos julgados de paz), aperfeiçoando alguns aspetos de organização e funcionamento dos julgados de paz.
http://www.pgdlisboa.pt/leis/lei_mostra_articulado.php?nid=1975&tabela=leis↩︎
Despacho N. 001/DGP] J/2014
https://www.dgpj.mj.pt/sections/gral/mediacao-publica/mediacao-anexos/despacho-autonomo-2-gral/downloadFile/file/Despacho_que_fixa_as_vagas_para_estagios.pdf?nocache=1413555314.01↩︎
Portaria nº 344/2013 de 27 de novembro
https://dre.pt/application/dir/pdf1s/2013/11/23000/0656706569.pdf↩︎
Portaria nº 345/2013 de 27 de novembro
https://dre.pt/application/dir/pdf1s/2013/11/23000/0656906572.pdf↩︎
Art. 273 Lei nº 41/2013, de 26 de Junho CÓDIGO DE PROCESSO CIVIL (NOVO)
http://www.pgdlisboa.pt/leis/lei_mostra_articulado.php?ficha=201&artigo_id=&nid=1959&pagina=3&tabela=leis&nversao=&so_miolo=↩︎
Despacho nº 13/2018, de 22 de outubro, da Secretária de Estado da Justiça, publicado no DR, II Série, n.º 216, de 9 de novembro de 2018
https://dre.pt/application/conteudo/116929980↩︎
Portaria nº 283/2018, de 19 de outubro (art.º 3)
https://dre.pt/application/conteudo/116734771↩︎
Lei n.º 141/2015, de 08 de Setembro
REGIME GERAL DO PROCESSO TUTELAR CÍVEL(versão actualizada)
http://www.pgdlisboa.pt/leis/lei_mostra_articulado.php?artigo_id=2428A0023&nid=2428&tabela=leis&pagina=1&ficha=1&so_miolo=&nversao=↩︎
DL n.º 272/2001, de 13 de Outubro
PROCESSOS DA COMPETÊNCIA DO M.ºP.º E DAS C. REGISTO CIVIL(versão actualizada)↩︎
202/2012 Sb. ZÁKON ze dne 2. května 2012 o mediaci a o změně některých zákonů (zákon o mediaci)
https://www.zakonyprolidi.cz/cs/2012-202
In vigore dal 1° settembre 2012.↩︎
Zákon č. 99/1963 Sb.
https://www.zakonyprolidi.cz/cs/1963-99↩︎
Vyhláška č. 277/2012 Sb.
https://www.zakonyprolidi.cz/cs/2012-277
Valutazione di impatto
https://justice.cz/documents/12681/720931/Od%C5%AFvodn%C4%9Bn%C3%AD+k+vyhl%C3%A1%C5%A1ce+%C4%8D.+277.pdf/2920da58-5184-4c57-8c95-7d5ff91a2790
1n vigore dal 1° settembre 2012.↩︎
Zákon č. 257/2000 Sb.
https://www.zakonyprolidi.cz/cs/2000-257
In vigore dal 1° gennaio 2011.↩︎
Zákon č. 634/1992 Sb. Zákon o ochraně spotřebitele
https://www.zakonyprolidi.cz/cs/1992-634↩︎
Tutta la legislazione in materia può essere trovata sul sito del Consiliul du mediere: https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
LEGE Nr. 192/2006 din 16 mai 2006 privind medierea şi organizarea profesiei de mediator
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
CODUL DE ETIC DEONTOLOGIE PROFESIONAL A MEDIATORILOR
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
Legea 370/2009 pentru modificarea si completarea Legii nr. 192/2006 privind medierea si organizarea profesiei de mediator Publicat in Monitorul Oficial, Partea I nr. 831 din 3 decembrie 2009.
http://www.dreptonline.ro/legislatie/lege_modificare_mediere_organizare_profesiei_mediator_370_2009.php↩︎
HOTĂRÂRE Nr. 5/2007 din 13 mai 2007 pentru aprobarea Regulamentului de organizare şi funcţionare a Consiliului de mediere
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
REGULI DE PUBLICITATE A MEDIATORILOR ŞI A FORMELOR DE EXERCITARE A PROFESIEI DE MEDIATOR
Anexa la Hotărârea Consiliului de Mediere nr. 184/19.02.2010
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
Ordonanta Guvernului nr. 13/2010 pentru modificarea si completarea unor acte normative in
domeniul justitiei in vederea transpunerii Directivei 2006/123/CE a Parlamentului European si
a Consiliului din 12 decembrie 2006 privind serviciile in cadrul pietei interne
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, Parte I nr. 714 del 26 ottobre 2010.↩︎
Legea 202/2010 privind unele masuri pentru accelerarea solutionarii proceselor. Legea 202/2010 Mica reforma a Justitiei. Publicat in Monitorul Oficial, Partea I nr. 714 din 26 octombrie 2010.
Il testo emenda non soltanto il Codice di rito ma anche la Legge 192/06 (impone al mediatore di non chiedere compenso nel caso di sessione di mediazione informativa – disposizione XV l. 201/10).
http://www.dreptonline.ro/legislatie/legea_202_2010_masuri_pentru_accelerarea_solutionarii_proceselor_mica_reforma_a_justitiei.php↩︎
LEGE Nr 115 din 4 iulie 2012 pentru modificarea şi completarea Legii nr. 192/2006 privind medierea şi
organizarea profesiei de mediator
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
ORDONANTA DE URGENTA NR. 90/2012 pentru modificarea şi completarea Legii nr.192/2006 privind medierea şi organizarea profesiei de mediator, precum şi pentru modificarea art. II din Legea nr.115/2012 pentru modificarea şi completarea Legii nr. 192/2006 privind medierea şi organizarea profesiei de mediator.
http://www.mediatori-romania.ro/Mediatori-Romania/ordonanta-de-urgenta-nr-90-din-12-decembrie-2012.html↩︎
LEGE nr. 214 din 28 iunie 2013
pentru aprobarea Ordonanței de urgență a Guvernului nr. 4/2013 privind modificarea Legii nr. 76/2012 pentru punerea în aplicare a Legii nr. 134/2010 privind Codul de procedură civilă, precum și pentru modificarea și completarea unor acte normative conexe.
http://legislatie.just.ro/Public/DetaliiDocumentAfis/149294↩︎
ORDONANTA DE URGENTA nr. 4 din 30 ianuarie 2013 privind modificarea Legii nr. 76/2012 pentru punerea in aplicare a Legii nr. 134/2010 privind Codul de procedura civila, precum si pentru modificarea si completarea unor acte normative conexe
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
HOTĂRÂRE Nr. 12 din 7 septembrie 2007 pentru aprobarea Standardului de formare a mediatorului
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
Hotărârea nr.5315 din 26 octombrie 2013 privind modificarea standardului de formare
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
ORDONANȚĂ DE URGENȚĂ nr. 80 din 26 iunie 2013 privind taxele judiciare de timbru
http://legislatie.just.ro/Public/DetaliiDocument/149314↩︎
Legea 255/2013 pentru punerea in aplicare a Legii nr. 135/2010 privind Codul de procedura penala si pentru modificarea si completarea unor acte normative care cuprind dispozitii procesual penale.
http://www.dreptonline.ro/legislatie/legea_255_2013_punerea_in_aplicare_lege_135_2010_codul_de_procedura_penala_modificare_acte_normative_dispozitii_procesual_penale.php↩︎
Hotărârea nr.20 din 31.05.2014 privind taxa profesională anuală
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
STATUTUL PROFESIEI DE MEDIATOR
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/
https://www.blog.mediatoru.ro/wp-content/uploads/2017/02/Statutul-profesiei-de-mediator.pdf↩︎
Decizia Curţii Constituţionale nr. 266/2014
https://lege5.ro/Gratuit/gm4tsnrrgy/decizia-nr-266-2014-referitoare-la-exceptia-de-neconstitutionalitate-a-prevederilor-art-200-din-codul-de-procedura-civila-precum-si-celor-ale-art-2-alin-1-si-12-si-art-601-din-legea-nr-192-2006-privin↩︎
Decizia Curţii Constituţionale nr. 713/2014
https://lege5.ro/Gratuit/guzdcnjugy/decizia-nr-713-2014-referitoare-la-admiterea-exceptiei-de-neconstitutionalitate-a-prevederilor-art-iii-din-legea-nr-115-2012-pentru-modificarea-si-completarea-legii-nr-192-2006-privind-medierea-si-org↩︎
Decizia Curţii Constituţionale nr. 397/2016
https://lege5.ro/Gratuit/gezdimjqgq2q/decizia-nr-397-2016-referitoare-la-exceptia-de-neconstitutionalitate-a-dispozitiilor-art-67-din-legea-nr-192-2006-privind-medierea-si-organizarea-profesiei-de-mediator-in-interpretarea-data-prin-deciz↩︎
STANDARDUL DE FORMARE A MEDIATORULUI Actualizare la 28.02.2017
https://mediereonline.com/standard-formare/↩︎
Legea nr. 97/2018 privind unele măsuri de protecție a victimelor infracțiunilor
https://lege5.ro/Gratuit/gi3tqnzwg43a/legea-nr-97-2018-privind-unele-masuri-de-protectie-a-victimelor-infractiunilor↩︎
Ordonanța de urgență nr. 24/2019 pentru modificarea și completarea Legii nr. 211/2004 privind unele măsuri pentru asigurarea protecției victimelor infracțiunilor, precum și a altor acte normative
https://lege5.ro/Gratuit/gmzdomjrhe2a/ordonanta-de-urgenta-nr-24-2019-pentru-modificarea-si-completarea-legii-nr-211-2004-privind-unele-masuri-pentru-asigurarea-protectiei-victimelor-infractiunilor-precum-si-a-altor-acte-normative↩︎
Legea nr. 154/2019 pentru modificarea și completarea Legii nr. 192/2006 privind medierea și organizarea profesiei de mediator
https://lege5.ro/Gratuit/gm2damrzgyyq/legea-nr-154-2019-pentru-modificarea-si-completarea-legii-nr-192-2006-privind-medierea-si-organizarea-profesiei-de-mediator↩︎
ORDONANŢA nr. 38 din 26 august 2015 privind soluţionarea alternativă a litigiilor dintre consumatori şi comercianţi
https://trusted.ro/ordonanta-38-2015-solutionarea-litigiilor/
V. anche ORDONANŢĂ DE URGENŢĂ nr. 75 din 11 octombrie 2017 pentru modificarea Ordonanţei Guvernului nr. 38/2015 privind soluţionarea alternativă a litigiilor dintre consumatori şi comercianţi
http://www.monitoruljuridic.ro/act/ordonan-de-urgen-nr-75-din-11-octombrie-2017-pentru-modificarea-ordonan-ei-guvernului-nr-38-2015-nbsp-privind-solu-ionarea-alternativ-a-litigiilor-dintre-consumatori-i-comercian-i-emitent-193924.html↩︎
REGULAMENTUL DE ELIBERARE A CERTIFICATULUI DE ABSOLVIRE SI ATESTATULUI DE CALIFICARE
https://www.cmediere.ro/legislatie/7/↩︎
The Cross-Border Mediation (Scotland) Regulations 2011. Made 21st March 2011. Coming into force 6th April 2011. Scottish Statutory Instruments (SSI) 2011 no. 234 MEDIATION.
http://www.legislation.gov.uk/ssi/2011/234/pdfs/ssi_20110234_en.pdf↩︎
The Courts Reform (Scotland) Act 2014
http://www.legislation.gov.uk/asp/2014/18/contents/enacted↩︎
Act of Sederunt (Simple Procedure) 2016
https://www.legislation.gov.uk/ssi/2016/200/contents/made↩︎
ACT OF SEDERUNT (SHERIFF COURT ORDINARY CAUSE RULES) 1993 No.1956 (S.223)
https://www.scotcourts.gov.uk/rules-and-practice/rules-of-court/sheriff-court---civil-procedure-rules/ordinary-cause-rules↩︎
ACT OF SEDERUNT (SHERIFF COURT ORDINARY CAUSE RULES) 1993 No.1956 (S.223)
SCHEDULE 1
Special provisions in relation to particular causes
CHAPTER 33 FAMILY ACTIONS
https://www.scotcourts.gov.uk/rules-and-practice/rules-of-court/sheriff-court---civil-procedure-rules/ordinary-cause-rules↩︎
The Civil Evidence (Mediation family) (Scotland) Act 1995
http://www.legislation.gov.uk/ukpga/1995/6/contents↩︎
The Employment Tribunals (Constitution and Rules of Procedure) 2013 Schedule 1 Rule 2
http://www.legislation.gov.uk/uksi/2013/1237/schedules/made↩︎
The First-tier Tribunal for Scotland Housing and Property Chamber (Procedure) Regulations 2017
http://www.legislation.gov.uk/ssi/2017/328/pdfs/ssi_20170328_en.pdf↩︎
Education (Additional Support for Learning) (Scotland) Act 2004)
http://www.legislation.gov.uk/asp/2004/4/contents↩︎
420/2004 Z. z. 420 ZÁKON z 25. júna 2004 o mediácii a o doplnení niektorých zákonov
Pubblicata nella Raccolta delle leggi no. 179/2004 pagina 3938.
https://www.slov-lex.sk/pravne-predpisy/SK/ZZ/2004/420/20190101
Valida dal 1° settembre 2004
Ha subito diverse modifiche con le leggi: 136/2010 Coll., 141/2010 Coll., 332/2011 Coll., 390/2015 Coll. 177/2018 Coll.↩︎
424/2015 Z. z. VYHLÁŠKA Ministerstva spravodlivosti Slovenskej republiky zo 17. decembra 2015 o ďalšom vzdelávaní a preskúšaní mediátorov
https://www.slov-lex.sk/pravne-predpisy/SK/ZZ/2015/424/20160101↩︎
Zákon č. 160/2015 Z. z. Civilný sporový poriadok
https://www.zakonypreludi.sk/zz/2015-160↩︎
550 ZÁKON z 28. októbra 2003 o probačných a mediačných úradníkoch a o zmene a doplnení niektorých zákonov
https://www.zakonypreludi.sk/zz/2003-550↩︎
Zákon č. 301/2005 Z. z. Trestný poriadok
https://www.zakonypreludi.sk/zz/2005-301↩︎
Zakon o mediaciji v civilnih in gospodarskih zadevah (ZMCGZ) ki ga je sprejel Državni zbor Republike Slovenije na seji 23. maja 2008.
Št. 003-02-5/2008-8. Uradni list Republike Slovenije Št. 56 Ljubljana, petek 6.6.2008 € ISSN 1318-0576 Leto XVIII.
In vigore dal 21 giugno 2008.
http://pisrs.si/Pis.web/pregledPredpisa?id=ZAKO5289#↩︎
Patient Rights Act (ZPacP)
https://www.uradni-list.si/glasilo-uradni-list-rs/vsebina/2008-01-0455?sop=2008-01-0455↩︎
Zakon o alternativnem reševanju sodnih sporov (ZARSS) 2009.11.19. Ur.l. RS, št. 97/2009. Datum začetka uporabe: 5.06.2010. Uradni list Republike Slovenije Št. 97 Ljubljana, ponedeljek 30. 11. 2009 ISSN 1318-0576 Leto XIX.
http://www.pisrs.si/Pis.web/pregledPredpisa?id=ZAKO5648↩︎
Pravilnik o mediatorjih v programih sodišč
http://www.pisrs.si/Pis.web/pregledPredpisa?id=PRAV10177↩︎
Pravilnik o nagradi in povračilu potnih stroškov mediatorjem, ki delujejo v programih sodišč 2010/03/19. Datum začetka veljavnosti: 2010/06/15. Uradni list Republike Slovenije Stran 2794 / Št. 22 / 19. 3. 2010. In http://zakonodaja.gov.si/rpsi/r08/predpis_PRAV10178.html↩︎
Slovenski kodeks mediatorjev
http://www.slo-med.si/sites/default/files/files/kodeks_mediatorjev_slovenije.pdf↩︎
Zakon o izvensodnem reševanju potrošniških sporov.
https://zakonodaja.com/zakon/zisrps↩︎
In dirittura d’arrivo dovrebbe esserci una nuova legge sulla mediazione.
ANTEPROYECTO DE LEY DE IMPULSO DE LA MEDIACIÓN
https://www.ammediadores.es/nueva/wp-content/uploads/2018/12/ANTEPROYECTO-LEY-IMPULSO-MEDIACI0N.pdf↩︎
Ley 1/2000, de 7 de enero, de Enjuiciamiento Civil
https://www.boe.es/buscar/act.php?id=BOE-A-2000-323↩︎
Ley Orgánica 10/1995, de 23 de noviembre, del Código Penal
https://www.boe.es/buscar/act.php?id=BOE-A-1995-25444↩︎
Real Decreto-ley 5/2012, de 5 de marzo, de mediación en asuntos civiles y mercantiles. In BOLETÍN OFICIAL DEL ESTADO, Martes 6 de marzo de 2012, Núm. 56 Sec. I. Pág. 18783. http://www.boe.es/boe/dias/2012/03/06/pdfs/BOE-A-2012-3152.pdf
Ricordiamo però che in precedenza l’attenzione si era soffermata sul un disegno di legge sulla mediazione in materia civile e commerciale (Proyecto de ley de mediación en asuntos civiles y mercantiles. http://www.congreso.es/public_oficiales/L9/CONG/BOCG/A/A_122-01.PDF) che ha avuto una battuta d’arresto ed è decaduto in data 27/9/2011. Cfr. http://www.congreso.es↩︎
Ley 5/2012, de 6 de julio, de mediación en asuntos civiles y mercantiles
https://www.boe.es/buscar/act.php?id=BOE-A-2012-9112↩︎
Real Decreto 980/2013, de 13 de diciembre, por el que se desarrollan determinados aspectos de la Ley 5/2012, de 6 de julio, de mediación en asuntos civiles y mercantiles.
https://www.mjusticia.gob.es/cs/Satellite/Portal/1292426979390?blobheader=application%2Fpdf&blobheadername1=Content-Disposition&blobheadervalue1=attachment%3B+filename%3DReal_Decreto_980-2013__de_desarrollo_de_la_ley_de_mediacion.PDF↩︎
Orden JUS/746/2014, de 7 de mayo, por la que se desarrollan los artículos 14
y 21 del Real Decreto 980/2013, de 13 de diciembre y se crea el fichero de
mediadores e instituciones de mediación.https://www.mjusticia.gob.es/cs/Satellite/Portal/1292427005771?blobheader=application%2Fpdf&blobheadername1=Content-Disposition&blobheadervalue1=attachment%3B+filename%3DOrden_JUS_746_2014__de_7_de_mayo__por_la_que_se_desarrollan_los_articulos_14_y_21_del_Real_Decreto_.PDF↩︎
Art. 63 Ley Ley 36/2011, de 10 de octubre, reguladora de la jurisdicción social.
https://www.boe.es/buscar/act.php?id=BOE-A-2011-15936↩︎
Ley 38/2011, de 10 de octubre, de reforma de la Ley 22/2003, de 9 de julio, Concursal. https://www.boe.es/buscar/pdf/2011/BOE-A-2011-15938-consolidado.pdf↩︎
Ley 7/2017, de 2 de noviembre, por la que se incorpora al ordenamiento jurídico español la Directiva 2013/11/UE, del Parlamento Europeo y del Consejo, de 21 de mayo de 2013, relativa a la resolución alternativa de litigios en materia de consumo.
https://www.boe.es/diario_boe/txt.php?id=BOE-A-2017-12659↩︎
Ley 10/2012, de 20 de noviembre, por la que se regulan determinadas tasas en el ámbito de la Administración de Justicia y del Instituto Nacional de Toxicología y Ciencias Forenses.
https://www.boe.es/diario_boe/txt.php?id=BOE-A-2012-14301↩︎
Ley 36/2011, de 10 de octubre, reguladora de la jurisdicción social.
https://www.boe.es/buscar/act.php?id=BOE-A-2011-15936↩︎
Rättegångsbalk (1942:740)
https://lagen.nu/1942:740↩︎
Föräldrabalk (1949:381)
https://lagen.nu/1949:381#K6↩︎
Cap V § 3 Lag (1974:371) om rättegången i arbetstvister
https://lagen.nu/1974:371↩︎
Lag (2002:445) om medling med anledning av brott
https://www.riksdagen.se/sv/dokument-lagar/dokument/svensk-forfattningssamling/lag-2002445-om-medling-med-anledning-av-brott_sfs-2002-445↩︎
Lag (2011:860) om medling i vissa privaträttsliga tvister
In vigore dal 1° agosto 2011
http://www.notisum.se/rnp/sls/lag/20110860.htm↩︎
Lag om ändring i rättegångsbalken; utfärdad den 22 juni 2011.
In vigore dal 1° agosto 2011
http://www.notisum.se/rnp/sls/sfs/20110861.pdf↩︎
Lag om ändring i utsökningsbalken; utfärdad den 22 juni 2011
In vigore dal 1° agosto 2011
http://notisum.se/rnp/sls/sfs/20110862.pdf↩︎
Lag (1973:188) om arrendenämnder och hyresnämnder
In vigore dal 1° agosto 2011
https://www.riksdagen.se/sv/dokument-lagar/dokument/svensk-forfattningssamling/lag-1973188-om-arrendenamnder-och-hyresnamnder_sfs-1973-188↩︎
Lag (2017:322) om medling i vissa upphovsrättstvister
https://www.riksdagen.se/sv/dokument-lagar/dokument/svensk-forfattningssamling/lag-2017322-om-medling-i-vissa_sfs-2017-322↩︎
§§ 46-53 Lag (1976:580) om medbestämmande i arbetslivet
https://www.riksdagen.se/sv/dokument-lagar/dokument/svensk-forfattningssamling/lag-1976580-om-medbestammande-i-arbetslivet_sfs-1976-580↩︎
Förordning (1976:826) om medling i arbetstvister
http://rkrattsbaser.gov.se/sfst?bet=1976:826↩︎
1990. évi XCIII. Törvény az illetékekről
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=99000093.TV↩︎
149/1992. évi XXII. Törvény a Munka Törvénykönyvéről
https://mkogy.jogtar.hu/jogszabaly?docid=99200022.TV1997.↩︎
1992. évi XXXIII. Törvény a közalkalmazottak jogállásáról
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=99200033.tv↩︎
1996. évi XLIII. Törvény a fegyveres szervek hivatásos állományú tagjainak szolgálati viszonyáról
http://njt.hu/cgi_bin/njt_doc.cgi?docid=26743.287379↩︎
(IX. 10.) Korm. Rendelet a gyámhatóságokról, valamint a gyermekvédelmi és gyámügyi eljárásról
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=99700149.KOR↩︎
2016. évi CXXX. Törvény a polgári perrendtartásról
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=A1600130.TV
Nel 2018è stato modificato.↩︎
2006. évi CXXIII. Törvény a büntető ügyekben alkalmazható közvetítői tevékenységről
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=A0600123.TV&kif=k%F6zvet%EDt%F5i%20tev%E9kenys%E9g↩︎
2000. évi CXVI. Törvény az egészségügyi közvetítői eljárásról
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=A0000116.TV↩︎
A közvetítői tevékenységről szóló 2002 évi LV. Törvény.
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=a0200055.tv
In vigore dal 17 dicembre 2002↩︎
Az igazságügy-miniszter3/2003. (III. 13.) IMrendeletea közvetítői névjegyzék vezetéséről.
Magyar Közlöny, 01972-01973.
http://mediaciokonyv.hu/jogszabalyok/32003-iii-13-im-rendelet-a-kozvetitoi-nevjegyzek-vezeteserol/↩︎
63/2009. (XII. 17.) IRM rendelet a közvetítői szakmai képzésről és továbbképzésről. In IGAZSÁGÜGYI KÖZLÖNY AZ IGAZSÁGÜGYI ÉS RENDÉSZETI MINISZTÉRIUM HIVATALOS LAPJA BUDAPEST, 2010. JANUÁR 8. CXVIII. ÉVFOLYAM 1. SZÁM MK. 184. Szám 45144-45148 oldal.
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=A0900063.IRM↩︎
2012. évi II. Törvény a szabálysértésekről, a szabálysértési eljárásról és a szabálysértési nyilvántartási rendszerről
http://jogiportal.hu/view/a-szabalysertesekrol-a-szabalysertesi-eljarasrol-es-a-szabalysertesi-nyilvantartasi-rendszerrol-szolo-2012-evi-ii-tv↩︎
Fogyasztóvédelmi törvény
In vigore dal 1° gennaio 2018
http://www.panaszrendezes.hu/homepage/index.php/hasznos-tanacsok/198-a-2018-januar-1-tol-hatalyos-fogyasztovedelmi-toerveny
La legge di attuazione originaria della Direttiva 2013/11 è:
2015. évi CXXXVII. Törvény a fogyasztóvédelemről szóló 1997. évi CLV. törvény, valamint a kis- és középvállalkozásokról, fejlődésük támogatásáról szóló 2004. évi XXXIV. törvény módosításáról
https://mkogy.jogtar.hu/jogszabaly?docid=A1500137.TV#lbj0id22f6↩︎
149/1997. (IX. 10.) Korm. Rendelet a gyámhatóságokról, valamint a gyermekvédelmi és gyámügyi eljárásról
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=99700149.kor↩︎
§ 4:172 2013. évi V. törvény a Polgári Törvénykönyvről
https://net.jogtar.hu/jogszabaly?docid=a1300005.tv↩︎